Siam venuti fin qua per vedere segnare Vahirua

Se una notte di questo giugno asfittico non riuscite proprio a prendere sonno, e magari decidete di accendere la tv alla ricerca di una camomilla mediatica che vi inebetisca, non spaventatevi se capitate nel bel mezzo di una partita di calcio la cui regia tende pericolosamente a inquadrare brasiliane seminude e disinibite. No, non è un porno softcore in salsa sportiva, si tratta soltanto della Confederations Cup.

La Confederations Cup è un torneo particolare e a suo modo unico. Non c’è il prestigio della Champions League, non c’è la tensione tipica della fase finale di un Mondiale, ma al tempo stesso non c’è la spensieratezza di un Trofeo Birra Moretti, né la svagatezza che contraddistingue quelle imbarazzanti amichevoli di Ferragosto, tipo Inter – Rappresentativa Locale Alto Adige.

La CC è nata più o meno così. «Oh, ragazzi!» ha esclamato uno della Fifa durante una giornata di calma piatta in ufficio. «Ho un’ideona. Facciamo un torneo ipergalattico tra le vincitrici dei vari campionati continentali. Pensateci: i campioni d’Europa, d’Asia, delle Americhe, d’Africa e d’Oceania. Tutti insieme. Già che ci siamo, ci mettiamo anche i campioni del mondo in carica. Poi ovviamente il torneo lo mettiamo in un posto pieno di figa, così facciamo giocare anche la nazione ospitante e almeno le squadre sono pari. Cosa ne dite?».

Qualcuno ha preso quest’impiegato visionario molto sul serio, dato che il progetto è andato davvero in porto. E per di più ci hanno fatto anche una pubblicità clamorosa: hanno cercato di vendere la CC come il non plus ultra del calcio contemporaneo, come massima espressione dello sport più giocato al mondo. Nelle intenzioni voleva all’incirca suscitare l’attenzione e il fascino dei Mondiali – ma, come già detto, con il tocco in più della figa locale, dettaglio che non va sottovalutato. Mai.

La CC si svolge l’anno prima del Mondiale, e poiché l’anno prossimo il Mondiale si terrà in Brasile – nazione dove la patata tira eccome – quei mattacchioni della Fifa hanno ben pensato di organizzare un tour esplorativo a Rio e dintorni: ecco a voi la Confederations Cup Brasil 2013.

Oltre alla nazionale del Paese ospitante, un Brasile che deve fare a meno di un Pato usurato da Barbara Berlusconi, tra le partecipanti spicca l’ormai insostenibile Spagna (qualcuno li batta, vi prego: non se ne può più). Poi c’è la solita, rutilante Italia, con la cresta da tabbozzo di periferia di El Shaarawy, il nasone a tutto tondo di Chiellini e la barba accattivante di Chuck Nor… pardon, di Andrea Pirlo. L’Italia non dovrebbe essere qui, in quanto campione in carica di un bel niente, ma poiché la Spagna occupa due posti (al momento è campione del mondo e campione d’Europa in carica), i nostri partecipano grazie al secondo posto di Euro 2012.

Poi c’è l’Uruguay, campione dell’America del Sud, e c’è il Messico, campione dell’America Centro-Settentrionale. Ci sono i samurai giapponesi, che giusto ieri sera meritavano di vincere contro l’Italia, campioni d’Asia; c’è la Nigeria, fresca vincitrice della Coppa d’Africa; e poi c’è la squadra simpatia. Tahiti.

Tutta la simpatia tahitiana

Ebbene sì, nel caso ve lo stesse chiedendo, i camionisti di Tahiti sono campioni d’Oceania. Questo dopo aver sconfitto in finale la temibilissima Nuova Caledonia. La presenza dei contadini di Tahiti in un torneo simile si spiega soltanto con un altro fulminante colpo di genio di qualcuno della Fifa, che ha deciso di spostare l’Australia nella Coppa d’Asia, in una sorta di Risiko votato al creazionismo, poiché altrimenti i Kangaroos avrebbero avuto vita sempre troppo facile contro i vari compagni di continente.

E quindi ci toccano i disoccupati di Tahiti, che nella prima partita ne hanno presi 6 dalla Nigeria (pur riuscendo a segnare un gol) e che stasera tenteranno di fermare il tikitakadistocazzo spagnolo.

La cosa fantastica è della CC è che, alla fine, se vinci puoi dire: «Minchia zio, ma quanto siamo forti? Siamo superiori ai campioni d’Europa e del mondo!». Ma se perdi puoi sempre dire: «Ma sì, non è mica un Mondiale o un Europeo, vale meno del Trofeo Tim. E poi noi ci siamo andati per la figa».

La tifosa brasiliana media

Sì?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...