CLIC (Consigli Letterari Indubbiamente Contestabili) IX

Che la missione letteraria del 2014 si sia rivelata un mezzo fallimento, già lo si sapeva. E probabilmente già l’avevo scritto. Cosa non avevo scritto, invece, è che i libri letti nel 2014 sono stati il 26,6% in più rispetto al 2013. E poi, cosa da non sottovalutare, ho pure letto I Fratelli Karamazov, che in qualsiasi classifica ufficiale dovrebbe valere triplo, o quadruplo, o quintuplo, fate voi. Di conseguenza il 2014 non è andato male, almeno sotto questo punto di vista.

Ovviamente la missione 52 libri in 52 settimane riparte per il 2015. So che già che fallirò, ma giacché siamo ai primi di gennaio, è buona abitudine buttare giù qualche proposito ottimista per l’anno che verrà. Dopotutto il pessimismo cosmico avrà undici simpatici mesi a disposizione per emergere in tutto il suo oscuro splendore.

Ma prima di cominciare a pseudorecensire i libercoli dell’anno nuovo, ecco le ultime due (tre) letture del 2014.

#27

https://i1.wp.com/www.penguin.co.nz/jpg-large/9780670922819.jpg

Cosa: Funny Girl
Chi: Nick Hornby
Quando: 2014
Come: inglese
Perché: perché leggo Hornby sempre volentieri, perlomeno quando scrive romanzi (e non abbozzi di racconto venduti come romanzo, come nel caso di Everyone’s Reading Bastard). Dopo le ultime semidelusioni, lo attendevo al varco.
E in Italia? Sempre Funny Girl (Guanda, 2014, traduzione di S. Piraccini)
Sunto: Barbara – la funny girl del titolo – è una ventenne affascinante e arguta che, dalla ridente Blackpool degli anni ’60, si trasferisce a Londra per farsi un nome come attrice. Il suo obiettivo? Far ridere la gente, magari recitando in uno show televisivo. Penzate un po’: Barbara diventa la stella di Barbara (and Jim), sit-com di successo della BBC. Hornby parte descrivendo i primi passi di Barbara per poi allargare la narrazione e raccontare le vite di Clive, l’egocentrico co-protagonista della serie, dei due autori Tony e Bill, legati da una malvista – ai tempi – pulsione omosessuale, e dello schivo Dennis, produttore dello show.
Bonus: sebbene un tale salto nel passato sia una novità assoluta per l’autore, bastano poche pagine per capire che si sta leggendo Hornby. Il che è positivo. Il suo inglese è facile da seguire, e inoltre si ha sempre l’impressione che a scrivere sia una persona down-to-earth. Il nostro Nick non se la tira, insomma.
Malus: per quanto Hornby metta sempre a suo agio il lettore, in Funny Girl è più difficile empatizzare con i protagonisti: gli studi TV della Londra degli anni ’60 non sono proprio la cornice ideale in cui il lettore non-britannico del 2015 può orientarsi.
Supercit.: Bill e Tony riflettono su come superare l’impasse in cui si trova lo show, dopo diverse stagioni di successo:

‘One woman who can’t do this and can’t do that because we’ve visited every corner of her personality fifteen times over the last few years. Is that what you want to spend your life doing?’ said Bill. ‘Really? You don’t want to do something fresh and different and interesting?’ ‘Yes, but …’ ‘There aren’t any buts,’ said Bill. ‘That’s the whole point of being a writer, isn’t it? If I wanted buts, I’d go and work in a fucking but factory.’ ‘Bully for you. In my life there are fucking buts everywhere.’

Consigliato a: chi cerca una storia non troppo impegnativa inserita in un contesto poco comune.
Curiosità: Hornby continua ad alternare narrativa e sceneggiature per il cinema – il suo ultimo film, Wild, con Reese Witherspoon, è uscito a dicembre nelle sale statunitensi.

