London ’08, The Official Chronicle-Day 2

Eccoci al secondo giorno. Censura lieve. Lavoro pesante. Spero apprezziate. Enjoy it. Dedicato alle donne, croce e delizia del genere maschile.

Mercoledì 27 Febbraio. Alle ore 6.30 suona una fottutissima sveglia sul cellulare di Valceschini: ci si alza. Dopo i consueti peti mattutini, i due compagnoni di stanza decidono di ravvivare subito la mattinata. Carissimi prende la Bibbia presente sul comodino (religiosi, questi inglesi), si avvolge di una fascia viola presente in fondo al matrimoniale, ed esce solennemente dalla stanza intonando "Il tuo popolo è in cammino". Valceschini lo segue, adempiendo nel più preciso dei modi alla sua umile mansione di chirichetto. Il sottoscritto ride. Non può far altro, d’altronde, data l’ora. Gli ospiti della camera 258 si ricompongono un minimo, quello che basta per andare a fare colazione senza essere presi per tossico-dipendenti. Da basso (le stanze Maironi sono infatti al secondo piano) iniziano ad arrivare, con la rapida andatura di un bradipo paralizzato e l’espressione allegra di un orso uscito dal letargo (notate il paragone documentaristico), i primi superstiti della notte (il gruppo maschile della All sembra più intontito del solito: voci parlano di una notte brava a base di birra) che si avvicinano ai banchi del self-service come fedeli arrivati in Terra Santa. Valceschini si fionda sulla colazione british (uova, bacon, ecc.), così come il gruppo maschile della All. Il sottoscritto ci tiene alla propria salute e ripiega su croissant e muffin. Carissimi, per non saper nè leggere nè scrivere (ma neanche mangiare, direi), si ciba di brioche, muffin, uova e pancetta. Oh My God. Dopo che tutto il branco si è sfamato, si torna in camera per poi ripartire subito dopo alla volta di Trafalgar Square. Mentre aspetta i compagni, il sottoscritto scopre un ammanco di 20 sterline nel suo budget. Dopo aver informato della sua deficienza mezza classe, si accorge che nel calcolare le spese e i contanti, non aveva considerato i soldi presenti in quel momento nel portafoglio. Mentre gli insulti pieni d’affetto di Arcieri si sca gliano su Panzeri, il sottoscritto si ricorda di un episodio del genere capitatogli a Parigi. Controllare le cronache parigine per maggiori informazioni. In qualche modo la comitiva parte, ed è subito Calvi show: "Che Dio ce la mandi buona, disse il parroco parlando della nuova perpetua"; "La vedo nera, disse la marchesa camminando nuda sugli specchi". Delirio. Sulla strada per Trafalgar, Arcieri e Damiani rilasciano alcune dichiarazioni sulla città di Londra (potete contemplare le loro perle di saggezza cliccando qui), mentre la parte femminile tenta in tutti i modi di farsi investire dai burberi automobilisti londinesi. Dopo Trafalgar Square, il gruppo si sposta verso Westminster, ed in seguito attraversa Hyde Park. Durante il tr agitto, Tagliaferri bestemmia ripetutamente in inglese, seguendo l’esempio di Arcieri e Damiani: solo alla vista delle papere di Hyde Park, la simpatica compagna sembra calmarsi, modificando la propria imprecazione in "Oh my fucking Duck!". Va detto che questo buffo intercalare verrà ripetuto dalla palazzaghese lungo tutto il periodo della gita, per la gioia dei maroni di tutta la comitiva. Ad Hyde Park, il gruppo contempla lo splendido paesaggio tra le battute di Calvi ("Ma Lady D. sta per Lady Deficient?") e gli atti inconsulti dei maschi Bll, che si divertono a rincorrere gli scoiattoli ("Quelli del Kinder Bueno", secondo Viscardi) o ad abbracciare gli alberi. Il sottoscritto, nel dubbio, li filma (cliccate qui per vederli all’opera). Gossip Time: sempre nel più celebre parco d’Inghilterra, Gamba e Madini vengono beccati mentre si fanno fotografare insieme. Mentre Comi è un po’ giù di morale (il giorno prima un accenno della prof.ssa Beretta alla sua vita privata l’aveva fatta piangere), Calvi sprizza come sempre idiozia da tutti i pori ("I was a deficient to not piss prima, because adesso I devo piss"). Ed è una bella gara con Tagliaferri, che per ammazzare il tempo si domanda: "Ma la Regina, quando caga, cagherà come noi? Non avrà nuove