Sterkte, Johnny

Tantissima carne al fuoco in questi giorni, come direbbe il buon vecchio Sandro Piccinini. Mancano ancora tredici giorni alla partenza per il Belgio, ma la tensione sta salendo; e sale ancora di più quando da Gistel giunge voce che la famiglia Schollaert abbia “grandi aspettative culinarie” nei miei confronti. Probabilmente collegano tutto ciò che proviene dall’Italia al buon cibo. Come a dire che gli adolescenti che campano grazie a San Microonde esistono solo in Benelux. Va be’, in ogni caso bisogna correre ai ripari. Per ora posso offrire crostate, ciambelloni e biscotti. Mi toccherà fare seriamente una full immersion sui libri di Antonella Clerici e, udite udite, Benedetta Parodi (ebbene sì, casa Panzeri non si pone limiti quando si parla di letteratura impegnata).

Sempre dalle Fiandre arrivano anche notizie incoraggianti: in camera potrò usufruire di un matrimoniale (menomale, non sono più abituato a dormire nei letti singoli) e da parte della famiglia c’è disponibilità assoluta nel caso io voglia ospitare amici e amiche per il weekend. Va anche detto che sarà difficile trovare qualcuno disposto a passare un sabato sera in un paesino da 12mila abitanti. Allo stesso modo, avrò anche la possibilità di dormire fuori casa il sabato notte. Ma anche qui, chi cazzo mi ospita? Va be’, resta comunque una notizia positiva.

Per quanto riguarda i buoni propositi di inizio luglio (http://franciswolves.altervista.org/blog/?p=11452), la situazione è variegata. Sto rispettando in pieno alcuni punti (-1 kg, ogni giorno in bici, frequenti esercizi alla batteria, ogni giorno un’oretta per lo stage), trascurandone altri (occhi che non migliorano, Football Manager che mi tenta, nessuna ricerca per Gramegna). Ma per quanto riguarda quest’ultimo punto, scoprire che la consegna del lavoro sarà il 21 settembre mi permette di dedicarvi tempo una volta tornato dal Belgio, senza farmi troppi problemi ora.

Parlando di bici, ieri mi sono sentito un corridore del Tour de France, nel mio piccolo. Non so se state seguendo la corsa, ma sappiate che finora l’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dalle cadute (e da diversi conseguenti ritiri). La peggiore, finora, è senza dubbio quella di Johnny Hoogerland, 28enne corridore olandese, abbattuto da un’auto della tv francese e volato (letteralmente) nel filo spinato. Vi risparmio la foto delle gambe del povero Johnny (è sufficiente googlare “hoogerland legs”) ma per dare un’idea ecco il video dell’incidente.

Bene. Quel giorno Hoogerland è arrivato con 17 minuti di ritardo, in ospedale si è preso 33 punti di sutura e ciononostante è ancora in gara. Trentatré punti. Non so, penso si tratti di quel mix di coraggio, incoscienza e masochismo che accomuna tutti i corridori professionisti. E che ha affascinato e continua a affascinare milioni di persone. Ecco perché il doping non riuscirà mai a distruggere il ciclismo, proprio grazie a ragazzi come Johnny.

Scusate la parentesi. Cosa c’entro io col Tour? Be’, sono stato buttato a terra da un’auto mentre pedalavo. Mentre percorrevo una rotonda (con l’intenzione di andare dritto), mi ha affiancato e ha svoltato a destra. Io non potevo sparire, l’impatto è stato inevitabile. Giù col culo a terra. O meglio, col fianco sinistro (dove c’è un po’ di ciccia, fortunatamente) e poi coi gomiti. Un paio di lividi, qualche graffio e dolorini vari ed eventuali, ma niente di serio. Ecco le dichiarazioni della piratessa della strada: “menomale che la macchina non ha danni, è quella di mio papà, con la mia ho fatto un’incidente settimana scorsa”. Fatti delle domande, ragazza mia. E magari ripassa il codice della strada.

Cambiando discorso, avviso al mondo intero: senza Facebook si vive benissimo. Non vuole essere una predica, è una constatazione. Sembra una cazzata, ma si fanno molte più cose nel tempo libero sapendo che non c’è nessuno status da aggiornare. Mi perderò qualche link idiota, diverse foto e qualche perla, ma per ora l’esperimento è pienamente riuscito.

One thought on “Sterkte, Johnny

  1. Baines 16 luglio 2011 / 21:32

    Shun the non believer.

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