Un giorno alle Civiche [Parte Prima]

Ebbene sì, sono ancora vivo, purtroppo per voi. La prima sessione di esami è finita, finalmente, e noi poveri piccoli omini universitari abbiamo un minimo di tempo per respirare prima di tornare in apnea. 

Quindi, perché non sfruttare parte del tempo libero per scrivere vaccate sul blog? Detto fatto. 
Oggi vorrei partire da un impeto di generosità e magnanimità proveniente dal mio cuoricino arido. Mi sono detto: "Ma dai, ogni giorno ti diverti tantissimo in uni, perché non far sì che anche la rozza folla plebea che non frequenta la tua scuola possa godere di almeno un briciolo dell’entusiasmo e della voglia di vivere che ogni mattina puoi trovare in quantità industriale nelle Scuole Civiche?". Ma sì, condividiamo!
Ecco quindi la cronaca di una giornata tipo, osservata dal punto di vista mio e da quello dei colleghi di russo e nl.
Ore 6.00: Panzeri ode il suono amico della sveglia, che lo invita ad abbandonare il letto e a lanciarsi verso nuove appassionanti avventure. Il ragazzo, poco convinto, rifiuta, preme il tasto dello snooze, e si gira dall’altra parte. Niente da fare, il suono della sveglia è talmente accattivante che il bonatese è costretto ad alzarsi dal letto e, come ipnotizzato, a scendere le scale diretto verso la cucina. Diversi tentativi di svegliarsi definitivamente, tutti miseramente falliti.
Ore 6.50: stazione di Terno. Panzeri incontra Malvestiti, in genere dotato di grazioso copricapo lanoso e, in caso di pioggia, di ombrello bifamiliare; pochi istanti prima dell’arrivo del treno, sopraggiunge Ravasio: pur di non perdersi l’ennesima entusiasmante giornata è disposto a correre, pensate un po’!
Ore 7.02: i tre eroi salgono sul treno.
Ore 7.03: il treno parte.
Ore 7.04: Malvestiti fa finta di seguire i discorsi dei due colleghi, salvo poi crollare addormentato.
Ore 7.20: senza un preciso motivo, il treno si ferma in mezzo ai campi. Brusii della folla indispettita.
Ore 7.30: il treno riparte. La folla si tranquillizza.
Ore 7.32: di fronte ad un’adorabile serie di ciminiere inattive, il treno si ferma di nuovo. La folla rumoreggia.
Ore 7.37: Malvestiti è costretto a svegliarsi quando Panzeri tenta di farlo divertire infilandogli una matita nel naso. Treno sempre fermo.
Ore 7.38: Malvestiti, ripresosi, capisce che ha perso la coincidenza. Prime imprecazioni sonore provenienti dalla folla.
Ore 7.42: il treno riparte. 
Ore 7.55: sì, lo sapete già. Il treno si ferma per l’ennesima volta, ancora in mezzo ai campi. Cosa starà facendo il capotreno, starà raccogliendo le margheritine? Eh? Starà preparando un pic-nic? La folla pensa intensamente ai panini e ai maglioni dell’a.d. Moretti. 
Ore 8.15: il treno arriva a porta Garibaldi, con 20′ minuti di ritardo. Trenitalia si scusa per il disagio, ma la folla non scusa Trenitalia. 
Ore 8.22: metropolitana, linea verde. Pubblico delle grandi occasioni: Ravasio rinuncia a leggere il City, Panzeri tenta di non morire stritolato nella folla
Ore 8.30: Cadorna, fermata Cadorna. Dalla verde alla rossa.
Ore 8.32: applicazione della legge di Murphy. Se per una linea passano treni che vanno in due direzioni, il primo disponibile è sempre quello per la direzione che non ti serve. E se per puro caso è quello che ti serve, allora sarà maledettamente pieno.
Ore 8.36: metro direzione Rho-Fiera. 
Ore 8.37: sale la solita straniera finta-incinta che grida, con la classica insopportabile cantilena: "Buongiorno signori, scusate se distuuuuurbo! Sono una ragazza povera che ha tanta faaaaaame! Vi preeeeeego signori! Auguuuuri signori, a vostre famiiiiiiglie, a vostri bambiiiiiiiini!" No, scusa. Perchè auguri? Cos’è, Natale? Il bello è che è sempre incinta. Qualcuno dovrebbe dirle, dopo 9 mesi, di togliere il cuscino che ha sulla pancia per almeno un paio di settimane.
Ore 8.38: la folla rumoreggia, e ne ha ben donde. Sei incazzato per i fatti tuoi, è mattina, magari è lunedì, e devi anche subire una roba simile? Eh no.
Ore 8.51: San Leonardo, fermata San Leonardo. 
Ore 8.52: sulla strada verso l’uni, Panzeri nota un televisore sfasciato lungo il marciapiede.
Ore 8.53: subito dopo, Panzeri nota un materasso sfasciato lungo il marciapiede.
Ore 8.54: sì, sempre lui, nota una sedia sfasciata lungo il marciapiede.
Ore 8.57: gli omini della nettezza urbana si affiancano a Panzeri, e contemplano a loro volta il marciapiede. Capiscono che non è roba loro, prendono, e se vanno.
Ore 8.58: entrata nell’uni.
Ore 9.00: il bar interno all’uni sembra il ritrovo di un gruppo di tossici. Carcano siede con la testa appoggiata sul tavolo, nel suo impeccabile maglioncino viola; Gatti impreca contro la sua voglia di vivere e dopo aver proferito parole senza senso quale "sbatta" e "non ci sto dentro", esce per fumarsi una sigaretta; Balasso, dopo una notte di lavoro, ciondola pericolosamente sulla sedia; Marzucco impreca contro il cruciverba irrisolto del Metro; Rossetti e Stefanovska si danno al caffè e poi alle "siga".
