Brasil 2014 – Il superpagellone – Parte prima (#18)

E così il mondiale è finito. Per sintetizzarne gli eventi, si potrebbe prendere in prestito la celebre frase di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni Ottanta.

Football is a simple game. Twenty-two men chase a ball for 90 minutes and at the end, the Germans always win.

Ma prima di mettere via le sciarpe e le magliette in vista di Euro 2016, vediamo un attimo quali nazionali si sono guadagnate la sufficienza, quali dovranno recuperare i debiti a settembre e quali sono state bocciate senza appello. Ordunque, in rigoroso ordine alfanumerico:

ALGERIA 8
Perché se vieni eliminato agli ottavi, torni a casa e ti fanno fare una parata su pullman scoperto, è un segno positivo (a meno che non vivi a Ivrea). Di gran lunga miglior squadra africana, ha avuto la sfortuna di trovare subito la Germania agli ottavi.
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ARGENTINA 6,5
«Ma è arrivata in finale!». Sticazzi: l’Argentina non ha fatto un gran mondiale, poche balle. Girone: 2-1 sofferto con la Bosnia; 1-0 sul temibile Iran (solo perché Messi si è svegliato al 91′ e ha segnato il solito golletto da Playstation); 3-2 sulla Nigeria più scarsa degli ultimi vent’anni. Ottavi: 1-0 in contropiede al 118′ contro i cioccolatai svizzeri. Quarti: 1-0 contro un Belgio che ha giocato a calcio solo i 10′ finali. Semifinale: vittoria ai rigori dopo 120′ di nulla cosmico contro l’Olanda (e solo perché Cillessen ha il carisma di un pulcino bagnato, mica come Krul). Squadra tutto sommato stitica, ecco (e l’infortunio di Mascherano lo conferma). Messi miglior giocatore dei mondiali, poi, è una barzelletta.
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AUSTRALIA 6
Girone proibitivo, ma i canguri non hanno sfigurato. Per una squadra con un solo giocatore di livello (Cahill), non è andata poi così male: contro l’Olanda, prima di prendere il 3-2, hanno addirittura rischiato di vincere.
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BELGIO 7
Un solo, grande difetto: hanno sempre iniziato a giocare nel secondo tempo. Con Algeria, Russia, Corea e Usa se la sono cavata, con l’Argentina no. Va detto inoltre che le stelle (Lukaku, Hazard) hanno convinto solo a tratti, ma per una squadra così giovane i quarti di finale sono un ottimo traguardo. Li attendiamo con ansia al prossimo europeo.
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BOSNIA 7
Al posto della Nigeria, agli ottavi, avrebbe dovuto esserci l’unica matricola di questo mondiale. Ma quando il sacro potere della Sfiga ci si mette, è dura sopravvivere: l’autogol pro-Argentina all’esordio e le cappellate arbitrali contro la Nigeria hanno condannato Dzeko e compagni all’eliminazione. Ma le delusioni sono state ben altre.
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BRASILE 3
A proposito di delusioni. Il Brasile si strugge da sessantaquattro anni per il mondiale perso in casa, contro ogni pronostico, contro l’Uruguay. Qualcuno avrà detto: «Idea! Organizziamo un altro mondiale in casa e vinciamolo, così sfateremo la maledizione del 1950!». Certo, se poi metti assieme una squadra ridicola, rischi di perdere contro Croazia, Messico e Cile, e vieni umiliato da Germania e Olanda, forse, dopotutto, era meglio tenersi il dramma del 1950, no? La prossima volta un centravanti degno di tal nome potrebbe far comodo.
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CAMERUN 4
Squadra con evidenti limiti tecnici che non ha saputo puntare sul collettivo per affrontare gli avversari. Si aggiunga l’infortunio della vecchia volpe Eto’o e la disfatta è servita. Il Camerun è l’unica squadra che è riuscita a far fare bella figura al Brasile. Giusto per dare un’idea, eh.
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CILE 7
Altra squadra frenata dalla sfiga, questa volta sotto forma di legni: contro il Brasile traversa di Pinilla a due minuti dalla fine dei supplementari e palo di Jara nel rigore decisivo. Gran bella nazionale.
C.
COLOMBIA
9
In molti, subito dopo l’infortunio di Falcao, l’hanno snobbata. E invece i Cafeteros hanno disputato un signor mondiale e hanno espresso forse il gioco migliore visto nella fase a gironi, anche grazie alla prodezze del buon James Rodriguez. Peccato per l’abbiocco contro il Brasile.
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COREA DEL SUD 5
I tempi del mondiale casalingo e dell’arbitro Moreno sono lontani anni luce. Squadra scarsa, partite fiacche, un pareggio contro la Russia solo grazie alla papera di Akinfeev.

