London ’08, The Official Chronicle-Day 3

L’autore del commento numero 9 si faccia sentire.
———————————————————

Censura dove essere, censura sarà. Ma sappiano i diretti interessati che non è chiedendomi di modificare questo racconto, che la verità resterà nascosta. La verità viene sempre a galla. Sempre.

Giovedì 28 Febbraio. La prima imprecazione della mattina va ai Tokyo Hotel, che svegliano la 258 con la loro insopportabile "Monsoon". A colazione uova e bacon sono quest’oggi vietate al gruppo maironiano dal gentile personale dell’hotel. Non erano comprese nel prezzo, a quanto pare. Per il sottoscritto nessun problema: brioche e muffin sono sempre lì, al loro posto. Comi ruba una scatoletta di cereali per lo snack di metà mattina, Panzeri la segue a ruota. In camera Comi piastra Valceschini, che urla di dolore per il calore dell’arnese infernale impugnato dalla single (?) barzanese. Carissimi, nel dubbio, bestemmia, occupando con tutte le cianfrusaglie possibili e immaginabili la scrivania comune della stanza. Ci si tira insieme e si parte. Meta mattutina: Madame Tussaud’s, ovvero museo delle cere. Si raccolgono i soldi per l’ingresso, quando la Carlot si accorge che due persone non hanno pagato le 17 sterline pattuite. Due marcioni o due sbadati? Va detto che il problema non si sarebbe posto se solo si fossero scritti i nomi dei paganti. Amen (da leggere all’inglese, eìmen). In qualche modo il branco si intrufola nel museo, e dopo i consueti controlli inglesi agli zaini (ma abbiamo la faccia da terroristi?), si entra nella zona cinema. Foto varie ai personaggi presenti. Il sottoscritto impiega una mezz’ora buona a capire che una ragazza con la macchina fotografica in mano è in realtà una statua. Bonalumi palpeggia ogni singola attrice di cera, a differenza di Salmoiraghi, che in seguito si aggrapperà letteralmente al pacco del compianto Freddie Mercury. Al contrario, le ragazze sgomitano per farsi fotografare con i vari Orlando Bloom, Johnny Depp, Brad Pitt e Leonardo di Caprio. Panzeri, nel dubbio, evita le star hollywoodiane, fiondandosi invece nella sala dello sport, e facendosi rapidamente immortalare con quel fottutissimo idolo che risponde al nome di Josè "The Special One" Mourinho. Rooney, Wilkinson, Senna, Armstrong (mentre pedala con Caccia), Ali (mentre combatte con Caccia), Johnson (mentre corre con Caccia): ce n’è per tutti i gusti. Scalvenzi si fa fotografare accanto a Beckham: caro David, sei caduto davvero in basso. Dopo la sala dello sport c’è quella reale. E finalmente ci scappa la foto di Carlo e Camilla, inquietanti come non mai accanto ai giovani principi Harry e William. La regina sorveglia la situazione. Dopo la sala reale, quella scientifico-slash-culturale (notare il contrasto: prima Carlo e Camilla, poi Einstein e Shakespeare), dove Panzeri, Zanchi, Comi e Adobati si fanno fotografare con quel mattacchione di Isacco Nuovotono, meglio conosciuto come Isaac Newton. Che pazzo, con quel parruccone. Il gruppo si sposta nella zona musicale, popolata da celebrità del passato (come i Bitolsi, detti anche Beatles) o del presente, come Giustino Timberlago (Justin Timberlake) o Roberto Guglielmi (Robbie Williams). Infine zona politica (Blair, Putin, Bush, ma anche Gandhi e Hitler) e del terrore (vari metodi di tortura, più le teste di Robespierre e dei suoi soci). Dopo tutte queste statue il gruppo esplora una nuova stanza, all’interno della quale vengono svelati i segreti della creazione delle cere, e per concludere il tour del museo, a coppie tutti compiono un simpatico giretto su dei taxi su rotaie (avete presente gli Egizi o i pirati a Gardaland? Ecco, così), attraverso fatti, cose e persone appartenenti alla storia londinese. Diciassette sterline ben spese, dai. Dopo il