Berlin ‘09 – Die Chronik Offizielle – Tag 1

E finalmente ce l’ho fatta. Ha preso più tempo del previsto, ma ora è pronta: la cronaca del primo giorno berlinese, corredata dalle foto più significative.
Dedica del giorno, come un anno fa: alle donne, croce e delizia del genere maschile. Più croce che delizia, va’.

Enjoy!

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Martedì 24 Febbraio. Ore 7. Panzeri è in viaggio verso l’aeroporto, ed è proiettato verso Berlino. La fantasia galoppa ma lo stomaco scalcia: il Cubalibre ed il Long Island della sera precedente, consumati per celebrare il 19° della Sig.ra Malvestiti, non sono ancora stati assimilati completamente. Niente di grave per fortuna, ma tenete a mente l’episodio: l’alcool, nel suo manifestarsi nel rum, sarà uno dei leit motiv della gita berlinese. Finalmente la Punto arriva ad Orio, e Panzeri può respirare l’aria pungente del mattino. Una volta all’interno dell’edificio, il primo elemento Bll ad essere avvistato (guarda caso, al bar) è la sig.ina Gamba, in compagnia dell’immancabile Dottor Gamba (altro che House). Saluti di rito, e poi rotta verso la zona check-in, dove con calma arrivano tutti i partecipanti. Ultima ad arrivare la solita Tagliaferri, sempre alla ricerca di entrate da Vip, all’ultimo momento; ma il primato del gruppo spetta a Caccia (aka Miss Ambivere), che arriva tra le imprecazioni dei compagni che la davano già per assente. Insulti per lei, minispot per noi (semi-cit.). La Compagnia del Bordello si forma: tutta la 5All è al completo, mentre la Bll accusa il forfait annunciato di Comi. Presenti anche i professori: in rigoroso ordine alfabetico, Anna D’Amico, giovane professoressa di scienze; Danilo “Boyyyyyy” Ghilardi, teacher di inglese; Patrizia Roina, madame le professeur de français. Tutti pronti, momento check-in.IMG_0001
E proprio al check-in, mentre le ragazze affidano le valigie al nastro trasportatore temendo per il peso (delle valigie, non loro), l’inconfondibile Arcieri colleziona la prima figura di cioccolato della gita: a 20 cm da un cestino, riesce a lanciare fuori il fazzoletto destinato ai rifiuti. Che scandalo.
Superato il check-in, si passa alla zona imbarco. Ovviamente gli elementi della comitiva si dedicano alle attività più disparate: il sonno, la colazione, la musica, la deficienza. Domanda retorica: a cosa si dedica la parte maschile della Bll? Esatto, alla deficienza: Bonalumi e Carissimi simulano alcuni passi di danza Tektonik (non so come si scriva, e sinceramente non lo voglio sapere) sotto gli occhi divertiti dei compagni. A dir la verità, Bonalumi somiglia più a una massaia che mescola la polenta, ma questi sono dettagli. Nel dubbio Tagliaferri, annusata la deficienza nell’aria, interviene a dar man forte al paladino e al locatese. Brividi. Successivamente prende il sopravvento l’immortale gioco della briscola chiamata, con Panzeri che si trova costretto ad abbandonare la digitale, già divenuta un prolungamento naturale del suo corpo, per completare il gruppo dei giocatori, già composto da Adobati, Arcieri, Bonalumi e Damiani. Dopo alcune mani più o meno fortunate, è lo stesso Panzeri a stufarsi e ad abbandonare la zona “nonni dentro”. E la sua scelta è premiata da Tagliaferri. Carissimi infatti, stanco della sua Squier Stratocaster annuncia al mondo di voler comprare un basso. Panzeri domanda: “Ma perchè proprio un basso?”. Pronta Tagliaferri: “Perchè non gli piacciono quelli alti!”. Dite la verità, un po’ vi mancavano simili vaccate.
