Berlin ‘09 – Die Chronik Offizielle – Tag 2

Piccola precisazione: non pensiate che la lunghezza degli interventi berlinesi sia causata da centinaia di fogli d’appunti. Scrivo principalmente rielaborando frasi, in alcuni casi anche semplici parole. Ho il dono della sintesi, io.
Enjoy!

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Mercoledì 25 Febbraio. Ore 8 circa. La notte precedente, Bonalumi aveva raccomandato a Panzeri di non far suonare troppo a lungo la sveglia posta sul suo comodino. “Posso reagire male”, aveva detto. Fortunatamente, il problema non si pone. La 612 è infatti svegliata dal suono insistente del telefono di camera, fatto squillare in ogni camera maironiana dall’organizzatissima prof.ssa Roina. Panzeri si fionda sull’apparecchio, per poi alzare e riabbassare subito la cornetta. Pochi minuti dopo suona anche la sveglia del bonatese, disattivata con la medesima rapidità. Bonalumi, soddisfatto, si gira dall’altra parte e tenta di riprendere il sonno.   Carissimi non dà segni di vita, mentre Panzeri è già in bagno a lavarsi la faccia, per cercare di rinfrescarsi dopo un sonno non particolarmente confortevole: sarà il cuscino troppo molle, sarà il lenzuolo stupido, sarà il termosifone alzato al massimo dal freddoloso Carissimi, fatto sta che la notte del primo secondo flauto della banda di Mapello non è stata affatto idilliaca. E così, mentre la coppia IMG_0132paladino-locatese continua a ronfare tra le lenzuola, Panzeri è già pronto per la colazione. Ascensore e via, verso il buffet della mattina. Ovviamente sono scarse le speranze di trovare qualcuno capace di svegliarsi così prontamente: infatti la sala è pressochè deserta. E’ solo uno il componente delle truppe bergamasche presente allo stesso orario: il buon Matteo Scandella, accompagnatore del disabile Bonfanti. “Menomale” – pensa Panzeri – “perlomeno non sono da solo”. E proprio in compagnia di Scandella, che insinua misteriosi intrallazzi notturni, il bonatese può sperimentare per la prima volta le pietanze mattutine dell’hotel Ramada: croissant, succo d’arancia, immancabili cereali al cioccolato da affondare nel (poco) latte caldo a disposizione. A metà del pasto, Scandella parte per recuperare il suo assistito, anch’esso disperso nel festoso folleggiare della 5All. E così il posto accanto a Panzeri è preso dalla prof.ssa D’Amico, a sua volta alla disperata ricerca di cereali al cioccolato e latte caldo. Dopo nuove insinuazioni sui movimenti notturni, giungono finalmente al piano terra i primi elementi All e Bll, dotati, chi più chi meno, solamente di leggere occhiaie. Il peggio deve ancora arrivare.
Con l’arrivo di Carissimi e Bonalumi, Panzeri capisce che ci sono proprio tutti e lascia la sala per sistemare un minimo la 612. Una volta all’interno della camera, lo stesso ragazzo scopre che il cielo di Berlino sta producendo del nevischio. La giornata non inizia bene. In breve tempo, la sala della colazione si svuota e la comitiva è pronta a partire. Non mancano i richiami di M.me Roina, che insiste sulla mancata puntualità degli studenti. Per una volta Panzeri si sente con la coscienza a posto: il rispetto degli orari è uno dei suoi pochi pregi.
Finalmente si parte, direzione PergamonMuseum. Lungo la strada verso Magdalenstrasse Panzeri e Carissimi capiscono che è giunto il momento di dare libero sfogo alle rispettive vocazioni artistiche, e così iniziano a lavorare sulla canzone “John Brown” studiando la seconda voce. In breve tempo si hanno eccellenti risultati: l’esecuzione quotidiana della canzoncina diventerà un elemento immancabile nei giorni a seguire. IMG_0134