museo, la comitiva maironiana si immerge in metro per andare al London Eye. Ma prima vanno riferiti alcuni episodi, come la scelta delle cartoline comprate dal sottoscritto (Carlo e Camilla sorridenti per i genitori, tre inquietanti punk con la cresta verde per la nonna), o l’immensa gioia di Comi alla vista di una schiera di peluche in un negozio per turisti, oppure la misteriosa scomparsa di Viscardi all’uscita dalla metro. Considerata l’importanza dell’episodio, ecco un breve ma dettagliato riassunto: il gruppo si trova in una stazione della metropolitana, quando la Carlot concede una rapida pausa bagni. Molti elementi si scaraventano verso le sospirate toilets, mentre Adobati e Panzeri acquistano rispettivamente il Sun e il Daily Mirror (notare il maggiore spessore culturale del secondo quotidiano nei confronti del primo). Quando il gruppo si ricompatta all’uscita dalla metro, si procede ad uno degli innumerevoli cancelletti della giornata. Attenzione, manca qualcuno. Per la precisione Viscardi. In metro non c’è più nessuno, mentre sulla strada il frenetico camminare dei passanti impedisce la localizzazione dell’almennese più arancione d’Italia. Invano i professori tentano a lungo di contattarla, fino a quando la ragazza risponde: è sotto il Big Ben. Gruppo in tumulto, risate isteriche della parte maschile, insulti più o meno coperti dalla parte femminile. Cliccando qui potete ascoltare i commenti a caldo di Valceschini, Bonalumi (che dissimula perfettamente con le sue parole la sua ardente passione nei confronti della dispersa, a quanto pare ricambiata) e Pasquini, l’unica in grado di provare pietà per Viscardi. Una volta al completo, il branco si rimette a scarpinare a marce forzate (autocit. Cronache Parigi) verso la ruota panoramica. Adobati e Panzeri in avanscoperta ottengono i biglietti per la comitiva da tre donne di colore (tralascio ora i commenti del paladinese) facenti parte del personale, mentre il gruppo attende di fronte all’immensa costruzione circolare. Dopo vari controlli (again, and again, and again…), si può salire. Notevole il panorama, anche se, opinione personale, in una visita notturna avrebbe reso di più (un po’ come con la Tour Eiffel l’anno scorso). Sulla supposta che ci sostiene, Calvi mostra alcune delle infinite sfaccettature del suo essere Idolo, prima azzardando l’assenza di protezioni sulla capsula (che secondo Panzeri aumenterebbe in modo esponenziale il numero di suicidi nel Regno Unito), poi chiamando a casa per salutare affettuosamente i propri bambini. Profe Calvi ce l’abbiamo solo noi! (cit.).
Ovviamente le foto si susseguono rapidamente, sia che si tratti di scatti verso il Tamigi oppure verso Lomboni, oppure ancora verso Lomboni che deride Natali. Derisione più che giusta, oserei dire. Va detto che la sempre più pazza Natali era stata vittima in nottata di un
diabolico scherzo architettato dalle malvagie menti di Quadraroli e Rota, compagne di stanza della fiancée di Ricky Gotti: le due crudeli ragazze hanno infatti cosparso di dentifricio il volto della povera compagna dormiente, rendendole estremamente amaro il risveglio. Natali a parte, va citata la naturalezza del prof. Calvi di fronte agli obbiettivi ("Io sono come le statue di cera: non mi muovo, e voi fate le foto con me"), opposta all’espressione sempre vagamente incazzata del sottoscritto alla vista di ogni singola digitale puntata verso di lui. Si scende dall’Occhio di Londra e ci si reca al McDonalds più vicino. Panzeri si siede di fronte a Lomboni: i due trascorrono il tempo, tra una patatina e l’altra, ad insultare persone ad entrambi antipatiche. Durante il pranzo, la pia donna becca Bonalumi con la maglia dentro le mutande verde pistacchio, e sottolinea continuamente la somiglianza tra