Une semaine à Paris – Jour 1

Ieri sera mi sono messo a fare un po’ di riassunto, ma mi sono accorto che solo per il primo giorno ho scritto tantissimo. Allora ho deciso di mettere tutto su Word e postare sul blog a puntate, separando i giorni.

Ecco la cronaca del primo giorno. Mi sono basato su ricordi personali e sul resoconto del compagno Carissimi.

Jour 1

Domenica 11 Marzo, sveglia alle 3, ritrovo alle 4.30 in aeroporto. Sono tra i primi ad arrivare, anticipato solo da Madini, Negri, Remondini e Colombi, ovvero i 4 mapellesi della 3All. Pian piano arrivano tutti gli altri; da segnalare tra gli ultimi arrivi quelli di Gamba e Grabova, tenete a mente. Ci imbarchiamo alle 5 e mezza: in attesa della partenza c’è gente devastata che fa colazione, ascolta musica, cerca di tirarsi insieme o guarda episodi di DragonBall sull’Ipod (spazio sprecato, in my humble opinion, soprattutto per dei ragazzotti di 17 anni, ma tant’è).

Partenza alle 6 e mezza, primo volo per il sottoscritto. Cose da segnalare: il bellissimo balletto/esercitazione d’emergenza delle hostess che con un minimo di base musicale potrebbero sfondare da “Amici di Maria de Filippi” (considerato il livello attuale dei partecipanti); l’aver conosciuto Miss Ambivere, alias Elena, della 3All, ragazza estremamente simpatica che mi ha rotto le balle per tutto il viaggio affermando di potermi battere nel Sudoku, cosa poi rivelatasi clamorosamente falsa; la presenza nei posti adiacenti al mio di Carissimi, impegnato a fare foto e video dal finestrino e a bestemmiare contro una cicca rimasta accidentalmente adesa al suo culo, e di Gamba, che ha urlato come una pazza al momento dell’atterraggio e ha subìto per tutto il tragitto le mie ironie sul suo i-Pod tarocco pieno di musica oscena (no, Meneguzzi noooooooooo!).

Si deve atterrare alle 9 a Parigi Beauvais, si atterra verso le 10 a Lille, causa brouillard insistente sull’aeroporto parigino. Alcuni simpaticoni suggeriscono che il pilota abbia atteso il mio completamento di uno schema di sudoku particolarmente complesso. All’aeroporto di Lille Grabova perde il cellulare: non lo ritroverà mai più. Dopo un po’ si parte per Parigi in pullman, quattro ore circa di viaggio. Il mio libretto di sudoku è richiestissimo tra i compagni. Appena me ne reimpossesso, gli stessi simpaticoni di prima affermano che il pullman bucherà un paio di volte prima di arrivare a destinazione. Simpatia a fiumi.

All’arrivo a Parigi, Gare de l’Est, ci sono sei-sette persone tra tutte quelle che ci devono ospitare. Sottolineerei gli scongiuri di Arcieri e Damiani, che sperano di non trovarsi in una famiglia di colore. Scopriamo però che i nostri ospitanti sono alla stazione di Hoche, quartiere a noi assegnato, e lì incontriamo Monsieur Binot: sulla trentina, bello potente, sneakers rosse e sigaretta in mano. Lì capisco che quello è un Idolo. Mi accompagna a casa, insieme ai Compagnoni Adobati, Bonalumi e Carissimi. La casa è piccola, ma arredata perfettamente: ci si sta comodi.

Dopo aver mangiato qualcosa si parte per Montmartre: lì si inizia a scarpinare di brutto, e si insinua quel mal di collo che mi accompagnerà per tutta la settimana. Si segnala la figuraccia di Madini, che dimostra di non aver letto la scheda che avrebbe dovuto presentare alla classe. La prof.ssa Roina, insegnante di francese, si incazza non poco: solo col passare del tempo capirà che ben pochi hanno realmente letto ciò che avrebbero dovuto spiegare. In serata visita al Moulin Rouge. Aneddoto: sulla strada che ci porta verso il Mulino Rosso, le due classi intonano l’inno nazionale italiano; il sottoscritto si stacca dal gruppo facendo finta di essere inglese, perfettamente assecondato dal fido Arcieri, il quale, tuttavia, in una disquisizione sul calcio, celebra l’anglosassonità di Van Nistelrooy, in verità olandese. Il sottoscritto, dopo una lunga risata, invita Arcieri a spararsi.

Foto di rito al Moulin Rouge, e poi cena al Quick, che sarebbe la copia francofona del McDonald’s. Vanno citati i bagni con codice segreto (presente sullo scontrino, per la serie «se non mangi, non pisci») e il panino preso dal sottoscritto, tutto sommato commestibile. Si ritorna in metrò e poi a casa, da Binot, per poi andare a dormire, plus ou moins.

7 thoughts on “Une semaine à Paris – Jour 1

  1. [*EleNiNa*] 19 marzo 2007 / 13:56

    l’aver conosciuto Miss Ambivere, alias Elena, della 3all, ragazza estremamente simpatica che mi ha rotto durante tutto il viaggio affermando di potermi battere nel Sudoku (cosa poi rivelatasi clamorosamente falsa);
    OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! GRAZIE X IL RAGAZZA ESTREMAMENTE SIMPATICA….. Xò DAI AMMETTILO!!!!!!!! TI HO BATTUTO!!!!! E ANKE IN TEMPO RECORD!!! UN MINUTO X FARE UN SUDOKU QUANDO TU C’HAI MESSO TUTTO IL VIAGGIO D’ANDATA (ECCETTO IL MIO MINUTO…) COMPRESA LA DEVIAZIONE X LILLE!!! DAIIIIIIIIIIII  SONO UN GENIO DEL SUDOKU!!! ————YEAYEA————
    MA LO SAI KE FORSE SABATO SERA SI VA TOUT ENSEMBLE A MANGIARE LA PIZZA??? PIZZA RIGOROSAMENTE ITALIANA, FINALMENTE….! CIAOCIAOOOO! BACIOOOOOOOOO
    P.S.= W I RAY BAN

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  2. Tiziana 19 marzo 2007 / 13:59

    "La casa è piccola, Tix, ma arredata perfettamente: ci si sta comodi"   =D
     
    Bè,come prima giornata nn è stata male dai😉

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  3. Cetty 19 marzo 2007 / 14:43

    Aspetto con ansia.. rinnovata! :D:P
    (mi ricorda troppo i miei vecchi tempi scolastici… che nostalgicona che sono😥 .. ed anche vecchia😐 )

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  4. Lavinia 19 marzo 2007 / 14:46

    lol. però mi sento vecchia -.-

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  5. labyrinthpersephone 20 maggio 2014 / 06:08

    Visto che poi il codice segreto anti-intrufoloni pisciatori è diventato parte integrante del futuro? Ed io che non ci contavo!

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    • franciswolves 20 maggio 2014 / 09:29

      Dove sei finita?! Ogni tanto mi domando quanto abbia senso che le mie cronache di 16enne siano ancora online..

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    • labyrinthpersephone 20 maggio 2014 / 10:57

      Eh, oh, ho questa piccola ossessione che mi obbliga ad iniziare le cose dal principio😉

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