“..This could be heaven or this could be hell..”

Ebbene sì, sono ancora qui. Pensavate di esservi liberati di me, vero? E invece no. Soldato Panzeri in prima linea per frantumarvi i maroni, senza che voi mi abbiate fatto qualcosa per meritarvi simili sciagure.
Vi scrive un omino finalmente di buon umore. E’ una cosa provvisoria, ovviamente. Ma l’omino in questione vi scrive dopo tre bei giorni. Tre giornate positive consecutive. Certo, alcuni di voi staranno vivendo su una nuvoletta da tempo, magari da mesi, magari da anni. Però all’omino in questione sono sufficienti tre soli giorni per farne una notizia.
Ma non voglio dilungarmi sugli avvenimenti del weekend. Preferisco concentrarmi su alcuni fatti accaduti nell’ultimo periodo.

Partiamo da Morgan. Si è fatto un gran casino su una sua intervista, nella quale ammetteva di fare uso di crack. Condanne immediate da politici, religiosi, colleghi (in genere i primi pronti a sputtanare la vittima di turno). No, ma stiamo scherzando? Cioè, c’era bisogno che ve lo dicesse lui per sapere che Morgan è un fattone?! Ma l’avete visto bene in in faccia?! Avete presente i testi che ha scritto?! Adesso c’è in ballo Sanremo: va, non va, va come ospite. Boh. Nel dubbio, si è fatto una gran pubblicità, il Morgan.

Ma passiamo ad argomenti più seri. Moccia. Adesso, non pretendo che la Perugina resusciti Dante o Petrarca. Però cazzo, non è concepibile che le proverbiali frasi dei Baci siano scelte da uno degli autori/registi più scadenti in circolazione. E’ come affidare a Quaresma la selezione di nuovi talenti calcistici, è come chiedere a Barbara d’Urso di fare un programma di qualità, è come scegliere Platinette come testimonial per la collezione bikini della prossima estate, è come basarsi sui film di Jenna Jameson per avvicinare delle giovani fanciulle alla castità pre-matrimoniale. Il concetto dovrebbe essere chiaro. Inconcepibile ed incoerente.

Si potrebbe parlare di calcio. Niente di troppo approfondito, semplici considerazioni. Ormai è vietato perdere. Perdi a Roma? Ti sfasciano lo stadio e ti bloccano gli allenamenti. Perdi a Torino? Ti insultano giocatori, dirigenti e avversari senza un motivo. Boh. Il calcio italiano è allo sfascio. Scriverei volentieri un intero intervento su questo tema, e forse lo farò, ma per il momento mi basta accennare. Non si ricordano più che in genere quando uno vince, l’altro di solito perde. Il problema è che se lo sono dimenticati solo in Italia.

Zelig. Semplicemente grazie di esistere. Altro che Colorado Cafè. Finalmente dei comici veri, capaci di andare oltre la solita battuta tormentone o il solito riferimento spinto. Non tutti, eh. Alcuni proprio non ce la fanno ad andare oltre il minimo sindacale (vedi Giovanni Vernia): simpatico ok, ma scontato. Non c’è paragone con un Gioele Dix (massimo rispetto solo per il fatto che insulta Trenitalia), un Enrico Bertolino, un Gene Gnocchi. O un Brignano. Per non parlare della demenza DOC del mago Forest. Ormai il martedì sera sono sempre meno propenso a preferire House a ‘sti fenomeni.

Finalmente abbiamo una possibilità di vedere dello sport “sano” in tv. Parlo delle Olimpiadi invernali di Vancouver, che sono iniziate ieri, e che purtroppo sono iniziate con un morto: Kumaritashvili, georgiano, 21 anni, e uno slittino che parte e ti catapulta contro un palo di cemento armato. Alla tenera velocità di 140 kmh. Poi, sul fatto che ci sia bisogno del solito, classico morto per far dire agli organizzatori “Ohibò! C’è una curva pericolosa e accanto ci sono dei piloni scoperti! Ohibò! Forse dovremmo mettere delle protezioni!”; be’, questa è una storia vecchissima che probabilmente non troverà mai una soluzione. Anyway, dieci minuti fa l’Italia ha vinto la sua prima medaglia. Un bronzo. E l’ha vinta Alessandro Pittin, baldo giovane del ‘90, nella combinata nordica. Non prende i soldi di Balotelli, e non li prenderà mai, non va all’Hollywood, non finisce su Novella2000, non gira in Ferrari. Ma se permettete, Balotelli da uno così può solo imparare. Tanto.

Va be’, vi lascio con un temino simpatico. Non so se avete presente la scena. Adelina e Guendalina insegnano a Romeo, Duchessa, Bizet, Matisse e Minou a camminare come delle oche. E’ il motivetto che ho deciso di cantarmi in testa ogni volta che la capa al bar mi rimprovera (con o senza un valido motivo). E’ anche il motivetto di questi tre giorni. Speriamo duri.

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