Berlin ‘09 – Die Chronik Offizielle – Tag 3

Ore integrative, compiti in grandi quantità, simulazioni varie ed eventuali, verifiche filosofiche estenuanti; aggiungiamo il pc rotto e la riscoperta di FM 08: ecco spiegata la lunga gestazione di questo episodio. Speriamo sia valsa la pensa di aspettare. Enjoy!

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Giovedì 26 Febbraio. E’ ormai inutile controllare la sveglia all’interno della 612: ci pensa Madame Roina a buttare giù dal letto il PaCaBo (che non è un piatto tipico brasiliano, bensì il nome formato dalle iniziali del trio delle meraviglie della già citata stanza). Precisiamo: l’unico ad alzarsi al suono del telefono è – come sempre – Panzeri, che ritenta la tattica dell’alza-e-abbassa-la-cornetta; questa volta però la professoressa richiama, ed il bonatese è costretto a rispondere.IMG_0259
Carissimi e Bonalumi sembrano non accorgersi delle chiamate, dato che restano ben adesi ai rispettivi letti. Quindi, com’era successo il giorno prima, Panzeri è costretto a prepararsi alla colazione in solitudine. Sempre come nel giorno precedente, la sala colazione è deserta, i Maironiani latitano. Va però detto che i richiami della capogruppo hanno avuto effetto: lentamente, ma meno lentamente del giorno prima, i componenti della comitiva bergamasca si trascinano uno alla volta nella sala comune. Dopo una lauta colazione, i nostri eroi sono pronti ad immergersi nella pioggia berlinese: proprio così, i nuvoloni dei giorni precedenti hanno deciso di scaricare un po’ d’acqua su Berlino; ombrelli in mano, si parte. La meta del giorno è il Kulturmuseum: il nome parla da solo. Il percorso prevede i soliti viaggi in metro, qundi c’è tutto il tempo per qualche perla: va nominato Arcieri che sfida le intemperie del clima, camminando sotto la sottile pioggia di Tedeschia senza ombrello. IMG_0266 “I berlinesi sono così abituati all’acqua che ti ridono dietro se ti vedono con l’ombrello” esclama sprezzante, rivolto a Panzeri e alla prof.ssa D’Amico. Risate o meno, fatto sta che il Nesta dei poveri del Villa d’Adda dopo un breve tratto è già completamente inzuppato. Arcieri, voto 7: stoico. In attesa della metro Bonalumi intrattiene il pubblico: durante la notte la sua fronte ha partorito il brufolo Carlettino, ed ora il neonato si guarda attorno stranito, nonostante il paladino tenti di coprirlo con una frangia che non c’è. Come nei giorni precedenti, si fanno i biglietti da cinque: Carlettino, essendo sotto il metro e quaranta, può salire senza pagare. Durante il viaggio in metro, Panzeri e Carissimi sono ingenuamente attratti dal movimento sinuoso del mezzo di locomozione in curva, mentre Bonalumi non ha niente di meglio da fare che aprire le porte della metro per far divertire il piccolo Carlettino, nonostante nessuno debba salire o scendere. Mistero. Pian pianino si arriva al Kulturmuseum: classica divisione in due gruppi, con Ghilardi, D’Amico e 5Bll assegnati a una guida donna vagamente anoressica; rapidamente, questa parte di comitiva di muove tra i quadri di svariati pittori, soprattutto fiamminghi, ma anche italiani. IMG_0283 Carissimi, alla vista di un piatto nero finemente decorato in bianco, si mette in posa per la foto trattando l’opera d’arte come un vinile dei Metallica. Foto metal (e richiamo dell’addetta alla sala) per lui, pubblicità per noi. La nostra guida, una preparata ragazza bionda ed occhialuta, illustra in un accettabile italiano i quadri principali del museo, soffermandosi in particolare su un quadro, il quadro dei proverbi: si tratta di un dipinto piuttosto grande, dove sono dipinti vari personaggi di una città medievale, ognuno in un atteggiamento particolare. La guida spiega che ogni scena del dipinto corrisponde a un proverbio della tradizione olandese: non sfugge a nessuno la defecazione contemporanea di una coppia di ragazzi. “E’ segno di grande amicizia” spiega la guida. Impressionante, davvero. Sempre di fronte allo stesso quadro Gamba continua a chiedere “E quello? E quei due lì? E questo?” indicando con il dito diversi dettagli dell’opera. La sincera curiosità della cisanese viene brutalmente bloccata dal cinismo di Panzeri: “Marta, quando torniamo a casa ti faccio una fotocopia così te li studi tutti!”