(n)Euro 2016 – Quando scaccolarsi non basta (#26)

In memoria dei bei tempi (brasiliani) andati, per Germania-Francia si torna alla cara vecchia cronaca live in differita. In tv la Gialappa’s con il superospite Michael, il fastidiosissimo Collovati e belle figliuole a caso.
I grandi dilemmi di giornata sono: 1) chi vincerà la partita, 2) di conseguenza, chi vincerà l’europeo (perché il Portogallo non conta, suvvia), ma soprattutto 3) dove si metterà le dita il ct tedesco Löw. Si accettanno scommesse.

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Si parte alla grande – questa la mise di Michael.

La partita non è ancora iniziata e Collovati s’è già offeso. Alla grande.

0′ – Si parte.

3′ – I tedeschi sono senza Gomez, Khedira e – per la disperazione delle pulzelle allo stadio e davanti alla tv – Hummels.

5′ – In compenso gioca quel bimbominchia di Kimmich, per gli amici il Justin Bieber di Norimberga.

6′ – Löw beccato a scaccolarsi. E uno.

7′ – GRIEZMANN! Subito pericoloso il biondino, Neuer allunga la manona e respinge.

8′ – Collovati ha un tasso di impermalosimento imbarazzante.

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Daje Joachim, più a fondo, più a fondo!

13′ – MÜLLER! Sbananata immonda da posizione favorevole. Europeo osceno, per ora, per l’uomo che suole far l’amore con il sapore.

14′ – CAN! Francia un attimo in difficoltà, Can tira dal limite dell’area ma Lloris ci arriva.

15′ – Il naso di Löw attira insetti, coleotteri e pigliamosche.

19′ – TRULLATRULLATRULLALLÀ is back! Momenti fantastici a cura di Michael.

20′ – Boateng abbatte Kimmich. Involotariamente, ma va bene così.

21′ – Kroos si incunea e poi si affloscia, Rizzoli – l’unico italiano rimasto in Francia – fa segno di proseguire.

23′ – Collovati: “Sissoko si è spostato da destra a sinistra”. Il sig. Gherarducci: “Ma è perché non le sa ancora distinguere”.

25′ – Payet su punizione, Neuer comodo comodo.

27′ – ÖÖÖÖÖZIL tira malissimo, Schweinsteiger – lo Scalatore di Maiali – un po’ meglio. Lloris mette in angolo.

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Collovati perculato per il gol preso da Hateley ormai una vita fa. Il Sig. Gherarducci è una certezza, su queste cose.

30′ – Dopo il tiro di Griezmann si è vista solo la Germania.

31′ – Giroud non ha ancora toccato palla.

32′ – Löw e la ricerca della felicità, parte seconda – beccato!

33′ – MÜLLER! Niente da fare, continua a non voler azzeccarne una. Umtiti lo anticipa a due passi da Lloris.

34′ – Giroud tocca un pallone e lo perde.

35′ – “Rizzoli è permaloso!” esclama Collovati. Grasse risate in studio.

36′ – Ammonito Can, che non la prende bene e ringhia in faccia a Rizzoli. Occhio che è permaloso, eh.

38′ – Contropiedi a cazzo da una parte e dall’altra, Muller alla fine sparacchia da 30 metri.

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Neuer, intanto, scende il cane per pisciarlo.

42′ – Griezmann tira sull’esterno della rete.

43′ – Giroud, con venti metri di vantaggio su tutti, tocca il secondo pallone e si invola – oddio, invola – verso l’area tedesca. Howedes, non esattamente un fulmine di guerra, rinviene facilmente e contrasta il tiro.

44′ – Ammonito Evra.

45′ – Giroud è ancora violaceo in volto per lo sforzo immane e inutile di pochi minuti fa.

46′ – RIGORE PER LA FRANCIA! Schweinsteiger prende la sindrome di Boateng e anticipa un avversario con la mano invece che con la capoccia. Cartellino giallo e rigore.

47′ – GOL FRANCIA! Palla da una parte, Neuer dall’altra. Uno a zero Francia, nel disorientamento generale.

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FINE PRIMO TEMPO – Tutti a bere un tè caldo (e a prendere a scapaccioni lo Scalatore di Maiali).

