Hoi! Ik heet Frans, ik ben 19 jaar en ik studeer Nederlands!

Se non ci avete capito niente, sinceramente, siete un po’ tonti. Se invece avete afferrato il senso del titolo, bene, benvenuti nel magico mondo del Nederlandese.
Sono tre settimane che non aggiorno il blog, e mi sembra giusto iniziare dalle notizie più importanti, ovvero quelle concernenti la nuova scuola.
University
Situata all’estremo limite occidentale della città, la Fondazione Scuole Civiche Milano sorge all’interno di un ridente (mica tanto) quartiere di periferia. Se paragonata alle ben più note Statale e Bicocca, o perchè no, all’infinito Politecnico, questo edificio appare quasi come una scuola media, talmente è ampia la differenza a livello dimensionale. Fine dell’introduzione documentaristica.
Quest’uni è atipica. Atipica perchè se non fosse per i cartelli non la troveresti mai, dato che non c’è il classico fiume di studenti da seguire ogni mattina; atipica perchè le classi sono composte al massimo da 15 persone. Quindici. Vijftien, se volete. Facendo un rapido calcolo, considerando quindici studenti per ciascuna delle cinque lingue base insegnate, si hanno 75 studenti l’anno, 225 per l’intero triennio. E questa è la cifra limite. Raramente si arriva al terzo anno in quindici, figuratevi poi se si parte da classi composte da cinque persone, come ad esempio la mia. In ogni caso, con un numero così basso di studenti i docenti (tutti madrelingua, se dediti all’insegnamento di una lingua straniera) ti seguono passo a passo, personalmente. Come al liceo, insomma. Un liceo meno esteso, ma molto più serio, diciamo. Quattro piani in rilievo e uno sotterraneo, aule piuttosto piccole, spesso costituite da un semplice tavolo circondato da una ventina di sedie. Molto atipica, no? Atipicherrima, direbbe qualcuno. E poi i prof ti danno del tu, ma il portinaio si ostina a darmi del lei. Un pazzo, quel portinaio.
Classroom&teachers
Sì, siamo in cinque. Io, Chiara, Lisa, Sara e Valeria, in rigoroso ordine alfabetico. Le ragazze del secondo anno sono in sei, quindi non siamo un’eccezione. Ovviamente dopo una sola settimana di scuola, per quanto intensa, è difficile avere un’opinione personale troppo elaborata. Mi trovo benone, quello lo posso dire senza problemi. Sarà la novità, boh. Però per ora alzarsi alle 6 e rincasare alle 19 non è affatto un peso. Non come lo intendo io, perlomeno. Ammetto che sento la mancanza di un elemento maschile con il quale discutere di fantacalcio (Thomas, dove sei?), ma non ne faccio un dramma. Una scuola frequentata all’85% da ragazze ha il suo lato positivo (devo dirvi quale?).
E poi c’è il buon Michel. Michel Dingenouts, prof di Nederlandese. Credo che si meriti una definizione professionale più precisa, ma per ora per il sottoscritto è semplicemente l’omino che sta cercando di insegnarci il più in fretta possibile le basi di una lingua in apparenza (e anche in realtà) non proprio elementare. Faccia olandese, accento olandese (nonostante un ottimo italiano), cordialità e disponibilità olandese. La giornata che ci ha visto affrontare 8 ore di lingua con lui è passata piuttosto velocemente, se paragonata alla classica giornata di lingua al mattino e propedeutica della traduzione il pomeriggio. Forse anche per il fatto che la grammatica pura viene affrontata solo quando strettamente necessaria, ed è costantemente alternata a video, ascolti e discorsi più o meno specifici sulla cultura olandese. Assolutamente promosso. Non so se si possa fare lo stesso discorso per Osimo, il prof di prop. alla traduzione. Sui cinquant’anni, magro, occhi azzurri e sgranati come quelli di un elfo sotto sostanze stupefacenti, capelli ricci poco ortodossi. Insomma, un Bilbo Baggins un filo più alto. La sua preparazione non si discute, ma la voce piuttosto monotona ha già causato parecchi abbiocchi nella sala popolata dalle matricole di tutti i corsi. Ma il bello è che martedì, ovvero tra due giorni, dovremo dare un piccolo simpatico esame su ciò che ha detto finora. Peirce, i suoi fagioli e l’abduzione; la semiosi e la semiosfera; segni, oggetti, interpretanti e residui vari ed eventuali. On verra, è a crocette, da quello che ci è stato l’importante è passare, a prescindere dal voto.
Vi farò sapere. Comunque Osimo a tratti mi inquieta. Fa delle battute, la folla ridacchia, ma il suo volto resta impassibile, come se avesse un’unica espressione. Solo nell’ultima lezione è stato visto sorridere. Per di più ha intonato un allegro motivetto e per finire, rullo di tamburi, nel bel mezzo di un discorso intersemiotico deverbalizzante ha piazzato lì un bel "Pappappero!". Mah, personaggio ambiguo. E poi continua a fare riferimenti sessuali appena possibile. Diciamo che se l’esame non si dimostrerà troppo difficile, chiuderò un occhio.
Work
Incredibile ma vero, ho trovato lavoro. La domenica do una mano in un bar a Sotto il Monte: prendo le ordinazioni, servo i clienti e sparecchio i tavoli. Faccio il possibile, conscio di non avere la benchè minima esperienza. Anche lì, mi trovo bene. La capa ha capito che non deve pretendere troppo subito, e così cerca di trattenere gli insulti. Per ora non ho fatto danni. Oddio, stamattina mi sono giocato il jolly, non so come abbia fatto quell’acqua tonica a non rovesciarsi sulla sciura del tavolo 2. Per la prima figura di merda ufficiale, vi farò un’accurata descrizione dell’evento, promesso. Attualmente ho qualche problema a portare i vassoi carichi ai tavoli, ma immagino che la scioltezza la si possa ottenere solo con l’esperienza; e io per ora ho fatto in tutto solo 8 ore. E’ già tanto che non ho rotto niente, dai.

Direi che può bastare così, no? Se avete domande particolari, chiedete pure qui o su FB, e vi sarà risposto. Sempre se mi avanza tempo.

Doei!*

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*Doei, "ciao", forma di saluto colloquiale utilizzata per salutarsi prima di andare via. Si legge "dui", e se pronunciata ad alta voce ed in falsetto, con la i finale molto allungata, si trasforma nell’equivalente olandese dei "ciauuuuuu" delle bimbeminchia nostrane. Ah, in Olanda non esistono le bimbeminchia. Devo andarci a vivere, cazzo, in Olanda.

3 thoughts on “Hoi! Ik heet Frans, ik ben 19 jaar en ik studeer Nederlands!

  1. Elisabetta Di Stefano 11 ottobre 2009 / 17:29

    Mi spiace davvero darti questa dolorosa informazione, ma l’esame di Osimo è piuttosto tostarello, più che altro il fatto è che ci vorrebbe un vocabolario per capire la domanda. In ogni caso, in bocca al lupo!Ely

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  2. a a 12 ottobre 2009 / 17:29

    molte molte gnocche allora… ma scusa una cosa… 5 piani x circa 200 persone… c’è una stanza per piano?!?! xD cmq ricordo un po’ l’"Ich bin" tedesco… (nn so nnt altro di tedesco xD) byeeee

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  3. Cetty Orifici 17 ottobre 2009 / 17:29

    Aspetto aggiornamenti su Osimo, sento che ti darà grosse soddisfazioni😄 Che dire poi, sono contenta che ti trovi bene, university e work. Piano piano vedrai che i vassoi pieni saranno una passeggiata! Un bacino caro =) Doei!

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