On the train

Ok, ok, libertà. Ben sette giorni di mancato pendolarismo. Allora, innanzitutto ringraziamo il buon Carcano che ci ha concesso di bere un biccherino di vodka a testa per brindare alla settimana di riposo. Oddio, in realtà la faccia che ha fatto il nostro portoghese quando ci siamo impadroniti della sua bottiglia non era delle più permissive. Anzi, era più che altro un “cazzo, adesso mi bevono tutto l’alcool che avevo astutamente comprato per sedurre ingenue donzelle del primo anno, costrette poi a soccombere, una volta barcollanti, di fronte al mio proverbiale pacco abnorme”.

[Sesto S. Giovanni]

Giuro, la sua faccia diceva tutto questo. André ha un volto espressivo mica da ridere. E invece no, tattica fallita.
Comunque sia ci sarà ben poco da riposare. Innanzitutto sono indietrissimo con lo stage di Michel: c’è una paginona web da tradurre che mi aspetta con ansia, quella mi dovrò farla a tutti i costi. Koste wat het kost, come dicono al nord.

[Monza]

Ah, a quanto pare sabato 30 dovrò spostare le ripetizioni con i miei fidi (ma dove?) allievi per fare del volantinaggio abusivo in piazza Duomo, sempre per lo stage. Farò concorrenza ai senegalesi che vendono i braccialetti della fortuna. Olè.

[Treno fermo nei boschi]

Poi, what else? Be’ certo, già che parliamo di ripetizioni: nessuna pausa in questa settimana. Be ok, si riposa il sabato pasquale (anche se non ho alcuno scrupolo religioso che mi impedisce di spiegare il teorema di Pitagora il giorno prima di questa fantomatica resurrezione che tanti festeggiano).

[Un controllore attraversa il vagone correndo]

Dicevo, sabato di riposo ma si recupera in settimana: già domani sarò in viaggio in missione geometrica e aritmetica, forse anche geografica e grammaticale.

[Il treno riparte]

No ok, torniamo all’uni. Non ho un’idea precisa riguardo le date di fine corsi e inizio esami. Anche perché ci sono vari recuperi sparsi per il mese di maggio da sistemare. Nel dubbio, confido nelle impeccabili russe che tutto annotano e niente si lasciano sfuggire (a meno che carismatici prof dall’abbigliamento ripetitivo siano nei paraggi). Anyway, faccio affidamento su di loro.
Poi, vediamo.. ah be’, ci sarebbe da esercitarsi sulle traduzioni a vista (o più semplicemente tav, per gli addetti ai lavori). Ogni volta che prendo in mano un testo in italiano riesco sempre a infilare quelle due-tre figure di merda, capaci sì di creare gezelligheid ma nocive per la media voti. Soprattutto verso l’inglese.

[Arcore]

Quindi, riassumendo: stage, ripetizioni, esercizi di tav.
Ovvio, poi c’è superMarianna, che mi ha già visto fuggire al secondo appello della prima prova di questo semestre (al primo appello non mi aveva nemmeno visto). Lei e le sue dannate relazioni. Per la serie “la qualità conta”: più fogli scrivi, più alto è il voto. Evviva, evviva. Proprio la materia adatta al sottoscritto, abituato sin dalle elementari a una scrittura lenta e ponderata.

[Carnate]

Però dai, ha riso anche lei di fronte agli occhiali da sole improponibili del sig. Lampugnani, quindi un minimo di buon senso deve pur avercelo. (Sig. Lampugnani, so che leggerà, non si offenda; sono consapevole del fatto che sta lavorando anche per me).
Altri impegni universitari? E come no. Traduzioni varie ed eventuali (ma di quelle non mi lamento), esercizi di grammatica inglese (“No, I didn’t check in the key, I cribbed from them”) e un prachtige test di lingua olandese. Non ci facciamo mancare niente, no no.

[Paderno]

Bisogna aggiungere che in teoria dovrei studiare batteria e che sarebbe ora di tornare a suonare alle prove. Oh, mica colpa mia se mettono le prove solo di martedì, quando arrivo a casa tardi dall’uni. Se poi considerate che ci sono stati anche i quarti di Champions (Rrrrrrrraul!), capite che si potrebbe perfino parlare di congiura nei miei confronti. Lo fa Berlusconi (a torto), non vedo perché non potrei farlo anch’io.
No comunque fare batteria è una figata. Quelle due/tre ore ogni sabato mattina ti fanno davvero star meglio, scaricano chili di tensione (ammesso che la tensione si possa misurare in chili) e ti mettono in pace con il mondo.

[Calusco]

Bene, questo è praticamente tutto. Ah, per quanto possibile cercherò di passare meno tempo possibile al pc in questi giorni, per la gioia dei miei occhi ormai rossoverdi.
Il tempo libero? Be’, ho forse parlato di vacanza?!

Alla prossima.

PS: proseguono le trattative belghe. Dai che si va!

[Terno, stazione di Terno]

PPS: ovviamente 15′ di ritardo, ça va sans dire!

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