46′ – Si riparte! Giroud tocca il suo terzo pallone e, con ampi spazi a disposizione, tira addosso a Boateng.

47′ – Il perculamento di Collovati continua.

50′ – Ammonito Draxler, finora inesistente. Prima era stato ammonito anche Özil, per aver calciato via il pallone dopo il rigore.

54′ – I germani tengono palla ma ignorano Müller, consapevoli del suo imbrocchimento fulmineo.

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La gioia dei tifosi tedeschi dopo il rigore di Griezmann.

61′ – Si è rotto Boateng, dentro Mustafi.

62′ – Ritmi blanderrimi. La Germania, incredibile ma vero, è poco nazista sotto porta.

64′ – Löw firma la tripletta smacagiosa.

66′ – Collovati si infiamma all’ennesima presa in giro del Sig. Gherarducci.

67′ – Esce Can, entra Götze.

68′ – Il Sig. Carlo ignora la partita e cerca di capire come si dice “scaccolarsi” in francese e tedesco.

72′ – GOL FRANCIA! Uno zozzone del calcio perde palla in area tedesca, Pogba si fuma Mustafi e mette in mezzo, Neuer smanaccia malissimo, Griezmann di punta mette in rete.

73′ – PALO BIEBER/KIMMICH! Lloris non ci sarebbe mai arrivato.

74′ – Pogba tira dai ventordici metri, palla fuori. Dal nulla la partita è resuscitata.

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Loro ci credono…
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…lui un po’ meno.

80′ – Sostituzioni varie ed eventuali, i tedeschi si preparano al bombardamento finale. Il cianuro è pronto.

82′ – Dopo una ciabattata di Mustafi, Höwedes di testa va vicino al gol.

84′ – Ormai è andata, per i crucchi, temo.

86′ – GRIEZMANN! Rischia di fare il terzo, ma il tiro è centrale.

87′ – Il pubblico parte con gli “olé” a ogni passaggio dei beniamini di casa.

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90′ – QUATTRO minuti di recupero.

91′ – Fuori Griezmann, tutti in piedi ad applaudirlo.

93′ – KIMMICH! Il bimbominchia ci prova di testa, Lloris tira fuori il riflessone e smanaccia.

94′ – FISCHIO FINALE! Francia in finale e, a occhio, campione d’Europa. I tedeschi, ciucchi di fatica e parecchio imprecisi (e sfigati) sotto porta, tornano nach Hause.

(Fra)

CHE VINCA IL PEGGIORE (E COSÌ FU)
Se la semifinale Portogallo – Galles ha decretato il passaggio in finale della squadra di Sua Fastidiosità Cristiano Ronaldo, la sfida Francia – Germania tira fuori dal cilindro il secondo nome che deve contendersi il titolo di “Miglior Squadra dell’Europeo”.
Vi giuro, già a dover scrivere queste righe lo stomaco mi va in subbuglio, ecco perchè cercherò di non scrivere di una partita divertente, ma fondamentalmente inutile, e di colpire sulle ginocchia questo Europeo ignobile.
Poche volte mi è capitato di vedere un torneo in cui non è la qualità del gioco a vincere, ma il mero culo. La componente C ci sta sempre in sfide “in-or-out”, lo sanno tutti quelli che guardano le partite di Champions League o Europa League, ma non deve essere il metro di giudizio unico&assoluto per passare il turno.

Ogni squadra decente ha deciso, in un modo o nell’altro (o grazie agli scontri diretti orchestrati ad arte dai poteri in alto), di suicidarsi. Ecco spiegato il motivo per cui, in semifinale, ci arriva una squadra come il Portogallo. Una formazione così brutta da vedersi e così scarsa nel giocare che ti fa rimpiangere i tornei con San Marino e altre formazioni di serie Z della Lituania.

