Appunti ungheresi

B.

Martedì 25 settembre 2012

Aeroporto di Budapest, ore 10.20

Sulla navetta dell’aeroporto, in attesa di partire per il capolinea della M3.

Volo tranquillo, seppur pieno di bbmk 13enni. A Orio, in coda davanti al gate di partenza, mi sono trovato in coda dietro a tre elementi inquietanti, due femminili e uno maschile. Quest’ultimo, il peggiore: stivali neri, jeans attillati bianchi, maglia attillata nera, preservativo (non attillato, per fortuna) di lana in testa. Continuo dondolio tra gamba destra e sinistra – no, non nel senso che c’è qualcosa che gli dondolava TRA le gambe; l’elemento continuava a appoggiarsi prima sulla gamba destra, poi sulla sinistra, destra, sinistra, ecc… . Dava ai nervi, insomma.

L’aeroporto di Budapest è pulito, ordinato, non troppo affollato (anche perché i vari bbmk sono evaporati subito). Si segnala il cambio scandalosamente sfavorevole: 1 € = 250 fiorini. Invece di 280. Ma in aeroporto va sempre così, c’è poco da fare: bisogna pur comprare i biglietti per il centro, in qualche modo.

Si segnala inoltre la prima figura di merda di giornata. Ambientazione: ufficio postale dell’aeroporto. Protagonista: il sottoscritto. Co-protagonista: impiegata postale ungherese con tanto di capelli fucsia. Motivo dell’approccio: intenzione di comprare un pass da tre giorni per i mezzi pubblici della città. Lingua utilizzata: inglese britannico.

“Buongiorno. Vorrei comprare un pass da tre giorni per i mezzi pubblici”
“Per uno?”
“No, un pass da tre giorni”
Risata.
“Per una persona?”
“Ah! Ehm… sì”.

Ammetto che il dialogo perde molto in brillantezza se non si considera il volto della ragazza, capace di esprimere qualcosa di molto vicino a “O coglione, ho capito che il biglietto lo vuoi per tre giorni!”. Tredici anni di inglese buttati via.

Si segnala la seconda figura di merda di giornata. Venti minuti in giro a cercare la navetta aeroporto-metropolitana, per poi accorgersi che per raggiungere i bus tanto cercati occorre scendere una scala AMPIAMENTE segnalata.

Va registrato anche il jingle quantomeno dubbio che scatta al momento della salita sul mezzo, jingle peraltro molto simile a quelli che annunciano i saldi Oviesse.

Riassumendo, per ora tutto ok. The sun shines bright in Budapest.

_____________

P.S. Come potete notare, il tema del blog è cambiato. Non era voluto, ma dopo aver cancellato – o pirla! – tutte le modifiche css personalizzate, al momento non ho nessuna voglia di perdere tempo con le modifiche personalizzate. Ergo via libera al primo tema default che mi è capitato a tiro. Abbiate pazienza.

P.P.S. Sono passati più di 4 mesi, ma ci tenevo.

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