ColuiCheInveceDiLeggereIlLibroSulPuntoGSiOstinaAGiocareColGameBoy ed il celeberrimo Luca, boyfriend della brembatedisoprese. Finite le patatine, si esce e ci si dirige verso l’ambita meta pomeridiana: Camden Town. Come descrivere il luogo in questione? Forse come una variopinta cittadella ricca di negozi alternativi (si va dai piercing ai tatuaggi, dall’abbigliamento al cibo, dagli accessori ai peciòt), gente alternativa (qui nacque il Punk, con la P maiuscola, negli anni ’70), e souvenir alternativi (quale il Chupa-Chupa alla cannabis acquistato da Arcieri, poi rivelatosi al gusto di mela verde), ricca di fascino e stile "fuori dagli schemi". Inizialmente il sottoscritto gira per i negozi al fianco di Carissimi I., neodiciottenne, poi con Lomboni ed infine con Carissimi D., accanto al quale parteciperà all’episodio principale del pomeriggio. Il locatese individua un negozietto diroccato, e vi si infila, seguito a ruota da Panzeri, con il chiaro intento di acquistare un paio di jeans. Due pittoreschi individui, una donna dark e un uomo tendenzialmente dark, lo invitano a salire per scegliere il paio di jeans più vicino alle richieste del Syn Gates della bergamasca. Il sottoscritto vede il compagno provare un paio di jeans da 20 sterline, salvo poi allontanarsi per esplorare il negozietto (in realtà più che diroccato, ambiente ideale per le riprese di un video dei Nirvana, o giù di lì) in solitaria. Carissimi richiama l’attenzione del bonatese per mostragli un altro paio di jeans, secondo lui perfetti. Panzeri approva, Carissimi paga. Ma qui avviene il dramma. Approfittando della scarsa dimestichezza del cliente con l’inglese, il proprietario fa pagare i jeans in questione 35 sterline, anziché le 20 pattuite all’inizio, prima di allontanare in fretta e furia i due turisti. Ebbene si, il tipo poco raccomandabile ha tirato una stoccata (cit.) al chitarrista/screamer dei BlackYear77, che inizialmente confuso, si accorge col passare del tempo della fregatura subita, ed inizia a bestemmiare più depresso che incazzato. Un commerciante italiano, sentendolo imprecare, tenta di consolarlo, riuscendovi piuttosto bene, prima che il gruppo raggiunga i due Compagnons, mostrando i vari acquisti effettuati. Il sottoscritto si rende conto di non aver comprato niente, e si fionda guidato da Lomboni alla ricerca di una maglietta di suo gradimento. La magica bionda/mora (non dico bionda sopra e mora sotto, se no capite male) scorta Panzeri davanti ad un simpatico negozio, dove il bonatese può comprare una maglietta nera con la scritta "The Killers-World Destruction Tour" e la foto di un gruppo musicale composto da voce (Osama Bin Laden), chitarre (Saddam Hussein e George W. Bush) e batteria (Adolf Hitler). Otto sterline spese maledettamente bene. Prima di proseguire con la narrazione, va citato un negozio (CyberDog) consigliato caldamente dalla Carlot, dove il gruppo si aggira tra magliette spettacolari (con scritte luminose, oppure sensibili alla musica dell’ambiente), commessi borchiati e, soprattutto, musica Hardcore a palla (non so se il Tuz Tuz Tuz più puro possa rientrare nell’Hardcore, perdonate l’ignoranza). Terminato il tempo a disposizione, sebbene siano ancora troppi i negozietti da girare, il gruppo lascia Camden Town per dirigersi al tanto agognato SugoDue per l’Ultima Cena (detto così fa molto pathos, nè?). Qui il proprietario mi confessa in gran segreto di essersi pentito della scelta fatta ospitando il branco maironiano, prima di richiamare spesso il silenzio durante la cena e di cacciarci via appena mangiato il dolce. Va citato, riferito alla cena, un episodio piuttosto triste: a metà della cena, Brena richiama l’attenzione del gruppo, avvisando che, in ricordo di Parigi, la parte maschile della All