Une semaine à Paris – Jour 3

Jour 3

Martedì 13 marzo. Primi sintomi di pigrizia: ci alziamo dal letto con molta calma e facciamo colazione con ancora più calma, mentre emergono le prime pecche nel rimettere in ordine le vivande. Prendiamo la metro in leggero ritardo, ma recuperiamo raggiungendo subito la scuola (memori del percorso scoperto il giorno prima). Ricordo che la guida della metro è ormai Adobati, che ha preso ormai fiducia e guida la banda di Hoche (o gli Hochani, come dice Zanchi) con un certo savoir-faire. A scuola lezioni di metro: ognuno deve riuscire a scovare il percorso più breve sulla sua cartina per raggiungere un monumento a caso. Segue un breve dialogo tra il prof e il sottoscritto sullo stadio del PSG. Pausa, seconda sessione e poi via al Mc Do’.

Dopo il pranzo (non prenderò mai più un panino al McDonald’s) va citata la più clamorosa gaffe dello stage parigino. Al ritrovo fuori dalla metro si aspettano i ritardatari (ovviamente tra questi Gamba e Grabova). Improvvisamente si sente una serie di risate soffocate da parte di alcuni ragazzi. Arcieri, di fianco a Tagliaferri, richiama la mia attenzione e mi intima silenziosamente di guardare dietro di lui: guardo e vedo un paio di nostre compagne, ma non noto niente di strano. Allora Arcieri mi fa segno di guardare più in basso, ed è allora che scopro lo scempio: dalla parte superiore dei pantaloni di una compagna, proprio sopra la cintura, vedo spuntare due centimetri abbondanti di pelo pubico.

Orrore.

Senza farmi notare, impallidisco e mi metto a ridere. Piuttosto che piangere. Anyway, nel pomeriggio si consuma una delle più lunghe tappe della gita: passiamo un po’ di chiese, tra le quali la Conciergerie e la Sainte-Chapelle. Unico fatto degno di nota la visita di Grabova al bagno degli uomini della Conciergerie, a suo dire unico posto adatto in cui evacuare. Pesantemente, intendo. Il livello si alza alla Sainte-Chapelle, dove il sottoscritto compra tre cartoline (senza francobolli) e un’utilissima matita-frusta. Segue visita guidata al piano terra e a quello superiore: da notare le belle vetrate e le sedie comode sui lati lunghi dell’edificio. Altro appunto: la Carte Orange, l’abbonamento della metro, fatto il giorno prima, smette di funzionare. Da qui in poi entrerò approfittando della generosità di qualche compagno.

Si giunge così all’evento clou della giornata. Al rientro a Hoche ci indirizziamo verso l’ascensore, quando spunta lui, il MFCM. Con lui si trovano un amico (immagino) e il suo cane. Imprecando saliamo con loro sull’ascensore. Subito dopo aver premuto il tasto 7 (che ci porta al nostro piano), il MFCM preme alcuni tasti a caso, tra cui il –3. Il panico serpeggia silenzioso tra i miei compagni, che pensano già a quali armi questo presunto avanzo di galera potrà tirare fuori per sgozzarli, decapitarli e poi bere dal loro cranio. Il sottoscritto ammira estasiato il soffitto dell’ascensore.

Gran bel soffitto, niente da dire.

I due MFCM iniziano col solito discorso («Italiani… Materazzi… mafia… Trezeguet… Juventus… mafia…») e vanno avanti così fino al 7° piano. All’uscita si vede chiaramente il sudore (freddo) sulla fronte dei miei compagni. Lì mi accorgo di essere l’unico non così spaventato dal MFCM. Entriamo in casa Binot un po’ scossi. A cena si parla di coltelli e pistole, escono discorsi che si perdono nel vuoto («quello lì è grosso come me, e voi siete più grossi… se lo pestiamo tutti assieme…», ecc…). Non li riporto tutti, non ne ho voglia.