nazionale-calcio
Gli eroi di San Marino
La Francia arriva in finale giocando malissimo, risolvendo le partite nell’ultimo quarto d’ora (tranne contro l’Islanda, dove hanno fatto gli sbruffoni contro una formazione sulle ginocchia) e poi rintanandosi in difesa contro la Germania.
I panzer tedeschi sono mezzi KO, sono senza punte e molti in formazione hanno acciacchi vari o sono stanchi e, nonostante questo, si prodigano nell’attaccare a spada tratta. La finale (quella meritocratica) è loro. Ma lo sport è diverso ed è il peggiore che vince, grazie a due suicidi assistiti dei tedeschi.
Schweinsteiger decide di far vedere a Boateng che sa giocare anche lui a pallavolo (con conseguente rigore trasformato da Griezmann) e poi è tutta la difesa, compreso Neuer, a tirar fuori un momento d’imbarazzo e subire il raddoppio (sempre Griezmann).
Si può parlare di bravura francese nel difendersi e ripartire? O di aver scelto una tattica attendista e aver colpito una formazione in evidente difficoltà sotto porta?
No. Non si può.
La Francia gioca male, a parte qualche buon trucco “da foca” di qualche piede fino, ma riesce a tirarsi fuori dal pantano della paura di uscire in semifinale grazie al culo e al santino Griezmann.
Un po’ di giustizia divina in più e saremmo ad assistere ad un Campionato Europeo decente, in cui le squadre giocano e fanno spettacolo. Ma, soprattutto, non saremmo ad assistere ad un Campionato Europeo che ci propone, come finale, una lurida, infida, infima partita con Portogallo e Francia come attori principali.

(Zeus)

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Lui è pronto.

GALLI CONTRO POLLI
E la Francia ce l’ha fatta ad arrivare in finale. Dopotutto gli riesce solo quando gioca in casa. Con una partita essenziale, ma efficace ha battuto la Germania. Potremmo riassumere la gara con una frase: “Da una parte di galli… dall’altra i polli!”
Perché i tedeschi sono stati dei veri polli: hanno avuto le migliori occasioni, hanno fatto gioco e tirato in porta, ma un po’ l’assenza di un centravanti puro che la butta dentro senza tanti complimenti, un po’ l’assenza del fattore C, tutti i loro sforzi sono andati sprecati.
In più ci si è messo Bastian Schweinsteiger che ha alzato la mano in area come se dovesse andare in bagno: “Arbitro posso andare a fare la pipì?”, “Sì, ma prima beccati ‘sto rigore contro”. Sul dischetto ci va Griezmann e senza tanti balletti e mossette spiazza Neuer. 1-0. La Germania continua a provarci spudoratamente ma senza grandi risultati e la Francia riparte appena può con Sissoko, Griezmann e Payet; ci prova anche Giroud, ma a confronto Montolivo è Carl Lewis.
Stessa storia, stesso posto, stesso bar è il secondo tempo. La Germania entra in campo con la voglia di rimontare al più presto come un pornodivo vecchia scuola, ma quando la fortuna non c’è, non c’è. È inutile!
E allora ci pensano i galli a segnare sempre con Griezmann, ma ci mette del suo Neuer che esce male come un neo patentato da un parcheggio.
2-0 chiusi i giochi e tedeschi pronti per il mare con i loro bei sandali e con la crema solare protezione 80. Ma tanto vi scottate anche in spiaggia, è matematico!
(Colpoditacco)

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(n)Euro 2016 – L’inutilità è in finale (#25)

Ieri si è giocata la finale per il secondo posto dell’europeo – oppure, come alcuni si ostinano a definirla, la prima semifinale. Tutti tranne i portoghesi tifavano Galles – anzi, forse pure qualche portoghese dotato di buon senso – eppure i Dragoni questa volta non hanno fatto l’impresa. In finale vanno CR7 (e le sue smorfie), Nani (e la sua inutilità), Joao Mario (e il suo essere uno zozzone del calcio) e compagnia andante. Qui di seguito gli spunti di Gintoki e Zeus:

