Try again.

Aloha. È da inizio aprile che non scrivo cazzate qui sul blog, credo sia arrivato il momento di fare un riassuntino.

Universiteit
È uscito ieri il calendario d’esame della sessione estiva. Due appelli per ogni esame. Fatti due calcoli, questa dovrebbe essere la mia personale sequenza.

1° MLS E>I Raffaella Fagetti 27‐mag‐10 10.00
1° MLS Nl>I Elisabetta Svaluto 28‐mag‐10 9.00
1° MLO E>I 1 Mirella Sanvito 07‐giu‐10 9.30
1° Linguistica Nl Michael Dingenouts 10‐giu‐10 13.00
1° Lingua Nl 1 Michael Dingenouts 11‐giu‐10 10.00
1° Lingua E 1 Margaret Bagnall 15‐giu‐10 14.00
1° MLO I>Nl Annie Demol 21‐giu‐10 9.00
1° Istituzioni di Diritto Marina Romanò 22‐giu‐10 9.00
1° Lingua e cultura Nl 1 Michael Dingenouts 25‐giu‐10 13.00
1° Lingua e cultura E 1 Cinthia Bull 30‐giu‐10 9.00
1° Storia moderna Antonio De Francesco 09‐lug‐10 10.30

Undici meravigliosi esami. Vorrei sottolineare la combo lingua-linguistica olandese il 10 e l’11 giugno. Wat leuk. È in questo preciso momento che mi accorgo di aver fatto un gran cosa nel dare tutti gli esami del primo semestre a gennaio. Per alcuni gli esami sono addirittura 14-15. Fortunatamente c’è la sessione di settembre, nel caso qualcosa andasse storto.
Sarà un gran bel mese. E poi a metà giugno iniziano i mondiali! Sarò superconcentrato, mi dicono. Sì, sulle partite.

Concert&Huwelijk
Con sommo dispiacere della professoressa di lingua inglese, l’8 giugno non potrò presentarmi al primo appello del suo esame per motivi di forza maggiore. Ovvero il concerto dei Muse a San Siro. Finalmente ci sarà del vero spettacolo al Meazza (con tutto il rispetto per i dentoni di Ronaldinho e per l’ego sconfinato di Mourinho). Il concerto di Bologna del 21 novembre mi aveva dato carica ed energia per un mese intero (e chi se la scorda la doppia botta Pug In Baby + Time is Running Out?). Attendo fiducioso un nuovo capolavoro del Bellamy e dei suoi soci.
Altra data importante, il 18 giugno: matrimonio. A sposarsi non sono io, ma è mia cugina. Il problema non è il matrimonio in sé, ma il fatto che farò da testimone alla sposa. Cioè, io, testimone di nozze. Un ossimoro evidente, data la mia ben nota avversione per tutto ciò che circonda la religione. Ma tant’è.
Il bello è che ora devo mettermi a dieta, considerato il completo (soprattutto i pantaloni) che dovrò mettere. Mi sento molto donna di trent’anni in crisi prima della prova costume. Va be’, sopravviverò. Al massimo mi parte un bottone che perfora uno dei chierichetti. Poco male, ce ne sono tanti altri in giro, nonostante l’ateismo dilagante.

Werk
Grasse risate o sonore imprecazioni, dipende dai punti di vista. Nessuna lite, eh, sia chiaro: pare che ormai il posto sia al sicuro. Peccato che domenica scorsa i coglioni mi siano girati parecchio. Alquanto. Assai. Quanti sinonimi, oggi.
Come sapete, a Bergamo sono passati gli Alpini per l’adunata nazionale, da venerdì 7 a domenica 9 maggio. Tre giorni di alcool libero e canti senza fine (io c’ero!). Domenica mattina ho lavorato al bar dalle 6.45 alle 12, come programmato. La capa in precedenza mi aveva detto: “Si prevede tanta gente, tieniti libero per il pomeriggio”. “Ok”, avevo risposto. Peccato che domenica le sue previsioni si siano dimostrate errate, in quanto praticamente tutta la gente della Bergamasca era in città per assistere alla sfilata. Alle 12, dopo una mattinata più tranquilla del solito, senza particolare affluenza di clienti, mi dice: “Oggi è una giornata particolare, c’è nuvolo ma ti faccio venire lo stesso il pomeriggio”. Non avevo dubbi. Come se si aspettasse che tutta la gente prevista per il mattino si presentasse il pomeriggio. Eh sì, perché gli Alpini non hanno niente di meglio da fare che passare un triste pomeriggio senza sole a Sotto il Monte. Già.
Alle 16 mi presento al bar e scopro con orrore che tra bancone e sala erano già al lavoro otto persone. Con me, nove. Fatemi capire, devono arrivare gli Alpini o la tribù di Galli di Asterix e Obelix? Non so, ditemi voi. Ovviamente la gente scarseggia, invece di abbondare; per di più, alle 16.30 si scatena un violento acquazzone. Ed è così che alle 17.15, un’ora e un quarto dopo essere stato convocato, sono invitato ad andarmene. Sono stato chiamato per “lavorare” un’ora e un quarto. Le virgolette sono d’obbligo dato che, con tre persone a gestire venti tavoli tra interno e esterno, spesso trascorrevo il tempo senza fare nulla.
Cioè, c’è un tempo di merda, sono tutti a Bergamo, e nonostante la mattinata pessima, chiami lo stesso tutti al bar? Ah, se mi sono girati.