avrebbe consegnato un omaggio alla componente femminile della stessa classe (ovvero un paraorecchie colorato). In risposta, Greco asserisce che anche le ragazze hanno preparato un regalino per ogni ragazzo (ovvero un orsacchiotto). L’episodio, in apparenza carino e romantico, appare agli occhi del sottoscritto (e a quelli dell’intera Bll, mi è sembrato di capire) come stucchevole e prevedibile, per non dire di peggio, considerati i comportamenti abituali di alcune curiose personalità della classe in questione, e suscita nello stesso una dolorosa rabbia (Arcieri può confermare). Fortunatamente, Carissimi risolleva il morale, facendo il verso a Brena e pronunciando le seguenti parole (o qualcosa di molto simile): "I maschi della 4Bll, dato che a Parigi non avevano regalato un emerito cazzo, hanno deciso di non regalare un cazzo anche quest’anno!". Il tavolo della Bll esplode. Anche il proprietario esplode, a suo modo. SugoDue a parte, il gruppo effettua l’ultima visita serale della gita marciando verso l’Hard Rock Cafè. Solo grazie all’aiuto di Verzeni, la marmaglia raggiunge la sospirata meta: qui il sottoscritto acquista una meravigliosa felpa marrone, la stessa comprata da metà All e dal prof. Calvi ("Fa troppo figo", il suo commento a caldo). Con i portafogli molto più leggeri, e con Carissimi che impreca contro la presenza di una foto di Avril Lavigne nel tempio musicale londinese, tutti escono dal negozio, dirigendosi verso l’hotel per trascorrere l’ultima nottata di sano casotto. Va segnalata la marcetta del Patriota fischiettata dalla parte maschile della Bll. Una volta arrivati, subito Damiani e Arcieri entrano a sorpresa nelle camere, sequestrando decine di tazzine, bustine di thè e di zucchero. Carissimi e Valceschini bevono birra, così come la parte maschile della All, mentre Panzeri scappa dalla 258 per trovare la povera Carissimi I., influenzata, e poi fare visita alla camera di Adobati, Arcieri, Bonalumi e Damiani, salvo poi scoprire che in realtà i presenti sono 13, anzichè 4. Infine si resta in 10, e si inizia a parlare di ogni argomento possibile e immaginabile. Tra i presenti, Damiani appare piuttosto abbacchiato (sebbene abbia bevuto litri di caffè), Arcieri e Zanchi contemplano uno strano programma televisivo (dove presunti medici fanno autopsie di cadaveri nudi, senza alcuna censura), Panzeri tenta di scrivere le cartoline senza tuttavia riuscirci, Bonalumi
e Comi sonnecchiano. Ad un certo punto, dopo la visita di Madini e Negri, i quattro proprietari della camera non reggono più, e costringono gli altri ad uscire per essere lasciati in pace. Il sottoscritto va quindi nella camera di Zanchi, Tagliaferri, Viscardi e Comi, con lo scopo di raccontare ancora quattro minchiate, ma anche qui il sonno sconfigge le ragazze presenti. Sconsolato, Panzeri vede svanire il sogno di tirare mattina senza dormire e torna in camera, trovando Valceschini e Carissimi addormentati, e a sorpresa Gamba semisveglia nella sua abituale parte di letto. La cisanese fa spazio al sottoscritto nel lettone, per poi addormentarsi subito.

Sonno.

Ps: l’opinione sui regali del ristorante è personale, condivisibile o meno, ed aperta ad ogni singolo parere altrui. Ma andava detta. Sono ovviamente disponibile per ogni possibile chiarimento. Spero sia chiaro che non parlo della classe in generale, ma di determinati elementi, che secondo il sottoscritto si comportano talvolta in maniera ambigua.

11 thoughts on “London ’08, The Official Chronicle-Day 3

  1. Cetty 23 marzo 2008 / 21:23

    Ora si che ho avuto il tempo. Sembra banale e ripetitivo dire sempre "belle cronache etc.." ma questa è! Un bacio, alla prossima puntata.. con ansia😛

    Mi piace

Sì?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...