Brasil 2014 – Dale! (#01)

Alcuni proveranno un’eccitazione ferina, un po’ come Travaglio davanti a una condanna per Berlusconi, o Silvia Vada sul luogo di un delitto passionale. Altri storceranno il naso, ricorderanno che al mondo ci sono cose ben più importanti e tireranno fuori la costruttiva e per nulla banale immagine dei «ventidue bruti che corrono dietro a un pallone». Una discreta parte del mondo femminile alzerà gli occhi al cielo, si girerà dall’altra parte e parlerà con convinzione ancora maggiore di borse, smalti e gattini pucciosi. Ma per quanto i meno entusiasti possano sbuffare, scrollare spalle o stringere chiappe forte forte in modo assurdo, oggi iniziano i mondiali di calcio in Brasile e, che vi piaccia o meno, centinaia di milioni di persone al mondo non aspettano altro da mesi.

Entusiasmo carioca
Occhi puntati sul Brasile, quindi. Terra del carnevale, del samba e dell’allegria, giusto per considerare quei mille brasiliani che i nostri rinomati tg mostrano durante le sfilate a Rio, e ignorare i restanti 201.031.714 che ogni giorno bestemmiano nel traffico, si gasano sui Ramones, si deprimono sui Joy Division e si accoppiano su Marvin Gaye. Con ogni probabilità il 99% dei brasiliani non vede l’ora di esultare per le gesta di Neymar (quel coglione), Fred e compagnia, ma… c’è un “ma”. Un “ma” bello grande. Se il calcio porta entusiasmo, è anche vero che la Fifa porta rogne. Si può dire che l’avvicinamento ai mondiali è stato, con un eufemismo, controverso. Non voglio lanciarmi in analisi socio-politiche che vanno al di là delle mie conoscenze, quindi mi limiterò a consigliare il bel riassunto che ha fatto John Oliver, comico inglese trapiantato a New York. (La cosa triste è che la risposta italiana è… non so, Paolo Ruffini? Meglio non pensarci.)

La canzone ufficiale
Era il 2010, le vuvuzela sudafricane ci tormentavano anche nel sonno e Waka Waka di Shakira triturava testicoli e ovaie senza soluzione di continuità. Ebbene, chi ha raccolto il testimone della snodata colombiana? Non uno, non due ma ben tre artisti pseudocantanti: il sempre sobrio e misurato Pitbull, l’ex detentrice di natiche illegali Jennifer Lopez e una tipa brasiliana messa lì per dare quel tocco di brasilianità alla canzone – e al relativo video – che così, su due piedi, a occhio e croce, forse si poteva evitare. Ci sono i tizi sorridenti della capoeira; ci sono i percussionisti sorridenti che percuotono bidoni, tamburelli e pentole; ci sono le ballerine sorridenti travestite da pavoni; ci sono i ragazzini sorridenti che giocano per strada: insomma, la tipa brasiliana che canta in portoghese brasiliano è giusto quel filo superflua. Ma tant’è. We Are One (Ole Ola) è una canzone talmente brutta che in confronto Waka Waka è un piccolo capolavoro e la gloriosa La Copa De La Vida di Ricky Martin, anno di grazia 1998, un inarrivabile trionfo musicale. Dale! (cit.)

Oggi in campo
Come da tradizione, apre il torneo la squadra che ospita la manifestazione. Ecco quindi che alle ore 17 locali (le 22 in Italia) il Brasile affronterà la Croazia. Ovviamente i verdeoro sono favoriti, ma spesso la partita d’esordio, soprattutto se presa sotto gamba, può trasformarsi nel teatro ideale dove esibirsi in una colossale figura di cioccolata. Ne sanno qualcosa la Francia, campione nel 1998, che nel 2002 fu sconfitta 1-0 dal Senegal (gol del temibile Papa Bouba Diop), e l’Argentina, vincitrice nel 1986, battuta nella prima partita di Italia ’90 dal Camerun, anche qui per 1-0 (gol dell’implacabile François Omam-Biyik). In teoria la Croazia è squadra ben più ostica delle compagini africane appena citate, ma credo che il Brasile, nonostante Neymar (quel cretino), riuscirà a vincere: 2-0.

Detto questo, nella speranza che tutte le partite possano svolgersi in sicurezza, buon mondiale a tutti!

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15 thoughts on “Brasil 2014 – Dale! (#01)

  1. Gintoki 12 giugno 2014 / 14:43

    L’onnipresente Pitbull, direi. Solo coi featuring penso si sarà comprato uno Stato

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    • franciswolves 12 giugno 2014 / 15:14

      Uno Stato e un polo di sartorie che gli confezionano giacche tamarre improponibili.

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  2. tiols 12 giugno 2014 / 15:24

    Purtroppo per me, non conosco molto i comici odierni, tra cui questo John Oliver. Ottima scoperta, visto che mi fa alquanto ridere.
    Comunque non mi fa ridere quanto Pitbull. E’ sempre più tamarro, ragazzi. Difficile pensare di peggiorare, eppure…
    Comunque io non guardo alcun tipo di competizione sportiva perché mi annoio a morte. Preferisco vedere i cartoni animati.
    Chiamatemi quando ci saranno i mondiali di pallavolo femminile.

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  3. Alessia 12 giugno 2014 / 15:39

    La canzone è immonda. J-Lo è incartapecorita e Pitbull… ma perché??? perché Pitbull???

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  4. Baines 12 giugno 2014 / 18:31

    Le donne non pensano solo ai gattini pucciosi. Pensano a Andy Carroll nudo ricoperto di gattini pucciosi. Ma fai anche senza gattini.

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    • franciswolves 12 giugno 2014 / 20:51

      Ma proprio Andy Carroll? C’è molto di meglio…

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  5. swann matassa 12 giugno 2014 / 20:08

    oh, la “canzone” è davvero oscena e veramente, a confronto, waka-waka è un capolavoro senza tempo.
    ma le natiche di jennifer lopez non sono più illegali perché sono state legalizzate o perché sono scadute… ?

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  6. zeusstamina 14 giugno 2014 / 15:25

    Non ho ancora visto una partita… mi sa che arriverò nell’ignoranza più totale ai momenti che contano.

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