IMG_0010 Anyway, il gruppo si ricompone quando viene chiamato l’imbarco. Tuttavia gli altri passeggeri, scaltri come faine, hanno già creato una colonna ordinata e precisa di fronte all’uscita sulla pista. Accortosene, il gruppo Maironi si fionda in coda generando il classico “imbuto all’italiana”: file da 2 davanti, blocchi da 3×4 dietro. Sono ragazzi! (cit.). In qualche modo il traffico si fà meno intenso, e la comitiva sale sull’aereo. Purtroppo i posti migliori sono già occupati, ed è così che il trio Panzeri-Carissimi-Gamba, appuntamento fisso delle partenze in aereo, è costretto a sciogliersi per la prima volta in tre anni. Panzeri e Gamba trovano posto in fondo all’aereo, Carissimi più avanti, dopo l’accurato controllo "NonVoglioUn’AltraCiccaSottoIlCuloComeAParigi”. Il gruppo All+Bll è sparpagliato per l’aereo, quindi è impossibile raccogliere le consuete dichiarazioni pre-volo, anche perchè le hostess si fanno avanti minacciose e danno inizio alla classica coreografia (che se la vedessero Garrison e la Celentano impallidirebbero). Domanda spontanea di Gamba, alla vista della cintura di sicurezza (finta) in mano all’hostess: “Ma quella da dove scende?!”. “Qualcuno mi aiuti” pensa Panzeri, ma è già tempo di partire. Gamba afferra la mano di Panzeri e la stringe con la stessa forza con la quale gli elementi della 5B stringerebbero il collo al docente di matematica. IMG_0013 Fate un po’ voi. Partenza tranquilla, Gamba lascia andare quello che resta della mano di Panzeri, svanisce l’obbligo delle cinture di sicurezza. Ed è così che ripartono le solite attività passatempo. Panzeri decide di rompere le palle alla giapponesina addormentata accanto al finestrino, facendole una foto senza flash; tuttavia il flash si dimostra attivo ed abbaglia la povera ragazza, che però resta immobile. Pericolo scampato. Nel frattempo, Gamba riceve una rivista dall’hostess, ma la riconsegna prontamente dopo aver scoperto che è in inglese. Fortunatamente c’è Colombi che porta un po’ di novità dal centro del velivolo: qualche parola e poi partita a scopa, per la serie “Anche noi siamo vecchi dentro”. L’idillio dura poco, perchè Colombi fà danno nel distribuire le carte e annulla così una mano favorevolissima a Panzeri, il quale, pervaso dall’ira, invita il proprietario della Colo’s Car ad andarsene. Gamba torna a dare segni di vita, vaneggiando sul movimento dei flap: il bonatese accanto a lei annuisce gentilmente per farla stare zitta. Verso le 11 si atterra, con Carissimi che lancia l’urlo impressionista “Eeeeeeen pleeeeein aaaaaaaaaaaaaair”. Solito applauso italiano e poi via, verso la terra di Tedeschia; proprio la Tedeschia si presenta nei suoi tratti inconfondibili: scritte incomprensib
il
i (con nessuna indicazione in inglese), cielo malinconico (ma fortunatamente senz’acqua) e rigido clima continentale. La comitiva maironiana percorre qualche metro per poi ripararsi di nuovo sul pullman diretto all’hotel Globus Ramada. Lungo la strada, tra un panino e l’altro si fanno previsioni sulla qualità della struttura destinata ad accogliere il gruppo. Il buon autista fa accendere le tv presenti, e già tutti pensano a qualche bel film crucco da gustare. IMG_0024Impressione errata: sugli schermi appare la grigia mappa del navigatore satellitare, che indica ai passeggeri il percorso mancante. Damiani e Bonalumi, che già confidavano in qualche cartone animato, fissano lo schermo davanti a sè, affascinati dall’imponente manifestazione tecnologica tedesca, ma nel contempo delusi. Guardando fuori dal finestrino, Arcieri tenta di quantificare la presenza di abitanti afro-americani (vedi Parigi e Londra) ma resta felicemente sorpreso quando scopre che la razza ariana domina incontrastata le strade di Tedeschia. Nel frattempo Carissimi e Panzeri si danno agli Avenged Sevenfold, ma i loro tentativi canori sono smorzati dalla consueta femminilità di Grabova, che li minaccia di usare contro natura nei loro confronti il povero lettore mp3 del bonatese.
