Ore 00:59

Uno finisce gli esami. Dovrebbe essere contento. No?

Non so. Nei film in genere il protagonista sbotta. Lo sfigato che soffre perché viene preso in giro dal quaterback sbotta. E sbotta mica male. In genere si trasforma, diventa una specie di supereroe invincibile, e va a finire che si limona pure la cheerleader.

Non so, quei film tentano sempre di lasciarmi un sorriso sulle labbra ma proprio non ci riescono. Mi si storce il naso. Non lo storco io, fa tutto da solo. Non che io mi immedesimi nello sfigato-poi-supereroe. Na. In genere mi immedesimo nell’amico dello sfigato. Quello che prima condivide la sofferenza (ma mai in prima persona, perché non è così sfigato come il protagonista) e poi sale sul carro dei vincitori. In genere rimedia anche lui un limone. Con l’amica della cheerleader, quella simpatica che però qualche difettuccio ce l’ha. Quello è il personaggio che ha la mia stima.

Comunque, dicevo. Nei film a un certo punto si sbotta. C’è la scena madre, quella dove in genere i presenti hanno qualcosa in mano e lo fanno cadere, restando a bocca aperta. Lui si ribella, va dal quaterback e gli fa “Ehi quaterback, sappi che IO sono il protagonista del film! Hai mai visto un film intitolato Tutti a casa del Quaterback oppure Vita da Quaterback? NO! In genere si parla di un personaggio che di nome fa Charlie, Sammy, Johnny: tutti nomi da sfigati! Ecco, bene! IO sono il protagonista, IO mi fotto la cheerleader, IO mangio merda per un’ora e venticinque ma alla fine, in quei dannati cinque ultimi minuti, ti faccio una sparata come questa, che in genere dimostra tutte le mie qualità nascoste per tutto il film e convince la cheerleader a stare con me! FATTENE. UNA. RAGIONE.”

Certo, queste non sono le parole esatte, ma alla fine il concetto c’è.

Ecco, io queste scene non le ho mai viste nella realtà. Non so, forse succedono solo nei licei americani. Cioè cazzo, pagherei per vederne una. Il tonto che si alza e recita Shakespeare. La figa di legno, con tanto di borsa appoggiata al braccio a 90°, che si scioglie e fa a gara di rutti con i maschi. Il roito, sia esso maschio o femmina, che da un giorno all’altro diventa bello/a, simpatico/a, intelligente MA senza tirarsela (ma se la ragazza se la tira, il ragazzo cosa fa? Se lo tira anche lui? Mah).

Quanto pagherei! No, in realtà non tirerei fuori un euro. Però idealmente pagherei tantissimo. Invece no, il tonto resta tonto. La figa di legno resta figa e resta di legno. Il roito resta roito (ma parlo di roiti veri, quelli DOC, altro che Ugly Betty.. ma l’avete vista l’attrice che fa Ugly Betty?! Si chiama America Ferrera, eccola qui col suo fresco sposo).

America e Ryan

Vatti a fidare dei roiti in tv.

Comunque no, non succede mai. Nessuno sbotta. Mai visto. Il tipo che dà le dimissioni per inseguire l’amata. Si è mai visto? Il problema è questo: mai visto. Però cazzo, ognuno ha il proprio metodo di eliminare le scorie accumulate in un’ora, un giorno, un anno. DEVE avercelo. Perché tutti appaiono poi belli rilassati. Sì, ti dicono di quanto stanno faticando, di quanto è dura andare avanti a questi ritmi. Boh. Io sto metodo ancora non l’ho trovato.

Credo che la situazione sia questa. Vomito. Tanto bel vomito, di quello d’annata, che arriva nelle occasioni speciali. Bene. Io non smaltisco rabbia, frustrazione, invidia, stress, ansia, isteria, foga, dolore, sofferenza. Io trasformo tutto ciò in dello splendido, fantastico, inimitabile vomito giallastro. E quando qualcosa gira storto, ma molto storto, lo sento che sale sale sale, parte dai piedi e sale sale sale, arriva alla pancia e sale sale sale, fino a arrivare al cervello. Sì, è un vomito letterale, è palese, non può essere espulso volgarmente dalla bocca con dei conati qualsiasi. Arriva al cervello.

E lì tutti i ricordi si mischiano ma al tempo stesso restano nitidi, si incrociano e si fondono, mantenendo sempre la struttura di base. Ma perché parlo di struttura, i ricordi non hanno struttura. Colori che si mescolano, quale immagine migliore. Le lacrime e le botte di adrenalina come l’azzurro e il viola, il panico e l’accidia come il giallo e il verde marcio. Un vomito teorico ma multicolor. E rivivi tutto, anche se non ti sembra di rivivere niente in particolare. Ogni singola volta rivivi tutto.

Poi vai a letto e la mattina ti è passato tutto. È vomito. Sale, ok, ma può anche scendere. Come succederà domani mattina, senza dubbio. Ma mica l’hai fatto uscire. No no.

Sì?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...