PONG, STONEHENGE E UN CALCIATORE INUTILE
Galles-Portogallo è una partita che per la scienza non si sarebbe potuta svolgere. In quanto i britannici sono capaci di giocare soltanto in contropiede, mentre i lusitani…be’, non giocano e basta. Il primo tempo infatti è stato come una partita di Pong: i gallesi portavano il pallone nella metà campo avversaria, i portoghesi lo riportavano nell’altra. Dopo svariati casi di narcolessia in tribuna, qualche anima pia negli spogliatoi ha minacciato le squadre di non provare a trascinare la partita ai supplementari e di porre fine a quello scempio. Il messaggio è stato recepito dai portoghesi, mentre i gallesi ultimamente votano sempre contro e sono rimasti sulle proprie posizioni. Letteralmente: al 50’ su un calcio d’angolo CR7 si alza in aria indisturbato, si rifà le sopracciglia e si scatta una foto prima di insaccare di testa la palla in rete, mentre la difesa gallese imitava i monoliti di Stonehenge.
Neanche il tempo di riprendersi dallo shock, che pochi minuti dopo il Portogallo raddoppia: CR7, sempre lui, colpisce la palla in modo sbilenco e l’inutile Nani allunga la gamba per insaccare il gol del definitivo 2-0.
Il Galles ha provato a scuotersi e attaccare, ma senza frutto. Il Portogallo finalmente vince una partita nei 90° e vola, inaspettatamente, in finale.
Vincitori morali restano i gallesi, i cui tifosi hanno cantato sino alla fine della partita e anche dopo.

(Gintoki)

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“No, stasera no, ho le mie cose”.

SUPERBALE NON BASTA
In novanta minuti c’è stato il primo, temibile, decreto di questo bruttissimo Europeo: il Portogallo è in finale. Uno scandalo.
Una delle formazioni più sopravvalutate e inconcludenti della storia riesce a raggiungere la finale di un Europeo dodici anni dopo quella contro la Grecia.
La via portoghese alle semifinali è semplice: non vincono mai nei 90′ regolamentari, devono sopportare le paturnie di Cristiano Ronaldo ma vanno avanti di riffa o di raffa.
Il Galles, invece, è arrembante con il suo gioco di rimessa e ha in Bale un vero tuttofare da centrocampo in su (praticamente lo si trova in ogni posizione del campo).
Il match fra queste due squadre, una inconcludente in attacco (Portogallo) e una che gioca di rimessa (Galles), preannuncia noia assoluta e supplementari assicurati.
Come sempre, e forse è il bello di questo gioco, le squadre fanno di tutto per smentire i pronostici di risultato (ma non della noia).
Nel primo tempo, il Portogallo attacca ma è una pippa. Il Galles, quando non riesce a ripartire, non ha idee di gioco (sembra l’Italia, ma con un Bale che è un’iradiddio). Questo per un tempo, perciò immaginate lo strazio infinito di noi spettatori.
I secondi 45 minuti partono con qualcosa di diverso: il Portogallo attacca, segna (CR7 di testa), riesce a proteggere l’attacco isterico dei gallesi e poi segna una seconda volta (ancora Nani, che è scarso forte, ma in questo Europeo sembra quasi un giocatore decente… non fatevi ingannare però).
L’uno-due in tre minuti spacca le gambe al Galles che, non abituato ad attaccare ed essere costretto a creare gioco, si perde nel classico bicchier d’acqua e non combina niente. Gareth Bale corre, si danna l’anima e occupa tutte le posizioni del campo, ma la frustrazione e la delusione hanno la meglio e, anche lui, rimane invischiato nel non-gioco collettivo della sua squadra.
Galles fuori e Portogallo in finale. Che tristezza.

(Zeus)

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No, non è una bestemmia, ma un ringraziamento.

(n)Euro 2016 – Solita sofferenza e rincorse rivedibili (#22)

E alla fine l’Italia venne eliminata. Ai quarti di finale, come ad Euro 2008, ma almeno senza fare figure di cioccolata, come era invece accaduto negli ultimi due mondiali. La qualità a disposizione era limitata, ma grinta e organizzazione hanno compensato parecchie lacune, a tal punto da portare ai rigori la Germania campione del mondo in carica.

