(n)Euro 2016 – L’inutilità è in finale (#25)

Ieri si è giocata la finale per il secondo posto dell’europeo – oppure, come alcuni si ostinano a definirla, la prima semifinale. Tutti tranne i portoghesi tifavano Galles – anzi, forse pure qualche portoghese dotato di buon senso – eppure i Dragoni questa volta non hanno fatto l’impresa. In finale vanno CR7 (e le sue smorfie), Nani (e la sua inutilità), Joao Mario (e il suo essere uno zozzone del calcio) e compagnia andante. Qui di seguito gli spunti di Gintoki e Zeus:

PONG, STONEHENGE E UN CALCIATORE INUTILE
Galles-Portogallo è una partita che per la scienza non si sarebbe potuta svolgere. In quanto i britannici sono capaci di giocare soltanto in contropiede, mentre i lusitani…be’, non giocano e basta. Il primo tempo infatti è stato come una partita di Pong: i gallesi portavano il pallone nella metà campo avversaria, i portoghesi lo riportavano nell’altra. Dopo svariati casi di narcolessia in tribuna, qualche anima pia negli spogliatoi ha minacciato le squadre di non provare a trascinare la partita ai supplementari e di porre fine a quello scempio. Il messaggio è stato recepito dai portoghesi, mentre i gallesi ultimamente votano sempre contro e sono rimasti sulle proprie posizioni. Letteralmente: al 50’ su un calcio d’angolo CR7 si alza in aria indisturbato, si rifà le sopracciglia e si scatta una foto prima di insaccare di testa la palla in rete, mentre la difesa gallese imitava i monoliti di Stonehenge.
Neanche il tempo di riprendersi dallo shock, che pochi minuti dopo il Portogallo raddoppia: CR7, sempre lui, colpisce la palla in modo sbilenco e l’inutile Nani allunga la gamba per insaccare il gol del definitivo 2-0.
Il Galles ha provato a scuotersi e attaccare, ma senza frutto. Il Portogallo finalmente vince una partita nei 90° e vola, inaspettatamente, in finale.
Vincitori morali restano i gallesi, i cui tifosi hanno cantato sino alla fine della partita e anche dopo.

(Gintoki)

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“No, stasera no, ho le mie cose”.

SUPERBALE NON BASTA
In novanta minuti c’è stato il primo, temibile, decreto di questo bruttissimo Europeo: il Portogallo è in finale. Uno scandalo.
Una delle formazioni più sopravvalutate e inconcludenti della storia riesce a raggiungere la finale di un Europeo dodici anni dopo quella contro la Grecia.
La via portoghese alle semifinali è semplice: non vincono mai nei 90′ regolamentari, devono sopportare le paturnie di Cristiano Ronaldo ma vanno avanti di riffa o di raffa.
Il Galles, invece, è arrembante con il suo gioco di rimessa e ha in Bale un vero tuttofare da centrocampo in su (praticamente lo si trova in ogni posizione del campo).
Il match fra queste due squadre, una inconcludente in attacco (Portogallo) e una che gioca di rimessa (Galles), preannuncia noia assoluta e supplementari assicurati.
Come sempre, e forse è il bello di questo gioco, le squadre fanno di tutto per smentire i pronostici di risultato (ma non della noia).
Nel primo tempo, il Portogallo attacca ma è una pippa. Il Galles, quando non riesce a ripartire, non ha idee di gioco (sembra l’Italia, ma con un Bale che è un’iradiddio). Questo per un tempo, perciò immaginate lo strazio infinito di noi spettatori.
I secondi 45 minuti partono con qualcosa di diverso: il Portogallo attacca, segna (CR7 di testa), riesce a proteggere l’attacco isterico dei gallesi e poi segna una seconda volta (ancora Nani, che è scarso forte, ma in questo Europeo sembra quasi un giocatore decente… non fatevi ingannare però).
L’uno-due in tre minuti spacca le gambe al Galles che, non abituato ad attaccare ed essere costretto a creare gioco, si perde nel classico bicchier d’acqua e non combina niente. Gareth Bale corre, si danna l’anima e occupa tutte le posizioni del campo, ma la frustrazione e la delusione hanno la meglio e, anche lui, rimane invischiato nel non-gioco collettivo della sua squadra.
Galles fuori e Portogallo in finale. Che tristezza.

