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Brasil 2014 – Il superpagellone – Parte seconda (#19)

Dopo i voti alle prime sedici squadre di Brasile 2014, ecco la seconda e ultima parte del superpagellone mondiale.

GHANA 4
Così come la Costa d’Avorio, questa nazionale presentava ottime individualità (i due Ayew, i due Asamoah) e giocatori di esperienza internazionale (Muntari, Essien, Boateng), e proprio come la Costa d’Avorio, ciò non è bastato a creare una squadra compatta capace di superare un Portogallo ronaldocentrico e i modesti USA. Il rammarico aumenta se si pensa che sono riusciti a far pareggiare i futuri campioni del mondo. Da segnalare l’anaconda di Jordan Ayew in mondovisione e il declino di Boateng, che ormai in testa ha solo la Satta. Come biasimarlo.
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GIAPPONE 5
Squadra mediocre, con qualche buon giocatore (Kagawa, Nagatomo) e un allenatore bollito (Zaccheroni). Nonostante avessero Pikachu come mascotte ufficiale, i nipponici non sono riusciti a vincere nemmeno mezza partita. Unico punto positivo: lo splendido gol di Okazaki alla Colombia, uno dei più belli del torneo.
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GRECIA 7
Perché loro ci credono sempre e comunque, e in questo danno ogni volta una lezione grande così alla nazionale italiana. Tanta gente coi piedi ruvidi, qualche veterano over35 e pochi lampi di buona tecnica, eppure è stato anche così che hanno vinto Euro 2004. In Brasile Karagounis e compagni hanno fatto la loro sporca figura, eliminando la Costa d’Avorio all’ultimo secondo e sfiorando i quarti di finale.
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HONDURAS 5
Una delle squadre più scarse del torneo, se non la più scarsa. Zero punti nel girone, otto gol subiti e mai l’impressione di poter vincere o almeno pareggiare una partita. Ma hanno già fatto qualcosa di storico qualificandosi per la fase finale.
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INGHILTERRA 4
Hodgson ha provato a portare in Brasile un mix di vecchi leoni (Gerrard, Rooney) e nuove leve (Sterling, Sturridge). La miscela, che aveva dato risultati discreti nel girone di qualificazione, qui non ha pagato per niente. Rooney e compagni passeranno alla storia solo per essere riusciti a perdere contro l’Italia più sgonfia degli ultimi trent’anni.
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IRAN 7
Versione sfigata della favola costaricense, la nazionale del vecchio volpone Queiroz ha bloccato sullo 0-0 la Nigeria, ha sfiorato lo stesso risultato contro l’Argentina e ha venduto cara la pelle prima di cedere alla Bosnia. Due soli giocatori con esperienza internazionale (Dejagah e l’indimenticabile Ghoochannejhad, per gli amici Gucci), ma grinta da vendere.
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ITALIA 3
Per i risultati (immonda la sconfitta contro il Costa Rica), per l’atteggiamento messo in campo (tutti in difesa contro l’Uruguay, ancor prima di restare in dieci), per il comportamento dei singoli (Balotelli irritante) ma soprattutto per l’esasperante lentezza mostrata in ogni singola partita. Spompati oltre ogni limite, eliminazione sacrosanta.
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MESSICO 7
Diciamo che i giocatori di movimento sarebbero da 7: vittorie su Camerun e Croazia, semi-impresa agli ottavi contro l’Olanda. Dicorso a parte merita Ochoa, assieme a Navas (Costa Rica) il miglior portiere del torneo, con buona pace di Neuer. E pensare che al momento è senza squadra…
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NIGERIA 5
Ok, non è più la Nigeria di Kanu e Babangida, ma possibile che non ci sia nessuno di meglio di Obi Mikel a cui affidare il centrocampo? Vederlo con la maglia numero 10 fa stringere il cuore. Per il resto, si sono messi in mostra un paio di buoni giocatori, come Musa e il giovanissimo Omeruo. Nient’altro da segnalare.
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OLANDA 8
Perché se arrivi a un passo dalla finale mondiale schierando titolare quell’insulto al sacro giuoco del calcio che risponde al nome di Bruno Martins Indi, vuol dire che hai fatto un capolavoro. Squadra non imbattibile, ma resa difficile da battere da Van Gaal, nuovo manager del Manchester Utd, l’Olanda ha procurato al sottoscritto la gioia più grande di questo mondiale: il 5-1 alla Spagna. Da sottolineare anche il 3-0 al Brasile.
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PORTOGALLO 3
Se Ronaldo è mezzo rotto, se Pepe si fa espellere come un tordo alla prima partita, se la scarsezza dei centravanti fa rimpiangere due paracarri come Pauleta e Nuno Gomes, l’eliminazione ai gironi è l’unica alternativa possibile. Una delle squadre più sopravvalutate al mondo.
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RUSSIA 4
Nelle interviste pre-mondiale Capello si è più volte espresso sulla pericolosità del Belgio, a suo avviso l’avversaria numero uno per il passaggio del turno come prima del girone. Peccato che gli uomini di Don Fabio, oltre a perdere col Belgio, siano riusciti a pareggiare con la Corea e l’Algeria. Certo, in entrambi i casi la colpa è soprattutto di paperone Akinfeev, ma tutti gli altri non hanno brillato.
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SPAGNA 3
La caduta degli dèi. Che goduria vedere Casillas spaesato mentre Van Persie spediva la palla nell’angolino! Finalmente gli spagnoli scenderanno dal piedistallo, ora che sono stati umiliati dall’Olanda e perforati dal Cile. Il 3-0 all’Australia non inganni: gli uomini di Del Bosque (e Del Bosque stesso) sono stati tra i peggiori in Brasile.
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STATI UNITI 7
Gli americani hanno finalmente capito che il football, quello vero, non si gioca con la palla ovale ma tonda, e per il mondiale hanno assemblato una squadra tosta e compatta. Nei novanti minuti gli USA hanno ceduto solo ai futuri campioni, dato che l’eliminazione agli ottavi – contro il Belgio – è arrivata ai supplementari. In grandissimo spolvero Tim Howard, e se Klinsmann avesse convocato pure Donovan…
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SVIZZERA 6
Precisi, ordinati, normali. In una parola, svizzeri: vittoria (come da pronostico) contro l’Ecuador, vittoria (come da pronostico) contro l’Honduras, sconfitta (come da pronostico, anche se forse non così pesante) contro la Francia, sconfitta (come da pronostico) contro l’Argentina. E così, precisi e ordinati, gli elvetici hanno fatto le valigie e in tutta tranquillità sono tornati a fabbricare orologi e cioccolata.
S.