È stato bello vedere Grazianone Pellé, non esattamente Gigi Riva, riuscire dopo 120 minuti a calamitare ogni palla lunga – e poi pazienza se il controllo non era proprio dolcissimo. È stato bello vedere De Sciglio giocare a calcio dopo più di due anni di anonimato, così come è sempre bello vedere San Gigi fare miracoli in porta. Certo, le palle roteano, perché perdere ai rigori non è mai piacevole, ma l’unica cosa che si può rimproverare a Conte – a mio avviso – è l’aver sostituito Chiellini con Zaza a 15 secondi dai rigori. Un po’ perché studi scientifici dimostrano[citazione necessaria] che i calciatori messi in campo APPOSTA per i rigori non segnano MAI; e un po’ perché Zaza è uno perfettamente capace di prendere una rincorsa alla Fred Flintstone e sparare la palla su Plutone – glielo si legge negli occhi.
(Fra)

120 MINUTI DI SOFFERENZA
Togliamo via subito la retorica nazionalista della partita coraggiosa etc etc. L’Italia è riuscita ad arrivare ai rigori perché la Germania non ha avuto la forza (e fortuna) necessaria di sfondare le linee difensive degli avversari. In avanti, gli Azzurri hanno combinato ben poco e se l’occasione più grande arriva su tiro di Sturaro (esemplare di un’Italia priva di elementi capaci di spaccare le partite e fare la differenza), allora si capisce che i rigori sono stati un delusione per la Germania, non per l’Italia.
La difesa italiana ha retto bene e il quartetto juventino ha bloccato molti degli attacchi portati avanti a folate dalla schiera di fantasisti tedeschi. Per un Thomas Müller abbastanza sottotono (e sempre iper-polemico), c’era un Mesut Özil carico a pallettoni e capace di spaccare la partita segnando su rimpallo fortunoso.
Da quel momento in avanti è partito lo psicodramma italiano condito da gambe molli, nervosismo (e una telecronaca oscenamente di parte… i gialli c’erano tutti) e paura di prendersi un paio di altri pappine sui denti (cosa che stava succedendo su colpo di tacco (!!) di Marione Gomez, uno che ha fioriere al posto dei piedi, e rovesciata di Draxler).
C’è da dire che l’Italia ha anche retto il colpo fino al gol del fantasista dell’Arsenal, compattandosi molto dietro e partendo in contropiede, ma Neuer non è mai stato impegnato. La Germania, all’inizio, ha studiato l’Italia, copiandone lo schema e poi, vedendo la pochezza del gioco d’attacco, ha strutturato la sua partita con passaggi infiniti e poi via con le azioni offensive. Proprio da una folata sulla fascia nasce, fra mille rimpalli e sfortune difensive, il gol tedesco.

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La reazione italiana è fiacca ma c’è… anche se è la Germania che tenta il suicidio grazie alla difesa scomposta di Boateng e con il successivo rigore trasformato da Bonucci.
Il pareggio sta stretto alla Germania ed è un lusso per l’Italia, ormai allo stremo delle forze con molti dei suoi giocatori (Eder, Chiellini, Sturaro, Florenzi – sostituito prima della fine dei 90 minuti regolamentari).
La Germania inizia i tempi supplementari con la stessa impostazione tattica: far girare il pallone e far stancare i giocatori avversari. L’Italia ci casca, si sfianca rincorrendo il pallone e in sterili ripartenze. I cambi cambiano poco e si vede sempre la stessa sinfonia: Italia che cammina e Germania che non sfonda (grazie anche a buoni interventi dei difensori e di Buffon). I supplementari finiscono in parità, ma c’è ancora il tempo per inserire Zaza come rigorista al posto di un dolorante Chiellini.
Ai rigori, incredibilmente, l’Italia è in vantaggio a causa di un super Buffon (para un rigore, seppur calciato malissimo dall’attaccante da Thomas Müller), ma Zaza e Pellé tirano due rigori così orribili da dover essere censurati (perdonabile, in parte, l’errore di Bonucci).
Solo l’errore, ancora, di Schweinsteiger tiene in vita le speranze italiane che, inevitabilmente, si infrangono sul rigore di Darmian (non proprio un rigorista nato) e sulla realizzazione di Hector (anche lui oltre lo stanco… e infatti tira un rigore di burro che Buffon intuisce ma non para).
Questa sera vedremo chi affronterà la corazzata tedesca: i fortunosi francesi o i volenterosi islandesi? Lo sapremo fra 90 minuti.
(Zeus)

Italy v Republic of Ireland - Group E: UEFA Euro 2016