[FM18] Piccoli problemi di cuore

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito, #3 Formiche azzurre e bulldozer tamarri, #4 Come il gol di Brignoli.

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Dove eravamo rimasti? Nella realtà, al (meraviglioso, epico, trionfale) gol di Brignoli contro il Milan, con ogni probabilità l’unico vero momento di gioia nell’intera stagione del Benevento, data l’immediata ricaduta nel dramma sportivo con le sconfitte contro Udinese, Spal e Genoa. Nel gioco, invece, i campani sono quarti dopo 8 partite, Massimo Coda è il capocannoniere della Serie A e pare che l’uomo stia per mettere piede su Marte. Voci di corridoio suggeriscono che sarà proprio Coda a venire spedito in orbita, ma alla NASA vige il riserbo più assoluto.

Benevento v Crotone_ Analysis Analysis

Speculazioni simili sono l’ultima cosa di cui il nostro bomber ha bisogno, se si pensa al calo di forma legato alla rottura con la sua ultima fiamma, della quale – grazie a Novella2000 – sappiamo finalmente il soave nome: Tamarah. Per far riacquistare serenità a Coda, contro il Crotone diamo fiducia a Kristiano Samuel Armenteros Nunez Mendoza Jansson, a sua volta mogio per i pochi minuti giocati sinora, ma fresco di trionfo nella prestigiosa Falafel Cup.

Dovremmo raccontare di una vittoria facile, grazie a due gol di Armenteros, e di un Crotone che in novanta minuti non tira mai in porta, ma la tracotanza mi porta a voler caricare su Youtube il video con gli highlights della partita e puf, Football Manager si impalla, e nonostante le numerose odi al Signore, si rende necessario il ricorso alla temibile combo Ctrl+Alt+Canc e al riavvio forzato del gioco.

Potete ben immaginare come andrà a finire la seconda simulazione della partita. Armenteros porta comunque in vantaggio gli Stregoni con un poderoso sinistro da fuori area, ma al 90′ (e quando, se no?) il Crotone ruba palla a centrocampo, Trotta butta in area un cross sbilenco, Tumminello di testa prende la traversa, Faraoni è liberissimo per ribadire in rete. L’inchiappettata è improvvisa e dolorosa e irrimediabile.

Benevento v Crotone_ Match Review

Càpitano, beffe del genere. Se FM ti vuole inchiappettare, lo fa, senza preliminari né vaselina. Resta il rammarico di aver tolto Yurchenko per preservarlo in vista del turno infrasettimanale, e di aver dato spazio a uno zozzone del calcio quale Del Pinto (CHI?), visto che proprio da una sua palla persa è nato il pareggio del Crotone. Ma non c’è tempo per rimuginare, visto che la combriccola giallorossa è attesa a Torino, sponda granata.

I nostri eroi sono in debito di ossigeno, ma gli uomini di Mihajlovic, parecchio acciaccati, non sono messi meglio. Aggiungete il diluvio universale che imperversa sullo stadio e non farete fatica a comprendere perché la partita sia a tutti gli effetti orrenda. Tuttavia Yurchenko, bbbellodepapà, ha sempre il piedino bollente, e al 7′ porta in vantaggio i nostri su assist sgamato di Armenteros. Quindici minuti dopo risponde Belotti, tenuto in gioco dagli addominali di Antei, servito dall’insospettabile Acquah. Per il resto, molta acqua, molta foga e pochissimo spettacolo. Yurcholo è ancora una volta man of the match ma pure oggi ci si deve accontentare di un punto.

Torino v Benevento_ Match Pitch
Che stile.

