[FM18] Formiche azzurre e bulldozer tamarri

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito

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Il primo punto è stato conquistato, la prima vittoria pure. Se usassimo il ruolino di marcia del vero Benevento Calcio come metro di paragone, potremmo dire di aver già compiuto un miracolo. Ma questo è Football Manager, il mondo parallelo in cui la Pro Sesto e la Juve Stabia possono vincere la Champions League. E allora perché limitarsi a celebrare un pareggio, per quanto prestigioso, o una vittoria? Lasciamo che la tracotanza abbia il sopravvento. E poi, diciamocelo, una salvezza col Benevento non sarà sufficiente a farci entrare in lizza per la panchina della Nazionale italiana.

A proposito, come è messa la Nazionale su FM? La risposta è: ‘nzomma. Anche qui la Spagna è prima nel girone, e il massimo a cui l’Italia può ambire sembra essere la qualificazione ai playoff. Ma la cosa più divertente è notare qual è l’attaccante che, insieme a Immobile, sta permettendo agli Azzurri di restare a tiro delle Furie Rosse. Non è Belotti, né (deo gratias) Eder, né Manolo Gabbiadini.

È la Formica Atomica.

Sebastian Giovinco_ Overview Profile

Forte dei suoi sei milioni a stagione per dare spettacolo in quel di Toronto, Sebastian Giovinco ha apparentemente convinto Ventura a schierarlo titolare nelle due partite di qualificazione finora simulate nel gioco. I risultati: 4-0 a Israele, 5-1 all’Albania. I gol: 5 di Immobile, 4 di Giovinco. Cifre che fanno girare la testa, direbbe l’Ing. Cane. Vedremo se il 4-2-4 videoludico riuscirà a prevalere anche sulla Spagna, o se farà la fine – desolante – del 4-2-4 con cui Ventura ha rimediato la batosta che con ogni probabilità gli ha fatto perdere la fiducia dei suoi giocatori.

Ne riparleremo più avanti, ora bisogna concentrarsi su Roma-Benevento. Le probabilità di una scoppola sono elevate. La nostra difesa ingenua, a tratti narcolettica, contro Dzeko, Perotti, Schick, El Shaarawy, Defrel e non so chi altro. Va detto però che in casa Roma abbondano gli infortunati e gli ammaccati, il che ci offre un briciolo di speranza in più.

Il pubblico non ha ancora fatto in tempo a sistemarsi in tribuna e la Roma è già in vantaggio. E io sto fissando lo schermo, confuso e inorridito.

Roma v Benevento_ Match Pitch
Belec ha il pallone in mano.
Roma v Benevento_ Match Pitch-2
Belec mette il pallone a terra.
Roma v Benevento_ Match Pitch-3
Belec è confuso.
Roma v Benevento_ Match Pitch-4
Defrel segna.

Non so che dire. Anzi, sì, ma la censura prevale. Dieci minuti dopo la Roma raddoppia con Nainggolan, perlomeno con un’azione sensata. Al 35′ c’è un guizzo di vita dei nostri: in contropiede Coda serve Cataldi che solo davanti al portiere non sbaglia. Ma a cavallo tra primo e secondo tempo Dzeko segna il 3-1 e il 4-1 con estrema facilità. Da un lato mi deprimo, dall’altro sono quasi sollevato. Questo è il Benevento che tutti conoscono. A mezz’ora dalla fine si respirano scarsezza e rassegnazione.

Poi però la Roma si inceppa. Schick esce infortunato, Strootman e Dzeko sono incerottati, Nainggolan e De Rossi paiono in debito di ossigeno. Yurchenko, nel dubbio, infila il suo secondo gollettino stagionale. Poi, out of nowhere, alla riscossa arriva Coda, da me denigrato e sbeffeggiato nello scorso episodio. E che ci crediate o meno, dal 4-1 passiamo al 4-4. Partita molto randomica, ma tant’è, e su un punto in trasferta all’Olimpico non sputo sopra.

Roma v Benevento_ Match Review
Sono perplesso. La squadra stitica a livello offensivo che mi ero immaginato sembra vittima di un’overdose di Activia. Sette tiri, quattro gol. E che dire di quel 58% di possesso palla in trasferta, nonostante il ritorno di un Chibsah dai piedi di balsa e ancora semi-sifilitico? Misteri della fede.

In ogni caso, dopo una tale prestazione a Roma, in casa con la Spal i tre punti sembrano quasi scontati. E di fatto lo sono, visto che D’Alessandro, Cicirettibbbello e Coda segnano un gol a testa nella prima ora di gioco. Poi sì, ok, c’è Viviani che azzecca un tiro da 35 metri – con Belec ancora lobotomizzato dalla partita precedente, presumo – ma subito dopo Coda (ancora lui) segna il suo 5° gol in 5 partite. Ci permettiamo il lusso di tirare i remi in barca, rallentare il ritmo, far rifiatare i titolari. Nel recupero subiamo un altro gol, ma è indolore. Il risultato finale è 4-2. Gentile Spal, un sentito ringraziamento per aver schierato un 3-4-3 piuttosto improbabile con la triade dei bolliti Borriello-Paloschi-Floccari in avanti.