URUGUAY 6
Media voto tra il 4 per la sconfitta contro il Costa Rica e l’8 per le vittorie contro Inghilterra e Italia. La squadra si è dimostrata piuttosto Suarez-dipendente, e la sua assenza per squalifica si è fatta sentire molto contro la Colombia. Cavani particolarmente moscio, Forlan ormai improponibile a certi livelli. Ma la sufficienza ci può stare.
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E niente, con ogni probabilità si chiude qui la rubrica sui mondiali do Brasil. Per me è sempre un piacere scrivere di calcio, e se possibile del suo lato più folkloristico. Spero di aver divertito gli appassionati e di non aver ammorbato tutti coloro a cui il calcio esce da ogni orefizio: a breve si tornerà al vecchio blog. Ovvero al caos totale.

Brasil 2014 – Il superpagellone – Parte prima (#18)

E così il mondiale è finito. Per sintetizzarne gli eventi, si potrebbe prendere in prestito la celebre frase di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni Ottanta.

Football is a simple game. Twenty-two men chase a ball for 90 minutes and at the end, the Germans always win.

Ma prima di mettere via le sciarpe e le magliette in vista di Euro 2016, vediamo un attimo quali nazionali si sono guadagnate la sufficienza, quali dovranno recuperare i debiti a settembre e quali sono state bocciate senza appello. Ordunque, in rigoroso ordine alfanumerico:

