Brasil 2014 – Big Boys Break Legs (#06)

Képler Laveran Lima Ferreira deve essere stato un bambino piuttosto vivace. Vivace e manesco, via. Uno di quelli che già alle elementari, quando si gioca tutti insieme in cortile, non si fa troppi problemi a strattonare i compagni, spingerli e, all’occorrenza, picchiarli. Molto prima che il bullismo diventasse mainstream, il piccolo Képler Laveran era già all’opera.
[Questo mi fa venire in mente che alle elementari avevo un compagno del genere, che menava le mani per ogni sciocchezza. Capivi subito quando si incazzava, perché serrava le labbra e cacciava uno sguardo davvero torvo, per uno di nove anni. I suoi pizzicotti, soprattutto, erano mortiferi. Chissà che fine ha fatto.]

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Una foto d’archivio del piccolo, dolce Képler.

I primi passi calci
Képler Laveran cresce grande, grosso e violento, e i genitori, a metà tra l’impaurito e il disperato, non sanno come fare ad arginare le sue sfuriate. «Fategli fare dello sport,» dice un giorno lo psicologo «vedrete che gli farà bene». E così Képler inizia a prendere a pedate il pallone, anche se spesso, per andare sul sicuro, rifila pestoni anche a compagni e avversari. Il suo primo allenatore, al Corinthians Alagoano, decide di schierarlo in difesa, poiché nota che il solo volto cupo del ragazzo, unito a qualche ringhio minaccioso, è sufficiente per tenere alla larga gli attaccanti delle altre squadre.

Képler Laveran è talmente truce che già a 18 anni viene notato da uno scout portoghese e acquistato dal Marìtimo, squadra di prima divisione. La sua ascesa è inarrestabile: a forza di tackle al limite e bastardate (non viste dagli arbitri) il ragazzo attira l’attenzione dei più grandi club del Paese. Nel frattempo, astuto come una faina, decide di auto-appiopparsi un soprannome cattivo e accattivante, che lo renda più riconoscibile e al tempo stesso più temuto. E così Képler Laveran diventa Pepe e raggiunge il suo obiettivo: basta il suo nome a far irritare la gente.

Picchiatore professionista
Nel 2004 arriva il Porto, nel 2007 il Real Madrid e la nazionale. E così il piccolo Képler, vivace e manesco, è ormai il terrore di decine di attaccanti in Portogallo e in Europa. Peccato che qualche volta si lasci andare un po’ troppo. Già nel 2007, a neanche due mesi di distanza dall’arrivo tra i blancos, Pepe mena il compagno Balboa (!) in allenamento dopo un intervento troppo rude di quest’ultimo.

Solo nel 2009, tuttavia, il mondo scopre Pepe per quello che è: un’ineffabile carogna. Il suo minuto di follia contro il Getafe gli costa dieci giornate di squalifica:

E chi lo ferma più? Pepe colleziona tibie e peroni, ma sono soprattutto le sue gesta a palla ferma a fare scalpore. Ne sa qualcosa anche Messi, che nel Clasico del 2012 per poco non ci lascia qualche falange:

Le ultime gesta
Dopo aver saltato il mondiale in Sudafrica per infortunio, il nostro campione di sportività vuole rifarsi in Brasile. Come? Ah, sì, certo. Si è già rifatto. Ieri, nei primi minuti di quella che è poi diventata una disfatta portoghese (4-0 della Germania), Pepe ha colpito involontariamente al collo il crucco Müller. Quest’ultimo, come spesso capita, è stramazzato al suolo.

Come avrà reagito il portoghese? Gli si è avvicinato, ha appoggiato la sua capoccia su quella dell’avversario e gli ha chiesto cosa si prova a fare l’amore con il sapore sussurrato parole poco amichevoli. L’arbitro, nel dubbio, l’ha espulso.

http://s3.reutersmedia.net/resources/r/?m=02&d=20140616&t=2&i=909006036&w=580&fh=&fw=&ll=&pl=&r=LYNXMPEA5F0TP

C’è una morale della storia? Certo. La morale della storia è che nel vaporoso mondo del calcio moderno, popolato da provetti simulatori e mercenari senza scrupoli, Pepe, che resta fedele alla linea e continua a menare indefesso, rappresenta una piccola certezza: il piccolo, grande Képler sfogherà sempre la sua frustrazione sui malleoli altrui e permetterà a milioni di tifosi di sfogare la loro frustrazione su di lui. Ok, è una morale un po’ misera, ma sticazzi.

In tabellone
Tra oggi e domani si chiude il primo turno dei gironi. Alle 18 italiane il Belgio, squadra iper-eccitante sulla carta, dovrà dimostrarsi arrapante pure in campo contro l’Algeria (2-1). Alle 21 purtroppo torna il Brasile, a cui auguro di soffrire col Messico (1-1). A mezzanotte la Russia di Capello affronta la Corea del Sud: 1-0 per gli orientali un po’ meno orientali.

C.

4 thoughts on “Brasil 2014 – Big Boys Break Legs (#06)

  1. zeusstamina 17 giugno 2014 / 17:00

    Stavolta mi hai pensato. Lo so.
    Pepe è una vera carogna… e adesso che ha i capelli lunghi è una carogna brutta e pelosa! ahahahahaha

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  2. firesidechats21 18 giugno 2014 / 15:51

    Concordo con Zeus, la tifosa a fine post è un must!😀

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    • franciswolves 18 giugno 2014 / 20:22

      Allora ditelo che aprite il post solo per lei!😀

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