COSTA D’AVORIO 4
Come può una nazionale con Yaya Touré, Drogba, Gervinho e Bony essere eliminata nella fase a gironi, per di più dai non proprio implacabili greci? Ci si aspettava molto di più.
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COSTA RICA 10
«L’Italia ha nel girone l’Inghilterra, l’Uruguay e il Costa Rica».
«Be’, allora se la giocheranno le prime tre».
Già, mi dicono che sia andata proprio così. All’insegna del motto «squadra materasso un paio di palle», i costaricensi hanno travolto l’Uruguay, zittito l’Italia e contenuto l’Inghilterra, per poi superare la Grecia e costringere ai rigori l’Olanda. Una nazionale che passerà alla storia.
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CROAZIA 5
Qui era lecito aspettarsi molto di più. Va detto che Modric e compagni sono stati intortati dal sig. Nishimura contro il Brasile, ma al momento della resa dei conti, ovvero contro il Messico, hanno deluso parecchio. Anche qui, come nel caso della Costa d’Avorio, i grandi nomi non sono bastati. Da segnalare anche il portiere, Pletikosa, a tratti davvero imbarazzante.
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ECUADOR 6
Hanno pareggiato con la Francia e hanno vinto con l’Honduras, peccato per l’uno-due preso dalla Svizzera nella partita d’esordio, quando la vittoria sembrava ormai al sicuro. In base ai mezzi a disposizione, anche questa nazionale si è conquistata la sufficienza.
International Friendly - Netherlands v Ecuador
FRANCIA 7

Tantissimo talento (Pogba, Varane, Griezmann), qualche intoccabile (Benzema, Lloris) e una bella grinta: quando tra due anni la Francia ospiterà gli europei, la sua nazionale sarà una delle favorite. In Brasile la truppa di Deschamps non sfigura, ma diventa inoffensiva quando trova davanti a sé l’armata tedesca. Non male, in ogni caso.
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GERMANIA 10
Voto dettato non tanto dalla vittoria finale, quando dalla batosta epica inflitta al Brasile. Grazie, amici crucchi, vi saremo eternamente grati e forse vi perdoneremo pure i calzini bianchi con i sandali. Forse, eh.
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(continua)

 

Brasil 2014 – Di colonne vertebrali, di trash-talking e di testate d’autore (#15)

E alla fine rimasero quattro squadre. Gli esuberanti gialloverdi, i poderosi bianchi, i gagliardi biancocelesti e i sorprendenti arancioni. Ma partiamo da una fotografia.

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Al di fuori dei confini brasiliani, questa è un’immagine che ha fatto godere molti tifosi: finalmente qualcuno ha provveduto a mettere k.o. quello sbruffoncello di Neymar. Alcuni hanno già cominciato a inviare minacce di morte al povero Zuniga, autore del fallo (involontario) che ha lesionato una vertebra all’idolo locale. C’era da aspettarselo. Dopotutto anche in Italia era scoppiata la rivoluzione dopo l’infortunio che aveva tolto Montolivo, il nostro talento più puro, il nostro faro del centrocampo, dall’aereo per… come? Non è scoppiata nessuna rivoluzione? È stata avvistata gente per le strade mentre inneggiava a un oscuro mediano irlandese? Ah, ehm… ok.

Dicevo: dramma in Brasile, tripudio più o meno celato nel resto del mondo. Un moralista si sporge dalla finestra e chiede: «Ma vi pare giusto gioire degli infortuni altrui?» Be’, sì. Dopotutto Neymar tornerà a giocare in tempi brevi (si parla di due mesi circa), la sua carriera non risentirà di questo intoppo. Di conseguenza, chiunque abbia visto crescere in sé irritazione, insofferenza e rabbia per i ripetuti tuffi del finto biondo, per le ridicole pantomime che hanno spesso intervallato le ultime partite della Seleçao, può ora bearsi senza troppi crucci di coscienza.

Ma se noi, italiani gretti, cinici e meschini, proviamo soddisfazione per i guai altrui, l’integerrimo e moralmente inappuntabile popolo argentino ha reagito con sportività all’infortunio di Neymar. Con grande sportività. Con una sportività talmente grande che NON si sono affatto visti tifosi argentini festeggiare l’evento con un modello di colonna vertebrale in mano.

Un fotomontaggio che illustra come i tifosi argentini NON si sono comportati

Gli argentini, che quindi negli ultimi giorni NON hanno goduto come ricci in calore, hanno però i loro bei problemi. Il loro uomo più in forma, Angel Di Maria, si è fatto male a una coscia durante la partita contro il Belgio e sarà costretto a guardare la semifinale – e forse l’eventuale finale – della sua nazionale dalla tribuna. In questo caso, più che i brasiliani, a essere sollevati sono gli olandesi, prossimi avversari di Messi, Higuain e compagnia cantante.

