Cantos Ceremoniales? Caos Infinitos!

Dato che i testi ed i video di alcune delle mie canzoni preferite non ottengono una risposta attiva da parte vostra (allora ditelo che vi piacciono solo i Tokio Hotel!), ho deciso di tornare a dedicarmi ad un argomento che ha suscitato, con mia grande sorpresa, un immenso polverone all’interno del sempre più Stimatissimo Premiato Corpo Musicale S. Michele Arcangelo di Mapello. Vorrei chiudere la faccenda, quindi cercherò di essere breve ma al tempo stesso chiaro.

Siamo in un paese libero. Certo, i nostri politici ogni giorno ci dimostrano il contrario, ma immaginatevi per un attimo di trovarvi davvero in un paese libero. Essendo il paese libero, sarà sicuramente presente la libertà di parola. Allora, se esiste la libertà di parola, sarò libero di esprimere dei pareri personali, positivi o negativi, su qualsiasi cosa mi passi per la testa. Quindi, se io voglio dire che i Cantos Ceremoniales non mi piacciono neanche un po’, sono liberissimo di dirlo a chiunque, quando voglio e dove voglio. E nel modo che preferisco. Qualcuno portà dire: "Però non devi offendere nessuno."
E qui mi incazzo.
Lo sapete quando è nata l’ironia?! Sapete che esiste il sarcasmo?! Sapete voi, che pensate che io abbia offeso pesantemente il maestro o la Dott.ssa Prof.ssa Proserpi, che queste due parole non indicano dei piatti tipici della cucina campana, ma bensì dei modi di esprimersi, delle "figure retoriche"?! Lo sapete cosa sono le figure retoriche?! A me sembra proprio di no!

Stai calmo Francesco, sii superiore.

Si sono superiore, quindi chiudo qui la parentesi Cantos (molto bravo il Sormani nel dirigere la banda, ottiene ciò che vuole dai musicanti. Ciò non toglie che il suo pezzo sia un’opera astratta completamente priva di senso). Se qualcuno ha qualcosa da dire, venga da me e mi parli in faccia.

Prima di andare a studiare Cavour e Garibaldi, vi informo che ho aggiornato l’elenco della classe 5Bll, e che in cima alla home page potete trovare il file con le cronache di Londra dell’anno scorso.
In questo periodo deprimente, con Berlino ancora lontana, una lettura simile può solo farvi bene.

Fidatevi.

Sì?

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