Jeroen Verhoeven: un nome, una pancia.

Quando si gioca a pallone, da piccoli, vale più o meno tutto. Nei parchi accade che uno zaino si trasformi in palo, e che la traversa sia quella linea immaginaria che il portiere, anche saltando, non riuscirebbe a toccare. Il terreno da gioco non deve rispettare nessuna regola: valgono erba, terra, cemento, parquet, ghiaia e sabbia. Anche la scelta della palla è libera (certo, se poi si riesce a evitare il SuperTele, con le sue traiettorie malvagie alla Holly e Benji, tanto meglio). Nei prati la palla non esce mai dal campo, e nei cortili sei un figo se riesci a fare sponda col muro per scartare l’avversario. Niente sostituzioni, niente marcatura a uomo o a zona, niente 4-4-2, niente fuorigioco. E anche il tuo amichetto grassoccio, quello imbranato, quello che con lo sport c’entra come Elena Grimaldi in un convento, può giocare.

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Ecco, qui potrei mettere la foto di un bimbo grassoccio… naaaa.

Quando si gioca a calcio in un campionato professionistico, le regole sono tante e se non le segui sei fuori. Devi avere i valori in regola. Devi fare mille esami aerobici e anaerobici. Devi farti una preparazione atletica da mezzofondista olimpionico senza essere un mezzofondista olimpionico, né un mezzofondista tout court. Devi farti un culo cubico in palestra. Devi evitare i dolci. Devi evitare troppi carboidrati. Devi mangiare poco e bene. Devi avere un fisico da atleta.

Certo.

E poi c’è Jeroen Verhoeven.

Jeroen Verhoeven (pronuncia: Ierùn Ferhùfn) è molto più di Elena Grimaldi in un convento, molto più di Barbara d’Urso a Report, molto più di Berlusconi in carcere. Jeroen Verhoeven è il tuo amichetto grassoccio che diventa calciatore professionista. E senza perdere un filo di grasso, anzi.

Dopo una stagione da terzo portiere nell’RKC Waalwijk, Verhoeven viene tesserato dall’FC Volendam, squadra del Noord-Holland (la regione con Amsterdam, per intenderci) che attualmente milita nella serie B olandese. Qui gioca per ben sette stagioni, prima come riserva e poi come titolare. Inutile dirlo, in breve tempo diventa l’idolo dei suoi tifosi e il bersaglio preferito di quelli altrui. Al termine della stagione 2008/09 il piccolo Volendam retrocede dalla Eredivisie (la nostra serie A), ma per il portiere arriva una chiamata. No, non quella del kebabbaro del fiducia. La chiamata dell’Ajax.

Ed ecco che Jeroen “Pizzaman” Verhoeven diventa un servitore del più glorioso club d’Olanda, nonché squadra di levatura internazionale. Certo, ha due portieri davanti a sé in squadra. Certo, non gioca praticamente mai. Ma intanto, mentre tu hai un lavoro che ti fa schifo e puoi sfogare la tua frustrazione solo il venerdì sera con gli amici del calcetto, il tuo amichetto grassoccio indossa i colori vestiti da Johann Cruijff, Ruud Krol, Johan Neeskens, Piet Keizer, Marc Van Basten, Frank De Boer, Frank Rijkaard. E potrei andare avanti per ore.

In tre stagioni ad Amsterdam Verhoeven gioca tre partite in tutto. E a fine contratto decide di andarsene. Eppure resta in Eredivisie, poiché viene messo sotto contratto dell’FC Utrecht, squadra per cui fa da secondo portiere.

A metà agosto il portiere titolare dell’Utrecht, Robbin Reuter, si è infortunato. Nella partita seguente, contro il Twente, Verhoeven ha esordito da titolare in questa stagione. Il risultato? Twente – Utrecht 6-0. Ma poi sono arrivati una vittoria (contro l’AZ), un pareggio (Zwolle) e un’altra vittoria (RKC). A breve Ruiter tornerà tra i pali, e Verhoeven si risiederà di nuovo in panca, cercando di non piegarla sotto i suoi 103 kilogrammi.

Ma non importa. Ciò che conta è che il tuo amichetto grassoccio ce l’ha fatta e tu no. Quindi, la prossima volta, quando lo vedi ciccare un pallone al parco, pensaci due volte prima di prenderlo in giro.

11 thoughts on “Jeroen Verhoeven: un nome, una pancia.

  1. Lotje 18 settembre 2013 / 17:42

    L’ha ribloggato su Lotjinae ha commentato:
    Un bel articolo di un italiano che sta studiando l’olandese sul calcio olandese. A me ha fatto tanto risate!

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  2. Baines 18 settembre 2013 / 20:37

    “He’s so fluffy I’m gonna die” (cit.)

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  3. Curi 20 settembre 2013 / 14:34

    Geniale. Ero rimasto piacevolmente perplesso alla prima foto, LOL
    ti seguirò con piacere😉

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    • franciswolves 20 settembre 2013 / 14:47

      È uno sporco mezzuccio, ma non hai idea di quanto – è il caso di dirlo – “tirino” certe immagini😀

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