. Ma la chicca della mattinata è confezionata da Tagliaferri la quale, ripresasi completamente dai malori dei giorni precedenti, si dimostra in forma smagliante: durante la spiegazione di un quadro a tema religioso, la salvanese si lancia, si proietta, si catapulta perfino verso il dipinto andando a toccare con l’indice la tela ed esclamando “Ma è questo Giovanni Battista?!”. Inutile sottolineare la reazione immediata dell’addetta alla sala, che con fare minaccioso prende ad imprecare in stretto tedesco nei confronti della ragazza, tra le risate degli altri membri del gruppo. Tagliaferri, nel dubbio, diventa bordeaux. Grazie Chiara, ti vogliamo sempre così! La visita guidata prosegue, ma la fatica si fa sentire. IMG_0309 Damiani, Arcieri, Bonalumi e Carissimi si fanno ritrarre in tutta la loro stanchezza su una panchina del museo: la foto di Panzeri (che potete ammirare qui a lato) è ufficialmente una delle più acclamate della gita. Durante l’osservazione degli ultimi quadri la semicomitiva si imbatte in un gruppo di giovani studenti, molto probabilmente tedeschi, anch’essi in visita al museo. Gli elementi di spicco del gruppo vengono prontamente nota
ti
dalla componente maschile: una biondissima ragazza dagli occhi azzurri fa partire i commenti assatanati dei boys, mentre, quasi in simbolica opposizione alla ragazza, Panzeri e Carissimi deridono un alto ma rachitico ragazzo, vagamente somigliante al leader dei My Chemical Romance, simpatico (oddio, simpatico…) gruppo emocore.
Finalmente la visita si conclude, ed i membri della 5B si sbragano in attesa dei cugini All e della prof.ssa Roina, ancora in piena mostra. Nell’attesa, Gamba e Tagliaferri dimostrano ancora una volta di essere le fuoriclasse del gruppo in quanto a caz.. ad affermazioni curiose. Parte Gamba, che durante una digressione sulla caccia, si domanda:"Ma gli animali, li uccidono vivi?”. Un capolavoro. Tagliaferri non è da meno: prima pareggia con l’aiuto del prof. Ghilardi (“Chiarettaaaaa, guarda che ti ho visto prima: avevi l’iride puntata sui genitali di un ragazzo nudo dipinto su un quadro!”) e poi passa in vantaggio, con una grande azione personale (“Ma voi non lo sapete che quando uno ha la febbre, si allunga? Davvero! Quando ero piccola, quando avevo la febbre, poi mi misuravo ed ero cresciuta! Sul serio! Anche mia sorella! Dai, non ridete!”). IMG_0318 I fenomeni ce li abbiamo noi! (semi-cit.). Di fronte a cotanto delirio, il prof. Ghilardi non può certo tirarsi indietro: mentre Gamba, sempre lei, parla dei suoi fratelli, il teacher, seduto tra la ragazza e Panzeri, interviene: “Ma allora tuo fratello voleva davvero andare prete?!” Alla risposta affermativa di Gamba il professore gira la testa di 180° precisi, e davanti alla faccia del perplesso Panzeri scoppia a ridere. L’eco delle prodezze di Gamba e Tagliaferri giunge sino a Viscardi, la quale, ricordandosi di essere stata a sua volta una campionessa in passato, ricorda i bei tempi con “Ma morfema non vuol dire senza forma?”. Che tridente, signori. Finalmente la 5All esce dalla mostra, salvo poi tirare dritto verso la zona souvenir. Damiani scoppia: “A ga stò piò det!” (“Non ci sto più dentro”, che nello slang giovanile bergamasco sta a significare un qualsivoglia stato di stress, stanchezza o insofferenza, ndr). Anche la prof.ssa D’Amico fa acquisti: un minuto per comprare un libro a tema, circa dieci per farlo stare nella borsa. In risposta all’offerta di aiuto di Panzeri, ecco l’epica frase: “Ci sta, ci sta, nelle borse delle donne ci sta sempre tutto!”.
