(n)Euro 2016 – Arcigni balenieri e malleoli in fuga (#11)

Se una notte di primavera un baleniere non è il titolo di una saga nordica a cura di Italo Calvino, ma un possibile incipit per raccontare il pareggio tra Portogallo e Islanda. A voi i resoconti di Gintoki e Zeus (che commenta per noi anche la vittoria allo scadere della Francia sull’Albania).

SE A CR7 SI SCIOGLIE IL FARD
Una cosa è proverbiale nell’immaginario collettivo: che al Portogallo manchi una punta centrale. È l’assioma da cui partire per parlare di una squadra che sembra un’eterna promessa incompiuta.
Del resto, quando si ha in squadra CR7 è lecito attendersi qualcosa di più, oltre a una sfilza di primi piani gratuiti sulla stella del Real Madrid.
Ma la coppia che in attacco forma con Nani non sembra funzionare: i due si pestano i piedi, e per Ronaldo è un dramma perché ha appena fatto la pedicure.
Il gol che però arriva dallo stesso Nani premia la pressione del Portogallo – con l’Islanda che dopo un buon avvio si era un po’ ripiegata in difesa come i geyser che si prendono le proprie pause eruttive – e sgonfia la pressione delle parti basse di chi assisteva alla partita: si sa che il gioco dei lusitani è sempre avvincente come una gastroscopia.
I nordici sono però uomini tutti d’un pezzo e non si scompongono: continuano col loro gioco tutto grinta e lettere impronunciabili, e nella ripresa arriva il pareggio di Birkir Bjarnason che punisce la spocchia portoghese nel tentare di gestire la partita.
Da lì in poi la partita diventa il calcio che tutti vorremmo vedere: mischie, confusione, assalto dei portoghesi e ripartenze degli islandesi che potrebbero anche raggiungere il colpaccio del gol per ribaltare il risultato, in contropiede.
Ronaldo sembra nervoso, più passa il tempo più gli si scioglie il fard e questo gli impedisce di essere lucido sottoporta, il che spiega le occasioni non concretizzate, vanificate dal portiere islandese Halldórsson: uno che si muove con l’eleganza di un orso polare ma che è efficace come il miglior Buffon.
Il pari premia l’organizzazione tattica di una squadra che, insieme all’Ungheria vincente nel pomeriggio contro l’Austria, spariglia le carte nella corsa alla qualificazione al turno successivo e terrorizza i telecronisti per l’incubo di doversi cimentare con nomi impronunciabili oltre le canoniche tre partite.
E poi gli islandesi sono hipster, ricordiamolo: gente che esce la sera quando c’è luce e lavora di giorno quando c’è buio per non essere mainstream.
(Gintoki)

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Che faccia da culo.

CONQUISTADORES CONTRO BALENIERI
Nel grande Mare Artico della noia metropolitana si sfidano i conquistadores portoghesi e i biondi balenieri islandesi. Una sfida antica, di quelle che hanno portato le più grandi conquiste dell’umanità: il bidet, le puntate di Drive-In e Colpo Grosso e, soprattutto, i siti porno su internet.
Pilastri sacri di ogni civiltà che si rispetti.
Ammettiamolo, questi quattro balenieri hanno delle qualità: picchiano forte, picchiano duro, mangiano Fisherman’s Friend e vanno a letto guardando le stelle.
Se ne sono accorti i portoghesi che, fra pose da fighetti e l’inutilità fastidiosa del loro gioco brasiliano-ma-non-posso, non riescono neanche a vincere contro una squadra in cui, molti, fanno un secondo lavoro.
Il Portogallo è lo specchio di C.Ronaldo e se l’uomo ingellato è nella sua versione cagona (cioè smorfiette, sorrisini e mani sui fianchi) e non combina un cazzo di nulla per 80 minuti (a parte un colpo di testa pericoloso a partita quasi finita), allora capite che questi quattro conquistadores della mia fava con le loro 50 mezze punte e nessun attaccante possono tranquillamente restare a farsi selfie sotto il sole di Miami.
A proposito di selfie: la foto di Ronaldo con i suoi amici, tutti in posa, è stata fatta prima o dopo aver incrociato i rispettivi peni in segno di reciproco rispetto?
Nonostante questa irritante nullità della formazione portoghese, e soprassiedo alla faccia da pitbull che ha appena leccato il proprio piscio dalle ortiche di Pepe, e alla bruttezza conclamata di Quaresma entrato nel secondo tempo, è proprio il gigioneggiante Portogallo a passare in vantaggio con Nani.
Proprio lui, che ci volete fare?
Nei minuti successivi il Portogallo si mangia, alla grande, altre occasioni da gol e rischia qualcosa in contropiede, ma il primo tempo finisce sull’1 – 0. Il secondo tempo, invece, inizia col botto e, dopo poco più di cinque minuti, Bjarnason, lasciato da solo in centro all’area (mossa sempre saggia), mette la palla dove Rui Patricio non può arrivare.
Fonti ben informate hanno detto che Bjarnason, correndo, abbia gridato in islandese: CR7 SUCA!
Il pareggio fa “incattivire” (?) i portoghesi che mettono dentro altre 300 mezzepunte e continuano a tentare di segnare, ma gli islandesi non sono dello stesso avviso. Qualche brivido lo corrono, ma il risultato regge e arriva il triplice fischio finale.
(Zeus)

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“Sukàtesson tùttisson!”

