Tema: festa della donna

Tema: festa della donna

Oggi è l’8 marzo, e la maestra ci ha detto che oggi è un giorno di festa. Oggi si festeggia la festa della donna. Io sono un maschio, quindi purtroppo oggi non festeggio.

Ho chiesto alla maestra se esiste anche una festa dell’uomo, ma lei mi ha risposto che non c’è. Penso che non è giusto che non c’è una festa dell’uomo, perché in classe siamo 10 maschi e 6 femmine, quindi siamo di più rispetto alle femmine, quindi è più giusto che noi festeggiamo, e non loro.

La mia compagna di banco, Tania, ha chiesto se la festa della donna vale per tutte le donne o solo per quelle grandi. La maestra ha risposto che la festa della donna vale per bambine, ragazze, donne e vecchie. L’età non conta, ha detto la maestra.

Il simbolo della festa della donna è la mimosa. La mimosa è una pianta gialla con tanti fiori gialli piccolissimi. La maestra ha preso la borsa e ha tirato fuori un ramo di mimosa. Ho notato che i fiorellini si staccano molto facilmente. Luca e Nicola hanno staccato tanti pallini gialli e si sono messi a lanciarli contro Lorena. Lorena ha iniziato a starnutire e aveva tanto macagio che le colava dal naso. Lorena non se ne era accorta, allora noi ci siamo a messi a ridere. Poi Lorena se ne è accorta, ha smesso di ridere e ha iniziato a piangere.

La maestra ha sgridato Luca e Nicola, perché Lorena è allergica e non può stare vicina alle mimose. Penso che Lorena era più contenta se nasceva maschio.

La maestra ci ha detto che la festa della donna serve a ricordare un periodo che le donne erano trattate molto male dagli uomini. Il motivo non era che le donne si comportavano male, o che erano disobbedienti, o che erano cattive. Le donne erano trattate molto male solo perché erano donne.

La maestra ha detto che per molti anni le donne hanno lottato per avere gli stessi diritti degli uomini, ma non ci sono ancora riuscite del tutto.

In quel momento mi sono guardato in giro e ho pensato alle femmine che ci sono in classe con noi.

Tania mi ruba i pastelli ogni volta che vado in bagno. Io voglio riprenderli ma lei mi dice che quei pastelli non sono miei, ma che glieli ha appena regalati suo zio. Tania deve avere uno zio che compra i pastelli dove li compra anche mia mamma.

Alice invece ha i pastelli diversi dai miei, ma mi chiede sempre di giocare con la fabbrica dei gioielli, e a me i gioielli non piacciono. Mi piace giocare a calcio, o con le macchinine. Se mi metto i gioielli di Alice non riesco a far correre le macchinine e perdo contro gli altri maschi.

Lorena smacagia sempre. Mi fa ridere ma mi fa anche un po’ schifo.

Anche Anna mi fa ridere, lei è simpatica e non smacagia. Però quando apre la bocca esce un odore schifoso, che mi ricorda l’odore della pattumiera quando è piena.

Roberta è cattiva. Lei mi prende sempre in giro perché dice che ho le orecchie di Dumbo. Io questo Dumbo non lo conosco, ma sono sicuro che le orecchie sono mie, perché la mia mamma mi ha detto che sono attaccate alla testa da quando sono nata. Roberta è cattiva e bugiarda.

Valentina non dice mai niente, e non ho capito se è simpatica o antipatica. Però da quando la bidella le ha trovato i pidocchi, nessuno ha più il coraggio di scoprirlo.

Invece i miei compagni maschi non hanno i pidocchi. Non rubano i pastelli. Non dicono bugie. Non creano gioielli. Non puzzano di pattumiera e non smacagiano. Allora penso che in classe dobbiamo festeggiare la festa dell’uomo, e le femmine ci devono regalare tante macchinine velocissime. Così noi siamo contenti.

E così Lorena non smacagia.

Lorena da grande

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