[FM18] Sei bella come il gol di Brignoli al 95′

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito, #3 Formiche azzurre e bulldozer tamarri 

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Certo che è ingiusto. Uno si sbatte, fa scouting ossessivo-compulsivo, analizza, valuta e porta il Benevento (fittizio) in zona Europa League. Poi arriva il Brignoli di turno e segna di testa al 95° contro il Milan per il primo punto del Benevento (reale) in Serie A e allora uno si domanda che senso abbia andare avanti, perché nemmeno un’improbabile vittoria dello scudetto potrà mai competere con l’epicità di un portiere che fa gol all’ultimo minuto, figurarsi quando è il portiere di una squadra che era diventata la barzelletta del calcio europeo.

Ma invece di mangiarsi il fegato, meglio godersi il momento. Ho guardato il video del gol in loop, per ore, senza riuscire a smettere. Ormai l’ho imparato a memoria. Abate che corre dove non dovrebbe, facendo la figura del pirla; Donnarumma che non ha la forza morale, più che i riflessi, per tuffarsi; il caro Chibsah, in modalità predatore d’area, troppo lontano dalla sfera per toccarla – e menomale, altrimenti sarebbe stato fuorigioco, e i compagni l’avrebbero crocefisso a testa in giù nel cerchio di centrocampo. E poi l’esultanza di Brignoli, i panchinari che corrono verso di lui, lo affossano e gli incrinano giusto quelle tre o quattro costole, nell’entusiasmo generale.

Che bello.

È quasi un peccato lasciare la realtà e tornare alla fantasia. Su FM Brignoli non ha segnato alcun gol, visto che non c’è stato quasi mai bisogno di assalti disperati a fine partita. E anche perché è seduto in panchina da inizio stagione.

In compenso le Streghe sono quinte in classifica dopo 8 giornate. Il morale della truppa è alle stelle. Per celebrare il 4-2 al Milan, Ciciretti si è tatuato Bonucci in stile Urlo di Munch su uno dei pochi brandelli di pelle ancora vergini. Il bomber Coda, invece, si è comprato una Nissan Qashqai – niente Porsche, lo stipendio è quello che è – e l’ha fatta riverniciare d’oro. Così, tanto per fare. Il prossimo avversario è il Napoli, il temibile Napoli di Sarri, con il tridente Insigne-Mertens-Callejon, ma i nostri eroi giallorossi non temono più niente e nessuno.

Benevento v Napoli_ Analysis Analysis.png

Il primo tempo è piuttosto avaro di emozioni. In compenso abbondano gli insulti in dialetto campano tra le tifoserie. Tra un kitammuort e l’altro, giusto al 45′ si insinua il sempre insidioso Ciciretti. Il Gordito pennella una punizione nel mucchio, il colpevolmente solo Costa incorna in rete – Reina può farci ben poco, uno a zero Benevento, tutti a bere un tè caldo (o più probabilmente una Red Bull, ma non diciamolo a Caressa).

Poco dopo l’inizio del secondo tempo, Coda ha la palla buona per raddoppiare, ma è palese che il capocannoniere della Serie A abbia la testa altrove – tra le tette della tipa paparazzata a bordo del suo Qashqai dorato, per esempio. La conclusione finisce sull’esterno della rete. Al 73′ è Mertens ad avere l’occasione d’oro per pareggiare, quando viene pescato solo davanti a Belec, ma Antei gli sussurra all’orecchio parole sconce sul conto della nuova ragazza di Coda, e l’attaccante belga tira una ciabattata immonda che rotola lemme lemme sul fondo. Il Napoli ha ancora qualche guizzo d’orgoglio, ma Belec è in versione “You Shall Not Pass!” e il risultato finale al Ciro Vigorito è 1-0. Il sogno continua.

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Antei premiato Man of the Match per i suoi sussurri a luci rosse

Con l’arrivo di ottobre giunge il momento di smettere per un attimo i panni del mister del Benevento e indossare quelli dell’avvoltoio – andiamo a vedere cosa combina la Nazionale di Ventura negli ultimi due incontri del girone di qualificazione per i Mondiali di Russia.