Arrivati al Ramada, si procede all’assegnazione delle camere: Bonalumi, Carissimi e Panzeri nella 612, Adobati, Arcieri e Damiani nella 614. Vi direte: e nella 613? Tre giovani ed affascinanti autoctone? No, la prof.ssa Roina. Olè. Si sale in camera per la sistemazione delle valigie, e subito i tre camerati della 612 battezzano il (comodo) water a loro disposizione. Neanche il tempo di pulirsi il c… ehm… di riposarsi, ed ecco che bisogna subito ripartire, destinazione metro di Magdalenstrasse.  La metropolitana di Tedeschia appare subito pulita ed ordinata, più vicina all’impeccabile Londra che alla confusionaria Parigi. Dopo un rapido consulto, i prof stabiliscono che i ragazzi devono viaggare grazie a biglietti giornalieri validi per 5 persone. Ed è così che Adobati, Arcieri, Bonalumi, Damiani e Panzeri contribuiscono economicamente (ma sarà possibile 16 euro di biglietto per 5 persone?!) ed obliterano il biglietto sputato fuori dall’efficiente macchinetta. Inoltre Arcieri, per prevenire eventuali intrusioni nel gruppo, decide di abbracciare con forza gli altri elementi del gruppo. Ecco quindi spiegate le motivazioni di un gruppo di 5 idioti che passeggiano avvinghiati lungo la fermata della metro, quasi come un sol uomo. Una signora tedesca li fulmina con lo sguardo. I soliti turisti italiani. Una volta stampati ed obliterati tutti i biglietti, il gruppo si imbarca sulla metro, destinazione Alexanderplatz. IMG_0030 Durante il tragitto, parte la suoneria del cellulare di una ragazza emo (certificazione Carissimi, ndr): il motivetto truzzo udito da Carissimi e Panzeri porta quest’ultimo a rivalutare la dolce e calda voce del gattino Virgola. Una volta arrivati a destinazione, i prof concedono qualche minuto ai ragazzi per sfamarsi. Mentre molti elementi si aggirano tra Mc Do’ e Burger King, Panzeri e Carissimi tentano la sorte: kebab. Il Syn Gates della Bergmasca tenta di farsi comprendere dal venditore turco-tedesco, ma non riesce a impedire la catastrofe: sull’abbondante razione fornita ai due giovani italiani, il buon negoziante spreme una quantità indefinita di salsa piccante. E’ l’inizio della fine: se Carissimi, forse abituato a simili pasti, se la cava e in 5 minuti finisce il kebab, Panzeri si trova di fronte a uno scoglio insormontabile; ogni morso causa il volo di foglie d’insalata e di altri ortaggi non meglio identificati. Con il giubbotto odorante di fritto, e con la gola in fiamme per la salsa, il bonatese si dirige verso il luogo di ritrovo con la guida ancora con mezzo kebab in mano. Il cestino dei rifiuti è l’unica soluzione ammessa. Ed è così che, giunta al termine quest’odissea alimentare, Panzeri può ritornare in gruppo, appena in tempo per fare la conoscenza della super guida della gita: Emanuele, classe ‘77, con un passato a Mozzo (BG), si presenta con un look quantomeno anticonformista: capello nero rasato ai lati della testa ed incolto al centro, piercing al labbro inferiore e all’orecchio, sciarpa bianconera, cappotto nero, pantaloni neri con zip posteriore e anfibi tamarri. Diverse le reazioni della folla: contrariati i conservatori Arcieri e Damiani, estasiati i progressisti Carissimi (“E’ troppo un gallo!”) e Zammito (che in seguito dichiarerà: “E’ l’uomo della mia vita!”). IMG_0031 Dopo una rapida presentazione, il buon Emanuele inizia a far muovere la comitiva verso la zona est della città, dove si può ammirare un vero e proprio mix architettonico: gotico, barocco, neoclassico si mischiano per le strade, e sottolineano la confusione presente nella testa degli architetti berlinesi. Successivamente si passa all’”ìsola dei musei”, e anche qui il gruppo deve sorbirsi lunghe ed estenuanti camminate. Ma spostandoci alle cose più importanti, non si può non descrivere come Colombi tenti di ammazzare il tempo degli spostamenti: prima ci prova con Pasquini, poi con Gamba, ed infine con Negri. Ah già, Negri è un ragazzo, tenete a mente. Allo stesso modo il prof. Ghilardi tenta svariati approcci con le giovani donzelle della 5A, che tuttavia resistono strenuamente. Vanno spese tre parole anche sul look del teacher in questione: berretta di lana, maglia a maniche lunghe di cotone finissimo, sciarpa di lana, pantaloni della tuta portati con cavallo altissimo (gli arrivano più o meno alle costole), scarpe da ginnastica con dettagli fosforescenti e immancabile cappotto rosso. Un uomo, un mito. Col passare delle ore le truppe del Maironi iniziano ad avvertire il caratteristico freddo berlinese, e sono costrette così a difendersi dalle insidie atmosferiche alla meno peggio: Damiani, completamente imbacuccato, pare un eschimese. Oltre al freddo, inizia a diffondersi anche la fatica: vari alunni accusano notevoli ritardi durante il tragitto, e di conseguenza subiscono i duri richiami della prof.ssa Roina. Allo stesso modo con cui i ritardatari frenano l’avanzata della comitiva, così il mal di testa frena Tagliaferri, costretta a liIMG_0076mitare la dose giornaliera di cazzate: si rifarà ampiamente nei giorni a seguire.
Verso le 5 i professori cedono alle richieste degli studenti, e approvano la sosta in un bar molto chic del centro. Inutile descrivere la corsa alle toilettes, così come è inutile raccontare la bava alla bocca di alcuni gitanti di fronte a una tazza di cioccolata fumante. Panzeri segue l’esempio di Pasquini e si concede un thè che, data l’ora, assume un aspetto tipically british (meglio non considerare l’odore della bustina, molto simile a quello delle salviettine igieniche post pesce). Nota di colore: a quest’ora si ultima la digestione del kebab.
Il ritorno al freddo berlinese è immediato, e quindi le migliori menti del gruppo sono costrette ad escogitare ingegnosi rimedi antigelo: è questo il caso di Carissimi, che durante una pausa spiegazione, crea un mini falò accendendo dei fazzoletti di carta usati. Le meretrici della Dalmine apprezzerebbero l’inventiva.
Tra un brivido e l’altro si arriva alla zona commerciale di Berlino, con palazzi immensi, luci spettacolari e cartelloni pubblicitari inquietanti. Ilaria Carissimi (membro All, da non confondere col celebre Daniele, camerata della 612) vorrebbe fotografare al meglio la zona chic della città, più conforme ai propri gusti, ma è bloccata dalla digitale che non digitalizza a sufficienza. Fortunatamente con lei c’è Panzeri, che grazie alle sue conoscenze nanotecnologiche (“Schiaccia qua che qualcosa succede”) migliora la situazione. I. Carissimi ringrazia.