Torino v Benevento_ Match Review-2

Un punto a Torino non fa poi così schifo, a maggior ragione con la squadra ancora affaticata dalla partita precedente. È tuttavia impossibile ignorare le smagliature che stanno via via affiorando sulla carrozzeria un tempo impeccabile della nostra macchina da guerra. La condizione fisica è un grande punto di domanda. I titolari boccheggiano, soprattutto a centrocampo, e non siamo manco a novembre. Non ho nulla contro il turnover, ma ho parecchio contro gli scarsoni che scaldano la panchina ogni domenica. Sulle fasce, Di Chiara e Letizia sono molto propensi alle vaccate estemporanee, mentre Ciciretti e D’Alessandro alternano grandi prestazioni a pomeriggi di nulla cosmico. Poi va be’, c’è Coda, che da quando Tamarah se n’è andata, non è più lui.

Ma per fortuna ci sono i tifosi. Intristiti dai piccoli problemi di cuore del loro beniamino, alcuni dei più sfegatati supporter beneventani hanno organizzato una colletta e assoldato Marikah, navigata professionista del sesso a pagamento. Coda, ringalluzzito dalle di lei attenzioni, hominem novum est. E allora ben venga la visita del Chievo, reduce da tre sconfitte consecutive.

Benevento v Chievo_ Analysis Analysis

Dopo 7′ Lazaar, ributtato nella mischia al posto di D’Alessandro, crossa dal fondo senza troppa convinzione. Ebbene, Coda si insinua e segna. Uno a zero. Mezz’ora dopo Cataldi trotterella col pallone al limite dell’area, finché non s’accorge che Coda – un’altra persona rispetto a solo sette giorni fa! – è libero e smarcato e smanioso di perforare Sorrentino, cosa che puntualmente si verifica. Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per difendere un corner e trasformarlo in un contropiede da urlo: Lazaar si fa 40 metri palla al piede in quella che sembra una landa desolata, più che la metà campo del Chievo, fino a servire Cataldi, uno dei quattro Stregoni soli soletti in area. Al duplice fischio dell’arbitro il Benevento conduce per 3-0 e il presidente Vigorito ha già regalato un abbonamento in tribuna d’onore a Marikah.

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L’imbarazzo della scelta

Nella ripresa il Chievo ha un moto d’orgoglio e accorcia le distanze con Birsa, ma subito dopo Ciciretti mette il 4-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La partita si chiude di fatto qui, anche se è doveroso segnalare le espulsioni di Tomovic e Frey, senza dubbio figlie della frustrazione per le quattro pere appena prese, e il nuovo errore dal dischetto di Yurchenko. Il ragazzo ha molte doti ma tra queste non figura il sangue freddo, si può evincere. Ma l’errore è indolore, per fortuna, e la truppa celebra il ritorno alla vittoria con Marikah, la quale concede un vantaggioso sconto comitiva e rilascia scontrino fiscal (cit.)

Benevento v Chievo_ Match Review.png

La sosta di novembre per le nazionali, con lo spareggione mondiale Italia-Ucraina, è ormai alle porte, ma c’è ancora un ostacolo da affrontare prima di mettersi sul trespolo a gufare Ventura, ovvero la Fiorentina. La Viola è una squadra da cui non si sa mai cosa aspettarsi, soprattutto in casa, e pare giusto considerarla un’insidia bella tosta per i nostri eroi. A complicare la situazione c’è un leggero infortunio occorso a Yurchenko, il quale recupera giusto in tempo per la partita ma non è assolutamente in grado di reggere novanta minuti. Considerando che è l’unico elemento di qualità del branco, parte titolare e resterà in campo finché le gambe lo sorreggeranno. A lungo, si spera.

E in fondo, come si fa a non voler bene a Yurcholo? Al 22′ Letizia rimette il pallone in campo con le mani, Memushaj controlla e appoggia all’indietro per il nostro delizioso centrocampista ucraino, il quale, appena fuori area, tira di prima una legnata clamorosa che finisce sotto l’incrocio. Sportiello non ci fa una bellissima figura, ma questo ci interessa fino a un certo punto.

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Il resto del primo tempo è sofferenza senza affanno, difesa senza catenaccio. Bene così, dunque. Ma intorno al 55′ Yurchenko finisce la benzina – come previsto, dopotutto – e a malincuore lo sostituisco, sperando di riaverlo al 100% dopo la sosta.

La Fiorentina non aspetta altro. Il nostro Lazaar sa essere pericoloso con la palla tra i piedi, ma in copertura è un disastro. Lo si vede a circa venti metri da Laurini, terzino destro viola, quando quest’ultimo si fa largo in area e crossa per il Cholito Simeone, a sua volta dimenticato da Antei. Appoggio in rete e 1-1 a mezz’ora dalla fine. Un pareggio a Firenze andrebbe benone, ma Nicolas Viola – subentrato a Yurchenko – la pensa diversamente. Su un cross innocuo dalla destra (once again, Lazaar dove sei?), lo sciagurato regista sparacchia via al volo, colpendo in testa il povero Memushaj. La palla schizza verso la porta, Belec se ne accorge solo all’ultimo e smanaccia sulla linea, ma Simeone è il primo a piombare sul pallone vagante – vantaggio Fiorentina.

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Lo sciagurato Viola

I tre punti sembrano essere in cassaforte per i padroni di casa, ma per fortuna anche loro soffrono di amnesie difensive. Dopo una bella trama di passaggi, D’Alessandro (subentrato a uno spento Ciciretti) sprinta sulla destra e mette in mezzo un cross basso e velenoso. Dovrebbe esserci Laurini, pronto a spazzare, ma si dev’essere fermato pure lui al bar invece di coprire, quindi la palla finisce a Lazaar, che di prima fa 2-2. Mancano otto minuti alla fine, modalità catenaccio ON e speriamo che ce la caviamo.

Non ce la caviamo, of course. Al 91′ Gil Dias, baldo giovine in prestito dal Monaco alla Fiorentina, pesca il jolly con un tiro angolato appena dentro l’area. Belec il Bianco non ci arriva, né con la barba né coi guanti. Al 96′ Biraghi si fa cacciare, ma è ormai troppo tardi: il Benevento si ferma a Firenze, dunque, dopo nove risultati utili. Ci può stare, anche se la squadra ha dimostrato di andare nel panico senza il fosforo di Yurchenko, e non so cosa potrebbe accadere in caso di infortunio al nostro gioiellino; in compenso, la classifica dice 5° posto e +15 sulla zona retrocessione. E allora, avanti così.

Fiorentina v Benevento_ Match Review

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[FM18] Sei bella come il gol di Brignoli al 95′

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito, #3 Formiche azzurre e bulldozer tamarri 

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Certo che è ingiusto. Uno si sbatte, fa scouting ossessivo-compulsivo, analizza, valuta e porta il Benevento (fittizio) in zona Europa League. Poi arriva il Brignoli di turno e segna di testa al 95° contro il Milan per il primo punto del Benevento (reale) in Serie A e allora uno si domanda che senso abbia andare avanti, perché nemmeno un’improbabile vittoria dello scudetto potrà mai competere con l’epicità di un portiere che fa gol all’ultimo minuto, figurarsi quando è il portiere di una squadra che era diventata la barzelletta del calcio europeo.

Ma invece di mangiarsi il fegato, meglio godersi il momento. Ho guardato il video del gol in loop, per ore, senza riuscire a smettere. Ormai l’ho imparato a memoria. Abate che corre dove non dovrebbe, facendo la figura del pirla; Donnarumma che non ha la forza morale, più che i riflessi, per tuffarsi; il caro Chibsah, in modalità predatore d’area, troppo lontano dalla sfera per toccarla – e menomale, altrimenti sarebbe stato fuorigioco, e i compagni l’avrebbero crocefisso a testa in giù nel cerchio di centrocampo. E poi l’esultanza di Brignoli, i panchinari che corrono verso di lui, lo affossano e gli incrinano giusto quelle tre o quattro costole, nell’entusiasmo generale.

Che bello.

