X-Factor 4, Quarta Puntata – Le Pagelle

Altro giro, altra corsa. Stavolta un po’ più in fretta. L’ordine non me lo ricordo bene, vado a naso (e a caso).

Davide (“Novembre”): 7
Convincente, niente da dire. Anche su Giusy Ferreri, apparentemente lontana dalle sue corde. E poi la sa anche imitare discretamente, si è guadagnato qualche punto stima. Vince nettamente il confronto con il compagno di merende Ruggero. Camaleontico.

Manuela (“Bring me to life”): 5
Non mi ha convinto. Bella, brava, ma non mi ha convinto. Sul ritornello sembra davvero, come dice il suo mentore Elio, la vera Amy Lee. Ma verso la fine va a impelagarsi su virtuosismi evitabilissimi. La penalizzo per questo più che per l’eccessiva “pulizia” segnalata da Ruggeri e Tatangelo: dite loro che gli Evanescence non sono gli Slipknot. E poi che scenografia oRenda. Ingabbiata.

Effetto Doppler (“È la pioggia che va”): 6,5
Poveri, stavano migliorando. Ma, come direbbe qualcuno di cui ora il nome mi sfugge, “it”s too little, too late” per loro. Ruggeri ripesca per loro una canzone dai ruggenti anni ’60 italiani, epoca di basettoni e capelli lunghi. Incredibile ma vero, sembrano quasi convincenti. Quasi. Resta sempre l’impressioncina (tipo macchia che non va via neanche col Cillit Bang) che non siano sufficientemente affiatati. E poi hanno il difetto di fare del pessimo “air guitar” nella parti in cui non cantano: ragazzi, un po’ di fantasia. Ritardatari.

Ruggero (“Per te”): 4
Il peggiore, a mio parere, anche se la colpa non è tutta sua. Gli viene assegnato un pezzo delicatissimo: una ninnananna scritta da Jovanotti per la figlia appena nata. Ora, massimo rispetto per la Maionchi,  ma dare un pezzo simile a un sedicenne (o diciassettenne? Boh, a ogni puntata dicono un numero diverso) è davvero troppo. Sbagliata anche la scelta di costringerlo a dedicare a sua volta la canzone a qualcuno: il “figlio di Pooh” Facchinetti chiede chi è il destinatario, Ruggero dice che è “la zia che non c’è più”. Effetto scontato: applauso semi-spontaneo, primo piano sulla lacrimuccia e televoto superato agilmente nonostante una performance disastrosa (come fai a mettere “Oh oh, yeah yeah” in mezzo a una canzone simile?!). Effetto Amici.

Stefano (“Lady Marmalade”): 6
La sufficienza c’è perché almeno stavolta si è tentato di evitare l’effetto pietà con una canzone diversa dalle nenie delle prime tre puntate. Lui la voce ce l’ha, questo è indubbio. Spero di non dire una cazzata, ma secondo me ha un bel timbro. Però, cazzo, è sempre teso come una corda di violino (o di viola, o violoncello, fate voi). E tradisce ancora una volta l’emozione lanciandosi in sbrodolamenti vocali poco stabili (e molto crescenti, ergo stonati). Cercasi cantanti, non casi umani. Angosciato.

Nathalie (“Pazza idea”): 6,5
Le dicono che è carente in “spinta erotica”. Oddio, diciamo che le calze bianche al polpaccio da lei indossate ieri sera stanno all’erotismo un po’ come Ozzy Osbourne sta all’uncinetto, come Jenna Jameson sta alla verginità pre-matrimoniale, come Ahmadinejad sta al Nobel per la pace. Ci siamo capiti, insomma. In ogni caso non arriva l’erotismo, ma la voce sì (anche se tende a esagerare nel “graffiare” le note più alte). Malvestita.

Kymera (“Breathe”): 7
Questi due ometti ne sanno a pacchi, c’è poco da dire. E ne sa a pacchi anche quello che studia le loro coreografie, che risultano essere sempre sorprendenti. Verso la fine tendono a falsettare in maniera un po’ troppo aggressiva, ma nel complesso fanno un’ottima figura. Sbilanciati (ma vincenti).

Cassandra (“You can’t hurry love”): 6
Di stima (riflessa). Truccata come una 50enne, rimbalza per tutta la durata del brano. La canzoncina è allegra e leggera, lei ci mette una specie di balletto evitabilissimo. A quanto pare ha grandi potenzialità: per ora niente di speciale. Rimandata.

Nevruz (“Noi, ragazzi di oggi”): 6,5
A tratti è geniale, a tratti patetico. Secondo me ha detto bene Ruggeri: “Il confine tra l’ironia e il dileggio è molto sottile”. Va anche detto che a originalità è inarrivabile. Si mormora che Elio stia perdendo fiducia nei suoi confronti: forse il suo giocattolo preferito si è rotto. O semplicemente non funziona come dovrebbe. Discendente.

Dorina (“The best”): 7
La Tatangelo ha scoperto che vincere facile non è poi così male. Canzoncina precisa precisa per la sua unica allieva: successo assicurato. Dorina fa il suo sporco lavoro e, tra una strusciata e un colpo di culo (materiale, non figurato) a ignari spettatori, si guadagna l’accesso alla prossima puntata. Facilitata.

Al televoto vanno i Doppler e Manuela (ma io ci avrei mandato Ruggero, di gran lunga il peggiore). A fine puntata la ragione prevale ed è la presunta “diva” a sopravvivere (ancora per poco, forse).

Tra i giudici segnaliamo una Maionchi (voto 8+) in gran spolvero, soprattutto per la frase “Sul mio epitaffio voglio che si scriva ‘Era una gran testa di cazzo, ma aveva un culo enorme'”. Come si fa a non stimare un elemento simile? Ruggeri (voto 6,5) ha fatto il possibile per difendere i Doppler, ma era un po’ come tentare di non far prendere gol alla difesa della Juve: irrealizzabile.
Elio (voto 6,5) poteva risparmiarsi l’ultima frase sui Doppler: ha infierito su un avversario già sconfitto. Ovviamente la sua classe (con il suo abbigliamento) sovrasta spesso e volentieri i colleghi, Tatangelo (voto 5) in primis.

PS: mille punti stima per il cinismo del cosiddetto “vocal coach” della squadra di Elio, capace di ridere di fronte alla forzatissima dedica di Ruggero alla zia morta. “Da un lato era tenero, dall’altro comico: certe cose non si dovrebbero dire in televisione”. Forse la risata era esagerata, ma è una reazione che approvo e appoggio. La lacrima a tutti i costi lasciamola alla De Filippi.

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