SCIVOLONI, MALLEOLI E BOTTE DI CULO (FRANCESI)
Ci sono partite inutili nel mondo calcistico e, sfortunatamente, Francia – Albania è una di quelle. La Francia ha solo voglia di sprecare meno energie possibili e non farsi ammonire, l’Albania è volonterosa… ma il talento cristallino non è proprio di casa.
Ecco che si prospetta “un’eccitante” partita tra francesi supponenti&svogliati e gli arrembanti macellai albanesi.
Vi viene voglia di cambiare canale, vero? Anche a me. Ma ho dedicato le mie serate al
(n)Euro Team 2016… e così mi carico la croce sulla schiena e guardo il match.
Primo tempo bello come un versione a sorpresa di latino.
Poche occasioni da gol e, stranamente, l’unica importante è dell’Albania. Come mai non è andata a buon fine? Il motivo è da cercarsi nei piedi quadri degli attaccanti/centrocampisti albanesi… uno spettacolo da lacrimare sangue. Gli highlights sono tre: gli scivoloni continui, qualche malleolo che vola e, ovvio, lo spettacolare calcio in faccia con riporto dato da Evra ad un attaccante albanese. Nessun ferito mortale, ma tanta sofferenza gratuita.

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Potrei guardarli per ore.

Secondo tempo pù brillante ma sempre di una qualità infima. Gli albanesi non arrivano in porta neanche a volerlo, anche se, di riffa o di raffa, un palo lo prendono (pallone colpito di stinco al volo che rimbalza sul palo, finisce sulla testa di un’attaccante morto nell’area piccola e poi rotola mesto fuori – il riassunto della qualità calcistica della squadra albanese contro la Francia). I francesi, che di qualità ne hanno, pareggiano il conto dei pali con Giroud (di testa), ma continuano ad essere indolenti e ciabattoni.
Dopo questo si ritorna sul classico: scivoloni, lo stupendo duetto sincronizzato Di Biasi – Tramezzani, qualche sprazzo di “stinco-pallone” e persino un paio di azioni decenti francesi.
Quando finalmente pensavo di tirarmi via ‘sta croce, ecco che la Francia piazza il primo gol (Griezmann, di testa, al 89°) e poi, in pieno recupero e con l’Albania sulle ginocchia e in difesa (Ma perché? Perdi e ti difendi? Perché?!), Payet infierisce sul cadavere della squadra albanese con un secondo gollonzo.
Chi perde è l’Albania, ma chi vince, in realtà, è la noia assoluta.
(Zeus)

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A dire il vero vincono anche loro, eh.

2 thoughts on “(n)Euro 2016 – Arcigni balenieri e malleoli in fuga (#11)

  1. Zeus 16 giugno 2016 / 15:08

    L’ha ribloggato su Music For Travelerse ha commentato:
    Francia, Albania, Islanda e, soprattutto, il Portogallo di CR7.
    Tutto e di più sulla giornata più noiosa in assoluto degli Europei.
    Ma ci sono degli spunti… soprattutto un duetto micidiale.
    Leggete per credere.

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  2. gaberricci 16 giugno 2016 / 19:56

    Il Portogallo “di” Cristiano Ronaldo, e lo stesso Cristiano Ronaldo, sono la prova vivente che avevano ragione tutti quello che lo hanno scritto, da Ligabue in giù: il fuoriclasse va bene, ma ci vuole anche un cacchio di mediano e, magari, una bella punta di quelle ignoranti, ma efficaci. O, caro mio, ti limiterai a giochicchiare palla a terra senza combinare un bel nulla a meno di clamorosi colpi di fortuna e, appena perdi una palla, spunta un Bjarnason (nuovo eroe nazionale, e non solo in Islanda!) e ti castiga come meriti per la tua spocchia. Questa è la storia che tutti vorremmo leggere/guardare/ascoltare. Ed è accaduta. Viva Bjarnason!

    P.S.: ma che poi… Bjarnason è quello per colpa del quale i pescaresi un altro po’ e dichiaravano guerra all’Islanda? Che già riesumavano versi del loro più immeritatamente illustre concittadino e armavano portaerei sui trabocchi? Ma veramente?

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