ALGERIA 8
Perché se vieni eliminato agli ottavi, torni a casa e ti fanno fare una parata su pullman scoperto, è un segno positivo (a meno che non vivi a Ivrea). Di gran lunga miglior squadra africana, ha avuto la sfortuna di trovare subito la Germania agli ottavi.
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ARGENTINA 6,5
«Ma è arrivata in finale!». Sticazzi: l’Argentina non ha fatto un gran mondiale, poche balle. Girone: 2-1 sofferto con la Bosnia; 1-0 sul temibile Iran (solo perché Messi si è svegliato al 91′ e ha segnato il solito golletto da Playstation); 3-2 sulla Nigeria più scarsa degli ultimi vent’anni. Ottavi: 1-0 in contropiede al 118′ contro i cioccolatai svizzeri. Quarti: 1-0 contro un Belgio che ha giocato a calcio solo i 10′ finali. Semifinale: vittoria ai rigori dopo 120′ di nulla cosmico contro l’Olanda (e solo perché Cillessen ha il carisma di un pulcino bagnato, mica come Krul). Squadra tutto sommato stitica, ecco (e l’infortunio di Mascherano lo conferma). Messi miglior giocatore dei mondiali, poi, è una barzelletta.
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AUSTRALIA 6
Girone proibitivo, ma i canguri non hanno sfigurato. Per una squadra con un solo giocatore di livello (Cahill), non è andata poi così male: contro l’Olanda, prima di prendere il 3-2, hanno addirittura rischiato di vincere.
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BELGIO 7
Un solo, grande difetto: hanno sempre iniziato a giocare nel secondo tempo. Con Algeria, Russia, Corea e Usa se la sono cavata, con l’Argentina no. Va detto inoltre che le stelle (Lukaku, Hazard) hanno convinto solo a tratti, ma per una squadra così giovane i quarti di finale sono un ottimo traguardo. Li attendiamo con ansia al prossimo europeo.
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BOSNIA 7
Al posto della Nigeria, agli ottavi, avrebbe dovuto esserci l’unica matricola di questo mondiale. Ma quando il sacro potere della Sfiga ci si mette, è dura sopravvivere: l’autogol pro-Argentina all’esordio e le cappellate arbitrali contro la Nigeria hanno condannato Dzeko e compagni all’eliminazione. Ma le delusioni sono state ben altre.
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BRASILE 3
A proposito di delusioni. Il Brasile si strugge da sessantaquattro anni per il mondiale perso in casa, contro ogni pronostico, contro l’Uruguay. Qualcuno avrà detto: «Idea! Organizziamo un altro mondiale in casa e vinciamolo, così sfateremo la maledizione del 1950!». Certo, se poi metti assieme una squadra ridicola, rischi di perdere contro Croazia, Messico e Cile, e vieni umiliato da Germania e Olanda, forse, dopotutto, era meglio tenersi il dramma del 1950, no? La prossima volta un centravanti degno di tal nome potrebbe far comodo.
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CAMERUN 4
Squadra con evidenti limiti tecnici che non ha saputo puntare sul collettivo per affrontare gli avversari. Si aggiunga l’infortunio della vecchia volpe Eto’o e la disfatta è servita. Il Camerun è l’unica squadra che è riuscita a far fare bella figura al Brasile. Giusto per dare un’idea, eh.
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CILE 7
Altra squadra frenata dalla sfiga, questa volta sotto forma di legni: contro il Brasile traversa di Pinilla a due minuti dalla fine dei supplementari e palo di Jara nel rigore decisivo. Gran bella nazionale.
C.
COLOMBIA
9
In molti, subito dopo l’infortunio di Falcao, l’hanno snobbata. E invece i Cafeteros hanno disputato un signor mondiale e hanno espresso forse il gioco migliore visto nella fase a gironi, anche grazie alla prodezze del buon James Rodriguez. Peccato per l’abbiocco contro il Brasile.
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COREA DEL SUD 5
I tempi del mondiale casalingo e dell’arbitro Moreno sono lontani anni luce. Squadra scarsa, partite fiacche, un pareggio contro la Russia solo grazie alla papera di Akinfeev.

COSTA D’AVORIO 4
Come può una nazionale con Yaya Touré, Drogba, Gervinho e Bony essere eliminata nella fase a gironi, per di più dai non proprio implacabili greci? Ci si aspettava molto di più.
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COSTA RICA 10
«L’Italia ha nel girone l’Inghilterra, l’Uruguay e il Costa Rica».
«Be’, allora se la giocheranno le prime tre».
Già, mi dicono che sia andata proprio così. All’insegna del motto «squadra materasso un paio di palle», i costaricensi hanno travolto l’Uruguay, zittito l’Italia e contenuto l’Inghilterra, per poi superare la Grecia e costringere ai rigori l’Olanda. Una nazionale che passerà alla storia.
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CROAZIA 5
Qui era lecito aspettarsi molto di più. Va detto che Modric e compagni sono stati intortati dal sig. Nishimura contro il Brasile, ma al momento della resa dei conti, ovvero contro il Messico, hanno deluso parecchio. Anche qui, come nel caso della Costa d’Avorio, i grandi nomi non sono bastati. Da segnalare anche il portiere, Pletikosa, a tratti davvero imbarazzante.
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ECUADOR 6
Hanno pareggiato con la Francia e hanno vinto con l’Honduras, peccato per l’uno-due preso dalla Svizzera nella partita d’esordio, quando la vittoria sembrava ormai al sicuro. In base ai mezzi a disposizione, anche questa nazionale si è conquistata la sufficienza.
International Friendly - Netherlands v Ecuador
FRANCIA 7