IMG_0323 Fine degli acquisti: tutti fuori dal museo, direzione Potsdamer Platz per il pranzo. Una volta arrivati, ci si divide in piccoli gruppi, alla ricerca di un luogo adatto a sfamare dei bergamaschi con lo stomaco vuoto. Nel vagolare più confuso, Panzeri fatica a trovare un posto decente ove pranzare; solo dopo varie camminate, ecco l’illuminazione: all’interno di un centro commerciale, ecco un chiosco di cibo turco. A dire la verità il chiosco offre prodotti che di turco hanno ben poco: tranci di pizza, patatine e Coca-Cola. Ovviamente Arcieri si lancia sulla pizza, mentre Panzeri, al pensiero di “Hai mangiato quel kebab due giorni fa, puoi mangiare tutto”, tenta la tripla chiedendo un Big Borek (servirebbe la o con la dieresi, ma la tastiera del sottoscritto ne è sprovvista, ndr), invitante sfoglia con carne di kebab. Questa volta il rischio del bonatese è premiato: il Borek è caldo, squisito e nutriente. Carissimi ed Arcieri, non soddisfatti a sufficienza della pizza, si fidano dell’opinione del primo secondo flauto della banda di Mapello (venerdì scorso, per caso, promosso a secondo primo flauto), e ordinano la già citata sfoglia. Soddisfatti del pranzo, Arcieri e Carissimi elaborano il piano per la serata: è giunto il tempo di un festino alcolico. Panzeri, per non saper nè leggere nè scrivere, approva. Comincia quindi il tour all’interno del centro commerciale, alla disperata ricerca di un economico negozio in grado di fornire la materia prima necessaria. Passando tra i vari negozi i membri Bll si incrociano dopo il pasto, ed è così che ad entrare in quello che può essere definito come l’Eurospin tedesco sono Arcieri, Bonalumi e Panzeri. Rum, succo di pera (2), simil-Baileys (2), vino (2): con 5 euro a testa i tre se la cavano: il “Big Borek Party” è ufficialmente organizzato; le uniche proteste vengono da Panzeri, ragazzo deputato a portarsi tutto l’alcool sulle spalle, essendo l’unico dotato di zaino. Fortunatamente il successivo incontro con Adobati, Damiani e Carissimi porterà ad un equa distribuzione delle bevande. IMG_0326 Le spalle del bonatese ringraziano. C’è ancora del tempo per lo shopping: Arcieri, Bonalumi e Panzeri entrano in un negozio piuttosto particolare, ricco di aggeggi tecnologici, rompicapo, giocattoli alternativi ed ovviamente peciòt (termine tecnico indicante oggetti di poco valore, pacchiani, kitsch). Tra le varie cose citiamo un sacchetto semovente, dotato di coda uscente (a simulare un gatto che rotola nella busta) ed un grattatesta: simile a uno sbattitore da cucina, presenta diverse bacchette metalliche che, appoggiate sulla testa e spinte da una lieve pressione, si aprono seguendo la forma del cranio, recando sollievo al massaggiato. Panzeri, su consiglio di Arcieri, la acquista. In seguito Bonalumi, incuriosito da Panzeri, la comprerà a sua volta. In seguito ancora il gruppo maschile All, incuriosito da Bonalumi, ne comprerà alcune. E’ grattatesta-mania. In seguito ritrovo al centro della platz e nuovo spostamento, verso la via dello shopping di Tedeschia. Proprio così: dopo la rapida visita ad un’imponente chiesa dotata al suo interno di apprezzabili mosaici, le truppe possono rompere le righe e vagare liberamente per Kurfürstendamm, il vialone berlinese della perdizione. Panzeri segue inizialmente Carissimi verso un notevole negozio musicale, stracolmo di cd, dvd, magliette ed accessori. IMG_0336 Dopo essersi rifatti gli occhi, i due lasciano il negozio e, accompagnati da Bonalumi, si dirigono verso H&M. Qui Carissimi cerca di dare una svecchiata cercando fortuna nel reparto Junior, mentre Adobati fa l’opposto, provandosi un orripilante maglione bianco di lana caprina, considerato out anche dal Comitato Terza Età di Bonate Sopra. Panzeri si limita ad osservare, poco convinto dalla merce in vendita. Il momento shopping arriverà anche per lui. Una volta fuori da H&M, ci si dirige verso il tanto reclamizzato