Il meraviglioso pusher di Oz

In prima assoluta, ecco il primo episodio de “La letteratura per bambini ai tempi della crisi”. Oggi verrà rivisitato il capolavoro di L. Frank Baum, Il meraviglioso mago di Oz.

Dorothy viveva nel cuore dei grandi quartieri abusivi di Quarto Oggiaro con lo zio Henry, che era uno spacciatore, e la zia Em, che faceva la prostituta. La loro casa era piccola, poiché il cemento necessario per costruirla era gestito quasi tutto dagli avidi boss malavitosi della zona. C’erano quattro pareti, un pavimento e un tetto, a formare un’unica stanza; e questa stanza conteneva un televisore 15 pollici dall’aria arrugginita, un crocifisso storto, un bong, tre o quattro preservativi usati e i letti. Lo zio Henry era sempre via per affari e la zia Em ospitava i suoi clienti su un grande materasso situato in un angolo della casa; Dorothy, nel mentre, si faceva gli autoscatti sdraiata su un piccolo letto in un altro angolo. Non c’era alcuna soffitta, e nemmeno una cantina – a eccezione di un piccolo riparo scavato nel terreno, chiamato nascondiglio anti-Caramba, dove la famiglia potesse rifugiarsi nel caso uno di quegli insolenti uomini in blu perquisisse la casa, abbastanza ficcanaso da sgamare la roba dello zio. Si poteva raggiungere il nascondiglio attraverso una botola posta al centro del pavimento, da cui una scala scendeva fino al piccolo e buio rifugio.

Quando Dorothy si trovava di fronte all’ingresso di casa, ovunque si girasse poteva vedere soltanto l’inarrestabile speculazione edilizia attorno a sé. Non un albero né un giardino interrompevano l’ampia distesa di cemento che in ogni direzione oscurava l’orizzonte. Lo smog aveva affumicato i pensionati, trasformandoli in una massa grigia attraversata qua e là da attacchi di Parkinson. Perfino i bambini erano grigi, giacché lo smog ne aveva consumato i capi firmati fino a farli diventare dello stesso colore delle palazzine circostanti. Una volta la casa era stata colorata, ma lo smog aveva rovinato la vernice e le piogge acide l’avevano corrosa, e ora la casa era spenta e grigia come tutto il resto.

Uno degli adolescenti locali.

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