È quasi un peccato lasciare la realtà e tornare alla fantasia. Su FM Brignoli non ha segnato alcun gol, visto che non c’è stato quasi mai bisogno di assalti disperati a fine partita. E anche perché è seduto in panchina da inizio stagione.

In compenso le Streghe sono quinte in classifica dopo 8 giornate. Il morale della truppa è alle stelle. Per celebrare il 4-2 al Milan, Ciciretti si è tatuato Bonucci in stile Urlo di Munch su uno dei pochi brandelli di pelle ancora vergini. Il bomber Coda, invece, si è comprato una Nissan Qashqai – niente Porsche, lo stipendio è quello che è – e l’ha fatta riverniciare d’oro. Così, tanto per fare. Il prossimo avversario è il Napoli, il temibile Napoli di Sarri, con il tridente Insigne-Mertens-Callejon, ma i nostri eroi giallorossi non temono più niente e nessuno.

Benevento v Napoli_ Analysis Analysis.png

Il primo tempo è piuttosto avaro di emozioni. In compenso abbondano gli insulti in dialetto campano tra le tifoserie. Tra un kitammuort e l’altro, giusto al 45′ si insinua il sempre insidioso Ciciretti. Il Gordito pennella una punizione nel mucchio, il colpevolmente solo Costa incorna in rete – Reina può farci ben poco, uno a zero Benevento, tutti a bere un tè caldo (o più probabilmente una Red Bull, ma non diciamolo a Caressa).

Poco dopo l’inizio del secondo tempo, Coda ha la palla buona per raddoppiare, ma è palese che il capocannoniere della Serie A abbia la testa altrove – tra le tette della tipa paparazzata a bordo del suo Qashqai dorato, per esempio. La conclusione finisce sull’esterno della rete. Al 73′ è Mertens ad avere l’occasione d’oro per pareggiare, quando viene pescato solo davanti a Belec, ma Antei gli sussurra all’orecchio parole sconce sul conto della nuova ragazza di Coda, e l’attaccante belga tira una ciabattata immonda che rotola lemme lemme sul fondo. Il Napoli ha ancora qualche guizzo d’orgoglio, ma Belec è in versione “You Shall Not Pass!” e il risultato finale al Ciro Vigorito è 1-0. Il sogno continua.

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Antei premiato Man of the Match per i suoi sussurri a luci rosse

Con l’arrivo di ottobre giunge il momento di smettere per un attimo i panni del mister del Benevento e indossare quelli dell’avvoltoio – andiamo a vedere cosa combina la Nazionale di Ventura negli ultimi due incontri del girone di qualificazione per i Mondiali di Russia.

Nel gioco il penultimo ostacolo è il Lichtenstein fuori casa. La partita si svolge sotto un discreto diluvio, dettaglio che storicamente – come insegna il gol di Calori nel pantano di Perugia, anno domini 2000 – è favorevole anzichenò ai colpi di scena. Tuttavia, per quanto stoica si dimostri la resistenza lichtensteinese, l’Italia riesce a prendersi i tre punti grazie a un rigore di Giovinco e a un raid di Zappacosta (!) su corner di Insigne. In tribuna prendiamo del gran freddo, ma perlomeno scambiamo quattro chiacchiere con nientepopodimeno che José Mourinho – in tribuna per osservare Chiellini, secondo la stampa, ma in realtà intenzionato a discutere a quattr’occhi il possibile acquisto di Ciciretti. “No way, José” gli rispondo, ma il portoghese è un cane rognoso, non mollerà facilmente l’osso.