In metro solito biglietto per 5 persone, con Colombi che prende in mano la situazione: spetta a lui l’incarico di stampare e convalidare i biglietti di vari gruppetti femminili. Arrivate ad Alexander Platz, le legioni del Maironi si avviano a marce forzate verso il museo di giornata; come sempre il gruppo si sfalda (per foto, distrazioni o semplice mancanza di voglia) col passare del tempo (e dei chilometri), ed i richiami della prof.ssa Roina si fanno sempre più frequenti. In qualche modo il gruppo arriva a destinazione: pausa foto. Ancora una volta, gli elementi maschili della Bll si dimostrano un po’ troppo legati al mondo del’infanzia; infatti Arcieri, Damiani, Carissimi, Bonalumi e Adobati si fiondano verso un’altalena poco distante dall’edificio. Il saggio Panzeri li segue, ma solo perchè artisticamente ispirato: la foto di un Damiani gioioso in viso che spinge Arcieri, anch’esso felice, è il caso di dirlo, come un bambino, rimarrà tra le migliori immagini della gita.
Ovviamente Carissimi e Adobati non stanno a guardare, e decidono di fotografarsi a vicenda in volo dall’altalena a terra. Che bel momento.
Ricomposto a fatica il gruppo, si può entrare al PergamonMuseum: edificio immenso contenente, tra i pezzi forti, i resti dell’Ara di Pergamo e la porta di Babilonia. I profe dividono il gruppo in due parti: dato che al gruppo è stata affidata una sola guida che conosce l’italiano, si è deciso di prenderne un’altra da assegnare agli alunni col miglior livello d’inglese. IMG_0151 Da sottolineare il rapidissimo movimento di Zanchi, Gamba e Pasquini verso uno dei due gruppi. Indovinate voi quale. Al momento dell’ingresso, novità di rilievo: c’è anche la seconda guida che sa l’italiano! L’organizzazione crucca per stavolta si salva in corner. A questo punto, gruppi standard: All con Roina, Bll con D’Amico e Ghilardi. Alla seconda comitiva è assegnata una giovane guida mezza pelata, che dopo qualche parola di circostanza farà esclamare a Damiani: “Ma parla come Shevchenko!”. E in effetti l’auto-abbronzante paladino non ha tutti i torti: l’accento del ragazzo assomiglia molto a quello del IoAndareInghilterraPerchèFigliImparareMeglioInglese ucraino.
Ecco gli episodi chiave della visita, di per sè piuttosto noiosa: le imprecazioni di Panzeri verso il divieto di usare il flash, che unito alla mano del bonatese, ferma quanto quella di un malato di Parkinson, daranno luogo a decine di foto sfuocatissime; l’interesse di Damiani e Adobati nei confronti di un m
os
aico antico raffigurante, al centro, una svastica; la voce ripetitiva della guida, sempre più simile allo Shevchenko depresso di Londra.
IMG_0199 Un paragrafo a parte merita l’aneddoto di fine visita: una volta tornati nell’atrio d’ingresso, vari elementi della Bll, dopo aver recuperato giacche e zaini dagli armadietti di sicurezza, si soffermano a contemplare un’opera d’arte, forse la più bella vista all’interno del museo. Si tratta di una ragazza di Tedeschia, dotata di lunghi capelli biondi e sguardo magnetico, probabilmente in visita d’istruzione con la sua classe. Panzeri è sinceramente senza parole, Carissimi esclama: “E’ un eurognocca!”, Colombi si nasconde dietro i propri compagni per poterla osservare al meglio senza essere preso per pazzo; Arcieri, in seguito alla segnalazione dei compagni, afferma candidamente: “E’ venti minuti che ci guardo.. che fisse!”. Ad interrompere il momento idilliaco giunge il prof. Ghilardi, che riprende gli studenti ed i relativi ormoni: “Ma non vi vergognate? Avrà 12 anni!”. Inutile rimarcare il coro di proteste della parte maschile, prontamente fermate dalla diplomatica prof.ssa D’Amico: “Ma no, ne avrà 16, dai!”. Menomale che qualcuno ragiona.
Fuori dall’edificio, improvvisa si fa sentire la fame (notate l’inversione, con l’aggettivo posto in capo alla frase). Breve camminata senza meta (con l’aspirante guida Brena che dà la mano a Negri), poi l’ipotesi McDonald’s (“Tutto ma non il kebab!”, pensa Panzeri) ed infine la scelta: la comitiva bergamasca entra con fare sicuro in un ristorante italiano, accolta con grandi sorrisi dai camerieri. Ovvio il loro pensiero: “Oggi noi fare tanti zoldi!”