“Bene, allora congratuliamoci tutti con il sig. Panzeri!” [Andrè-Fra 5-5]

Al momento sono senza parole. La mia mente è altrove, di preciso non so neanch’io dove, ma di sicuro non qui con me. Quindi è meglio che io scriva, forse così facendo riesco a non fare danni.

In uni tutto ok. Tutto benone, direi. Il primo test di nederlandese è andato bene (27) anche se per due punti buttati via (non ho messo un paio di crocette per la fretta di finire in tempo) non ho preso 28. Amen, non è un problema. Anche se ammetto che per due punti è un po’ un peccato. Non ho nessun problema a dire che ami dispiace non aver preso 28. Mica mi nascondo dietro un dito, io. In ogni caso complimenti vari ed eventuali del buon Michel, contento per gli esiti positivi di tutte le prove (27, 26 e 24, mica male per dei novizi). Assente (giustificata) la sig.ina Balasso, che avrà molto tempo a sua disposizione per mostrare al prof. "rimasto negli anni ’80" (cit. non mia) la sua perfetta padronanza della lingua del popolo arancione.
Per quanto riguarda le altre materie, il povero Nava è continuamente bersagliato dai più strambi soprannomi. Dopo Mr. Brown, ecco Sir Leepton Hais Tee, il celeberrimo documentarista portato alla fama dalla Gialappa’s. Impossibile ignorare la somiglianza fonica, fonetica, fonologetica e fotosintetica tra i due.
Vogliamo parlare di diteggiatura? Parliamone. Quattro lezioni sinora, quattro monologhi. E guai a chi interrompe. Perchè Lei è una traduttrice, Lei sa cosa vuol dire tradurre un libro su Ivan il Terribile, Lei capisce cosa significhi lavorare come "dei negri" (cit.). Mah. Tanti comandi di Word, alcuni vagamente inutili. E io tra l’altro devo ancora scrivere decentemente col metodo che Lei pretende. Mi sa che devo fare un po’ di esercizi. Nel frattempo mi consolo, durante le lezioni, con perle come "il minimo comune denominatore minimo", immagino talmente piccolo da far parte dei libri di aritmetica dei Puffi.
Ma l’evento di oggi riguarda storia. Per una volta Andolf e le sue ragazze, sempre divise tra l’odio e l’adorazione carnale, possono passare in secondo piano.
Lezione con DeFra (nome in codice, la paranoia mi spinge a non scrivere il suo nome). Le rivoluzioni e i loro significati nella storia. Inghilterra, Francia, eccetera, eccetera. Niente di illuminante. Verso la fine, con la poca gente presente in auditorium visibilmente provata, DeFra avanza imperterrito, districandosi come suo solito in maniera impeccabile tra congiuntivi iperbolici e latinismi ciceroniani. "Ora, la seconda fase della rivoluzione inglese, avvenuta nel 1688, altrimenti nota come…" Il sottoscritto è lì, seduto, tranquillo, mezzo impegnato a prendere appunti, mezzo perso in pensieri che con la storia hanno poco a che fare. Docile, mite, innocuo. Un bravo alunno, diligente. O uno che impreca più o meno sottovoce per le domande extra fatte dagli studenti, domande che senza dubbio, ne è convinto, gli faranno perdere il treno delle 18.30. Punti di vista.
"Glorious revolution". O rivoluzione senza sangue. Nel 1688. Mi esce dalla bocca così, senza pensarci. DeFra ne ha già parlato, la platea intera sa come si chiama questa dannata rivoluzione. Ovviamente a bassa voce, come a dire "Sì, ce l’hai già detto, vai avanti e finisci che se no perdo il treno!"
La sig.ina Rossetti, gentilissima collega di russo, si gira e con aria impressionata mi fa: "Minchia, quante ne sai zio!".
L’avesse mai detto.

"Come, prego?"

La voce di DeFra, la classica frase per interrompere qualcuno che parla, per invitare i dissidenti a tacere. Silenzio immediato? Macchè, la Francesca risponde. "No scusi, è che mi stavo complimentando con il mio compagno qui dietro".

Merda. Merda merda merda.

"Ah sì? E si complimentava per cosa?"

Non dirlo, non dirlo, non dirlo. Inventa.

"Perchè ha finito la frase prima di lei!"

Porca troia, porca troia, porca troia.

"Ah sì? E come si chiama questo suo compagno?"

Andrè Carcano. Andrè Carcano. Fabiana Marzucco. Valeria Tunesi. Thomas Arcieri. Andrea Nava. Harry Potter. Pikachu. Giovanni Re Fasullo d’Inghilterra. Uncazzodinomequalsiasichenonsiailmio.

"Panzeri. Francesco Panzeri."

Oh, merda.

"Bene.. allora congratuliamoci tutti con il sig. Panzeri!"

Il sottoscritto sprofonda nella poltrona. Bravo pirla, impari a non stare zitto. Attesa, lunga attesa per l’inizio di un supplizio che invece non inizia. DeFra riprende la spiegazione. Salvo. Momentaneamente salvo. Nella speranza che non si ricordi il mio nome, la mia faccia, o la mia felpa.

Alla prossima (figura di merda).

2 thoughts on ““Bene, allora congratuliamoci tutti con il sig. Panzeri!” [Andrè-Fra 5-5]

  1. daniela lomboni 7 novembre 2009 / 17:29

    quante paranoie…dai che anche se si ricorda mica l’hai preso a frustate non hai detto niente di che anzi!!un bacio e un abbraccio……..

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