Sull’understatement, sui festini trash e sul rasare pratini

D’Annunzio non mi è mai piaciuto.

Sì, ok, “La pioggia nel pineto”. Le tamerici, le mandorle acerbe, i volti silvani. Tutto molto bello. Ma in generale non l’ho mai digerito, il Gabriele, soprattutto se si parla di prosa. Non che abbia letto la sua opera omnia: mi è bastato “Il piacere” per mettere una croce (di cemento armato, con finiture in piombo) sopra la sua produzione letteraria. E poi, quel brutto vizio di lanciare volantini sulle capitali europee. Non si fa.

Ieri però ero in zona Lago di Garda con la mia ragazza, e dopo una giornata passata a sudare l’anima tra sauna e bagno turco (DIO, QUANTO MI STO IMBORGHESENDO) dovevamo trovare qualcosa da fare in mattinata. Così, dopo una nuova sudata (non proprio benefica) per trovare un parcheggio gratuito, ci siamo diretti verso il Vittoriale di Gardone Riviera. Sapevo che avremmo trovato una dimora straordinaria, nell’accezione letterale del termine.

Per l’appunto. Al Vittoriale c’è una nave intera incastrata nel parco. C’è un motoscafo esposto in un capannone-museo. C’è l’aereo dei volantini appeso al soffitto di un auditorium. Insomma, il festival dell’understatement. Ma soprattutto c’è una zona, quella del D’Annunzio “segreto”, piena di lettere, cianfrusaglie e oggetti personali. E che oggetti.

“Che scarpe del cazzo!”, uno potrebbe dire, e sarebbe difficile dargli torto. Ho provato a immaginare l’occasione adatta per indossarle, ma non sono arrivato a una risposta definitiva. L’opzione più probabile resta il festino trash a base di lustrini, tequila e rivelazioni imbarazzanti. Forse Enzo Miccio o Alonso Mateo saprebbero fugare ogni dubbio. In ogni caso ogni suggerimento è ben accetto.

Tra i personalia spiccano anche una camicia da notte dotata di oblò ad altezza pene e alcune vestaglie sgargianti che in confronto Hugh Hefner è un’azzimata educanda vittoriana.

Vi lascio immaginare il turbinio di emozioni venutosi a creare nel mio corpicino, turbinio che ha portato a due interrogativi esistenziali.

1. Chissà se nel 2113, anno in cui il non-decadente-ma-pressoché-decaduto Silvio Berlusconi sarà verosimilmente morto (anche se girano voci su una fantomatica camera criogenica testata proprio in questi giorni da Scilipoti), sarà possibile visitare la gloriosa villa di Arcore. Osservare i foglietti con le formazioni del Milan, ammirare il primo collare di Emilio Fede, insieme a scarpe rialzate, sottovesti di igieniste dentali e occhiali anti-uveite. Chissà se sarà possibile meravigliarsi di fronte alla magica pompa dei miracoli, vero e proprio perno di ogni bunga bunga che si rispetti. Chissà.

2. Girando qua e là sulla Rete, ho letto che il buon Gabriele soleva sfoltire in prima persona i cespugli della felicità a lui più congeniali. In altre parole, D’Annunzio collezionava i peli pubici delle sue amanti. Già. E qui mi sono chiesto: ma al giorno d’oggi, una cosa del genere, come sarebbe vista? Oggi che stampa e tg pensano solo a casi inesistenti (parola chiave dell’anno: femminicidio); oggi che spiare nelle camere da letto altrui è prossimo a sostituire il badminton negli sport olimpici; oggi che in materia di sesso sembriamo più bigotti e ortodossi dell’Inquisizione spagnola. Mi immagino lo speciale su Quarto Grado, con le interviste agli amici più cari (“Pum! Crac! Ra-ta-ta-ta-ta! PATATRACCHETE!”, le strazianti parole di Marinetti). Mi immagino gli editoriali affogati nella retorica e ricoperti di perbenismo di gente come Giordano o Belpietro.

E poi mi immagino D’Annunzio nudo che sforbicia patate, e decido che è giunta l’ora di provare Fifa14.

8 thoughts on “Sull’understatement, sui festini trash e sul rasare pratini

  1. pilar93 28 settembre 2013 / 16:32

    D’ANNUNZIO MI FA SCHIFO.
    L’ho sempre odiato, e qualunque cosa io possa scoprire di lui non mi farà cambiare idea.
    (tra l’altro il fatto di odiarlo mi ha fatto iniziare in quarta l’esame di Letteratura italiana contemporanea, motivo in più per rimanere sulla mia posizione)

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    • franciswolves 28 settembre 2013 / 18:17

      In ogni caso si tratta di roba che non depone certo a suo favore🙂

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    • franciswolves 1 ottobre 2013 / 00:22

      Non conosco una singola persona che sia appassionata a D’Annunzio, qualcosa vorrà dire!😀

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  2. labyrinthpersephone 2 febbraio 2014 / 06:27

    Ancora una volta credo proprio che riutilizzerò una tua battuta, perché quella su Marinetti m’ha uccisa😀

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