Voetbal
Cioè, cazzo. Non ci si può distrarre un attimo, e l’Inter è in finale di Champions. Dopo la semifinale di ritorno in casa del Barcellona, avevo avuto la mezza ispirazione di scrivere qualcosa qui sul blog. Poi mi è passata: scrivere un intervento appositamente per una vittoria dell’Inter è troppo, anche per me.
E sì che ce ne sarebbero state di cose da dire. Bella squadra, eh, niente da dire: Milito, Cambiasso, Samuel, tutti fenomeni. L’Inter ha fatto una gran cosa. Però è l’atteggiamento di alcuni tifosi che non mi piace per niente, che hanno imparato fin troppo bene dal loro allenatore: vittime. Nient’altro che vittime. Il Chelsea e il Barcellona sono state nettamente sfavoriti dagli arbitri? Macché! Anzi, sono loro i ladri, quelli che hanno i giocatori che si buttano a terra senza motivo. (Interistiii, ci siete? Siamo nel 2010, non facciamo gli offesi, non prendiamocela con Busquets che simula una gomitata e guarda verso l’arbitro, quando cose simili succedono in Italia ogni domenica. Dai su, fate i bravi, non allargatevi troppo).
Ma perché parlare dello squallore italiano, quando posso celebrare l’impresa dei Wolves? Per la prima volta dopo trent’anni, giocheranno per due stagioni di fila in Premier. Quindicesimo posto, +8 sulla zona retrocessione e gran bella stagione nel complesso (dovrebbe bastare la doppia vittoria contro il Tottenham, sia al White Hart Lane che al Molineux). Adesso tanti bei soldini nel mercato, e un campionato ancora migliore l’anno prossimo!

Va be’ dai, mi fermo qui, per oggi. Come ogni volta, mi prometto di scrivere più spesso qui sul blog. Vedremo. We will see. On verra. We zal kijken.

Ok, fine.

2 thoughts on “Try again.

  1. Gioia 14 maggio 2010 / 15:44

    Non è possibile. Se già ti odiavo quando sei andato a vedere i Muse a Bologna (quando a me hanno fregato i soldi, n.d.r) ora proprio ti detesto! Cazzo, io sarò sotto esami e lavoro (bella combinazione -.-‘) e non posso andare a S.Siro! Che rabbia!!Bergamo, io c’ero. O meglio, proprio per quel week end avevo programmato una giornata di shopping con codino in quel di Orio al Serio, dato che quando sono stata a Dublino ho scoperto che mia mamma nella sua ultima lavatrice aveva riempito metà dei miei vestiti con macchie di candeggina, quindi uno shopping necessario. Partiti da vicino Trento (per farla semplice) ore 8.30 di mattina, anzichè passare comodamente Verona, Brescia e infine Bergamo per un totale di circa 2 ore-2 ore e mezza di macchina dopo 5 ore di guida mi accorgevo di aver toccato Verona, essere finita a Mantova e girovagare nei dintorni di Piacenza Nord senza avere la più pallida idea di dove fosse, puntando la direzione Milano-Torino ma senza vedere nè l’una nè l’altra. E’ stato un messaggio di mio padre ("Salutami il Papa quando arrivi a Roma") a farmi capire che forse avevo sbagliato qualcosa..Ti ho appena scritto, ho provato a cambiare cel, fammi sapere se ti arriva qualcosa!Ah, bella sessione d’esami comunque..!xDMa hai dimenticato un’altra data: 10 giugno, mio compleanno!😀

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