Proprio in Olanda, peraltro, è scoppiato un dibattito sulla presunta mancanza di sportività di Tim Krul. Vi chiederete «echimmìnchia è Tim Krul?». Se state seguendo il mondiale, lo saprete di certo. Se non state seguendo il mondiale MA, invece di abbandonarvi a blande critiche snob contro il calcio, state seguendo questa rubrica, ve lo spiego subito subitissimo.

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Timothy Michael Krul, per gli amici Tim, è il portiere titolare del Newcastle United, fa il portiere di riserva nella nazionale olandese e gode del coefficiente (epicità)/(minuti giocati) più alto del mondiale. Nel quarto di finale contro il Costa Rica, come è accaduto per le altre quattro partite del mondiale, la porta oranje è stata difesa dal numero uno dell’Ajax, Jesper Cillessen. Ma a trenta secondi dalla fine del secondo tempo supplementare, sul punteggio di 0-0 e con i rigori ormai alle porte, Van Gaal ha tolto Cillessen e ha messo Krul.

Quante volte si è vista una cosa del genere? Mai. Mai ad un mondiale, almeno. La Gazzetta di ieri riportava come tale Pietro Spinosa subentrò al 120′ della finale playoff di C1 del 1996, Castel di Sangro – Foggia. Ma, con tutto il rispetto, per fare una scelta del genere ai quarti di finale di un mondiale occorrono due cojones così.

Cillessen non la prende benissimo, sia chiaro. Appena fuori dal campo tira una gran pedata a una bottiglietta d’acqua. Ma sarà il primo a correre in campo subito dopo che Krul avrà respinto l’ultimo rigore dei costaricensi. Tim intuisce la direzione di tutti e cinque i rigori, ne sfiora uno e ne para due. Il suo segreto? Studio degli avversari, talento e un po’ di sano trash-talking.

Diffusissimo in NBA, il trash-talking consiste nel parlare agli avversari nel tentativo di innervosirli. LeBron James, Kobe Bryant, Kevin Garnett sono (erano, nel caso di KG) dei grandi campioni e dei celebri provocatori. In poche parole, cosa fa Timmy? Prima di ogni rigore si avvicina al tiratore avversario e gli dice «tanto te lo paro, pappappero!» o giù di lì. Niente di offensivo, in ogni caso, stando a quanto riportato da Ruiz, uno dei due a fallire dal dischetto.

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Rompere i coglioni a chi sta per tirare un rigore denota mancanza di sportività, a prescindere dalle parole dette? Nell’NBA il trash-talking è punito con un fallo antisportivo solo quando si supera un certo limite. Se davvero l’omone di verde vestito non ha fatto riferimenti poco garbati alle madri e alle sorelle dei suoi avversari, perché accusarlo di infamia?

Questo vale a maggior ragione se si pensa che nell’ormai lontano 2006, all’indomani della testata di Zidane, del rigore di Grosso e della definitiva storpiatura di Seven Nation Army in “po-po-po-po-po” (mi dispiace, Jack White, davvero), nessuno si prese la briga di bollare Materazzi come un provocatore. Al contrario, tutti lo esaltarono, oltre che per il gol dell’1-1, per la subdola strategia psicologica messa in atto contro il vecchio Zizou, che «è un campione, ma quel vizietto lì ce l’ha sempre avuto», per usare la frase allora più in voga nei bar sport.

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E va be’. Oggi c’è Brasile – Germania, domani Argentina – Olanda. Oltre al già citato bimbominkia infortunato, anche Thiago Silva non giocherà per il Brasile causa squalifica. Con una certa cautela si potrebbe dire che i tedeschi partono favoriti: la coppia difensiva Dante – David Luiz, sponsorizzata L’Oréal, non appare così solida. Tra i crucchi è invece assente il solo Mustafi, uno che gioca a fatica nella Sampdoria: nessuno sentirà la sua mancanza. Arbitra “Dracula” Rodriguez, ormai noto in Italia per aver espulso Marchisio e non aver visto il morso di Suarez a Chiellini: le probabilità di un magheggio pro-gialloverdi sono alte. Per la cronaca tiferò Germania, ma ho paura che passeranno gli uomini di Scolari. Mannaggia a loro.

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Brasil 2014 – Fantamondiale II (#14)

Sono passati sei mesi abbondanti dalla fredda giornata di dicembre in cui furono sorteggiati i gironi del mondiale. Poiché già allora smaniavo all’idea di assistere a questo entusiasmante torneo, mi lanciai in un inverosimile “Fantamondiale”. Dissi che avrebbe vinto l’Argentina: nonostante coi pronostici ci azzecchi raramente, almeno quella è una possibilità ancora aperta.

Il confronto tra le previsioni sui gironi e la realtà è invece impietoso.