. Inutile citare le ordinazioni: cotolette alla milanese e spaghetti alla carbonara in quantità. Colombi rischia la margherita, scartata da molti per il prezzo non proprio modesto. Dopo le ordinazioni, il cameriere provvede alla distribuzione dei cestini del pane: il tavolo composto da Adobati, Arcieri, Bonalumi, Damiani, Panzeri, Tagliaferri, Viscardi e Zanchi svuota la piccola scodella in 4,5 secondi netti. IMG_0219 Roba che neanche i bimbi affamati del Terzo Mondo. La ben propensa Viscardi tuttavia non si accontenta: vuole dell’altro pane prima che arrivino i piatti prescelti; invano cerca di farsi notare dall’impegnatissimo cameriere, quindi invita i più vicini al bancone del pane (uno a caso, Panzeri) a rubarlo direttamente. Il bonatese si rifiuta: “Minchia Sara, resisti!”. Niente da fare. Viscardi costringe un altro elemento ad alzarsi e, in un momento di distrazione del cameriere, a rubare il pane. Il secondo cestino si svuota in 3,6 secondi. L’insaziabile (in tutti i sensi, esatto…) Viscardi si calma solo all’arrivo delle pietanze: l’abbondante piatto di maccheroni fumanti la costringe a chiudere la bocca, una volta tanto. Panzeri si gusta con calma la cotoletta, mentre Tagliaferri e Zanchi, non paghe degli spaghetti, ordinano a loro volta la carne, salvo poi darla a Bonalumi: non è di loro gradimento. Panzeri non se ne capacita, la bistecca a suo parere è squisita. Tenete a mente il dettaglio, se ne riparlerà. Per quanto riguarda il pranzo, vanno citati tre episodi. Il primo riguarda Scalvenzi, che, secondo fonti indiscrete, accetta le avances di un simpatico cameriere italo-tedesco: dopo qualche battutina maliziosa, il waiter mezzo crucco finisce per imboccare la brembatese. Scena a metà tra il comico e l’erotico. Ah, ‘sti tedeschi. Il secondo vede lo scherzone di Pasquini ai danni di Tagliaferri. La pazza madonese, con la complicità di Damiani, assicura alla salvanese che il bagno è libero. Quest’ultima entra convinta, trovandosi però nella toilette il prof. Ghilardi. Tagliaferri ne esce appena in tempo. “Pericolo! Non va!” (cit. Sandro Piccinini!). Infine, va nominato lo scambio di battute tra il già citato cameriere ed il sempre pronto Arcieri. Durante il pasto, Il Nesta dei poveri (per la somiglianza col difensore del Milan nei capelli e nell’elevata propensione agli infortuni) si lamenta per la lentezza del servizio. Il cameriere tenta di riderci su: “Il cuoco, di là, sta fumando una canna, ecco perchè ci mette tanto…”; immediata la reazione di Arcieri: “Digli di passarla anche a noi, dai!”.
Verso le 13.45, il gruppo paga ed esce dal ristorante, per poi dirigersi verso Alexander Platz. Da sottolineare l’andatura claudicante di Carissimi, che si fa strada per i marciapiedi berlinesi nello stesso identico modo del celeberrimo Dr. House: durante una fase di gioco/lite con Bonalumi, la voce dei Glare Of Darkness (ex BlackYear77) appoggia male il piede, con successiva lieve distorisione della caviglia. Irripetibili bestemmie per Carissimi, impietose risate per Bonalumi.
Il gruppo raggiunge Alexander Platz alle 14 circa: l’appuntamento con l’idolo/guida Emanuele è per le 14.15. Bisogna solo percorrere un breve tratto della linea S1.
A trovarla.
DSCN2795 Sono infatti 45 i minuti impiegati dalla comitiva per individuare la metro da utilizzare: la prof.ssa Roina per una volta si confonde e non ne esce più; Brena si impegna ma non migliora la situazione, mentre Lomboni ricerca continuamente l’attenzione della capogruppo, senza tuttavia ottenerla. Una volta raggiunta la destinazione prevista, ed incontrato Emanuele, bisogna aspettare Bonfanti e Scandella, in arrivo dall’apposito ascensore per disabili. Quando l’orologio segna le 15, la Compagnia è finalmente al completo: ci si può dirigere verso il Muro. Breve tratto a piedi ed ecco che 5All e Bll si trovano di fronte ai resti di una delle più celebri “attrazioni” della capitale di Tedeschia: il cielo nuvoloso conferisce ulteriore malinconia al paesaggio, costituito da case semidistrutte e strade anonime e ripetitive. Ad un certo punto Emanuele prende la parola, ed il gruppo al completo (o quasi) ascolta rapito. Tra i più interessati vanno nominati Carissimi, vero intenditore di gesta belliche, Zammito e Grabova, entrambe attratte più dal personaggio che dalle sue parole. On the contrary, richiamo ufficiale per il prof. Ghilardi, come sempre più interessato alla componente femminile della All (vedi Caccia, I. Carissimi e Ronzoni) che al

