[FM18] Clamoroso al Vigorito

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree

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Se c’è una cosa che ho imparato dagli ultimi, tumultuosi eventi in seno alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, è che il Bostik non è più quello di una volta. Tavecchio non c’è più, se n’è andato – come si suol dire – sbattendo la porta. E riaprendola. E sbattendola di nuovo, con un paio di sonore bestemmie. Ammetto di non aver visto le immagini della sua colorita conferenza d’addio, giusto perché conservo ancora un minimo di amor proprio. Ventura invece è sparito dalla circolazione, puf!, e chissà quando si rifarà vivo.

Ma noi abbiamo una missione ben precisa da compiere. Non perdiamoci in quisquilie e potenziali casi da Chi l’ha visto?. C’è una squadra di servi della gleba da guidare non verso il triangolino che ci esalta, bensì verso la salvezza.

La prima di campionato è Benevento-Juventus. Ma prima di iniziare a parcheggiare autobus davanti alla porta, i gladiatori giallorossi affrontano l’esordio stagionale contro il Venezia (neopromosso in Serie B) nel primo turno di Coppa Italia. Il Venezia allenato da Pippo Inzaghi, per intenderci, il quale avrà imposto una preparazione estiva durissima a Milano Marittima, tra sollevamento cubiste e spritz in salita. E in effetti le occhiaie dei giocatori lagunari sono ben visibili dalla tribuna sin dal loro ingresso in campo.

Benevento v Venezia_ Match Pitch

Data l’abbondanza di terzini e ali, pare un peccato non sfruttare le fasce. E infatti la formazione di partenza è un rutilante 4-1-4-1, con Memushaj a spaccare tibie in attesa che a Chibsah passi la sifilide. La partita è abbastanza equilibrata, nel senso che entrambe le squadre fanno pietà. Alla fine i tiri in porta totali saranno tre: uno del Venezia, due nostri. E di questi due tiri, uno è il gol vittoria dell’esoso Cataldi, probabilmente in colpa per aver affossato con il suo stipendio immeritato le casse del club. Ma va benissimo così, 1-0 e Benevento qualificato al turno successivo. Ho controllato cosa ha combinato il vero Benevento ad agosto, in Coppa Italia, e forse era meglio non indagare: 0-4 in casa contro il Perugia. Abbiamo già fatto meglio, hip hip hurrà per noi.

Ma ora la Juve, dunque. Higuain, Dybala, Cuadrado, Mandzukic, Pjanic, tutti in una volta. E noi con cosa rispondiamo? Massimo Coda. Gianluca Di Chiara. Gaetano Letizia. Se in squadra ci fossero Pippo e Pluto potremmo almeno contare sul carisma, e invece manco quello. Tocca dare fiducia agli stessi giocatori che hanno sconfitto il Venezia e sperare di prenderne pochi, per evitare che il morale si affossi già alla prima giornata.

Poi la partita inizia e di fronte c’è la solita Juve di inizio stagione. Higuain gioca con un cuscino sotto la maglia, non si capisce bene perché. Chiellini è talmente in condizione che non è manco in panchina. Perfino Dybala non c’ha voglia di sbattersi. Va bene che è il 19 agosto, ma il termometro segna 30°C, il caldo non è una scusa. Per onestà va anche detto che pure il Benevento rispecchia la realtà, nel senso che – così come contro il Venezia – fa davvero pietà. Higuain l’insaziabile si mangia tre o quattro gol, fatto sta che a mezz’ora dalla fine siamo ancora sullo zero a zero.

Poi, l’imponderabile. Benatia, già ammonito, si fa espellere. Con Bonucci non sarebbe successo, ma lui ora è a spostare equilibri altrove. Juve in 10. Una squadra normale, in casa, proverebbe a spingere di più per impensierire l’avversario in difficoltà. Noi no, anzi, ci barrichiamo in area, più che felici di difendere lo 0-0. Ma barricarsi in area non è sinonimo di difesa insuperabile, anzi. Lo dimostra appunto uno dei Carneadi di cui sopra: cross innocuo di Higuain, Di Chiara anticipa Dybala di testa ma al tempo stesso serve un bell’assist per Cuadrado, che segna. È l’84° minuto e sto vivendo in prima persona il dramma del Benevento. Empatia portami via.

Ma le Streghe hanno un’anima. E, apparentemente, pure un culo enorme. Al 90° il Gordito della Magliana aka Amato Ciciretti, fino a quel momento l’inutilità fatta a persona, scaraventa un pallone innocuo in area dalla trequarti. La difesa juventina si appisola e Luca Antei – altro Carneade, in prestito dal Sassuolo – svetta incontrastato e manda il pallone oltre Buffon. Un tiro in porta, un gol, un punto. Contro i 6 volte campioni d’Italia. La folla – composta da 14.000 omini giallorossi che si muovono all’unisono come manco le parate militari per Kim Jong-un – è in delirio.

Benevento v Juventus_ Match Review

Per quanto mi riguarda, potrei anche dimettermi, qui e ora. In una partita abbiamo fatto più punti di quanti ne ha fatti il vero Benevento in tredici. Ma la salvezza richiederà ben più di un pareggio fortunoso, la nostra missione sarà lunga e sofferta e per niente scontata. La seconda partita di campionato, per esempio, è un enorme trappolone pronto a inghiottirci. Hellas Verona, fuori casa.

Cassano doveva essere la stella della squadra. Poi gli passa la voglia. Conferenza stampa: no no, scherzone, rimango, figata assurda giocare per il Verona. Ancora una volta, gli passa la voglia. Conferenza stampa: figata il Verona, eh, ma volete mettere con lo stare a casa sul divano a mangiare schifezze? E così del potenziale Trio delle Meraviglie Prepensionabili restano solo due elementi, Cerci e Pazzini. Scopro però che Pazzini è acciaccato, e allora l’unico vecchietto terribile da affrontare è il buon Alessio “Andiamo nel calcio che conta” Cerci. Che poi Cerci ha solo 30 anni, ma chissà perché nella mia mente ne aveva almeno 35.