Gruppo A
Pronostico: Brasile 1°, Croazia 2a
Realtà: Brasile 1°, Messico 2°

Gruppo B
Pronostico: Olanda 1a, Spagna 2a
Realtà: Olanda 1a, Cile 2°

Gruppo C
Pronostico: Colombia 1a, Costa d’Avorio 2a
Realtà: Colombia 1a, Grecia 2a

Gruppo D
Pronostico: Uruguay 1°, Italia 2a
Realtà: Costa Rica 1°, Uruguay 2°

Gruppo E
Pronostico: Svizzera 1a, Francia 2a
Realtà: Francia 1a, Svizzera 2a

Gruppo F
Pronostico: Argentina 1a, Bosnia 2a
Realtà: Argentina 1a, Nigeria 2a

Gruppo G
Pronostico: Germania 1a, Portogallo 2°
Realtà: Germania 1a, USA 2i

Gruppo H
Pronostico: Belgio 1°, Russia 2a
Realtà: Belgio 1°, Algeria 2a

Se consideriamo anche il posizionamento ne ho prese solo 6 su 16. Se invece si guarda solo alle squadre, il risultato sale a 9. C’è anche da dire che fino al 92′ dell’ultima partita la Costa d’Avorio era dentro e la Grecia fuori, che alla Bosnia hanno rubato una partita e che l’exploit del Costa Rica era oggettivamente impossibile da prevedere.

Arrivati agli ottavi, perché non riprovarci? Ecco quindi il secondo Fantamondiale!

Ottavi di finale

Brasile – Cile 1-1 (3-2 ai rigori) [già giocata]

Immagino che la serie dei rigori abbia portato diverse persone anti-Brasile a battere il record personale di cristi/min. Ma ora tutti a tifare Colombia!

Colombia – Uruguay 2-0 [già giocata]

Difficile immaginare un risultato diverso visto lo spettacolo offerto dai Cafeteros nel girone e la pochezza dell’Uruguay contro Costa Rica e Italia.

Olanda – Messico 2-1

Van Persie ha saltato l’ultima partita del girone causa squalifica, dovrebbe avere le energie necessarie per scardinare la difesa del Messico. Non sarà una partita facile, sia chiaro, e Memo Ochoa sta parando di tutto al momento.

Costa Rica – Grecia 0-0 (Grecia ai rigori)

Due squadre su cui nessuno avrebbe scommesso, ma due squadre che hanno corso fino alla morte e si sono pienamente guadagnate l’accesso agli ottavi. Entrambe portate al contropiede, giocheranno una partita piuttosto chiusa. Greci di culo ai rigori.

Francia – Nigeria 2-0

Non dovrebbe esserci storia. Vittoria facile facile di Benzema e compagni.

Germania – Algeria 2-0

Come sopra. L’Algeria ha già stupito superando il girone.

Argentina – Svizzera 2-1

Qual è la vera Svizzera? Quella che ne ha prese cinque dalla Francia o quella che ne ha date tre all’Honduras? Probabilmente una via di mezzo. In ogni caso non sarà sufficiente a fermare Messi, a cui sta girando tutto bene.

Belgio – USA 1-1 (Belgio ai supplementari)

Gli americani sono tosti. Questa potrebbe essere la partita sorpresa degli ottavi, ma il cuore mi porta a dire Belgio. A fatica.

Quarti di finale

Brasile – Colombia 1-2

Qui invece lascio tranquillamente la razionalità da parte. Il Brasile ha vinto ma non ha convinto finora, non del tutto almeno. La Colombia invece sta girando a mille. Se ha quel pizzico di fortuna che è mancato al Cile, il dramma nazionale brasiliano è servito.

Francia – Germania 0-0 (Germania ai supplementari)

Sticazzi. La Francia visto finora è parsa molto brillante, ma la Germania è un rullo in queste partite (tranne quando incontra l’Italia). Avanzano i crucchi.

Olanda – Grecia 3-1

Sarebbe il quarto di finale più scontato. Se davvero riescono a battere il Messico, gli oranje hanno enormi possibilità di arrivare in semifinale.

Argentina – Belgio 2-1

Mi dispiacerebbe davvero tanto, ma il Belgio prima o poi sarà eliminato. Niente derby in semifinale, passa l’albiceleste.

Semifinali

Colombia – Germania 0-1

Difficilissima, questa. Ma i crucchi sanno essere letali in queste fasi del torneo.

Olanda – Argentina 1-1 (Argentina ai supplementari)

Sto mondiale lo vedo in Argentina, non posso farci niente.

Finale

Germania – Argentina 0-2

Messi che alza la coppa? Può darsi. Ripeto, tiferò con tutto me stesso Olanda e Belgio, ma resto fedele alle idee di dicembre.

L’importante è che non vinca il Brasile, eh.

A fan cheers for Argentina with his face painted to represent his country's national flag.