tecniche?". Brividi. Anyway, tra minchiate, foto e bestemmie varie, arriviamo a destinazione, ovvero al luogo dove avviene il cambio della guardia. Soffocati da migliaia di turisti, le due classi tentano di intravedere qualcosa tra le spesse inferriate di acciaio, senza tuttavia riuscirvi appieno. Il sottoscritto rinuncia all’impresa, e si dedica alla contemplazione dell’ordine britannico, mentre altri elementi, quali Bonalumi, preferiscono contemplare lo sterco dei cavalli passati in sfilata lasciato sull’asfalto. Dopo una lunga cerimonia, il gruppo è libero di riprendere il cammino e raggiungere i professori al luogo stabilito. Tra un cancelletto* e l’altro, vari elementi si accorgono dell’assenza di Colombi e Manenti. Parte della comitiva benedice il ritardo e ne approfitta per sfamarsi, riposarsi e spettegolare liberamente. Per esempio, Damiani ipotizza che Negri, seduto controluce,  stia indossando un perizoma; ipotesi poi smentita da un accurato controllo di Gamba. Colombi, intrattenuto dalla Regina in persona, arriva finalmente al punto di ritrovo, e le due classi possono finalmente ripartire. Il viaggio è duro e stancante, ma fortunatamente intervallato dalle solite uscite estemporanee del professore di storia (Roina, leggendo un cartellone pubblicitario: "Piccolo cane cerca grande amore"; Calvi: "Ma va a cagà, grande amore!"). Mentre Tagliaferri dà prova del suo inglese osceno ("Ma bad non vuol dire stanco?"), la comitiva si incunea in metropolitana, destinazione Covent Garden. Proprio in metro Carissimi D. tenta di approcciare Carissimi I., con risultati (c’è bisogno di dirlo?) piuttosto modesti. Finalmente si arriva in un posto pieno di gente, botteghe, mercatini, negozi e negozietti. Ladies and gentlemen, Covent Garden. Si rompono le fila, ognuno può mangiare dove vuole. E se Baze, seguita (o meglio trascinata) dalla sua borsetta(?) ciondolante, sempre col braccio a 90° col corpo (la si potrebbe usare come squadra, perfino), si dirige al McDonalds più vicino, la maggior parte dei presenti si dirige verso un ristorante italiano consigliato dalla Carlot (o prof.ssa Beretta, come meglio credete). Una volta nel ristorante, il sottoscritto trova posto solamente nel tavolo del gruppo maschile All (privo tuttavia di Colomb
i). E così si trascorre il pranzo mangiando avidamente e ascoltando le minchiate di Cattaneo e Salmoiraghi, che quando si impegnano sanno farsi valere, anche se il primo dei due elementi citati inizia ad accusare vaghi sintomi influenzali. Una volta sazi, i componenti del tavolo si alzano, deridono l’erezione involontaria di Negri, pagano e se vanno. Il sottoscritto indugia al tavolo di Arcieri per mangiargli tutte le (ottime) croste della pizza, da lui scartate. Appena usciti dal ristorante, i vari elementi del gruppo sfruttano il tempo a loro disposizione in modi diversi: Bonalumi si fionda sul banchetto delle Jacket Potatoes, specialità locale; la maggior parte delle ragazze si lancia indiscriminatamente verso ogni singolo luogo dove spendere soldi (leggasi: negozio), mentre il sottoscritto, che a dire il vero regge lo shopping piuttosto bene (neanche fosse l’alcool), è trascinato da Gamba all’interno del mercatino più vicino. Dopo aver visto vari peciòt, il sottoscritto convince la cisanese ad acquistare una maglietta nera con la scritta "Stop staring at my tits". La maglietta ideale, per una ragazza dotata di una quinta. Lodatemi. Subito dopo, mentre Gamba mostra la maglietta ai compagni, il sottoscritto si aggrega a Comi e Zanchi, anch’esse in giro per negozi. Comi decide di acquistare una cosa estremamente simile a una sciarpa da un’amica della Carlot, conosciuta dal gruppo la sera prima, aspettandosi un minimo di sconto. La sciarpa c’è, lo sconto no. Fischi per lei, pubblicità per noi (cit.). In un mercatino il sottscritto nota un poster dei Tokyo Hotel, e pensa a Carissimi e alla sua passione per questo gruppo punk tedesco (in serata lo stesso Carissimi racconterà di essere stato seguito da tre piccole fans incallite dei TH). Sempre Carissimi compra una felpa a quadretti bianchi e neri. In qualche modo, ci si ritrova al luogo