Ka-De-We, soprannominato “L’Harrods di Germania”. E la definizione appare corretta al primo sguardo: edificio immenso, varie entrate, security everywhere. All’interno si incrociano vari elementi All e Bll: le scale mobili portano i nostri eroi verso il reparto abbigliamento, quello informatico, quello souvenir e immancabilmente, quello giocattoli. Qui Panzeri si ferma sbalordito a contemplare una gustosa scenetta: un orso bianco, tre pinguini e qualche foca di peluche, tutti a grandezza naturale, si muovono all’unisono cantando allegre ma incomprensibili canzoncine tedesche. Un bambino, in visita con i suoi genitori al negozio, è rapito dalla scena. Panzeri, giusto per non predere l’abitudine, fa una foto. Aggirandosi per il reparto, il bonatese nota immediatamente una Psp pronta ad essere usata in prova: il ragazzo di fronte a queste cose non resiste, ed inizia subito una partita a Fifa 09 con il magico Wolverhampton; sul risultato di 3-1, passa la consolle ad Arcieri, per poi allontanarsi alla ricerca della zona souvenir. IMG_0344 Arrivarci non è difficile: basta seguire gli altri membri delle legioni del Maironi, anch’essi proiettati verso il medesimo reparto. Qui le peciottate si sprecano, ma Panzeri sa come uscirne indenne: soprammobile, posacenere e tazza per la colazione, e via. Piccoli criminali crescono: Damiani nasconde nella giacca una lunga serie di portachiavi, invitando Panzeri a fare lo stesso. Il bonatese prima si rifiuta, poi ci pensa ed infine accetta: il portachiavi gommoso a forma di pallone legato tuttora alla chiave della mitica Cinquecento è il bottino di un furto. L’imputato è giudicato colpevole. Con passo svelto (e con la coscienza sporca, ma neanche troppo) ci si sposta verso il luogo di ritrovo, per poi prendere la metro, direzione hotel. La metro del ritorno, come sempre, crea l’atmosfera giusta per frasi indimenticabili; è la volta di Arcieri, il quale, vedendo la prof.ssa D’Amico in piedi, si rivolge così a Viscardi: “Dai Sara, alzati! Lascia il posto alla profe che ha dieci anni più di te!”. Figura di cioccolato: quando il carvichese tenta di giustificarsi con la profe, è ormai troppo tardi. Sempre riguardante la prof.ssa di scienze, va citato un dettaglio dimenticato in precedenza: un’esclamazione volgare di Carissimi fa scattare la minacca “Guarda che ti sculaccio!”. Non ha bisogno di commenti la reazione di Carissimi: “Faccia pure, prof; tanto lo so che ho un bel culo!”. Imbarazzo. Tornando alla metro odierna, si segnalano Negri e Salmoiraghi, che simulano una scena di sesso orale, oppure Grabova, che non si accorge di avere la zip dei jeans abbassata almeno da tre ore buone. IMG_0351 Da nominare anche Colombi, che narra la storia di un pacchetto di caramelle svuotato in tempo record da Scalvenzi. Tra una cosa e l’altra, si arriva in hotel. Doccia e cena. Panzeri nota l’alto livello di schizzinosità di Zanchi, che prima di mangiare una mela compie attente osservazioni in cerca di ammaccature, in seguito eliminate col coltello. Dopo un 5 minuti buoni di discorsi sui germi il bonatese è sinceramente annoiato: si alza, prende una mela e se la mangia a grandi morsi. Sarà l’effetto psicologico del kebab.
E’ ormai sera, e bisogna uscire: it’s time for Hard Rock Cafè. I celebri nuvoloni della mattina, sopo un pomeriggio di riposo, si scatenano proprio durante il viaggio verso la metro di Magdalenstrasse. La scena è epica: in una Berlino fredda e cupa, quaranta intrepidi eroi lottano contro le insidie dell’acqua, del vento e del gelo. E’ in questo senso stoica la resistenza dimostrata da Damiani, Arcieri e Panzeri, dotati di ombrellini molto poco sicuri: il parapluie del paladino è il primo ad accusare i colpi del tempo, ribaltandosi spesso e volentieri, cedendo perfino in alcuni punti. Arcieri non si azzarda a parlare dei berlinesi senza ombrello, ed è costretto a stringere i denti per trattenere il suo prezioso