(Zeus)

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No, non è una bestemmia, ma un ringraziamento.
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(n)Euro 2016 – Di imprese gallesi e nostalgia greca (#21)

In attesa di Italia-Germania…

PENSIERINI SPARSI SU PORTOGALLO-POLONIA

  • Polonia-Portogallo non è stata esattamente la partita del secolo, ma vedere Cristiano Ronaldo ciccare un tiro dopo l’altro è stato piacevole, lo ammetto.
  • Da parte polacca, se finalmente Lewandowski ha segnato, Milik ha confemato a sua volta di avere un certo feeling con il liscio.
  • Che il Portogallo sia arrivato in finale è un emerito scandalo, roba da far impallidire gli eroi greci del 2004. Finora cinque partite e nessuna partita vinta entro i 90 minuti (solo pareggi).
  • Per non dimenticare: qui un sunto dell’impresa greca di dodici anni fa (se prestate attenzione, si vede anche CR7 con due quadrettini di Patafix sulle orecchie).
  • Già che siamo in clima nostalgia: il Portogallo è stato protagonista di una delle partite più sanguinose della storia recente del calcio internazionale. Qui il bollettino di morti e feriti di Portogallo-Olanda (mondiale di Germania 2006).
  • Tornando al presente, fa quasi impressione dirlo, ma Pepe – sì, il killer, proprio lui – è stato uno dei migliori in campo. Il che dà un’idea piuttosto chiara della qualità espressa da ambo i lati.
  • Se questo Portogallo è arrivato in semifinale, non vedo perché l’Islanda non possa vincere il torneo…

(Fra)

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Fun fact: in caso di gol dei suoi compagni di nazionale, Ronaldo non esulta con loro perché – ipse dixit – “non vuole rubargli i riflettori”. Quanta umiltà.

FELLAINI PORTA SFIGA (MA IL RESTO È DIVERTIMENTO)
Bellissima partita questo quarto di finale, due squadre che giocano per vincere e lo fanno giocando bene e a viso aperto. Peccato per Wilmots che pesca la carta Fellaini dal mazzo e da quel momento in poi, per il Belgio, son volatili per diabetici.
Ma non andiamo troppo avanti.
Primo tempo con batti e ribatti, ripartenze e tiri a grappolo (il triplice tentativo belga nei primi minuti è l’apoteosi della sfiga di Hazard&Co). Le belle azioni si susseguono, ma il primo tiro che scartavetra via la rete è quello di Nainggolan. Il centrocampista della Roma carica un missile terra-aria che finisce sotto la traversa facendo “ciao ciao” al portiere Hennessey.
Il Galles fa volare un paio di malleoli dal nervosismo, il Belgio continua baldanzoso ad attaccare ma Gareth Bale (in grandissimo spolvero con tocchi, tiri e galoppate micidiali) e compagnia non restano a guardare e ritornano la cortesia. Calcio d’angolo del Galles, schema ignobile della formazione gallese, ed ecco che c’è il pareggio grazie ad un buttafuori prestato al calcio, il capitano Williams.
Il pareggio non è un fulmine a ciel sereno, erano diversi minuti che il Belgio si stava cagando in mano (difendendosi, peraltro, malissimo: J. Lukaku sulla fascia sinistra è un troglodita del calcio con i piedi quadrati). I primi 45 minuti finiscono col Belgio in difesa e il Galles che lo scherza come si fa con il compagno secchione in cortile.
Il secondo tempo parte con la mossa-sfiga: fuori Carrasco, dentro Fellaini. E le speranze di vittoria dei Diavoli Rossi vanno ufficialmente a puttane. La difesa belga (con l’aiuto del riccioluto centrocampista del Man Utd) ronfa allegramente sul cross di Ramsey e Robson-Kanu, dribblando sé stesso e tre difensori, mette di giustezza alla destra di Courtois.
Da questo momento in avanti si assiste ad una partita forse ancora più bella di prima. Il Belgio è nervoso e si getta all’attacco, in area gallese piovono palloni ma vengono ribattuti tutti, mentre il Galles mette fuori il petto, sfodera le cavalcate di Bale e i passaggi di Ramsey e cerca di chiudere il match con un terzo gol.
Il Belgio prova qualche cambio, ma avere Fellaini in campo vanifica tutto (si becca anche un giallo per ginocchiata lercissima). La sua sfiga è più potente di ogni sortilegio. Il Galles, invece, mette dentro l’attaccante Vokes, un uomo chiamato cabina del telefono (viste le dimensioni), che anticipa il difensore e di testa mette in saccoccia alle spalle di un impotente Courtois.
Finisce 3 – 1 per Bale&Co. che alzano due dita per festeggiare la vittoria e poi le girano per salutare gli inglesi già usciti.
(Zeus)

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La composta esultanza dei tifosi gallesi.