Tantissimo talento (Pogba, Varane, Griezmann), qualche intoccabile (Benzema, Lloris) e una bella grinta: quando tra due anni la Francia ospiterà gli europei, la sua nazionale sarà una delle favorite. In Brasile la truppa di Deschamps non sfigura, ma diventa inoffensiva quando trova davanti a sé l’armata tedesca. Non male, in ogni caso.
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GERMANIA 10
Voto dettato non tanto dalla vittoria finale, quando dalla batosta epica inflitta al Brasile. Grazie, amici crucchi, vi saremo eternamente grati e forse vi perdoneremo pure i calzini bianchi con i sandali. Forse, eh.
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(continua)

 

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Brasil 2014 – Oh wie ist das wunderschön! (#17)

Signore e signori, s’è fatta una certa: il mondiale è finito, tocca sbaraccare. Ma prima del superpagellone finale – sì, ci sarà un superpagellone finale – ecco la consueta cronaca live (in differita) dell’ultima partita, la finale Germania – Argentina.

Mancano pochi minuti al del calcio d’inizio. Se si vuole usare un eufemismo, i tedeschi in patria sono moderatamente ottimisti. Vedere le prime pagine dei giornali di stamattina per credere.

Solo i tedeschi possono giocare a Scarabeo sulla prima pagina di un quotidiano…

Tra i crucchi manca Khedira, che si è infortunato durante il riscaldamento pre-partita; al suo posto gioca il pressoché sconosciuto Kramer. Confermata invece l’assenza di Di Maria tra gli argentini, con Perez che prende il suo posto. Ancora una volta radiocronaca Gialappa’s e immagini Rai senza audio, ché Dossena è davvero insostenibile. Dirige l’incontro il sig. Rizzoli. Speriamo non faccia danni.

Teams come out

Leggo che Kramer non doveva nemmeno essere in Brasile. È stato convocato all’ultimo minuto a causa di un altro infortunio, e ora si trova a giocare la finale della coppa del mondo. È un po’ come se un onesto faticatore come Simone Barone diventasse campione del mondo. Ah, lo è diventato davvero? Ops.

FISCHIO D’INIZIO – Si parte! Tedeschi in bianco, argentini in blu. Secondo il sig. Carlo la partita finirà 0-0 e si andrà ai supplementari. Così, giusto perché si sappia.

2′ Müller subito steso da Rojo, punizione dai venticinque metri.

3′ Schema ridicolo dei tedeschi, appostati in massa dietro il pallone. Uno finge di tirare, un altro tocca la palla, un altro ancora la ferma e il quarto tira: tutto ‘sto casino e poi la palla finisce contro la barriera. Contro l’Algeria avevano fatto di peggio…

4′ Contropiede Argentina: Lavezzi avanza in velocità, poi Higuain spara a lato.

5′ Ricordo che in radio con la Gialappa’s c’è il sempre misurato Michael. È dal ’94 che i Gialappi invitano questo fenomeno, nelle cui vene scorre più birra che sangue, per commentare le partite della sua nazionale ai mondiali e agli europei. Personaggio di altissimo livello, dalle esultanze sempre sobrie e composte.

6′ Müller crossa da destra, Romero raccoglie senza problemi.

8′ Messi si mette in modalità Playstation e svernicia Hummels sulla fascia destra. Peccato che nessun compagno l’abbia seguito: palla persa.

10′ Ancora Argentina, ancora un cross rasoterra dal lato destro, ancora nessuno pronto a tirare.

Lionel Messi puts in a cross

11′ Tedeschi chiaramente in difficoltà, se si tiene a mente l’efficienza nazista mostrata contro il Brasile.

12′ Cross di Lahm, Klose non ci arriva. Il copione prevede che la Germania macini gioco e che l’Argentina punga in contropiede.

14′ «Kroos ha un brufolo enorme sul naso» segnala Gherarducci. Perché in finale sono i dettagli a fare la differenza.

17′ Kramer, quello che in Brasile manco doveva esserci, viene abbattuto da una spallata di Garay. Tipo un Frecciarossa che impatta contro una Smart. Rizzoli non si accorge di niente.

21′ HIGUAIN SI MANGIA UN GOL ASSURDO! Chiaramente infastidito dal brufolo, Kroos fa un retropassaggio suicida verso Neuer. Il passaggio diventa un assist per Higuain che però, solo davanti al portiere, tira una ciabattata immonda.

Gonzalo Higuain

23′ Mischione nell’area dell’Argentina, Miroslav «Armadillo impagliato» Klose non riesce a tirare.

25′ Argentini arroccati davanti all’area.

28′ Fuorigioco di Müller, urla belluine di Michael nello studio RTL.

29′ Ammonito Schweinsteiger, lo Scalatore di Maiali.

30′ HIGUAIN! GOL… ANNULLATO! Se ne accorgono tutti tranne il centravanti del Napoli, che esulta per mezz’ora salvo poi notare la bandierina alzata.

Eddaje Gonzalo, guardami…

31′ La botta presa da Garay ha lasciato il segno: Kramer, rincoglionito e sconvolto come Spud in Trainspotting, deve lasciare il campo. Löw butta dentro Schürrle, inconsapevole del fatto che all’inserimento di ogni umlaut corrisponde una bestemmia (maledetti codici ascii).

33′ Höwedes va in tackle sul pene di Mascherano: ammonito. Il centrocampista del Barcellona, che già nell’ultima partita si era fatto male in zone delicate, sembra uscirne incolume.

35′ Ennesimo contropiede Argentino: Lavezzi, poi Messi, poi il piedone di un crucco che mette in angolo.

36′ SCHÜRRLE! Bell’azione tedesca, ma il tiro centrale del biondo è respinto da Romero.

37′ Ricordiamo che la sempre pia e casta Rihanna ha fatto apprezzamenti su Romero. Che è sposato. La moglie del portiere, un po’ seria e un po’ pronta a decapitarla e a bere dal suo cranio, gliel’ha offerto per una settimana in caso di vittoria finale.

Povero Romero…

39′ MESSI! Tutto solo si lancia in area, sempre dalla destra, ma la palla viene respinta poco prima che rotoli in rete.

40′ Rizzoli fa la predica a Müller dopo un paio di legnate gratuite in mezzo al campo.

41′ Schürrle si incazza come una SS per una rimessa laterale non concessa.

44′ Tiro loffio di Kroos, para facile Romero.

45′ Angolo di Kroos, Rojo si immola su Hummels. Due minuti di recupero.

45+1′PALO! HÖWEDES! Solo soletto in mezzo all’area, sull’ennesimo corner di Kroos, spedisce la palla sul palo alla sinistra di Romero. Da notare l’eleganza del salto.

Benedikt Howedes hits post

FINE PRIMO TEMPO – Finora tanta corsa, tante botte e un erroraccio a testa. Higuain si starà mangiando fegato, milza e pancreas, ma anche Höwedes doveva far meglio. L’asse Lahm-Müller sta funzionando alla grande, mentre tra gli argentini Lavezzi sembra il più ispirato.

INTERVALLO – Thè per i calciatori, gin tonic per il sottoscritto. La Gialappa’s fa notare come tra gli ospiti VIP al Maracanà ci siano Cannavaro (mi pare giusto), Materazzi (campione del mondo pure lui), Vieri (ma perché?) e… Eros Ramazzotti. Gigi D’Alessio, no?

INIZIO SECONDO TEMPO – Lavezzi è parso talmente ispirato che Sabella, c.t. dell’Argentina, lo ha tolto e sostituito con Agüero. Faccio notare che 1) il cambio non ha senso e 2) è entrato l’unico giocatore argentino con una umlaut nel cognome. Allora ditelo, che è una congiura.

46′ MESSI! La Germania è con la testa ancora negli spogliatoi, Messi ne approfitta e spara da posizione defilata, ma angola troppo. Altra grande occasione mancata.

Lionel Messi scratches head

49′ Fase di stallo in campo, e allora la regia inquadra il Cristo Redentore del Corcovado, mentre sullo sfondo il sole tramonta. È fantastico notare come quel povero cristo – è il caso di dirlo – sia stato strumentalizzato in ogni modo possibile e immaginabile, ma gli unici a essere bacchettati dal clero brasiliano siano stati gli italiani.

