Zeist 2010 – I protagonisti (1/2)

Rieccoci. Lo so, è ampiamente ingiusto descrivere 4-5 persone come i “protagonisti” dell’intero Zomercursus di Zeist, anno domini 2010. A dire la verità, penso che tutti i partecipanti (oltre 130 studenti, ma anche professori e responsabili del corso) siano stati protagonisti, nessuno escluso. Be’, magari escludiamo Zexian, va’.
Va però detto che è alquanto difficile socializzare e stabilire un rapporto stabile e amichevole con più di cento persone nell’arco di sole tre settimane. Con il passare del giorno li conosci quasi tutti di vista, ne saluti più della metà, parli tranquillamente con una quarantina di persone, resti in contatto con pochi.
Ebbene, oggi vorrei celebrare quei “pochi” che posso definire come “i miei protagonisti” del Zomercursus. Eccoli, in ordine casuale.

IMG_0523In primo piano ecco Fortunato, forse l’elemento più popolare dell’intero corso. Il motivo di questa popolarità penso vada ricercato nel suo adorabile olandese con evidente accento italiano, capace di conquistare tutto e tutti nel giro di pochi giorni.
Unico iscritto “masculo” italiano oltre al sottoscritto, è sempre disponibile a chiacchierare con tutti (tutte?): italiane, polacche, serbe, rumene, spagnole, russe, ecc… . Pressoché tutti hanno esclamato almeno una volta “Fortu-NA-to!”, scimmiottando l’accento italiano e accompagnando ogni parola con gesti presenti (oso sperare) solo nei film sulla mafia italiana. Quest’uomo, già laureato, attualmente in quel di Dublino a sbevazzare, può essere considerato il simbolo del Zomercursus.
[Da sottolineare l’esperienza nel torneo (doppio-misto) di ping-pong. Me lo trovo contro nella fase a gironi. “Dai, chi vince offre da bere”. E Shaun, il buon sudafricano, mi fa: “Se oggi ne vinci almeno una ti offro una birra”. Mai scommettere birre con me in circolazione. Vittoria Fra-Dòri, ovviamente. Dopo qualche minuto mi trovo al bar, in compagnia di una fedele biertje. Arriva Fortunato, e offre da bere. Arriva Shaun, e offre da bere. Risultato: moltiplicazione del pane e delle birre. Tutto molto bello (cit.)].
Collega di uitspraak, ovvero di pronuncia nelle lezioni del fenomenale e fashionissimo Chris (mi sono dimenticato di fregargli una camicia, cazzo!), ha saputo mantenere alto il nome dell’Italia all’estero. Patriota.

IMG_0177Restiamo in Italia. Tra i partecipanti al corso, le ragazze erano nettamente più numerose dei ragazzi. Stessa cosa, con le debite proporzioni, per la rappresentanza italiana: due ragazzi e quasi dieci ragazze. Non con tutte c’è stato il tempo di parlare ampiamente, ma con due ragazze, studentesse dell’università di Trieste, si è andati oltre il saluto o la frase di circostanza. Ed entrambe si sono rivelate due ottime compagne d’avventura.
Una di queste è la “stracoccola” Giovanna (l’ aggettivo è di sua ideazione e veniva utilizzato ad ogni occasione utile, non usatelo senza la sua autorizzazione, altrimenti si arrabbia) si è sempre rivolta a tutti con gentilezza e simpatia (che poi adorasse fare battute sul sottoscritto, è un altro discorso).
Tra le sue attività preferite, la
vasserij. La lavanderia. Avendo noi un bagaglio limitato, e dovendo restare in terra arancione per tre settimane, si è resa necessaria una tappa alla lavanderia a gettoni. E non si sa perché, ma la ragazza in questione scattava come una molla ogni volta che sentiva la parola vasserij. «Oh ragazzi, settimana prossima dovremo andare alla vasserij!», «Oh, mercoledì non prendete impegni: vasserij!», «E domani… vasserij!!!». Per la serie: qualcuno le dica che stiamo andando a una lavanderia, non a Disneyland o Mirabilandia.
Ma sì, la Giovanna è così, sempre piena d’entusiasmo. E con lo stesso entusiasmo riusciva sempre a respingere ogni spasimante che si presentasse ai suoi piedi. E che spasimanti, tantissima roba! Noi ne abbiamo contati otto, ma pare che secondo la Questura siano due, mentre secondo la CGIL circa trecento.
Da segnalare anche l’allergia per le fragole. Nessun problema per due settimane, poi l’imprevisto: gli olandesi avevano messo (ebbene sì, credeteci) la marmellata di fragole nell’insalata. Ovviamente la Gio, per quanto furba (e coccola), non se l’aspettava. Ma fortunatamente non ci sono stati danni gravi.
Ah, sia chiaro, mi vuole tanto bene. Per questo so di poterla sfottere giusto quel tantino. Posso, vero? Ipercoccola.

A breve la seconda parte, con altri quattro nomi. Vi do le iniziali: G, D, K e D.
Alla prossima.

100_4226ps: dedica del giorno alla sig.ina Silvia Bani, che mi ha salvato durante l’esame di storia.

One thought on “Zeist 2010 – I protagonisti (1/2)

  1. Fortu-NA-to 15 settembre 2010 / 13:02

    Ma non c’era pure Nico, cambiano le cose velocemente🙂

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