IMG_0096 Finalmente il gruppo Maironi arriva alla porta di Brandeburgo. E dopo infinite foto (alcune delle quali molto particolari, altre sfuocate), ed in seguito al passaggio all’interno del monumento dedicato agli ebrei morti nell’Olocausto (una piazza ricoperta di blocchi di cemento di grandezza crescente: il turista entra con tranquillità ma al centro, dove i blocchi raggiungono i tre metri d’altezza, prova ansia e sente il bisogno di uscire), finalmente arriva il momento del ritorno in hotel. Sulla metro, la prof.ssa D’Amico, incuriosita dal fitto scribacchiare di Panzeri, tenta di sbirciare qualche possibile scoop, giungendo persino al tentativo di corruzione. Ovviamente, “la coscienza morale della 5Bll” (cit. Pizzi) non cede. Sulla via del ritorno, scoppia la lite Colombi-Negri sulla scelta dei letti: Colombi vuole per sè l’intero matrimoniale. Negri tenta di convincere il compagno di stanza delle proprie certezze sessuali, ma non c’è niente da fare.
Hotel. Dopo la doccia (tiepida) con lo shampoo (scadente) offerto dal Ramada, si cena. Poco spazio alle parole, con la maggioranza dei ragazzi troppo impegata a mangiare l’ottimo cibo offerto al buffet (bombolone compreso) per proferire verbo.
Una volta in camera, si capisce subito che non ci sono le condizioni per movimentare la nottata. Tuttavia, non mancano le consuete perle di ogni gita: un membro della 614 (e non della 612, badate bene) rivela ingenuamente ai compagni di stanza di avere una piccola escrescenza carnosa proprio all’inizio del sedere. Il celebrerrimo Cuì (codino). Lo stesso ragazzo, deriso dai compagni di classe, si chiude tristemente in sè stesso, deluso dalla mancanza di tatto dei coetanei. Ancora nella 614, sempre più gremita di ragazzi e ragazze, avvengono "strani ravanamenti” (cit. di uno sbalordito Arcieri) tra le lenzuola. Si accettano ipotesi.IMG_0128 Ovviamente la 612 non sta a guardare: i continui richiami fallici tra Carissimi e Bonalumi non possono passare inosservati, così come il gesto inconsulto di quest’ultimo: appena uscito dalla doccia, e coperto da una semplice salvietta legata in vita, il paladinese si avvicina con passo felpato alla tv e, forse stimolato dal combattimento di boxe in onda su Eurosport, apre la salvietta mostrando il pene ai pugili (e fortunatamente a nessun altro) e quindi inizia a muoversi ritmicamente, stimolando così anche il moto del relativo birillo, in una sorta di danza mistica in onore del dio Priapo. Panzeri e Carissimi, a metà tra sbalorditi e disgustati, si uccidono di risate.
In seguito, vari movimenti tra le stanze, con Tagliaferri che si sente gonfia ma non riesce a concretizzare. Verso l’1 e mezza Carissimi chiama il sonno.

E quando Carissimi chiama il sonno, si sa, i compagni sono costretti a seguirlo.

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Tutto ciò senz’alcool. Immaginatevi nei giorni successivi. Pretendo dei commenti.

Alcune anticipazioni: Scalvenzi e il cameriere piacione; il gruppo pedinato da una turista francese; Carissimi, i dolci e Arale; le prime gocce di alcool di Tedeschia.

Alla prossima!

13 thoughts on “Berlin ‘09 – Die Chronik Offizielle – Tag 1

  1. Anna D'Amico 10 marzo 2009 / 17:30

    che ridere!!!!! coinvolgente, non è da tutti. Passione o dote naturale la tua "penna"? cmq è bello leggere particolari che a "noi" era dato non sapere/erano sfuggiti..tra "ravanamenti" e pancia gonfia……😉 =D

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  2. Cetty Orifici 13 marzo 2009 / 17:30

    Ho letto finalmente!! Delizioso e arguto come sempre🙂 Il "Cuì" è quasi da eloggiare! Attesa impaziente del secondo round ^^ Bacini

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