50′ Sponda di Agüero per Higuain, ma il Pipita cicca clamorosamente. Argentina molto più offensiva ora.

51′ «Sì ma non siamo su National Geographic!» sbotta Gherarducci, mentre la regia indugia ancora sul sole al tramonto. Come dargli torto?

Christ the Redeemer statue in front of sun

52′ Zabaleta anticipa Höwedes e già che c’è gli porta via una tibia.

53′ Ora è la Germania a difendersi in massa.

54′ Schürrle steso al limite dell’area, Rizzoli fa finta di niente.

56′ Dal nulla Neuer si dà al jujitsu: respinge di pugno una palla vagante ma col ginocchio abbatte la capoccia di Higuain. Rizzoli, nel dubbio, fischia fallo ai danni del portiere.

Manuel Neuer clatters into Gonzalo Higuain

57′ Sabella l’ha presa benissimo.

Sabella

59′ Klose di testa in area, palla moscia che Romero blocca senza problemi.

60′ Palla filtrante di Lahm, ma in area non c’è nessuno.

62′ Ancora Germania, ma si intuisce la paura che serpreggia dei crucchi.

63′ Neuer rinvia direttamente in rimessa laterale. I tedeschi si stanno un po’ cagando sotto, così a occhio.

64′ Ammonito Mascherano per un fallo a centrocampo su Klose.

65′ Ammonito Agüero, sempre per un fallo a centrocampo. Rizzoli ora ammonisce a ogni fallo.

66′ Ci si mena in allegria, in quel di Rio. Neuer si dà allo stretching.

Manuel Neuer

68′ Rojo abbandonato sulla fascia, il suo cross rasoterra è pero lento e viene facilmente intercettato.

70′ Müller per Schürrle, che davanti a Romero non controlla il pallone.

72′ Tiro di Schürrle diretto a Felix Baumgartner.

73′ Mille falli al minuto, in questo frangente. Romero ha da discutere con Schürrle. Che stiano parlando di Rihanna?

Andre Schurrle
«Ma quanto vuole all’ora?»

74′ Messi in modalità Playstation, ventordici finte e poi tiraccio a due metri dalla porta.

77′ Palacio pronto a entrare.

78′ Entra Palacio, esce Higuain, che dopo il gol in fuorigioco non ha più fatto granché.

79′ Altra serpentina di Messi, ma niente tiro questa volta.

80′ Germania in attacco: cosa ci fa Höwedes in mezzo all’area? Gli arriva la palla tra i piedi, ma prima incespica, poi Garay gli zappa un piede in simpatia.

81′ KROOS! Bella azione crucca, ma il biondo, invece di tirare una cannonata, decide di andare di piattone. Ne esce un tirello spento che finisce fuori.

84′ Messi imbecca Agüero, che però scivola. Palla a Neuer.

85′ Klose pare esausto, difficile che regga i supplementari.

87′ Fuori Perez, dentro Gago. Per la Germania è pronto Götze, giusto perché le umlaut scarseggiano.

88′ Boateng provvidenziale su Messi pronto a entrare in area. Esce Klose, entra Götze. Maracanà in piedi per il bomber tedesco, che chiude qui il suo quarto mondiale.

90′ Tre minuti di recupero.

Fourth official raises board to indicate three minutes of injury time

90+1′ Götze tira dai venticinque metri, palla debole e centrale.

93′ Agüero in contropiede, anticipato senza troppi patemi.

FINE DEI 90 MINUTI – Si va ai supplementari. Il sig. Carlo aveva ragione. Davvero difficile prevedere come andrà a finire. Va detto che l’Argentina non ha ancora fatto un tiro in porta.

INIZIO PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE – Subito Germania! Schürrle spara addosso a Romero, che respinge di pugno.

92′ Risponde l’Argentina! Agüero brucia Höwedes e tira da posizione angolata: palla in fallo laterale.

94′Löw si scaccola a bordocampo.

97′ PALACIO! Pescato in area, l’uomo-treccina controlla in qualche modo e poi tenta il pallonetto. Neuer è battuto, ma la palla finisce fuori.

Rodrigo Palacio chip

98′ Batti e ribatti a centrocampo. La stanchezza sta prevalendo.

101′ Lo Scalatore di Maiali è a terra, sempre a opera di Mascherano.

102′ Capisci quando una partita vive una fase di stanca quando Boateng si dà ai lanci lunghi. Tipo quando Chiellini lo fa per l’Italia, per dare un’idea.