le pertinenti informazioni fornite dalla guida.
Amen. Col passare del tempo il gruppo si sposta lungo i resti del muro, ed innumerevoli sono i tentativi di Arcieri, Damiani e Panzeri di staccare piccoli sassolini da portare a casa come souvenir: il bonatese dopo lunghi sforzi inefficaci riesce a recuperare un minuscolo ciottolo, e se lo infila in tasca. Soddisfazione. Le truppe del Maironi giungono quindi alla linea della morte, spazio compreso tra il muro est ed il muro ovest, luogo di morte per molti coraggiosi tedeschi fuggiaschi.
Panzeri riesce a catturare con la digitale di Zanchi l’istante in cui l’intera comitiva sta sbirciando attraverso la lunga fessura orizzontale che precorre parte del muro: mentre tutti spiano all’interno della “terra di nessuno”, quasi come un’orda di voyeurs assatanati, Tagliaferri si gira, sorride e si mette in posa. Una foto rovinata.
Durante una delle tante spiegazioni della guida, ecco che accade l’imprevisto. DSCN2812 Una turista francese di mezz’età si avvicina con fare circospetto al gruppo stretto attorno a SuperEmmanuel: si era tenuta in prossimità degli studenti bergamaschi in marcia sin dal loro arrivo in metrò, ma mai si era fatta così vicina ad essi. In mano, la donna brandisce una tecnologica macchina fotografica, sui livelli di quella di Colombi, e non esita a puntarla ed azionarla ripetutamente verso i poveri studenti ignari. Ad un certo punto, la turista si fa addirittura spazio tra i ragazzi e, a forza di “Pardon!” e “Merci!”, giunge di fronte alla guida punk (o meglio gothic, come asserito dal dotto Carissimi), per poi fotografarla in diverse posizioni. Stupore tra i presenti, imbarazzo per il neo fotomodello. Panzeri, nel dubbio, fà un video. Dopo vari scatti la turista si allontana, dapprima mantenendosi nei pressi dei ragazzi, e successivamente allontanandosi definitivamente. Misteri della vita. Superata la sorpresa, la guida riprende e conclude il discorso, ed è così che il gruppo può dirigersi verso un piccolo museo a tema sul Berliner Mauer. Da segnalare due episodi. Il primo riguarda il fenomenale Arcieri, capace di pestare degli abbondanti escrementi animali in uno spiazzo deserto. “Mi hanno spinto il Kristian e il Carlo!”, si giustificherà il povero carivchese: le risate di Damiani e Bonalumi sembrano confermare la sua versione. In seguito è d’obbligo citare il racconto di SuperEmmanuel sul proprio arrivo a Berlino: finito il liceo, e perso il lavoro a causa del fallimento di una compagnia teatrale, il giovane Emanuele si inventa una coraggiosa fuga a Berlino, raggiunta senza sapere una parola di tedesco. Dopo i primi giorni d’ambientamento, superati arrangiandosi con l’inglese, l’idolo delle folle fà la conoscenza di un gruppo di italiani che lo aiutano ad inserirsi in città. In seguito arriveranno gli studi e il mestiere di guida. Dettaglio importante: alla fine del racconto, a vari studenti brillano gli occhi per l’ammirazione. Un fenomeno.
