Few News To You Two

È fantastico e allo stesso tempo preoccupante notare come iniziare il corso di scrittura creativa in università porti a considerare mediocri tutti gli ultimi interventi qui postati nell’ultimo periodo (che poi, alla fine, mica sono tanti, anzi). E poi ogni nuovo intervento viene bloccato sul nascere, tanti piccoli simpatici aborti del peso di qualche byte che vanno a accumularsi nel cimitero delle bozze. Anzi, dei draft, perché da qualche mese pure WordPress è partito per la tangente e ogni singolo menu mi impone la lingua inglese. Non che mi faccia schifo l’idioma d’Albione, anzi. Però è strano, questo cambiamento improvviso.

In ogni caso vediamo di far finta di scrivere qualcosa di nuovo. Già che ho parlato del corso di scrittura, vuotiamo il sacco subito: vado a Torino. Sono stato selezionato tra i vari partecipanti – in base a criteri che mi sono stati spiegati ma che ovviamente non ho ancora del tutto compreso – per prendere un trenino ciuf ciuf, andare a Torino, entrare nel Salone del Libro con indosso un pass da relatore (grasse risate, lo so) e tentare di spiegare a degli eventuali e incauti spettatori quale metodo di scrittura mi è stato proposto in università e cosa ne ho ricavato. Dovrei perfino invogliarli a pensare che si tratta di un metodo fighissimo, e che quindi dovrebbero pagare dei soldi per apprenderne le sacre regole. È ovviamente risaputo che le mie capacità di imbonitore delle folle sono inferiori a quelle di un rappresentante di Folletto costretto a passare casa per casa la domenica mattina, quando magari piove, tu sei trincerato sotto il piumone, gaudente e intontito, e l’ultima cosa che vuoi è un omino che ti suoni al citofono per venderti un aspirapolvere. Ecco, spero di aver reso. Fortunatamente ci saranno anche il prof/editor/moderatore dell’incontro e tre colleghe ben più convincenti del sottoscritto. Vedremo un po’.

Passiamo alla musica. Ho un biglietto per i Green Day (Bologna, 2 settembre) e uno per Florence Leontine Mary Welch (Assago, 20 novembre). Al primo concerto vado perché così posso spuntare una voce dalla lista “cose da fare almeno una volta nella vita”; al secondo concerto vado perché mi sono innamorato (musicalmente, platonicamente e infattamente) della cara Florence, e qui la lista da tenere in considerazione è invece “infatuazioni di vario tipo per donne con i capelli rossi”. Altra novità: ho scoperto Spotify, un programma comodo comodo che ti fa ascoltare tutta la musica che vuoi, senza per forza comprarla, scaricarla, vederla a pezzi (e con mille messaggi pubblicitari) su Youtube. Ma la cosa spettacolare è che in Italia questo programma non sarebbe disponibile, ma con il programmino tattico giusto il problema non si pone. Consiglio vivamente il ritorno del buon Jack White (ma sì: White Stripes, Seven Nation Army, po-po-po… niente?), che si è liberato della sorella/moglie/amica/batterista limitata Meg (oltre che di un intero guardaroba bianco e rosso) e ha fatto un album da solista. Che poi in realtà suoni accompagnato da batteria, seconda chitarra, basso, violino e pianoforte, è un altro discorso. Per me merita.

Concludendo, un breve catch-up degli ultimi eventi universitari. Da grande non farò l’interprete, mi sono messo il cuore in pace. La strada della traduzione mi sembra a questo punto una delle poche praticabili (l’unica?). Un’idea di vita futura potrebbe essere: fare il master in traduzione, laurearmi e tentare di trovare un lavoro in Olanda, luogo che ormai si erge a terra promessa nel perverso boschetto della mia fantasia. Di tempo, necessario per mettere da parte qualche soldino, ne avrei.

E poi ogni tanto ci penso, e mi accorgo che le persone che potrebbero tenermi legato a questo paese sono davvero poche. Ma scusate: avete presente il rapporto biondaggine/metro quadrato dei Paesi Bassi? Suvvia.

Nella foto: alcune ragazze medie olandesi

 

2 thoughts on “Few News To You Two

  1. AlEbBmK89bG 30 aprile 2012 / 12:14

    Ottima scelta Traduzione, auguri…

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  2. alessia 24 maggio 2012 / 03:31

    Beh, oggi mi sono sparata una serie di live di florence e mi sei venuto in mente. stavo per postarne uno su fb ma poi ho detto: ma no, facciamo di meglio.
    sono andata su un sito di ticket online e ho preso il biglietto. 24 novembre, Amsterdam. Ad Antwerpen era già tutto sold-out, sennò ce l’avevo a portata di treno😦 Ma bene, è segno che devo tornare a Amsterdam.

    Scusa questo papircommento, è che so che a te emoziona un casino e anche a me e quindi volevo condividere🙂
    (curiosità che non centra niente, se posso chiedere: come mai hai scelto che l’interprete proprio non fa per te? te lo dico perché io sono allo stesso livello di elucubrazioni)

    Ciao, Ale

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