Direi che può bastare.

Mattina, pomeriggio, sera, notte.

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Con tutto il rispetto, direi che può bastare così, di Sarah Scazzi se n’è parlato abbastanza. Lo so, lo so, è il caso del momento, la 15enne uccisa e poi violentata dallo zio. Forse sarebbe meglio parlare di attrazione del momento. Venghino siori venghino, è aperto il Circo della Morte. Oggi c’è Sarah, la star, ma quanto durerà? Qualche giorno. Un paio di settimane, forse. Poi si aggiungerà alla lunga serie di “angeli in terra ritornati in cielo” che Studio Aperto adora aggiornare ad ogni assassinio di minorenne. E sarà il turno di qualcun altro. Un disabile picchiato dai compagni di classe/bulli? Fattibile. Una ragazza musulmana uccisa dal padre perché desiderosa di vivere “all’occidentale”? Probabile. L’ennesima bimba sparita da casa “di cui si sono perse le tracce”? Non mi stupirei. A dire il vero, non mi stupisco più di niente.

Un po’ tutti dicono che non si stupiscono di niente. Eppure sono lì, sempre lì, a scandalizzarsi per ogni caso di cronaca nera. “Il caso che ha fatto indignare l’Italia”. E giù pagine e pagine di approfondimenti. E’ morta? Assassino in carcere a vita, funerali e stop. Punto.

Macché. La madre in tv, la cugina sui giornali, le amiche su Facebook. Che odio i link su Facebook. “Riposa in pace Sarah”, “Ciao piccolo angelo”, “Una preghiera per Sarah”. I casi sono due. Caso uno: l’Italia è piena di persone integerrime, dotate di morale d’altri tempi e compassionevoli fino all’osso. Magari è davvero così, cosa ne so. Caso due: gli autori dei link sono le stesse persone che nella realtà, se si trovassero di fronte una quindicenne con capelli biondi e piastrati, dotata di tre profili Facebook e due schede telefoniche, non esiterebbero a guardarla male, a prenderla in giro, a darle della “bimbaminkia”. Magari accompagnando il tutto con bestemmie varie ed eventuali.

Sarò io che sbaglio a pensare, ma a me la gente che lucra su ‘ste cose fa ancora più schifo degli assassini. Bah.

Dai, forza e coraggio: ancora una settimana e tutto tornerà come prima.

In attesa della prossima star.

2 thoughts on “Direi che può bastare.

  1. ado 9 ottobre 2010 / 08:39

    condivido appieno tutto quello che hai scritto. E mi sembra strano che gli italiani siano del “caso uno” elencato. bye bye

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  2. Cetty 9 ottobre 2010 / 13:27

    Fin dall’inizio di tutta la vicenda non avevo proprio dato peso a nulla, come sempre. Una delle solite storie con gli stessi copioni che si ripetono di volta in volta. Tristi per carità, ma neanch’io riesco a stupirmi più di tanto, ci provo anche a volte, mi chiedo se sono strana io magari a non provare nessun tipo di sentimento di fronte a certi fatti e vengo spesso criticata, indicandomi come cinica-insensibile-strana solo perchè non rimango a bocca aperta davanti a fatti del genere o affini. L’unica cosa che mi ha colpito un pò della vicenda è stato tutto il retroscena parentale, mamma ambigua compresa. Poi non se ne può davvero più. Lasciando stare i link vari su facebook che hai citato che trasudano di ipocrisia ed ignoranza.
    Domani è il turno di qualcun’altro e sarà sempre così, purtroppo.

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