Insomniac

Per l’ennesima volta mi trovo costretto a stare al pc fino a ora tarda, per l’ennesima volta sento che lo stomaco non è apposto, per l’ennesima volta non riesco a prendere sonno. Ammetto che i digestivi di questa sera – e soprattutto l’ordine in cui li ho presi – non convincono: prima tisana, poi succo banana-mela-pera (un succo unico, sia chiaro), infine acqua frizzante. Mi mancano solo té, spumante e gin, e poi ho provato tutte le bevande al momento presenti in casa Panzeri. Mi è stato consigliato il biancospino (in pillole), ma sono restio ad affidarmi ai sonniferi, seppur di origine naturale. C’è stato un periodo, due settimane fa – o era settimana scorsa? – in cui avevo preso i ritmi di un lavoratore notturno: sveglio fino alle 6, colazione, nanna fino a mezzogiorno passato. Il fatto è che non sono un lavoratore notturno, né aspiro a diventarlo. Abbiamo quindi un problema. Che si fa? Nel dubbio, si scrive.

Se dovessi cercare quali sono le frasi pi usate negli interventi di questo blog (che, se si considera anche lo space Msn, ha già 5 anni di vita), una delle espressioni più ricorrenti risulterebbe essere “è un po’ che non scrivo”. Questo diario virtuale, ambiguo e migliorabbbile (con tre b, se no non va bene), si è da sempre nutrito degli sbalzi di produttività del proprietario-autore. Autore che, giusto qualche giorno fa, s’è chiesto se non fosse ora di chiudere i battenti. La risposta è stata un “no”, prodotto forse più dalla forza d’inerzia che da vere convinzioni, ma pur sempre di un “no” si tratta. E allora sfruttiamolo, questo diario virtuale, che magari il sonno arriva.

Che poi tra l’altro questa pseudo-insonnia non è dovuta allo stress. C’è chi m’ha detto che forse era dovuta alla tensione per gli ultimi esami. Macché. Gli ultimi esami sono andati (bene), ma il sonno continua a scarseggiare. Una cosa è positiva: niente più Dickens, niente più Gaskell, niente più Pontiggia, Loy e compagni vari. Finalmente la possibilità di leggere quello che voglio, e non quello che devo. A tal proposito segnalo l’arrivo del simpatico e-reader Kindle, aggeggio che già adoro (così come avevo adorato il Vaio, subito dopo il suo acquisto): capacità iperbolica di immagazzinare libri (fino a tremila), lettore mp3 incorporato e sensazione di lettura ottimale. Da difensore ortodosso del cartaceo, mi sono dovuto ricredere. È come leggere un libro. Un libro metallico, sottile e sofisticato. In attesa dell’arrivo via corriere (consegna prevista in massimo 5 giorni, è arrivato la mattina del terzo), ho preso a scaricare libri qua e là: italiano, inglese, olandese, tutto fa brodo. Leggerei pure in francese, se me lo ricordassi ancora in modo discreto.

Tornando agli esami, mi sembra giusto dare il giusto tono di ufficialità all’evento: ho finito gli esami del triennio. Se la segreteria non fa scherzi (condizione, anch’essa, ambigua e migliorabbbile), mi laureerò tra il 22 e il 26 ottobre, grazie a una tesi che, mi pare logico, non ho ancora iniziato a scrivere. L’idea però c’è, e il relatore pure. Lo scopo è portare il calcio in quella nicchia al femminile della fondazione Milano Lingue, dove a dominare sono i pettegolezzi, i leggings portati come pantaloni e lo strenuo rigetto verso qualsiasi forma di sport. E che cazzo. Il materiale è già stato accumulato, aspetto solo l’ispirazione (=voglia) per cominciare.

Come temevo, negli ultimi giorni è emersa una sensazione di nausea nei confronti delle Civiche, così come era accaduto per il liceo. Il fatto che sia comparsa negli ultimi giorni non indica, in entrambi i casi, che mi sia trovato male, bensì che è giunto il momento di prendersi una pausa da Milano. La prospettiva è quella di trascorrere altri due esilaranti anni in quel covo d’ormoni femminili travestito da anonima scuola media, quindi spero che le pile si ricarichino e che le motivazioni non mi abbandonino. Parlo ancora di prospettiva perché giusto oggi si sono accumulate delle nubi sul futuro, teorizzato negli ultimi mesi, da traduttore. In attesa che le nubi (non dipendenti da me) si dissolvano, conviene concentrarsi sull’estate.

Estate che quest’anno fa rima con Croazia (sì, cara Baines, se patrimonio non fa rima con matrimonio, allora estate può rimare con Croazia). Sei intrepidi eroi si lanceranno alla conquista di Krk, isoletta croata dal mare invitante e dalla vita notturna pressoché sconosciuta. La vera impresa, una volta trovato un locale, sarà convincere elementi quali Teli e Marchesi a non andare a letto alle ore 22. E lì sì, che ci sarà da sudare.

Sono le 2.04, e nonostante la fedele compagnia di Tunesi-Sala su Facebook, credo che sia arrivato il momento per gettare l’ennesimo guanto di sfida al sig. Sonno e stravaccarmi a letto. Tra meno di sette ore quattro dei sei futuri eroi croati si cimenteranno con il tennis. Che lo spirito di Re Roger sia con noi, e con noi rimanga sempre.

Amen.

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“Come on!”

2 thoughts on “Insomniac

  1. Silvia "Franca" Baines 15 luglio 2012 / 14:48

    1)Grazie per lo shout-out
    2)Tra gli argomenti degni di nota hai dimenticato “tette”
    3)Matrimonio FA rima con patrimonio, e Croazia NON fa rima con estate. Mettetevelo nella zucca. (cit.)

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    • franciswolves 15 luglio 2012 / 22:00

      Dici che dovevo mettermi a discorrere in allegria di tette sode e tette cadenti? Non mi sembrava il caso! :O

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