riparo. Panzeri, strenuo, accusa in silenzio, ma alla fine è forse il meno danneggiato dei tre. Nel dubbio, la prof.ssa D’Amico si ammazza dal ridere. IMG_0360 Giunti in metro, si controllano i danni, ci si riprende un attimo dalla battaglia contro gli dèi, ci si racconta alcuni episodi della giornata, ad esempio Viscardi che smarrisce il biglietto della metro ed è cotretta a spendere 15 simpaticissimi euro per viaggiare; oppure l’avvistamento del ragazzo della pubblicità della Happydent (quello anestetizzato per mostrare i denti); oppure ancora l’impellentte bisogno fisiologico di Carissimi dopo cena, con Panzeri e Bonalumi disposti a tutto pur di non farlo entrare in bagno, anche a nascondere la chiave. Una volta in bagno, Carissimi produce rumori profondi mai sentiti prima, causando – tanto per cambiare – le risate dei camerati.
Ridendo e scherzando si giunge all’Hard Rock Cafè: mentre Tagliaferri ordina un expensive ma disgustoso cocktail, mentre il prof. Ghilardi ha il coraggio di ordinare dell’acqua, mentre tutta la comitiva prende posto, Panzeri si ferma a contemplare le magliette esposte. Ardua scelta. Passa mezz’ora, ed il bonatese sceglie la manica lunga: acquisto sofferto ma soddisfacente. Nel frattempo va citata Lomboni, modella per l’occasione al servizio di Negri e Remondini, indecisi sugli acquisti per le rispettive ragazze. IMG_0366 Sulla strada del ritorno, momento indescrivibile: Bonalumi fa il simpaticone, sfidando i compagni a suonare i citofoni di un palazzo; la prof.ssa D’Amico lo redarguisce, invitandolo a desistere, ma ormai è troppo tardi: Bonalumi suona e corre via. Ed è qui che si assiste ad un prodigio: in seguito allo scatto di Bonalumi, la prof.ssa D’Amico, in un raptus di mistica follia, parte a sua volta con reattività felina, sverniciando l’immobile Panzeri (che di felino non ha proprio niente), per poi distendersi in una progressione maestosa, degna di Usain Bolt, Asafa Powell o, se volete, per i meno esperti di atletica, Speedy Gonzales; Arcieri e Damiani, appesantiti dall’alcool, vengono superati, mentre Bonalumi viene raggiunto. I due compagni di stanza si rivolgono sbigottiti al bonatese, a sua volta senza parole.
Impressionante.
Lungo il tragitto c’è ancora tempo per i proverbi inventati di Tagliaferri, che si conferma in giornata di grazia. Poi è finalmente hotel. Ed è finalmente Big Borek Party. Le stanze 612 e 614 si riempiono di gente, il Baileys comincia a scorrere. Ad un certo punto il dramma. Houston, we’ve got a problem (cit.): manca il cavatappi per il vino. Gli amanti del vino fanno a gara a non voler andare a chiederlo alla reception, ed è quindi Panzeri – l’unico disgustato dal vino – ad andare alla ricerca del cavatappi in compagnia di Arcieri. Immaginatevi due ragazzi, uno con i pantaloni della tuta, l’altro in uno splendido pigiama azzurro, in giro IMG_0374per un hotel alla ricerca di un cavatappi. Tutto questo in piena notte. Tutto questo con la security dell’hotel sempre in giro a vigilare. In qualche modo i due eroi ottengono il cavatappi. Panzeri, allontanatosi per riportare il cavatappi, al ritorno scopre che la qualità del vino è infima: alcuni elementi ipotizzano la presenza di carbonio, azoto e potassio in quantità all’interno della bevanda.  Anyway, chissà come mai, una bottiglia finisce subito, grazie al portentoso contributo di Adobati e Arcieri; quest’ultimo inizia a perdere colpi, quando si rivolge a Tagliferri chiamandola “Minnie The Pooh”. Panzeri, da parte sua, schifato dal Baileys, ripiega sul rum e pera, che sembrano non fare alcun effetto. Va detto che il bonatese lascia fare le dosi ad Arcieri, il quale non esita a calcare la mano. E così Panzeri trascorre la serata dividendosi tra qualche cazzata nella 612 e un po’ di alcool nella 614; prima del sonno, l’ancora lucidissimo Panzeri beve il quarto rum e pera “bello cargato”. Finite le scorte, si va letto. Il sonno è immediato.