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L’Italia è certa dei playoff, ma potrebbe riuscire a evitarli e qualificarsi direttamente per il Mondiale con una vittoria netta sulla Spagna nell’ultima partita di qualificazione, all’Allianz Stadium di Torino. Il Ventura virtuale si rivela più saggio di quello in carne e ossa, visto che l’Italia si schiera con un 5-3-2 piuttosto coperto per tamponare lo strapotere tikitakoso degli spagnoli. È anche vero che l’Italia di un pareggio non se ne fa nulla, e infatti nella ripresa – dopo 45 minuti mosci – Insigne prende il posto di Bonucci e si passa al 4-2-4. La mossa sembra pagare, quando a 20′ dalla fine Giovinco segna su sponda di Immobile, ma un minuto dopo Diego Costa pareggia. La qualificazione diretta azzurra svanisce col passare dei minuti, anche se perlomeno il pareggio si trasforma in vittoria grazie a un rigore guadagnato e trasformato ancora da Giovinco.

La differenza reti condanna l’Italia ai playoff, dove l’avversario sarà gialloblu, come nella realtà: gli Azzurri affronteranno l’Ucraina di Shevchenko per guadagnarsi il posto in Russia. Intanto, i media descrivono la posizione di Ventura come “molto incerta”. La missione avvoltoio è ben avviata.

Italy v Spain_ Match Updates

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Con i playoff previsti a metà novembre, a metà ottobre il campionato riparte e il Benevento è atteso a Marassi per la sempre ostica sfida con il Genoa. I rossoblu hanno raccolto solo tre punti in sette partite, e la panchina di Juric comincia già a traballare, proprio come nella realtà. Tutavia nella stampa sportiva a tenere banco è il caso Coda. Il nostro bomber è disperato, dopo aver visto la sua fiamma scendere dal Qashqai dorato e optare per la Lamborghini di Dries Mertens. Resta il fatto che, data la pochezza complessiva del reparto d’attacco, nessuno è al momento in grado di soffiargli il posto da titolare.

Pronti, via e Zukanovic sfiora il gol su punizione. Poco dopo Rodriguez (Cecilia, presumo) trova Bertolacci solo in mezzo all’area, ma Belec – a cui sta spuntando una tanto curiosa quanto folta barba bianca – nega due volte il gol al centrocampista ex Milan. È un assedio, la difesa delle Streghe balla parecchio, ma il primo tempo si chiude senza gol. Anche perché Coda è un ectoplasma che vaga per il campo con la sicumera di Mirtilla Malcontenta.

Al 65′, un déjà-vu: calcio d’angolo di Yurchenko, Costa è solo soletto e di testa batte Perin. Benevento immeritatamente in vantaggio, ma va benissimo così. Il Genoa si butta in avanti alla ricerca del pareggio, offrendo così generosi spazi per il contropiede giallorosso. Peccato che Coda sia la fotocopia sbiadita dell’autore della tripletta contro il Milan di qualche settimana fa. Anche Cataldi si fa ipnotizzare da Perin, e allora sugli scudi deve salire ancora Belec il Bianco, miracoloso su Briek e Taarabt. Alla fine della fiera il risultato è ancora 1-0. Dalle scintille di Zemanlandia siamo passati all’inarrestabile pragmatismo della Juve di Capello, ma il risultato non è cambiato.

Ah, già, siamo in zona Champions League.

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Serie A_ Overview Stages

 

[FM18] Formiche azzurre e bulldozer tamarri

Football Manager è un videogioco manageriale di simulazione calcistica. All’indomani della clamorosa mancata qualificazione dell’Italia dai mondiali di Russia 2018, gli obiettivi sono due:

– salvare il Benevento dalla retrocessione;
– diventare CT della Nazionale azzurra.

Qui gli scorsi episodi: #0 Ventura scànsate, #1 Di tamarri, Bostik e malattie veneree, #2 Clamoroso al Vigorito

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Il primo punto è stato conquistato, la prima vittoria pure. Se usassimo il ruolino di marcia del vero Benevento Calcio come metro di paragone, potremmo dire di aver già compiuto un miracolo. Ma questo è Football Manager, il mondo parallelo in cui la Pro Sesto e la Juve Stabia possono vincere la Champions League. E allora perché limitarsi a celebrare un pareggio, per quanto prestigioso, o una vittoria? Lasciamo che la tracotanza abbia il sopravvento. E poi, diciamocelo, una salvezza col Benevento non sarà sufficiente a farci entrare in lizza per la panchina della Nazionale italiana.