Ce li vedo, nello spogliatoio, i nostri eroi, affermare spavaldi: “abbiamo pareggiato con la Juve, al Verona faremo quattro pere”. Una partita e l’hybris regna già incontrastata. Infatti non si stupisce nessuno quando Verdi mette in area un cross imbarazzante per mira e lentezza, Di Chiara si perde a contemplare qualche bellezza nostrana sugli spalti del Bentegodi, Cerci colpisce di testa, Belec respinge e ancora Cerci ribadisce in rete. Solo il Sacro Potere della Chiappa riesce a rianimare il Benevento, quando, su un lancio sballato di Ciciretti, Hertaux e il portiere Silvestri intavolano una profonda discussione sul senso della vita, perdendo tuttavia di vista il pallone. Coda ne approfitta e segna a porta vuota il suo primo gol per il Benevento. In conferenza stampa dichiarerò “spero che Coda cominci a segnare con regolarità, ora che si è sbloccato”, ma nessuno ci crede, nemmeno Coda himself.

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Massimo Coda in tutta la sua gioia di vivere

Ma chi di chiappa ferisce, di chiappa perisce. Al 60° il Verona attacca con fare minaccioso, Verde è solo davanti a Belec ma un grande tackle di Costa sembra salvare la situazione. La palla finisce a Di Chiara, ancora lui, che decide questa volta di tirare una possente, ignorante pedata al pallone per spedirlo sugli spalti. Ma la sfera non si alza a sufficienza e colpisce in pieno la testa dell’incolpevole Büchel, il quale, come potete vedere dal fotogramma qui sotto (maglia blu, numero 77), ha la posa di uno che passava di lì per caso. E dove volete che finisca la palla? In porta, che domande. Belec va in tilt, offeso da un tentativo così ignobile, e lascia passare la palla. Gol, 2 a 1 Verona. E nonostante l’ingresso di Armenteros e il passaggio al 4-4-2, la partita si conclude con una sconfitta.

Verona v Benevento_ Match Pitch

Come volevasi dimostrare. Il punto miracoloso contro la Juve ha annebbiato le menti dei nostri, Di Chiara in primis. Tra i segnali positivi: la prestazione incoraggiante del gioiellino Yurchenko, il cui inserimento in squadra è stato senza dubbio facilitato dalle svariate bottiglie di Liquore Strega (sponsor ufficiale del Benevento) che i compagni gli hanno fatto tracannare nel consueto rito di iniziazione riservato ai nuovi acquisti. Yurchenko, da buon ucraino con la vodka nelle vene, non si è fatto pregare.

Ma non c’è tempo per deprimersi, per fortuna, visto che c’è da preparare il match contro l’Udinese di Delneri, squadra indecifrabile quanto le interviste del suo allenatore. Mi piacerebbe tanto dare fiducia ad altri giocatori, ma le nostre riserve sono talmente indegne che per la terza partita di fila la formazione resta invariata. E la partita sembra mettersi subito sui giusti binari quando al 20°, su punzione di Yurchenko, Rispoli affossa Ciciretti in area. “Rigore!” urla la folla. “Rigore!” conferma l’arbitro. Sul dischetto va lo stesso Gordito, ma Scuffet lo beffa e respinge il suo tiro. Di fatto, Ciciretti si rinchiude in se stesso tipo Metapod e non combinerà nient’altro di utile nel resto della partita.

Benevento v Udinese_ Match Pitch

Ma per fortuna c’è Yurchenko. Nuovo calcio piazzato spedito in area, difesa dell’Udinese rivedibile, e Kanouté – una delle ventordici ali a disposizione in panchina – si inventa un tiro al volo di sinistro che finisce nell’angolino alto. Cinque minuti dopo, punizione di Yurchenko da destra e gol su capocciata di Antei, difensore centrale, al secondo gol in tre partite. E ancora, a pochi minuti dalla fine, con il Vigorito che urla “olè!” a ogni passaggio dei beniamini di casa, Yurchenko – who else? – spara in rete il 3-0. Due assist, un gol e il premio di migliore in campo nella prima, storica vittoria del Benevento in Serie A. La folla inneggia al nuovo idolo locale – ma quanto durerà questo entusiasmo?

Francesco Panzeri_ Inbox

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6 pensieri riguardo “[FM18] Clamoroso al Vigorito

  1. Prestazione di gran lusso! Pareggio con la Juve da ricordare, ma ci sono questi enormi bug di FM che ancora tormentano i sogni dei giocatori. Va da sé che un pareggio e una vittoria contro due rivali salvezza sono il lusso assoluto per te.
    Io ho iniziato la mia stagione a FM17 e ho preso l’onere di far rimpiangere Di Francesco. Infatti mi sento Bucchi e, nel precampionato, non ho niente di meglio che 3/4 pareggi ingloriosi contro squadre capre. I giocatori incominciano a intristirsi e io con loro, incapace di trovare il modulo giusto (il 433 funziona a minchia contro squadrette – vediamo in Europa League).
    Ho un po’ di budger acquisti, ma poco per stipendi. In compenso ho Matri, là davanti, che è un morto che non segna neanche a pagarlo.
    Ti tengo aggiornato.

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  2. Il 4-3-3 è un modulo che non sono mai riuscito a far quadrare su FM, in bocca al lupo a te!
    Se i giocatori si intristiscono già a inizio stagione però è dura… fammi sapere.

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