Sì, Budapest. (2)

“Ancora sei qua con Budapest?”

Sì, sono riapparse le offerte Ryanair a 2 euri. Stavolta non me le sono fatte scappare.

“E quando vai?”

A settembre, dal 25 mattina al 29 mattina. Mi è stato detto che bastano due giornate intere per vedere il meglio della città. Nel dubbio me ne sono prese tre.

“Con chi vai?”

Con me medesimo. Ci sono alcune persone che vorrei avere spesso accanto a me, ma per poter riuscire a sopportare tutte le altre (quelle che detesto, quelle che mi sono indifferenti, ecc..), ogni anno ho bisogno di qualche giorno di (relativa) solitudine. O meglio: di staccare dalle solite facce (belle o brutte, simpatiche o antipatiche) e, se possibile, di conoscerne di nuove. Dopotutto, si è più sinceri con le persone che sai non entreranno a far parte della tua vita per un lungo periodo, se non per sempre. Ci si sente più leggeri nello scegliere le parole, nel formulare giudizi. Se poi lo devi fare in una lingua diversa dalla tua, tanto meglio.

“Ma non è.. triste?”

Triste è passare la giornata su Facebook, tra gli autoscatti vanitosi di Tizio, le solite battute di Caio, le sentenze facili di Sempronio. Ancora più triste è accorgersi che anche tu, pian piano, stai sprofondando nel loro mondo senza opporre resistenza. Se paragonato a questo scenario, il viaggiare acquista ancora più valore. Viaggiare da soli come atto di purificazione, come catarsi. No, non è affatto triste.

Sì?

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