prefissato, ma prima della partenza c’è spazio per l’episodio della giornata: il sottoscritto nota un artista di strada che impersona un uomo invisibile. Spieghiamo meglio. C’è una persona appoggiata ad un trolley e vestita con guanti, sciarpa, impermeabile e cappello che sembra aspettare qualcuno. Mi accorgo poi che questa persona non ha volto. L’uomo invisibile. Indico l’elemento a Carissimi, Bonalumi e Valceschini. Bonalumi decide di avvicinarsi al personaggio per fare una foto con lui. Proprio mentre Carissimi scatta, l’uomo invisibile colpisce Bonalumi sul volto con un quotidiano. Senza apparentemente vederlo. Delirio. Carissimi immortala il momento, mentre Valceschini ne fa un video, che diventerà il video della serata. Dopo questa parentesi comica, il gruppo lascia Covent Garden. Destinazione: Harrod’s. L’esatto opposto dei mercatini appena visitati: edificio immenso, sale immense, addetti security immensi. Il lusso fatto a centro commerciale. Si entra a fatica (regole strane in Inghilterra), ma si entra. Il sottoscritto segue Comi e Zanchi alla ricerca del reparto turisti, per poi aggregarsi a Bonalumi ed Adobati in visita al reparto giocattoli. Bonalumi non vorrebbe più venire via. Infine, Panzeri abbandona la compagnia dei paladini ed inizia ad esplorare (mai termine fu più adeguato) il celeberrimo centro commerciale in solitaria. Va citata la sala musica, con esposti circa 10 pianoforti (e un pianista in azione, a  dimostrare la qualità degli strumenti) e tante bellissime chitarre. Mentre il sottoscritto contempla una Gibson (del valore di 1400 sterline, fate voi i calcoli..), una ragazza gli chiede: "Ti serve qualcosa di particolare?". Cazzo ti sembro uno che va in giro con 1400 sterline in tasca? Bah. In qualche modo si esce, dopo che le ragazze (e i professori, con Roina e Calvi sempre uniti) hanno preso le tipiche borse Harrod’s per sè o per amici e parenti. Dopo Harrod’s, l’ultima tappa della giornata è la National Gallery. Il gruppo è allo sbando, allo stremo delle forze, senza speranza nè conforto. Appena entrati nel museo, i più stanchi… ehm… tutti si sbragano sulle poltroncine a destra nella hall; il sottoscritto vede le poltroncine a sinistra vuote, e vi si dirige, poi raggiunto da Verzeni. I due vedono la comitiva partire, e pensando che ognuno sarebbe stato libero di andare dove avesse voluto, decidono di riposare ancora un po’. Dopo alcuni minuti, i due partono. Verzeni si dimostra guida affidabile, guidando il sottoscritto tra le varie sale di impressionisti e non. Dopo un’oretta buona, viene fuori che il gruppo è sempre stato compatto, e che qualcuno si stava seriamente preoccupando per la salute del sottoscritto, ormai dato per disperso. Mioddio. Lomboni guarda male Panzeri e si rifiuta addirittura di parlargli. Panzeri si sente in colpa da morire. Il gruppo sempre più devastato giunge alla fine del tour odierno, che si conclude con una rapida visita dei bagni (anche perchè vari elementi femminili riscontrano problemi di mestruazioni, n.d.r.) e con le ultime foto a Trafalgar by night. Al ristorante il gruppo può ricaricarsi, per la gioia del proprietario che, sobillato dal casotto generale, si auto-flagella pentendosi di averci accettato. Hotel. Nella 258 Manenti e Gamba si prestano a foto osè con Carissimi, mentre Lomboni, davvero giù di morale (o più precisamente, davvero incazzata, ma questa è un’altra storia), viene consolata dal sottoscritto e dal Syn Gates della Bergamasca, che dimostra in questo caso di non essere un "idiota insensibile burino porco" (cit.), ma un amico vero su cui fare affidamento. Col passare del tempo l’umore torna alto, grazie anche alla performance di Valceschini che si commenta da sola (cliccate qui e temete). Ultimo aneddoto. Il sottoscritto prima di dormire accompagna Zanchi in camera. Appena entrato, viene brutalmente fermato da Viscardi, mezza addormentata: "Ma tu (dice la Rossa/Arancione puntando l’indice verso il sottoscritto), chi sei?" Alla mia identificazione, Viscardi replica: "Ah.. ma cosa fai qua?" Io spiego i miei motivi. Viscardi si lascia sfuggire un "Ah!", e ripiomba nel sonno. Mistero della Fede.

