[Budapest ’12] Intro

Vediamo di fare un bel riassunto di quanto accaduto in terra ungherese.

Il viaggio, dopo alcuni lievi contrasti di origine genitoriale (“Vado a Budapest!”, disse luì; “Non se ne parla”, risposero loro), si è realizzato, e il sottoscritto è tornato a casa sano e salvo, in perfetto orario e con entrambi i reni, a dispetto di quanto qualche simpaticone aveva pronosticato.

Domanda di partenza: com’è Budapest? Budapest è variegata, perché da una parte ci sono le colline, dall’altra la pianura (e in mezzo c’è il bel Danubio blu, che poi in realtà è verdastro, con buon pace di Strauss). Ma la varietà non è solo geografica: i molteplici musei soddisfano ogni sorta di curiosità e interesse. E poi c’è questa singolare abitudine budapestina di non buttare via niente. Se andate al parco Memento, potete trovare tutte le statue di matrice comunista che per decenni hanno occupato le strade e piazze più importanti della città. Una specie di museo/deposito a cielo aperto. C’è un museo dedicato ai trasporti e uno riservato allo sport, proprio di fianco allo stadio Ferenc Puskas (stella del calcio locale degli anni ’50).

E poi ci sono le terme, sparse per tutta la città. Ma dopotutto queste sono semplici informazioni che potreste trovare su un qualsiasi depliant. Già più complicato sarebbe trovare informazioni su Oliver e la sua fissa per le tette di una compagna di corso, o sugli ungheresi scoreggioni di piazza Vörösmarty, oppure su Anna e sulla sua prodigiosa capacità di attrarre individui non completamente sani (unica alternativa concessa: sani, ma ubriachi fino al midollo). Ebbene, per questo scopo verranno redatti tre nuovi post: uno sui luoghi chiave del viaggio, uno sui personaggi principali e uno sulle avventure degne di nota avvenute tra il 25 e il 28 settembre. Giusto il tempo di racimolare gli appunti di bordo sparsi qua e là.

Al momento le priorità sono due: la tesi, tanto per cambiare, e il manuale di scrittura. Finalmente ho una data ufficiale: dovrei laurearmi martedì 23 ottobre, anche se l’orario non verrà comunicato fino a una settimana prima. Yay. E la tesi sta procedendo, nonostante gli inevitabili alti e bassi, con una certa regolarità. Quota 30 (pagine scritte) è stata superata. Che abbia ragione Michel, quando dice che alla fine dovrò tagliare delle parti piuttosto che aggiungerne delle nuove?

Il manuale di scrittura è un progetto di cui credo di non aver mai parlato. In breve: nel secondo semestre del terzo anno c’è stato questo corso di Scrittura Abbastanza Creativa (SAC) al quale, insieme a una trentina di altri studenti e studentesse, anch’io ho preso parte. Ebbene, il professore ha proposto di partire dalle lezioni e riassumerle/rielaborarle in un breve manuale destinato alla pubblicazione digitale (leggasi: ebook). Ecco quindi che cinque studenti (me compreso) stanno cercando di dare forma a questo libercolo.

Ottobre, si può concludere, sarà un mese dedicato quasi completamente alla scrittura. È sempre stato un piacere, speriamo non diventi un peso proprio ora.

Bella domanda.

Sì?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...