A proposito, come è messa la Nazionale su FM? La risposta è: ‘nzomma. Anche qui la Spagna è prima nel girone, e il massimo a cui l’Italia può ambire sembra essere la qualificazione ai playoff. Ma la cosa più divertente è notare qual è l’attaccante che, insieme a Immobile, sta permettendo agli Azzurri di restare a tiro delle Furie Rosse. Non è Belotti, né (deo gratias) Eder, né Manolo Gabbiadini.

È la Formica Atomica.

Sebastian Giovinco_ Overview Profile

Forte dei suoi sei milioni a stagione per dare spettacolo in quel di Toronto, Sebastian Giovinco ha apparentemente convinto Ventura a schierarlo titolare nelle due partite di qualificazione finora simulate nel gioco. I risultati: 4-0 a Israele, 5-1 all’Albania. I gol: 5 di Immobile, 4 di Giovinco. Cifre che fanno girare la testa, direbbe l’Ing. Cane. Vedremo se il 4-2-4 videoludico riuscirà a prevalere anche sulla Spagna, o se farà la fine – desolante – del 4-2-4 con cui Ventura ha rimediato la batosta che con ogni probabilità gli ha fatto perdere la fiducia dei suoi giocatori.

Ne riparleremo più avanti, ora bisogna concentrarsi su Roma-Benevento. Le probabilità di una scoppola sono elevate. La nostra difesa ingenua, a tratti narcolettica, contro Dzeko, Perotti, Schick, El Shaarawy, Defrel e non so chi altro. Va detto però che in casa Roma abbondano gli infortunati e gli ammaccati, il che ci offre un briciolo di speranza in più.

Il pubblico non ha ancora fatto in tempo a sistemarsi in tribuna e la Roma è già in vantaggio. E io sto fissando lo schermo, confuso e inorridito.

Roma v Benevento_ Match Pitch
Belec ha il pallone in mano.
Roma v Benevento_ Match Pitch-2
Belec mette il pallone a terra.
Roma v Benevento_ Match Pitch-3
Belec è confuso.
Roma v Benevento_ Match Pitch-4
Defrel segna.

Non so che dire. Anzi, sì, ma la censura prevale. Dieci minuti dopo la Roma raddoppia con Nainggolan, perlomeno con un’azione sensata. Al 35′ c’è un guizzo di vita dei nostri: in contropiede Coda serve Cataldi che solo davanti al portiere non sbaglia. Ma a cavallo tra primo e secondo tempo Dzeko segna il 3-1 e il 4-1 con estrema facilità. Da un lato mi deprimo, dall’altro sono quasi sollevato. Questo è il Benevento che tutti conoscono. A mezz’ora dalla fine si respirano scarsezza e rassegnazione.

Poi però la Roma si inceppa. Schick esce infortunato, Strootman e Dzeko sono incerottati, Nainggolan e De Rossi paiono in debito di ossigeno. Yurchenko, nel dubbio, infila il suo secondo gollettino stagionale. Poi, out of nowhere, alla riscossa arriva Coda, da me denigrato e sbeffeggiato nello scorso episodio. E che ci crediate o meno, dal 4-1 passiamo al 4-4. Partita molto randomica, ma tant’è, e su un punto in trasferta all’Olimpico non sputo sopra.

Roma v Benevento_ Match Review
Sono perplesso. La squadra stitica a livello offensivo che mi ero immaginato sembra vittima di un’overdose di Activia. Sette tiri, quattro gol. E che dire di quel 58% di possesso palla in trasferta, nonostante il ritorno di un Chibsah dai piedi di balsa e ancora semi-sifilitico? Misteri della fede.