DSCN2831 Dopo la visita al minimuseo, sfruttata dai più come pausa bagno e/o caffè, ci si rimette in marcia verso la metro. Destinazione: parte del muro intatta colorata da vari artisti, più o meno famosi. Lungo il tragitto, Panzeri e Pasquini ammazzano il tempo canticchiando allegri motivetti. Breve tragitto a piedi, metropolitana, ed ecco che le truppe del Maironi si trovano di fronte alla parte hippie del muro. Le foto si sprecano, che si tratti di foto di classe o di coppie, così come le scritte sul muro: varie persone scrivono il loro nome, altre aggiungono romanticamente (o pateticamente?) quello delle rispettive dolci metà. A rompere il momento felice interviene prontamente Arcieri, che colpisce con un preciso destro i testicoli di Adobati, troppo impegnato a posare per una foto per accorgersi della minaccia incombente. Alla fine del muro, il buon Emanuele saluta e ringrazia: per oggi il suo compito è finito. I ragazzi, in silenzio, esultano: per oggi la loro tortura fisica è terminata. Nella metro verso l’hotel, Bonalumi dà un saggio delle condizioni in cui versa il gruppo. Ecco il suo ragionamento logico (?) riguardo un famoso proverbio popolare: “Secondo me, è sbagliato dire ‘Mettere due piedi in una scarpa’… no, ma seriamente… no, no, non ridete… se una scarpa è grande, e uno ha i piedi piccoli, nella scarpa ci stanno tutti e due i piedi! Cosa ridete?! E’ più giusto dire ‘Mettere un piede in due scarpe’…”. Inutile riferire le grasse risate di Tagliaferri e Zanchi. In seguito lo stesso Bonalumi delizia ancora la folla con le sue traumatiche esperienze infantili: “Da piccolo, quando mi comportavo male, mio papà mi prendeva e mi metteva in un angolo, con la testa verso il muro… no no, voi ridete, e ci rido anch’io, ma guardate che ci rimanevo malissimo!”. Tagliaferri e Zanchi piangono ormai dal ridere. Ecco a che punto la stanchezza può condizionare le azioni di un ragazzo. Forza Carlo, siamo con te!
Sempre durante il tragitto metropolitano, si diffonde la seguente voce: in serata visita all’Hard Rock Cafè. Immediati i cori di proteste. Colombi sobilla la massa, mentre Panzeri si dispera: da una parte il sempre venerato Hard Rock, dall’altra un comodo (oddio, comodo) letto e la possibilità di vedere in diretta Chelsea-Juventus, valida per gli ottavi di Champions League. Un uomo diviso in due. Fortunatamente il buon senso della prof.ssa Roina emerge in tutta la sua potenza: serata in hotel, Hard Rock rinviato al giorno successivo. La comitiva esulta, le gambe dei ragazzi pure: poche sono le facce non stravolte, e tra queste figura quella della prof.ssa D’Amico, che definisce la giornata solo come “un pochino stancante”. Gli occhi di alcuni ragazzi parlano da sè. Che resistenza, amisci.IMG_0237
Metro di Magdalenstrasse, hotel, doccia, imprecazioni per la mancata trasmissione della partita e quindi cena, dove le classi del Maironi fanno la conoscenza di una scolaresca di liceali napoletani. Il momento della scelta delle pietanze, il giorno precedente così semplice e tranquilla, si fà estremo: tre dozzine di gioiosi ragazzi partenopei prendono letteralmente d’assalto il buffet, tra risate e schiamazzi. Madini, soffocato dalla folla, è disori

