Cinquecento

Non pensavo potesse far tanto male, vedere la propria macchina incidentata, distrutta e destinata alla demolizione. La macchina con cui hai imparato a guidare. La macchina di cui conoscevi ogni singolo rumore, ogni difetto. La macchina che hai insultato più e più volte. La macchina dove hai cantato fino a restare senza voce, anche se in realtà una radio non ce l’ha mai avuta. La macchina che, nonostante problemi di qualsiasi tipo, non ti ha mai abbandonato.

Invece l’ho vista lì, a un metro da me, con il paraurti divelto, il cofano schiacciato, una ruota distrutta, vetri e schegge ovunque. Sono entrato. Ho tolto quelle poche cose che c’erano. Ho addirittura svuotato il posacenere dai mozziconi di sigaretta. Il carro attrezzi l’ha trascinata via da dove si era incastrata, l’ha presa con sé e l’ha portata via. Oggi pomeriggio, a Carvico, verrà demolita con brutale indifferenza.

Non voglio esserci.

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