An Endsummer Night’s Catch-Up

L’autunno astronomico nell’emisfero boreale ha inizio il giorno dell’equinozio d’autunno, il 22 o il 23 settembre e termina il 20 o il 21 dicembre. Avvicinandoci a questo periodo la parte illuminata e le ore di luce diminuiscono. Il 22 o il 23 settembre (in base al giorno dell’equinozio d’autunno) i raggi del sole sono perpendicolari all’equatore e il circolo d’illuminazione passa per i poli. (da Wikipedia)

Facciamo un riassunto dei propositi estivi.

Imparare qualche parola di spagnolo
Sono arrivato ai verbi regolari, agli articoli, all’accordo di aggettivi e sostantivi per genere e numero. So fare una presentazione da bimbo di sei anni residente a Madrid ma con chiare origini italiane. Per il catalano e il basco mi sto attrezzando. Adoro la parola sacapuntas. Qualche difficoltà nel tracciare i punti di domanda al contrario. Solo un paese di tiratardi ubriaconi può autoconvincersi che la punteggiatura al contrario sia una figata. ¡Maldidos!

Riprendere il tedesco
Fallimento totale. I pochi neuroni linguistici disposti a lavorare pure d’estate si sono concentrati tutti sulla lingua della corrida, di Don Chisciotte e di quell’idolo che era Fernandone Morientes.

Completare lo stage
Per chi non lo sapesse, a breve inizio il secondo anno di specialistica in traduzione in questo squalliderrimo posto. Entro la fine dei due anni mi tocca fare uno stage di 250 ore. Azienda o privati, a casa o in ufficio, la scelta spetta allo studente. A me è andata discretamente bene, dato che sto traducendo per l’ente del turismo olandese. Testi sui fiumi, sulle bici, sulle dighe, sulle bici, sui musei e, pensate un po’, sulle bici. Alcuni testi sono stati davvero illuminanti. Ma la cosa fantastica è che le 250 ore me le devo segnare io, indi per cui posso barare avidamente. In sintesi: ancora qualche ora rubata e sono apposto.

Scrivere
Cocente delusione. E non sto parlando di blog. Qualche tempo fa l’omino omone che ha dato a me e ad altri quattro colleghi la possibilità di scrivere e pubblicare questo, mi ha convocato nel suo ufficio e mi ha detto, testuali parole, “vorrei che lei scrivesse per me”. A facc’ ro cazz’, come dicono a Montpellier. Da allora, giuro, ho provato a scrivere, raccontini e raccontoni, ma ho sempre – immancabilmente – fallito. Ammetto di aver sentito un po’ di pressione. Un po’ tanta pressione. Perché non so quanto sia normale che un editor, seppur di una piccola casa editrice di ebook, venga a dire a te, studente 22enne dalle discutibili capacità, che vuole pubblicare qualcosa col tuo nome sopra. Fa un certo effetto, credo. In ogni caso, zero. E vedere una persona riporre così tanta fiducia in te, e non saper cavalcare questa fiducia per portarla a qualcosa di bello, è frustrante. Già.

Scrivere (blog)
Passare a WordPress è stata una mossa azzeccata. La piattaforma è la stessa, ma ora ho la possibilità di avere a portata di clic i racconti e i deliri di gente che scrive come si deve. Si può viaggiare lontano, si possono scoprire film e trovare compagni di assuefazione. È stato un ottimo modo per fuggire dal piattume quotidiano e dimenticare l’afa della Pianura Padana.

Ridurre l’uso di videogiochi
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

Leggere qualcosa d’impegnativo
Ci sto provando per davvero, finalmente. Con “I fratelli Karamazov”. Perché se uno si vuole leggere qualcosa d’impegnativo, la via più breve è passare per la letteratura russa. La scelta finale è stata tra Karamazov e Anna Karenina. In seguito all’improvviso moto di panico generato dal pensiero di dovermi sorbire anche solo poche righe più o meno strettamente legate a un qualsivoglia elemento di femminismo (non chiedetemi perché), ho preso le avventure di Ivan, Dmitrij e di quel finto angioletto di Alëša (leggasi: Aliosha). E scoprire, già nelle prime pagine, che anche nella Russia di fine Ottocento si litiga tra fratelli per la Patata, mi è sembrato triste ma al tempo stesso… come dire… rassicurante, ecco.

