“E no, perchè se te cadi io salto e..” [Abbiamo un vincitore]

Ancora vivo. Settimana alquanto impegnativa, niente da dire. Credo di avere del sonno arretrato. Non tanto, ma un po’ sì.
Sabato mattina sveglia alle 7, con successiva visita al caro (mica tanto) vecchio (mica troppo) Maironi, con la gentile compagnia della sig.ina Lomboni, recuperata finalmente da quel mondo della nebbia – in alcuni casi voluta, non lo nascondo – che sembra avvolgere tutto ciò che riguarda le persone frequntate al liceo. Non è il suo caso, ci tengo a precisarlo. Anzi, meno nebbia c’è con lei, meglio è.
Corridoi malinconici attraversati da variopinte strisce indicanti i percorsi di sicurezza, solite pareti giallo cerume, aule soffocanti e la solita abbondante percentuale di piccoli grandi truzzi e bimbiminchia. Il Maironi, niente di più, niente di meno. Abbiamo incontrato la Fabbri, impegnata come sempre a interrogare i poveri martiri di turno. Pizzi, in procinto di fare domande sulla Restaurazione ai disperati di quinta. La Brambilla, che si è confermata ai suoi migliori livelli anche nella più casuale delle visite di due ex liceali ("Daniela, davvero fai ostetricia? No perchè conosco la figlia di un’amica che…"). Riva, il fenomenale Riva, come sempre pronto nel mandarci fuori dalla classe per continuare la sua spiegazione, salvo poi lanciarsi in simpatici racconti sui suoi ex alunni.
Gnani. E sì che doveva uscire dopo la seconda ora. Macchè. Mi ha beccato appena fuori dalla classe dove c’era Pizzi. Sandali, naso da irlandese durante S.Patrizio, barba incolta e sorprendente tuta blu sgargiante. Cazzo, si è rifatto il guardaroba. Niente, ho semplicemente tentato di fargli capire indirettamente che il mio scopo era salutare tutti i prof tranne lui e l’ho lasciato al suo destino.
Nient’altro, credo. Ah be’ abbiamo chiamato la zia Roina, assente come d’abitudine il sabato, per vedere se era possibile intercettarla a casa sua: missione fallita.
Ma se la sveglia di sabato è suonata alle 7, quella di stamattina non è ha tardato di molto. Altra mattinata di lavoro al bar "Desiré" di Sotto il Monte ("Under the Mount", direbbe Nava/Mr.Brown). Cappuccini, brioches e robe varie. Rimprovero della capa sul mio modo di pulire la sala, e brillante intervento di un cliente abituale: "Ah, questi giovani d’oggi non sanno più come si scopa. Ai miei tempi i giovani quando c’era da scopare scopavano, quelli di oggi non fanno neanche in tempo a iniziare che hanno già finito!". Il fatto che questo intervento sia un doppiosenso unico, ovviamente passa in secondo piano.
Va raccontata invece l’esperienza di giovedì sera, con il sottoscritto e il paladino Adobati immersi nella gelida atmosfera dell’Atleti Azzurri d’Italia, ovvero – specificazione d’obbligo per i non udenti – è lo stadio dell’Atalanta. Partita scandalosa, eh, un’amichevole tristissima contro l’Hull City. Ma presa in considerazione la passione dei due ragazzi per qualsiasi cosa che riguardi il calcio inglese, ecco spiegate le ragioni dell’escursione. Una volta dentro, abbiamo contato gli spettatori al momento presenti sulle tribune. Trentacinque. Il che per uno stadio che può arrivare a contenere 26mila spettatori circa, è davvero deprimente. Anyway, col passare del tempo è arrivata un po’ di gente, ma non credo si siano superate le 2000 persone.
Inutile raccontare la partita e la lentezza di Vennegoor of Hesselink, meglio soffermarsi sui nostri vari tentativi di ottenere un minimo di considerazione dalla panchina e in generale dai giocatori dell’Hull. Se non si è capito, dell’Atalanta non ce ne fregava assolutamente niente. Il buon Adobati aveva preparato tre cartelloni (oddio cartelloni, tre fogli A4..) per supportare gli inglesotti e per invitarli a regalarci una maglia. Obbiettivo miseramente fallito, nonostante i sorrisi dei panchinari (il portiere di riserva in particolare) e il cenno di stima di Mr.Brown (no, non Nava, intendo Phil Brown, l’allenatore dell’Hull). E va be’, ci abbiamo provato.
Chiudiamo con le news universitarie. Notizie in breve.

  • Aperte le iscrizioni per il tour guidato del sottobosco degli studenti del primo anno, aperto a ragazzi e ragazze desiderosi di conoscere i misteri che circondano elementi quali L’UomoPiovra, IlTamarro, JohnnyRambo e L’OminoArancio [che nei giorni dispari cambia muta e diventa OminoBianco (anche se in realtà tutti sanno che il vero OminoBianco è nero, ma questa questione esistenziale ci porterebbe troppo al largo)]. Zoo Safari.
  • Tre ragazze in coma e sei ferite. E’ questo il bilancio della strage causata dall’assenza di Andolfo nelle prime due ore del martedì. Va detto che una qualsivoglia forma di preavviso avrebbe senza dubbio attenuato i danni, senza tuttavia eliminarli del tutto. Fortunatamente il ritorno del professore in questione alla prossima lezione dovrebbe – dicono i medici – risvegliare le comatose e guarire le ferite. Miracoloso.
  • E’ ufficiale, stiamo perdendo Andrè Carcano. Il secondo più famoso bilingue precoce delle Civiche ha infatti rischiato la pelle senza un particolare motivo durante un viaggio in metro: durante una conversazione animata il ragazzo avrebbe tentato di saltare nonostante il suo testone si trovasse a circa 3,2 cm dalle sbarre di sostegno per i viaggiatori impossibilitati a sedersi. Inevitabile l’urto, inevitabili gli sguardi di un intero vagone metro, inevitabili le risate di Balasso e Panzeri, a pochi passi da lui. Un uomo, una figura di merda.

Direi che per oggi può bastare.
Ah, mancano 6 giorni al concerto dei Muse a Bologna. I dettagli del viaggio sono a me sconosciuti, ma confido nelle capacità organizzative della Docente Dott.ssa Prof.ssa Proserpi. Confido male, vero?

Alla prossima.

2 thoughts on ““E no, perchè se te cadi io salto e..” [Abbiamo un vincitore]

  1. daniela lomboni 17 novembre 2009 / 17:29

    A me il Maironi un pò manca…Avevo un casino di pomeriggi liberi eh…Ci vediamo presto dai…ciaoooooooo

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  2. Cetty Orifici 18 novembre 2009 / 17:29

    Grazie per le delizie che ci regali spesso… e grazie per avermi fatta nuovamente partecipe! Bacio!

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