(n)Euro 2016 – Di rovesciate e noia. Soprattutto noia. (#18)

Erano in ventiquattro, sono rimaste in sedici, ma a giudicare dalle prime tre partite degli ottavi di finale, le partecipanti a Euro 2016 sembrano voler continuare a curare i problemi d’insonnia del nostro continente, piuttosto che creare una qualsivoglia forma di spettacolo ludico-sportivo.

Se per la partita d’esordio la scusa era “meglio evitare una sconfitta al primo turno, affosserebbe il morale della squadra e dei tifosi”, e se per i successivi due incontri si era detto “bisogna fare attenzione alla differenza reti, potrebbe essere fondamentale per passare il turno”, siamo arrivati alla fase a eliminazione diretta, dove ovviamente tutti pensano “cazzo, al primo errore ci puniscono, meglio stare coperti”. Aggiungete la caldazza estiva ed ecco a voi il festival della noia – anzi, dell’ennui, visto che siamo in Francia e pare giusto tirarsela un po’.

Gli ottavi di finale, dunque. Si comincia con Polonia-Svizzera, non esattamente uno scontro tra titani. E infatti ne viene fuori una partitastra, dove i principali spunti arrivano dagli spalti.

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Attacca la Svizzera…

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…risponde la Polonia.

Ah, be’, certo, poi c’è il gol di Shaqiri.

Diamo al nano esplosivo ciò che è del nano esplosivo.

Altro da segnalare? Insomma. Le squadre si trascinano stancamente ai rigori, dove Xhaka sbanana in modo immondo, regalando ai polacchi l’accesso ai quarti di finale – nonostante la forma imbarazzante di Lewandowski.

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Chiaramente fuori forma.

Poco dopo gli oltre centoventi minuti a tinte biancorosse, si passa al derby anglosassone tra Galles (#Brexit) e Irlanda del Nord (#Bremain).

Chi si aspettava un match combattuto con continui ribaltamenti di fronte, corse a perdifiato e emozioni da una parte e dall’altra (ovvero il sottoscritto, e forse qualche altro pirla), è rimasto ampiamente deluso. Con tutto il popò di materiale a loro disposizione, le due nazioni d’Oltremanica hanno scelto di pescare dal repertorio del calcio britannico due degli elementi meno interessanti: le ingloriose scarpate (leggasi: botte da orbi) e la strenua difesa della propria area (leggasi: pur di non farvi segnare, facciamo autogol). E infatti a decidere una delle partite più sciatte della competizione – ma a pensarci bene, quali partite non sono state sciatte, finora? – è un’invereconda autorete di McAuley su cross di Bale, a sua volta piuttosto spento. Galles ai quarti e nordirlandesi “costretti” a consolarsi con i consueti ettolitri di birra.

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Perlomeno rivedremo la famiglia Bale in tribuna.

Infine, in serata, è toccato a Croazia-Portogallo provare a rianimare l’entusiasmo dei calciofili del continente. Neanche a farlo apposta, pure loro hanno fallito miseramente.

La Croazia, chiarmente favorita, ha traccheggiato per 105′ minuti abbondanti, salvo poi svegliarsi nel secondo tempo supplementare, attaccare, prendere un palo, subire un contropiede e venire eliminata. Proprio così: il Portogallo, una delle nazioni più calcisticamente inutili nella storia di questo glorioso giuoco, segna con Quaresma, uno dei calciatori più inutili tout-court, e passa il turno, eliminando così una delle squadre più quotate – se non la più quotata – per l’approdo in finale dal lato sinistro del tabellone.

Per dovere di cronaca, segnaliamo la notevole prestazione di Vida – una specie di Mexes meno effeminato, autore peraltro di un sombrero su CR7 – e l’acconciatura nazionalistica di Perisic. Tutto molto bello, ma non è bastato.

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E niente, a breve l’Irlanda prova a vendicarsi contro la Francia dopo i fattacci di sette anni fa, mentre la Germania alle 18 affronta la Slovacchia. In serata Belgio-Ungheria, chi vince troverà il Galles ai quarti.

Sia chiaro: il nostro cuore batte per Gaborone Király, nella speranza che ci regali perle come quella contro il Portogallo: