CLIC (Consigli Letterari Indubbiamente Contestabili) VII

È stato un mese fiacco, sotto ogni punto di vista. Ma in fondo, come dicono in quel di Brighton, ciù is megl che nient.

#24

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Cosa: Smoke Gets In Your Eyes
Chi: Caitlin Doughty
Quando: 2014
Come: inglese
Perché: perché l’ho trovato su Goodreads tra i dieci libri consigliati di settembre. E Goodreads raramente sbaglia. E perché parla di morte a 360°.
E in Italia? Non c’è ancora, che io sappia.
Sunto: Caitlin ha 23 anni, vive a S. Francisco, ha un gatto e un lavoro come addetta in un’impresa di cremazioni. Tra cadaveri di vecchie signore avvizzite, giovani tossicodipendenti e innocenti neonati, Doughty racconta «l’industria della morte» statunitense ai non-addetti ai lavori. Ci sono riflessioni serie, aneddoti imperdibili e descrizioni implacabilmente crude, ma a emergere è soprattutto la volontà dell’autrice di rivoluzionare il modo in cui la società contemporanea affronta la morte. Ambiziosa, la ragazza.
Bonus: in qualità di esponente ideale della mentalità contro cui Doughty si schiera («no, ti prego, non parlarmi di morti, funerali e bare, ché poi mi deprimo e mi vengono gli incubi»), pensavo di avere un rigetto totale per il libro. Invece lo stile è brillante, l’umorismo – per quanto nero – corposo e il ragionamento di base, a mio avviso, molto sensato.
Malus: si parla di cadaveri ripescati dopo mesi, corpi in avanzato stato di decomposizione, tecniche di imbalsamatura, odori insostenibili. Non una lettura per i deboli di stomaco, via.
Supercit.:

Death might appear to destroy the meaning in our lives, but in fact it is the very source of our creativity. As Kafka said, “The meaning of life is that it ends.” Death is the engine that keeps us running, giving us the motivation to achieve, learn, love, and create. Philosophers have proclaimed this for thousands of years just as vehemently as we insist upon ignoring it generation after generation.

Consigliato a: persone che ignorano il significato del verbo «suggestionare»; chiunque si sia trovato almeno una volta a pensare alla morte, a prescindere dal contesto.
Curiosità: Doughty ha creato un sito, The Order of the Good Death, nel quale ha messo nero su bianco la sua missione, e pure un canale Youtube, i cui video affrontano tabù, stereotipi e luoghi comuni legati – penzate un po’ – alla morte.

#25

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Cosa: Quattrocento
Chi: Susana Fortes
Quando: 2014
Come: italiano (TEA, traduzione di M. Vallone e R.C. Stoppani)
Perché: perché un regalo è un regalo, anche se puzza di boiata brobdingnagiana a ventordici kilometri di distanza
E l’originale? Sempre Quattrocento, pure nella versione spagnuola
Sunto: il 26 aprile 1478 un’influente famiglia di banchieri tenta di assassinare Lorenzo de’ Medici per prendere il potere a Firènze: la famosa congiura dei Pazzi. Che poi, quando ‘sta congiura saltava fuori a scuola, mi immaginavo sempre un centinaio di pazzi (leggasi: persone a cui manca un paio di rotelle), rigorosamente in camicia di forza, correre come disperati tra le panche del Duomo di Firenze alla ricerca del Magnifico. Ma torniamo a noi. Ana, studentessa spagnola, è a Firenze per lavorare a una tesi su un pittore quattrocentesco (fittizio) coinvolto nella congiura. A forza di frugare in archivi vari ed eventuali, si trova impicciata assieme al suo virile relatore [spoiler: alla fine scopano] in un intrigo a base di inchiostro simpatico, quadri taroccati, sette pro-masochismo e commissari di polizia che leggono Pavese. Ci avete capito qualcosa? Bene, nemmeno io.
Bonus: da appassionato di romanzi storici salvo giusto giusto i riferimenti alla vita dell’epoca, agli inciuci e agli intrighi della repubblica fiorentina.
Malus:
be’, da cosa cominciare? I personaggi sono più piatti di Avril Lavigne ai tempi di Complicated; la trama ha una parvenza di senso fino a metà libro, poi viene tirato in ballo il Vaticano e da lì in poi ogni logica svanisce; l’idea di alternare i periodi storici (un capitolo ambientato nel presente, uno nel passato, e così via) è inflazionatissima ma non malvagia, almeno fino a quando non compaiono gli anacronismi: siamo nel 1478, stai descrivendo Firenze attraverso gli occhi di un 16enne dell’epoca e mi vieni a dire che Lorenzo de’ Medici sembrava un po’ il «padrino» della città? A’ Susana, eddaje.
Supercit.: in via del tutto eccezionale, due perle al prezzo di una. Nel primo estratto Luca, il 16enne, sta vagolando per la città, quando all’improvviso…

Sconfortato dalla piega assunta dai suoi presagi, stava già per voltarsi e tornare sui suoi passi, quando sentì lo scricchiolio di un portone che si apriva nella stradina deserta. Poi, rapida come un falco, una mano lo afferrò per la manica, trascinandolo dentro una baracca.
Nelle tenebre, riuscì a malapena a sentire il corpo esperto e la carne matura di una donna nuda e zuppa di un sudore caldo. Ansimando come un’ossessa, la donna gli diede uno spintone che lo fece cadere supino sui sacchi di farina, gli slegò i lacci della calzamaglia, si mise cavalcioni sopra di lui e, in un impulso di assoluta urgenza, lo derubò della verginità.

MILF in calore che, in preda a un raptus ormonale, prendono e sverginano minorenni. Certo, a chi non è mai successo?
Segue la seconda perla. Ana è a casa del prof/amante e nota una scacchiera:

L’unica cosa che sembrava ancora intatta era una scacchiera di alabastro, con un alfiere nero in C5 e la regina bianca in A4. Non ero un’esperta, tuttavia mi parve una posizione troppo interessante per interrompere una partita.

No, infatti, nemmeno io mi intendo di etologia, tuttavia non mi capacito del perché gli studi di Karl von Frisch sulle secrezioni ferormonali della apis mellifera carnica siano stati osteggiati così a lungo dalla comunità scientifica.
Consigliato a: chi cerca disperatamente un romanzo un po’ Harmony, un po’ storico, un po’ thriller, un po’ danbrowniano. Che non convinca in nessuna delle sue componenti.
Curiosità: ma quindi, alla fine, chi ha organizzato la congiura? Nientepopodimeno che Federico di Montefeltro, a.k.a. quell’uomo bruttino senza un pezzo di naso che avrete incontrato almeno una volta, rigorosamente di profilo e con tunica e cappello rosso, in un manuale di storia dell’arte. Le prove schiaccianti solo state scoperte dieci anni fa. Poi non venitemi a dire che la giustizia italiana non funziona, eh.

3 thoughts on “CLIC (Consigli Letterari Indubbiamente Contestabili) VII

  1. wellentheorie 1 novembre 2014 / 18:31

    “Ask a Mortician” è appena diventato il mio canale YouTube preferito!! Ti ringrazio brobdingnagianamente😀

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    • franciswolves 2 novembre 2014 / 23:58

      Lieto di averti fatto scoprire un canale così allegro😀

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    • wellentheorie 3 novembre 2014 / 00:12

      Seriamente, lei è fantastica, mi sono già guardata tutti i suoi video!😀

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