#28 (e 29)

1Q84 - 1

Cosa: 1Q84 (Libro 1 e 2)
Chi: Murakami Haruki (Murakami è il cognome)
Quando: 2009
Come: italiano (Einaudi, 2011, traduzione di G. Amitrano)
Perché: erano mesi che volevo leggere qualcosa di Murakami, e sono mesi che Norwegian Wood è sul Kindle. Ma alla fine 1Q84, su calda raccomandazione di un’amica, ha avuto il sopravvento.
E l’originale? いちきゅうはちよん
Sunto: mica facile sintetizzare 900 pagine di una storia ancora da concludere (il terzo libro si compone di altre 500 pagine circa). In poche parole: c’è un lui (Kawana Tengo, per tutti Tengo), ex bimbo prodigio e oggi prof di matematica trentenne; c’è una lei (Aomame Masami, per tutti – chissà perché – Aomame), esperta di stretching, arti marziali e peni più grandi della media, pure lei trentenne; c’è un mondo parallelo, il 1Q84, in cui prima Aomame e poi Tengo si trovano a vivere a loro insaputa; c’è un romanzo, La crisalide d’aria, che rivela al grande pubblico i segreti della setta Sakigake; e c’è un fottio di altri personaggi e avvenimenti. La grande domanda è: riusciranno Tengo e Aomame a incontrarsi e uscire dal 1Q84?
Bonus: lo stile di Murakami, ripetizioni ossessive a parte, mi piace. Frasi brevi, semplici, messe una accanto all’altra, che riescono a legarsi bene tra loro e a formare un tessuto fitto, allo stesso tempo pregiato e resistente. E la storia, tendenze mistiche a parte, è appassionante. I primi due libri lasciano molte domande in sospeso: c’è solo da sperare che il terzo fornisca tutte le risposte.
Malus: a un certo punto, nel secondo libro, la storia prende una piega mistico-fantasy che non mi ha fatto impazzire [spoiler: il terzo libro è altrettanto misticheggiante]. La presenza dei Little People, fantomatici omini espandibili che zompano fuori dalla bocca dei morti, poi, non mi è parsa così ben motivata [spoiler: il terzo libro non chiarisce un granché]. Da un punto di vista stilistico, Murakami tende a mettere per iscritto gli stessi pensieri di un personaggio più e più volte, elemento che alla lunga stanca [spoiler: la cosa si ripete anche nel terzo libro].
Supercit.: Komatsu si frega le mani all’idea di far riscrivere La crisalide d’aria a Tengo. Tengo is not impressed:

Quello che mi interessa è farmi beffa dei nostri ambienti letterari. Vorrei spazzare via con una risata questi buoni a nulla che si radunano a frotte nelle loro tane male illuminate, si scambiano complimenti e si leccano le ferite a vicenda, salvo essere pronti all’occorrenza a farsi lo sgambetto, il tutto sparando sentenze sul ruolo della letteratura. Voglio smontare il sistema dal di dentro, e prendermi gioco di loro come si deve. Non ti sembra divertente? A Tengo non sembrava particolarmente divertente.

Consigliato a: chi non ha mai letto Murakami (sì, in tutto sono 1400 pagine, ma non hanno la densità de I Fratelli Karamazov); appassionati di mondi paralleli, omini espandibili, sette ipersegrete – in altre parole, fan di Adam Kadmon.
Curiosità: la musica riveste sempre grande importanza nei libri di Murakami. In 1Q84 spicca soprattutto la Sinfonietta di Leoš Janáček (1926), citata più volte nel corso della trilogia.

6 thoughts on “CLIC (Consigli Letterari Indubbiamente Contestabili) IX

  1. Gintoki 5 gennaio 2015 / 15:40

    Concordo su 1Q84, il libro non è denso e alla fine è scorrevole, i periodi sono semplici.

    Mi è piaciuto ma l’ho trovato un po’ inferiore alle precedenti opere

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    • Fra 10 gennaio 2015 / 13:01

      Per esempio? Non penso di leggere subito un altro suo libro, ma il parere di chi ne ha letti diversi fa sempre comodo🙂

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    • Gintoki 10 gennaio 2015 / 13:44

      Dance Dance Dance.

      Trovi gli stessi temi, uomo, donna, la dimensione fantastica, però è più denso

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  2. 'povna 9 gennaio 2015 / 22:30

    Hornby è in lista, ché le British Soft Comedies hanno un loro perché anche su carta. 1q84 non so: Murakami non mi esalta, e molti mi hanno parlato della seconda metà di questo romanzo troppo male. Contenta di averti scoperto, en tout cas.

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    • Fra 10 gennaio 2015 / 18:34

      Grazie a te per essere passata!

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