Della Sara, più che della Fede.

 

Sonno.

 

 

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*Cancelletto: breve metodo per contare le persone presenti. Due persone si mettono una di fronte all’altra, formando un "cancello" umano, e contano il numero di coloro che passano tra di loro. Semplice ed efficace.

15 thoughts on “London ’08, The Official Chronicle-Day 2

  1. nayla 10 marzo 2008 / 18:05

    ahahah…nn ho parole…complimenti!!!besos

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  2. andrea 10 marzo 2008 / 18:56

    salve francisco…o mi hai chiesto un commento e te lo faccio (anche se nn centro un cazz qua kmq….)…..strabll le tue cronache sulla gita e complimenti ai tuoi compagni e anche a te x le cazzate fatte…. che spasso….va be bona mi sn stufato…waiting for the other days….sao sao

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  3. daniela 11 marzo 2008 / 14:12

    ALLORA…INNANZITUTTO VOLEVO PRECISARE CHE NON è CHE TI GUARDAVO MALE E MI RIFIUTAVO DI PARLARE CON TE ERO SOLO PREOCCUPATA MA TI HO PARLATO SUBITO!!!X QLL CHE è SUCCESSO LA 2 SERA NON SAPREI DIRE ALTRO CHE GRAZIE XKè TU E IL DANI SIETE I MIEI DISPENSATORI DI PERLE DI SAGGEZZA O DI CAZZATE CHE DIR SI VOGLIA(cit.)…
    IL VALCE CAZZO FA STRARIDERE PECCATO CHE NN HAI FT IL VIDEO DELLA PRIMA SEGA XKè QLL ERA DAVVERO SPETTACOLARE E VISTA DAL VIVO FACEVA DAVVERO SPANCIARE…
    AH!ADESSO VOGLIO IL VIDEO DELL’UOMO INVISIBILE CHE PRENDE A GIORNALATE IL CARLO XKè è UN ALTRO DEI MOMENTI TOP DELLA GITA!!!
    CRONACHE FANTASTICHE…CENSURA FATTA X RISPETTO…FORSE è MEGLIO COSì…
    ATTENDIAMO TUTTI CN ANSIA IL 3 Dì…
    BYE BYE BACIO

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  4. sara 13 marzo 2008 / 18:14

    Bello bello Panz..però deciditi…o rossa o arancione…e no la Viscardi…sa tr di prof…dai!!!!uffi….
    va beh cmq sottolineo spettacolare…ciao ciao!!

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  5. rosabianca 18 marzo 2008 / 18:22

    pareo ancora di più😄
    mitico uomo invisibile..e mitico phon!!!
    vado aleggere il terzo giorno ^^
     

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