Ore 9.01: Marzucco rinuncia e chiede a Panzeri di completare il cruciverba
Ore 9.01.30: Panzeri rende a Marzucco il cruciverba completo
Ore 9.02: Marzucco insulta Panzeri
Ore 9.03: il branco si dirige verso lezione. Per motivi pratici, prendo una materia a caso. Inglese.
Ore 9.05: la prof.ssa d’inglese entra. Tipico completo viola, con occhiali viola e pesante ombretto viola. All’urlo di "Have you checked in the keeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeey?" si informa sull’esecuzione dei compiti assegnati la settimana precedente.
Ore 9.10: dopo cinque minuti di lezione, la classe perde la poca voglia di vivere residua e desidera ardentemente la fine di una simile agonia.
Ore 9.51: senza apparente motivo, Carcano si riprende dal torpore generale.
Ore 9.52: Carcano disegna una croce celtica sul libro di Panzeri.
Ore 9.53: Carcano torna a dormire.
Ore 10.02: Pasquettin, Stefanovska, Rossetti e Room tentano di dare un senso alla lezione, rispondendo alle domande della professoressa.
Ore 10.12: la prof.ssa invita Pasquettin, Stefanovska, Rossetti e Room a lasciare spazio agli altri.
Ore 10.13: cala il silenzio.
Ore 10.14: la prof.ssa chiede qualcosa a uno a caso tra Panzeri e Carcano.
Ore 10.15: Carcano si risveglia, fornisce la sua versione, e torna a dormire.
Ore 10.31: il supplizio finisce. Cultura e civiltà inglese.
Ore 10.38: Carcano mette la sua roba il più lontano possibile dalla prof, e si dirige verso il bagno.
Ore 10.40: Carcano rientra dal bagno e scopre che la sua roba si è magicamente spostata sulla sedia accanto a quella della prof.
Ore 10.41: Carcano impreca, la folla ride.
Ore 10.45: la prof.ssa parte nel suo lungo consueto monologo, coinvolgendo a tratti D’Alicandro, Pasquettin e Carcano; le prime due per le relative esperienze in Australia e negli USA, il terzo perchè, è palese, tra i due è amore.
Ore 11: la prof.ssa chiede a Carcano di presentarsi in portoghese.
Ore 11.05: la prof.ssa chiede a Carcano di raccontare i dettagli della propria vita in portoghese.
Ore 11.10: la prof.ssa chiede a Carcano come si dica "A far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi" in portoghese.
Ore 11.20: Balasso, Tunesi e Panzeri si guardano e ridono, senza apparente motivo.
Ore 11.22: Marzucco fa il piedino a Bani.
Ore 11.23: Bani fa il piedino a Marzucco, accompagnandolo con sguardi di chiara derivazione erotica.
Ore 11.30: il gruppo saluta la prof.ssa e se ne va, mentre quest’ultima tenta le ultime avances verso Carcano.
Ore 11.40: il gruppo sfrutta l’ora buca per anticipare la pausa pranzo. 
Ore 11.50: Pa
nz
eri si dirige verso il Despar, se aperto.
Ore 11.55: se con Panzeri c’è una qualsiasi ragazza del gruppo olandese-russo, questa sarà oggetto degli apprezzamenti dei due omini del reparto salumeria. 
Ore 12.03: Carcano riemerge dal bar dei cinesi, fiero del suo panino a base di carne di gatto.
Ore 12.20: gli studenti presenti si riversano sul bar per pranzare.
Ore 12.31: Marzucco cerca qualcuno che soddisfi con lei il "bisogno cioccolatoso di giornata".
Ore 12.33: Bani cede e accetta di condividere il bisogno cioccolatoso di Marzucco. Le due comprano un cioccoriso a testa.
Ore 12.35: Gatti, Stefanovska e Rossetti si danno a caffè e sigaretta.
Ore 12.38: l’abbiocco colpisce i presenti, che non vogliono più muoversi dai rispettivi posti.
Ore 12.41: Panzeri incontra Lampugnani, come sempre in giro a cazzeggiare. A quanto pare questo venerdì ci sono 10 persone disponibili per il calcetto.
Ore 12.45: nella zona bar arriva il prof. di olandese. Bani sorride senza apparente motivo.
Ore 12.46: il prof. di olandese sorride rivolto al tavolo delle matricole di russo e olandese. Bani si sente accaldata.
Ore 12.47: il prof. di olandese si avvicina al tavolo per scambiare alcune parole con Balasso e Panzeri. Bani sviene.
Ore 13.01: la comitiva riparte verso nuove mirabolanti avventure.
(continua)

4 thoughts on “Un giorno alle Civiche [Parte Prima]

  1. giada pasquettin 8 marzo 2010 / 15:44

    …che giornata emozionante fra…troooooooppo bello!!!!!!!a domani!!!…verso nuove ed emozionanti avventure!!!! :)p

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  2. Elisabetta Di Stefano 8 marzo 2010 / 15:44

    Ho riso dall’inizio alla fine! In tante cosa mi ci rispecchio anche io, ma credo che siano tragedie comuni XDDomanda: ma che per caso avete la Bagnall di inglese?

    Mi piace

  3. giada pasquettin 8 marzo 2010 / 17:29

    …che giornata emozionante fra…troooooooppo bello!!!!!!!a domani!!!…verso nuove ed emozionanti avventure!!!! :)p

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  4. Elisabetta Di Stefano 8 marzo 2010 / 17:29

    Ho riso dall’inizio alla fine! In tante cosa mi ci rispecchio anche io, ma credo che siano tragedie comuni XDDomanda: ma che per caso avete la Bagnall di inglese?

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