La morsa dell’afa

È il 16 giugno e ho il raffreddore: fin qui tutto nella norma.

Non è nella norma che io scriva qui, nel pieno pomeriggio di domenica. Spero però che diventi un’abitudine, dato che 1) gli interventi su questo blog ormai hanno cadenza mensile, nonostante siano ANNI che mi dica che “un buon blog deve contare almeno su due-tre post a settimana”; 2) non devo più passare i weekend a tradurre, ora che finalmente sono in vacanza.

La masterizzazione del sottoscritto e delle altre allegre vittime della Fondazione Milano ha raggiunto il 50%, quindi ci è finalmente concesso un lungo periodo di sano e meritato cazzeggio. Se si considera che i bookmakers danno per probabile l’inizio del secondo anno alla seconda settimana di ottobre, ci attendono 3 mesi e tre quarti di vacanza. Ovvero 15 settimane. Ovvero 105 giorni. Ovvero 2520 ore. In lettere sembrano perfino di più: duemilacinquecentoventi.

Questo stucchevole saggio aritmetico non vuole far arrabbiare i lettori-lavoratori, che probabilmente ne avranno ancora per mesi prima delle sudate ferie. Ma al tempo stesso, dopo nove mesi passati in quell’apatico contenitore di ormoni e frustrazioni che è la scuola di S.Leonardo, del sano ozio è più che benvenuto.

Ma non ho intenzione di passare questi mesi a ghiaccioli e ozio. No sir. Un così ampio periodo di tempo va sfruttato come si deve. Innanzitutto, c’è da smaltire dei chili. Giusto prima di pranzo, alle 12.14 ora di Bonate Sopra, la bilancia segnava i 76.1 kg. Per di più di recente sono stato tacciato di avere un “fisico da fidanzato”. Ergo, bisogna correre ai ripari. Spero che il caldo tanto invocato e già vituperato da Studio Aperto faccia la sua parte.

(Aperta parentesi. Non vi va bene mai niente. Rimpiangerete ogni singolo temporale che avete maledetto finora. Che poi i temporali sono forse una delle cose più belle che ci siano in natura. Per me sono sullo stesso livello delle docce bollenti a fine giornata e degli stroopwafels. Mo vi tenete il caldo, le ascelle sudate e le mutande che si attaccano al culo. Affaracci vostri. Chiusa parentesi).

Altro obiettivo: leggere. Tanto. Forse è il momento giusto per iniziare quell’Anna Karenina che da mesi ignoro sistematicamente ogni volta che accendo il Kindle. E poi mi piacerebbe o imparare qualcosa di spagnolo, o riprendere il tedesco e/o il francese.

Sarebbe anche bello se riuscissi a scrivere qualcosa. Oltre al blog. Qualche raccontino, non so.

Non fa una piega.

Poi magari passerò i mesi su Football Manager, eh, chi lo sa.

3 thoughts on “La morsa dell’afa

  1. Baines 16 giugno 2013 / 19:54

    Stroopvafels > Temporali

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  2. franciswolves 16 giugno 2013 / 21:56

    Ti aspettavo al varco…

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  3. Cettina 16 giugno 2013 / 22:29

    So che hai pensato a me, quando scrivesti dei lavoratori😛

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