Benevento v Spal_ Analysis Analysis

Tre gol all’Udinese, quattro alla Roma, quattro alla Spal. Sembra di essere a Zemanlandia. Solo che qui non ci sono allenatori boemi consumati dal tabacco, né presidenti con la fedina penale sporca… ah no, quello ce l’abbiamo pure noi.

Prossima fermata: San Siro. Andiamo a cercare di spostare quello che voleva spostare gli equilibri. Montella è ancora al suo posto, mentre in campo ci sono figure poco familiari, tipo José Mauri, che io davo per disperso, o tale Fabrizio Bustos, giovane argentino acquistato (nel gioco) da Fassone&Mirabelli per rimpiazzare Conti e il suo crociato fratturato. Da Wikipedia apprendo che i soprannomi di Bustos sono Tractor, Locomotora, Topadora e Bulldozer.

https://pbs.twimg.com/media/C_ROWdnXcAIP-HW.jpg

Non ci sono più i bulldozer di una volta.

Pronti, via e il Milan passa in vantaggio con il pocanzi citato José Mauri. Ma se la difesa del Benevento è imbarazzante, pure la retroguardia del Milan non scherza, visto che poco dopo Ciciretti pesca Antei solo in mezzo all’area per l’1-1. Tuttavia la generosità dei nostri è senza pari: Di Chiara, ormai avvezzo alle vaccate, devia nella porta sbagliata un passaggio innocuo di Suso.

Le telecamere inquadrano Montella mentre sorride in panchina, quando Bonucci decide che la partita è troppo moscia, spintona Coda e regala un rigore. Lo tira Yurchenko, il rigore, perché vuoi che un ucraino non abbia sangue freddo, e giustamente Donnarumma para. Il primo tempo si chiude sul 2-1 per la squadra di casa. Nello spogliatoio Yurchenko è inconsolabile, tra le lacrime biascica frasi senza senso sulla Crimea e sull’Eurovision. Povero, piccolo Yurcholo. È sconvolto, ma non posso toglierlo, visto lo scarsume acuto dei panchinari.

E menomale che non lo tolgo. Il secondo tempo inizia e Yurcholo pesca Letizia in versone Cafu sulla fascia destra, palla in mezzo e Coda pareggia. Il Milan riprende a spingere ma senza lucidità, e in seguito a un calcio d’angolo obbrobrioso Cataldi lancia D’Alessandro in contropiede. Bonucci non rientra in tempo e Coda – lui, solo lui, sempre lui, anche lui, nient’altro che lui, proprio lui – mette al volo il 3-2. Manca mezz’ora alla fine e Montella spedisce tutti, uomini e bulldozer, in avanti per cercare il pareggio. Peccato che il sempre agile Montolivo perda palla e faccia partire un nuovo, velenoso contropiede. Ancora una volta, passaggio di Cataldi, cross di D’Alessandro, gol di Coda, con Bonucci e Romagnoli dispersi non si sa dove. 

I fischi di San Siro sono una soave melodia.

Massimo Coda è capocannoniere della Serie A e il Benevento è in zona Europa League.

Bring it on.

A.C. Milan v Benevento_ Match Review-2

Serie A_ Stats Player Detailed

Serie A_ Overview Stages-2

 

7 pensieri riguardo “[FM18] Formiche azzurre e bulldozer tamarri

  1. Il tuo campionato è decisamente migliore del mio. Il Europa League sono in condizione e riesco a tenere testa a squadre europee di un certo livello, in campionato non riesco a trovare il bandolo della matassa e ho la squadra in rivolta visto che perdo ovunque. Nelle ultime partite mi son preso una media di 3 gol a match. Una cosa imbarazzante.
    Devo cercare una soluzione, ma i soldi son pochi e far arrivare qualcuno in prestito è come sperare nella vittoria alla Lotteria.

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    1. Va be’ ma col 4-3-3 non puoi pretendere di avere una difesa invalicabile 😀 forse te l’ho già scritto altrove, i miei tentativi di usare questo modulo su FM sono sempre finiti malissimo…

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    2. Io sto cercando di portare il gioco frizzante del boemo in FM17, con bagni di sangue e lacrime amare. Dopo l’inizio campionato con il 4-3-3 ho iniziato a cambiare formato: 4-5-1. 5-3-2. 4-1-2-3…
      Il peggio deve ancora venire ahaha

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