In ogni caso, dopo una tale prestazione a Roma, in casa con la Spal i tre punti sembrano quasi scontati. E di fatto lo sono, visto che D’Alessandro, Cicirettibbbello e Coda segnano un gol a testa nella prima ora di gioco. Poi sì, ok, c’è Viviani che azzecca un tiro da 35 metri – con Belec ancora lobotomizzato dalla partita precedente, presumo – ma subito dopo Coda (ancora lui) segna il suo 5° gol in 5 partite. Ci permettiamo il lusso di tirare i remi in barca, rallentare il ritmo, far rifiatare i titolari. Nel recupero subiamo un altro gol, ma è indolore. Il risultato finale è 4-2. Gentile Spal, un sentito ringraziamento per aver schierato un 3-4-3 piuttosto improbabile con la triade dei bolliti Borriello-Paloschi-Floccari in avanti.

Benevento v Spal_ Analysis Analysis

Tre gol all’Udinese, quattro alla Roma, quattro alla Spal. Sembra di essere a Zemanlandia. Solo che qui non ci sono allenatori boemi consumati dal tabacco, né presidenti con la fedina penale sporca… ah no, quello ce l’abbiamo pure noi.

Prossima fermata: San Siro. Andiamo a cercare di spostare quello che voleva spostare gli equilibri. Montella è ancora al suo posto, mentre in campo ci sono figure poco familiari, tipo José Mauri, che io davo per disperso, o tale Fabrizio Bustos, giovane argentino acquistato (nel gioco) da Fassone&Mirabelli per rimpiazzare Conti e il suo crociato fratturato. Da Wikipedia apprendo che i soprannomi di Bustos sono Tractor, Locomotora, Topadora e Bulldozer.

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Non ci sono più i bulldozer di una volta.

Pronti, via e il Milan passa in vantaggio con il pocanzi citato José Mauri. Ma se la difesa del Benevento è imbarazzante, pure la retroguardia del Milan non scherza, visto che poco dopo Ciciretti pesca Antei solo in mezzo all’area per l’1-1. Tuttavia la generosità dei nostri è senza pari: Di Chiara, ormai avvezzo alle vaccate, devia nella porta sbagliata un passaggio innocuo di Suso.

Le telecamere inquadrano Montella mentre sorride in panchina, quando Bonucci decide che la partita è troppo moscia, spintona Coda e regala un rigore. Lo tira Yurchenko, il rigore, perché vuoi che un ucraino non abbia sangue freddo, e giustamente Donnarumma para. Il primo tempo si chiude sul 2-1 per la squadra di casa. Nello spogliatoio Yurchenko è inconsolabile, tra le lacrime biascica frasi senza senso sulla Crimea e sull’Eurovision. Povero, piccolo Yurcholo. È sconvolto, ma non posso toglierlo, visto lo scarsume acuto dei panchinari.

E menomale che non lo tolgo. Il secondo tempo inizia e Yurcholo pesca Letizia in versone Cafu sulla fascia destra, palla in mezzo e Coda pareggia. Il Milan riprende a spingere ma senza lucidità, e in seguito a un calcio d’angolo obbrobrioso Cataldi lancia D’Alessandro in contropiede. Bonucci non rientra in tempo e Coda – lui, solo lui, sempre lui, anche lui, nient’altro che lui, proprio lui – mette al volo il 3-2. Manca mezz’ora alla fine e Montella spedisce tutti, uomini e bulldozer, in avanti per cercare il pareggio. Peccato che il sempre agile Montolivo perda palla e faccia partire un nuovo, velenoso contropiede. Ancora una volta, passaggio di Cataldi, cross di D’Alessandro, gol di Coda, con Bonucci e Romagnoli dispersi non si sa dove. 

I fischi di San Siro sono una soave melodia.

Massimo Coda è capocannoniere della Serie A e il Benevento è in zona Europa League.

Bring it on.

A.C. Milan v Benevento_ Match Review-2

Serie A_ Stats Player Detailed

Serie A_ Overview Stages-2