Nel gioco il penultimo ostacolo è il Lichtenstein fuori casa. La partita si svolge sotto un discreto diluvio, dettaglio che storicamente – come insegna il gol di Calori nel pantano di Perugia, anno domini 2000 – è favorevole anzichenò ai colpi di scena. Tuttavia, per quanto stoica si dimostri la resistenza lichtensteinese, l’Italia riesce a prendersi i tre punti grazie a un rigore di Giovinco e a un raid di Zappacosta (!) su corner di Insigne. In tribuna prendiamo del gran freddo, ma perlomeno scambiamo quattro chiacchiere con nientepopodimeno che José Mourinho – in tribuna per osservare Chiellini, secondo la stampa, ma in realtà intenzionato a discutere a quattr’occhi il possibile acquisto di Ciciretti. “No way, José” gli rispondo, ma il portoghese è un cane rognoso, non mollerà facilmente l’osso.

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L’Italia è certa dei playoff, ma potrebbe riuscire a evitarli e qualificarsi direttamente per il Mondiale con una vittoria netta sulla Spagna nell’ultima partita di qualificazione, all’Allianz Stadium di Torino. Il Ventura virtuale si rivela più saggio di quello in carne e ossa, visto che l’Italia si schiera con un 5-3-2 piuttosto coperto per tamponare lo strapotere tikitakoso degli spagnoli. È anche vero che l’Italia di un pareggio non se ne fa nulla, e infatti nella ripresa – dopo 45 minuti mosci – Insigne prende il posto di Bonucci e si passa al 4-2-4. La mossa sembra pagare, quando a 20′ dalla fine Giovinco segna su sponda di Immobile, ma un minuto dopo Diego Costa pareggia. La qualificazione diretta azzurra svanisce col passare dei minuti, anche se perlomeno il pareggio si trasforma in vittoria grazie a un rigore guadagnato e trasformato ancora da Giovinco.

La differenza reti condanna l’Italia ai playoff, dove l’avversario sarà gialloblu, come nella realtà: gli Azzurri affronteranno l’Ucraina di Shevchenko per guadagnarsi il posto in Russia. Intanto, i media descrivono la posizione di Ventura come “molto incerta”. La missione avvoltoio è ben avviata.

Italy v Spain_ Match Updates

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Con i playoff previsti a metà novembre, a metà ottobre il campionato riparte e il Benevento è atteso a Marassi per la sempre ostica sfida con il Genoa. I rossoblu hanno raccolto solo tre punti in sette partite, e la panchina di Juric comincia già a traballare, proprio come nella realtà. Tutavia nella stampa sportiva a tenere banco è il caso Coda. Il nostro bomber è disperato, dopo aver visto la sua fiamma scendere dal Qashqai dorato e optare per la Lamborghini di Dries Mertens. Resta il fatto che, data la pochezza complessiva del reparto d’attacco, nessuno è al momento in grado di soffiargli il posto da titolare.

Pronti, via e Zukanovic sfiora il gol su punizione. Poco dopo Rodriguez (Cecilia, presumo) trova Bertolacci solo in mezzo all’area, ma Belec – a cui sta spuntando una tanto curiosa quanto folta barba bianca – nega due volte il gol al centrocampista ex Milan. È un assedio, la difesa delle Streghe balla parecchio, ma il primo tempo si chiude senza gol. Anche perché Coda è un ectoplasma che vaga per il campo con la sicumera di Mirtilla Malcontenta.

Al 65′, un déjà-vu: calcio d’angolo di Yurchenko, Costa è solo soletto e di testa batte Perin. Benevento immeritatamente in vantaggio, ma va benissimo così. Il Genoa si butta in avanti alla ricerca del pareggio, offrendo così generosi spazi per il contropiede giallorosso. Peccato che Coda sia la fotocopia sbiadita dell’autore della tripletta contro il Milan di qualche settimana fa. Anche Cataldi si fa ipnotizzare da Perin, e allora sugli scudi deve salire ancora Belec il Bianco, miracoloso su Briek e Taarabt. Alla fine della fiera il risultato è ancora 1-0. Dalle scintille di Zemanlandia siamo passati all’inarrestabile pragmatismo della Juve di Capello, ma il risultato non è cambiato.

Ah, già, siamo in zona Champions League.

Francesco Panzeri_ Inbox-5

Serie A_ Overview Stages

 

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5 pensieri riguardo “[FM18] Sei bella come il gol di Brignoli al 95′

  1. Continuo ad esprimere sentitissima invidia per il tuo campionato. Io pubblico la prossima puntata domani, sono ancora momenti felici in cui il Sassuolo si crede capace di vincere.
    Il bello arriverà dopo.

    Mi piace

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