Letterina per Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

tra due giorni arriverai e consegnerai regali a tutti i bambini del mondo. Oddio, questa è la versione dei sindacati, mentre secondo la questura farai felici solo poche centinaia di infanti. Mi sento fiducioso e voglio credere alla prima fonte, augurandomi che ci sia qualcosa anche per me, anche se bambino non lo sono più.

Prima di tutto, caro B.N., mi sembra giusto ammettere che non ho fatto il bravo quest’anno, non del tutto. Spesso ho mancato di rispetto alle persone a me vicine; ho imprecato più e più volte, ho passato molto tempo a desiderare la donna e le cose altrui. Non ho santificato le feste, neanche per sbaglio, e ho commesso atti impuri. Detto tutto questo, mi sembra tuttavia giusto ricordarti che tu non sei Gesù, Dio o una roba simile. Al contrario, sei una delle poche istituzioni laiche con un certo séguito che ci sono rimaste in Italia. Quindi, affanculo la buona condotta, io voglio i miei regali. E poi tanto lo sanno tutti che anche tu non sei un santo. Anche a te ogni tanto scapperà un porcone, non so, quando le renne fanno i loro bisognini in salotto, o quando i folletti incrociano le braccia e manifestano per tutta la Lapponia, chiedendo stipendi più alti.

Quindi poche balle, non hai scuse. Ecco la mia lista.

  • Innanzitutto vorrei la pace nel mondo. È una richiesta volutamente esagerata, direi quasi utopica, ma un po’ di buonismo non deve mai mancare, altrimenti poi si rischia di passare per cinici. Poi oh, io in realtà ti conosco, caro B.N., so che in realtà puoi farci ben poco. Quindi, accontentandomi, ti chiedo di sopprimere tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno la sola funzione di rompermi i coglioni. Si parte da tutti quelli che telefonano a casa per parlarmi di “grandi offerte”, quasi sempre a “prezzo convenientissimo”, per arrivare agli omini che in stazione a Milano tentano di fermarmi per ottenere un po’ di attenzione. Fanculo, sono le 7 di sera, arrivo da ventordici ore di università e non appena arrivo a casa devo fare altri compiti. Non l’avrete mai, la mia attenzione.
  • Passando a richieste più importanti, chiedo vendetta per il mio licenziamento al bar. Caro B.N., mettiti una maschera da Guy Fawkes e cerca di accontentarmi. Trasforma in azioni concrete tutte le imprecazioni, tutto il sudore, tutto il sangue sputato in un anno di corse ai tavoli e alzatacce domenicali. Non voglio spargimenti di sangue, sia chiaro. Ho passato 13 mesi in compagnia di una datrice di lavoro incapace di trasmettere incoraggiamenti senza apparire esagitata e offensiva, incapace di accettare le ragioni di chi non la pensava esattamente come lei, incapace di mascherare ipocrisia e disprezzo ogni volta che mi parlava, incapace di inventarsi una scusa credibile per mandarmi via. Una donna che non è riuscita nemmeno a licenziarmi in modo decente, dato che ha dovuto nascondersi dietro un telefono per dirmi che non ero più necessario. Le auguro di trovarsi di fronte persone che la trattino nello stesso modo, per farle capire che occupare una posizione più elevata spesso non significa valere di più.
  • A conclusione della parentesi bar, caro B.N, ti chiedo un altro favore. Dato che purtroppo a questo mondo non si campa di aria, amore e simpatia, mi farebbe molto piacere trovare un altro lavoro per il weekend. Non ho grandi pretese economiche. Mi basta non essere trattato come l’ultimo degli stronzi.
  • Argomento scuola. Caro B.N., il primo semestre è stato davvero pesante, e il secondo si prospetta altrettanto impegnativo (se non di più). Quindi ti chiedo di conservare in buona salute i prof Oranje, per la mia gioia e per la felicità ormonale di alcune mie colleghe. Vorrei poi, per passare a richieste più concrete: il trasferimento dell’università in un quartiere più vivo e allegro, possibilmente privo di loschi figuri e gattare inquietanti; l’implementazione di computer funzionanti e dotati di una versione più aggiornata di Windows 1848; l’assunzione di alcune segretarie simpatiche, capaci e desiderose di guadagnarsi lo stipendio; l’assunzione di un tecnico informatico simpatico, capace, desideroso di guadagnarsi lo stipendio e possibilmente meno inquietante.
  • Rapidamente, caro B.N., avrei delle richieste riguardanti il trasporto pubblico. Vorrei che l’a.d. di Trenitalia, tale Moretti, morisse di stenti sul treno delle 7.32 della linea Bergamo-Milano via Carnate, nonostante l’ampia scorta di panini e maglioni. Vorrei un paio di auricolari per ogni viaggiatore che ascolta e fa ascoltare all’intero vagone musica etnica di dubbio gusto ad alto volume. Vorrei treni puntuali, dove un ritardo di 10′ sia l’eccezione e non la regola. Vorrei la soppressione dei manager smaniosi di far ascoltare a tutto il treno le loro comunicazioni via cellulare. Vorrei la fine dei suicidi in metropolitana, dato che ormai il livello di cinismo dei pendolari ha ampiamente superato la compassione. Vorrei che venisse tolta la voce alle questuanti dotate di pancione da gravidanza 365 giorni all’anno, che neanche gli elefanti.
  • Mi faresti un enorme piacere, caro B.N., se facessi crescere in fretta tale “Stefanino” Cavagna, facendolo diventare un adolescente taciturno e scontroso, senza tuttavia farlo diventare emo (anche perché, in caso di taglio delle vene, uscirebbero litri di invitante crema pasticcera). Inoltre, potresti regalare un’agenda umana al mio prof di batteria: un uomo abbastanza muscoloso, che gli ricordi con metodi sufficientemente energici ed efficaci i giorni e gli orari delle lezioni.
  • Vorrei una salvezza tranquilla per il Wolverhampton e la retrocessione dell’Inter.
  • Scusa se approfitto della tua pazienza, caro B.N., ma sarei un bimbo felice se arrivasse finalmente sto cazzo di portatile.
  • Per chiudere, B.N., vorrei un 2011 stabile. Non posso chiedere la cancellazione totale dell’incoerenza femminile, ovvio, ma una riduzione sarebbe più che gradita. Posso chiederti di mantenere intatte la mia pazienza e la mia perseveranza, che durante il 2010 si sono dimostrate due alleate fenomenali, anche se l’happy ending non c’è stato, anzi. Vorrei incontrare persone che io possa considerare priorità, senza essere però trattato come un’opzione. Non c’è rabbia, assolutamente. Al contrario, in testa ho ancora quello scorcio di paradiso che è stato il soggiorno a Londra. Per una volta non ho rimpianti, ed è già un successo. Per ulteriori miglioramenti, attendo il 2011. Forza B.N., mettiti di impegno.

Buone feste a tutti, gente.

2 thoughts on “Letterina per Babbo Natale

  1. Bunny 23 dicembre 2010 / 16:48

    Francipanzi, grazie per la citazione, mi sento onorata!

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  2. IndovinaChi 23 dicembre 2010 / 18:06

    Bunny, non so te, ma io mi rivedo anche nella parte della “felicità ormonale”. Sono già sopravvissuta fisicamente ieri dopo aver sottratto l’ultima goccia di spumante al Grande Capo, mi sento già benedetta.

    Permetto di non esprimermi sulla questione riguardante quella simpatica squadretta della Premier League. A Natale siamo tutti più buoni😀

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