104′ La gente allo stadio si dispera in vista dei rigori.

FINE PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE – I rigori incombono. Nell’attesa, ecco qualche tifosa tedesca.

Germany fans

INIZIO SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE – Io avrei un po’ di sonno, quindi vedete di sbrigarvi.

107′ Doppio tackle! Supercombo argentina su Schweinsteiger: Mascherano e Biglia in tackle sincronizzato sullo Scalatore. Mascherano rischia il rosso, eh.

109′ Scalatore di Maiali ancora a terra. Gran bel gancio destro di Agüero, il sangue scende copioso sulla guancia del crucco. Rizzoli guarda altrove. Anche Agüero ha rischiato il rosso, qui.

Bastian Schweinsteiger  bleeds from under his eye

110′ La Germania non ne ha più.

111′ In studio si ironizza sulle arti amatorie di Angela Merkel. Ancora Gherarducci illumina i presenti: «Come diceva Confucio, Angela è una che se lo lanci in aria, non lo fa cadere per terra».

112′ Michael si dichiara disposto a passare due notti bollenti con la Merkel in caso di vittoria mondiale.

113′ GÖTZE! GOL! Gran cross di Schürrle per il buon Götze, libero in area, che stoppa e di sinistro, al volo, fulmina Romero. Gol notevole, ma dov’erano i centrali argentini?

Mario Gotze goal

115′ A voi la misurata esultanza di Michael.

116′ Ancora cinque minuti per le speranze dei sudamericani. Rojo mette in mezzo, Palacio non riesce a deviare di testa.

117′ Neuer esce, palleggia sopra la testa di un argentino come un pallavolista qualunque e riprende il pallone al volo.

118′ Messi ci prova di testa ma non trova la porta. La regia inquadra delle sconsolate pornostar argentine in tribuna.

119′ Müller salta quattro avversari in dribbling ma non trova nessuno in area.

120′ Ultimo minuto! Fuori Özil, entra il sempre agile Mertesacker.

DUE MINUTI DI RECUPERO – Ma ormai temo sia andata.

120+1′ Messi abbattuto sulla trequarti. Schweinsteiger lo stende e poi finge di essersi fatto male. Ultima opportunità per l’Albiceleste.

120+2′ «Rizzoli indica che ci sarà altro recupero» spiega Santin. Subito Gherarducci: «Ah, non stava dicendo “Dopo c’è figa per tutti”?».

120+3′ Messi sbanana in tribuna. Come direbbe mio padre, «la quaglia è andata».

È FINITA! GERMANIA CAMPIONE DEL MONDO!

Germany

Gli argentini paiono dei Gargoyle, piantati in mezzo al campo con gli occhi lucidi e le teste chine.

Argentina players

I tedeschi invece hanno fatto entrare mogli, fidanzate e figli in campo in attesa della premiazione. Ovviamente non ce n’è mezza brutta.

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Neuer e Messi si interpicano in tribuna. Il primo è stato votato miglior portiere dei mondiali. E Navas? E Ochoa? Mah. Messi invece è stato votato… miglior giocatore dei mondiali?! Ma stiamo scherzando? E Müller? Robben? James Rodriguez? C’è del marcio!

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Ora premiati gli arbitri. È bellissimo vedere come Rizzoli, preso a male parole ogni settimana in Italia da agosto a giugno, sia diventato improvvisamente «il degno rappresentante della nazione nella finale mondiale». I carri dei vincitori non sono mai troppo stretti.

Ora premiata l’Argentina. Un po’ inutile, questa premiazione. Tanto utile quanto la finale per il terzo posto. Ancora una volta è Messi a salire per primo.

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Ora finalmente la Germania. Quanto è contenta Angelona Merkel. Quanto non è contenta Dilma Roussef, invece. Coppa in mano a Lahm e via ai festeggiamenti ufficiali. Tedeschi ordinatissimi anche nell’esultare. Troppo sobri. Dopotutto domani è lunedì.

Germany beat Argentina 1-0 in the FIFA World Cup final to win their 4th title and 1st since 1990. Their joy knew no bounds as emotions gave way on a night to remember. (All AFP Images)

E mentre a Rio e Berlino i fuochi d’artificio si sprecano, io quasi quasi andrei a letto. Alla prossima.

It was a generation ago that Germany last won the tournament and the younger crowd now had something to remember and believe in as afar as football is concerned for the rest of their lives.

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