Migliorare nella corsa
Hell yeah. E adesso c’è pure Runtastic, con la sua assistente vocale freddina ma utile. Obbiettivo: 21 km in meno di un’ora e 50′. D-Day: 20 ottobre. Daje.

Ascoltare nuovi album
Sì e no. Mi è piaciuto il nuovo dei Franz Ferdinand, non ho ancora capito se mi piace il nuovo degli Arctic Monkeys. Ho scoperto i Biffy Clyro e mi sono accorto a distanza d’anni di quanto mi manchino le colonne sonore dei vecchi Fifa. Però giusto oggi ho avuto un’affascinante discussione con una ragazza che in 24 anni di vita è riuscita a essere fan di Slipknot, Tiziano Ferro, Incubus e Gigi D’Agostino (non contemporaneamente, sia chiaro). Il che mi fa pensare per l’ennesima volta che ci sia troppa musica in circolazione al giorno d’oggi per poterci capire qualcosa. Oddio, c’è chi ci riesce. Io no. (Però dal vivo i Ministri spaccano).

Varie
Mi sto imborghesendo. Ora che mi hanno regalato uno smartphone, poi, è la fine. Ah, ho scoperto che preparare cocktail mi dà più soddisfazione del berli. In ogni caso cerco di predicare coerenza e di non oppormi agli sbalzi d’umore.

Do as I say, not as I do.

11 thoughts on “An Endsummer Night’s Catch-Up

  1. ro 23 settembre 2013 / 10:03

    Mi piaci. Credo che sia un problema in considerazione che potrei essere tua madre.

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    • ro 23 settembre 2013 / 10:30
    • franciswolves 23 settembre 2013 / 10:54

      Non so era voluto, ma mi è arrivato un commento vuoto!

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    • ro 23 settembre 2013 / 14:36

      Non era voluto. C’era un tentativo di visualizzare questa immagine. Non volevo che apparisse solo il link ma non ha funzionato. Mi spiace.

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    • ro 23 settembre 2013 / 15:02

      ( Cmq non è vero che potrei essere tua madre. Tua zia, magari… )

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  2. Elena 23 settembre 2013 / 11:12

    ahahah la carriera dello studente di olandese: il barista!

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  3. labyrinthpersephone 2 febbraio 2014 / 06:20

    Allora, cominciamo col dire che la Pianura Padana non è poi tutto questo male -a parte ultimamente che non so te esattamente dove vivi, io in provincia fra campi e sterpaglie, dunque in sti giorni sembra d’essere in un romanzo di Conan Doyle.
    Poi diciamo che dai, come fa a non piacerti il nuovo degli Arctic? Però su quello dei Franz Ferdinand son d’accordissimo, ottimo ritorno alle origini. Sinceramente condivido tre dei quattro gusti musicali -more or less- della ragazza citata, e in fondo credo che sia normale riuscire ad avere preferenze molto larghe quando si parla di canzoni; a parer mio l’importante è non rispondere “A me piace tutto” quando si chiede quale musica piace.

    Per tutto il resto in bocca al lupo! Anche se forse arrivo tardi a commentare, me tapina.

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    • franciswolves 2 febbraio 2014 / 14:22

      Sono fermamente convinto che gli Arctic abbiano ricevuto la missione divina di far muovere il culo alla gente. E a costo di passare come il talebano musicale di turno, ti dico che li avrei amati alla follia se fossero andati avanti a fare cd come “Whatever People..:” e “Favourite Worst Nightmare”.

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