Il risveglio sarà lunghissimo.

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Nel prossimo episodio: Viscardi e gli strfalcioni; statue di ghiaccio al campo di concentramento; Lomboni disapprova il museo ebraico; serata danzante con Rosolino e le sue tastiere; la notte degli Intrighi.

Commentate! E’ un ordine!

8 thoughts on “Berlin ‘09 – Die Chronik Offizielle – Tag 3

  1. thomas 21 aprile 2009 / 17:30

    ahahahah…senza parole!! mitico (cit.)! ah panz…t sei dimenticato d mettere la citazione di carlotta beretta al termine peciottaie…

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  2. marta gamba 21 aprile 2009 / 17:30

    mamma miaaaaaa troppo bello,troppo bravo…!!!sembra di essere ancora là!!cmq nn sparo sl cazzate dai,so essere anche seria qnd voglio:p…ihihih

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  3. Gioia 21 aprile 2009 / 17:30

    ne è valsa la pena di farmi i compiti😛..mein kompliment!

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  4. Silvia 21 aprile 2009 / 17:30

    Sempre bello rileggere della gita=)..poi adesso ke è passato già un po’ di tempo.. ciaociao

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  5. a a 22 aprile 2009 / 17:30

    potresti mettere questo come momento "che non ha prezzo"…=P

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  6. daniela lomboni 24 aprile 2009 / 17:30

    urco dighel stralunga sta giornata…ma dai non hai detto che abbiam fatto la foto insieme…era una parte importante quella eh…cmq tt bello!!!

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