Dopo un viaggio in metro pieno di paure e ansie per il prossimo ritorno a casa, si arriva alla meta serale: la Tour Eiffel. Che di giorno è un insieme di pezzi d’acciaio, ma di sera… è un insieme di pezzi d’acciaio illuminati. Arriviamo sul lato est, punto d’incontro, e attendiamo i ritardatari (tra questi Gamba e Grabova). Ci mettiamo in coda per salire, mentre la prof.ssa Roina, da brava accompagnatrice qual è, se ne sta seduta in disparte fregandosene altamente. A metà della coda arrivano Gamba e Grabova, che si imbucano illegalmente nel mezzo della fila, tra le proteste francofone dei francesi. Verso la fine, proprio prima di comprare il biglietto e salire, Comi avvisa di avere le vertigini e di non volere salire al terzo ed ultimo livello. Decido di fermarmi con lei al secondo piano, per non farla stare sola. Saliamo sull’ascensore e quindi sulla torre. Piano secondo, si scende. Allora il sottoscritto e Comi, dopo un giro in alcuni negozietti carissimi, si fermano ad ammirare Parigi by night. Trascorrono dei bei momenti, lei sta chiedendo «Mi dici qualcosa della tua vita privata?» quando arrivano gli altri dal terzo piano a raccontare le loro emozioni.

Scendiamo a piedi, corsa per l’ultima metro e via, direzione Hoche; qui scopriamo che Monsieur Binot ci aspetta, sigaretta in mano, fuori dalla nostra fermata per accompagnarci. Rientro, racconto della giornata e (poco) sonno meritato.

7 thoughts on “Une semaine à Paris – Jour 3

  1. roby 21 marzo 2007 / 21:20

    materazzi…juve… mafia… MFCM ha capito tutto dalla vita… :D….
    ma poi ci hai lasciato con l’ interrogativo se hai detto qualcosa della tua vita pvt alla elisa… 😀
    lo scopriremo nella prox puntata???

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  2. Lavinia 22 marzo 2007 / 00:29

    ma quanto mi ci intrippo co sti cosi??
    bella la saint chapelle eh?
    non so quanti giorni mancano, quando smetti di vedere commentini mi mandi le puntate che mi mancano per mail?
    cmq concordo con roby, vogliamo i dettagli piccanti!!
    e vogliamo pure nome e cognome della signorina Pelo.
    Kiss&hugs

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  3. [*EleNiNa*] 22 marzo 2007 / 15:06

    …niente commenti intelligenti….mi rifiuto…
    …non mi hai nominata…
    —NO COMMENT—
     

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  4. Francesco 22 marzo 2007 / 15:27

    Alcuni avvisi:
     
    -particolari piccanti che mi riguardano non ne avrete; non perchè non voglia dirveli, ma semplicemente perchè non ci sono;
    -roby la risposta non c’è stata leggi bene cosa ho scritto
    -mi dispiace lavi, ma niente mail😀

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  5. Daniele 22 marzo 2007 / 19:10

    I PELI SN QUELLI DELLA ROTA!! NN VERGOGNARTI A DIRLO PANZ!!!!! W LA FIGAAAAAAAAAA (ma nn la sua)!!!! e Elenina culo!!!!

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  6. roby 24 marzo 2007 / 16:19

    si ma frà magari la tipa voleva instaurare qualcosa con te no??? ma tu nn le capisci le donne???
    vabbè dai ma ki le capisce???😀
    so gia che quando finiranno i gg del racconto sarò triste e sconsolato…😀
    Bye

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  7. elisa 28 marzo 2007 / 14:46

    a proposito di tour eiffel.. nn mi hai più raccontato niente!!! tu sai tutto: che mi sono messa con Jacopo, ke ci sn stata due anni, e ke infine l’ho mollato prima di andare a Parigi (o meglio gli ho mandato un sms definitivo da Parigi!!).. e tu invece nn mi racconti mai niente.. Sn offesa!!
    scherzo!! ciao ciao
     
    ps – x le tue amike: nn c’è stato niente! sulla tour.. abbiamo solo parlato cm normali compa di classe!!

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