entato e confuso. Così confuso da colpirsi da solo (cit. giochi Pokémon per Game Boy, per veri intenditori). In qualche modo i meno espansivi elementi bergamaschi si fanno largo con i mezzi più disparati e riescono ad accaparrarsi il minimo per arrivare alla mattina successiva senza attacchi di fame.
A fine pasto, ecco la perla, narrata da Carissimi: alcuni visitatori del Mezzogiorno (cit. Pizzi) assaltano il banco dei dolci al grido di “MAEBBBBUONOQUESTO?”, chiedendo pareri ad estranei, anche crucchi, sulla qualità dei dessert offerti dal Ramada. Inoltre, gli stessi ragazzi verificano la consistenza di alcuni budini utilizzando la forchetta nello stesso modo con cui Arale, mitico personaggio dei cartoni, stuzzica la cacca (quella rosa, a forma di meringa, dotata di faccina sorridente) con l’immancabile bastoncino di legno. Panzeri coglie appieno il significato profondo della metafora prodotta dal locatese, e scoppia immancabilmente a ridere.
Per quanto riguarda la serata, la parte maschile della Bll, dopo aver posato per alcune foto hard, si dà al poker (Texas Hold’Em, con le fiches) nella camera 614. Dopo alcune mani sfortunate, Arcieri tenta l’all-in bruciando tutti i propri averi, ed esce quindi dal gioco. I restanti elementi proseguono per pochi minuti (va celebrato il full di Panzeri), quindi si stancano e decidono di fare una puntata al bar dell’hotel. Nella sala, sono già presenti vari membri della 5All, quasi tutti in pigiama, già dotati di ottima birra tedesca: Arcieri&Co. seguono l’esempio, ed ordinano una Berliner da mezzo litro. I complimenti per la qualità della bevanda si sprecano: solo la profana Viscardi disprezza una simile delizia. Imparerà. Va citata l’imbarazzante tenuta di Tagliaferri, ricoperta da un orripilante pigiama di lana rossa decorato da simpatici cagnolini marroni. Un obrobrio, insomma.
Adobati, Arcieri e Panzeri, impressionati dalla bontà della Berliner, fanno il bis toccando così quota un litro. IMG_0250 Non c’è bisogno di dirlo: gli effetti dell’alcool si fanno subito sentire. Arcieri inizia a delirare, suscitando le risate dei compagni, ma il più brillo è senza dubbio Bonalumi, che inizia a sragionare e a ridere senza un particolare motivo; il povero paladino, accecato dai ripetuti flash di Panzeri, tenta di trovare riparo presso il bancone del bar, dove ordina un’ulteriore birra piccola, dopo aver scroccato sorsi in quantità dai compagni. Inoltre, verso l’una, quando nel bar sono rimasti solo gli alcolisti anonimi della Bll, Adobati sfrutta la temporanea assenza del cameriere/barista per fiondarsi come un sol uomo verso il bancone e per riempirsi così il boccale a tradimento. La sorte aiuta il giovane paladino: il barista rientra solo dopo che il furto è stato compiuto. Dopo qualche minuto, i baldi giovani rientrano nelle rispettive stanze: Panzeri richiede la presenza di Grabova per un confortante massaggio al collo dolorante; successivamente, è Bonalumi ad affidarsi alle mani miracolose della pontesanpietrese. Le parti si invertono nella 614: Panzeri è richiesto per le sue popolari doti di fisioterapista prima da Tagliaferri e poi da Zanchi. Durante la sessione con la salvanese, Adobati provoca: “Panz, ti vedo eccitato!”, Panzeri risponde: “Come fai a eccitarti con una ragazza con un pigiama simile?!”. Bellissima la scena, con Carissimi che entra in stanza, vede Panzeri, Damiani e Adobati rispettivamente seduti a cavalcioni su Zanchi, Viscardi e Tagliaferri, ed esclama: “Stronzi! Se fate un’orgia potete almeno avvisare!”. La stanza piano piano si popola di elementi Bll, e l’ovvia conseguenza è l’aumento del baccano; incredibile ma vero, il livello della confusione sveglia la prof.ssa Roina, alloggiata come già detto nella confinante 613. La capogruppo si presenta così alla porta della 614 coperta da un pigiama rosso con dei cagnolini marroni ed invita al silenzio. Panzeri è perplesso: è convinto di aver già visto un pigiama simile, ma non si ricorda dove…. Con una certa nonchalance, il gruppo di scalmanati si sposta nella 612, dove ci si dà addirittura ai balli sui materassi. Arcieri, Damiani e Adobati vengono rispediti nella 614, in quanto accusati di fare troppo casotto. Reiterate le proteste del primo dei tre, costretto infine ad arrendersi. Ad una certa ora, forse le tre, le ragazze tornano nelle rispettive stanze: la 612 è di nuovo sotto l’esclusivo controllo del brillo Bonalumi, dell’assonnato Carissimi e del saggio Panzeri. E così, dopo i consueti rituali orgiastici tra Bonalumi e Carissimi (con il paladino che mostra il birillo in ripetute occasioni), ci si può coricare.

Sonno.

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Nel prossimo episodio: Tagliaferri si rende ridicola (che novità!) al museo, la scoperta del Big Borek, l’odissea verso l’Hard Rock, una scatenata prof.ssa D’Amico and much more!

PS: si ringrazia Miss Ambivere per la preziosa collaborazione!

6 thoughts on “Berlin ‘09 – Die Chronik Offizielle – Tag 2

  1. thomas 18 marzo 2009 / 17:30

    ahahah…grande panz!!! vorrei ke i tuoi racconti nn finissero mai!! cmq nn mi hanno spinto sulla merda…camminavano davanti a me e si sono spostati all’ultimo momento!! x me è stato impossibile vederla…ahahah! cmq l’ho pulita subito nei jeans d qlcn…

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  2. Silvia 18 marzo 2009 / 17:30

    E bravo il Panz!!!aspettiamo gli altri ”tag” con ansia =) Sil

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  3. Chiara Tagliaferri 19 marzo 2009 / 17:30

    Fortunatamente nessuna foto del mio fantastico pigiama… Grandissimo Panz…. Con i tuoi super racconti rivivo giorno per giorno la gita ed è veramente fantasticooo….:):):)

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