(n)Euro 2016 – Polonia? Qualcuno ha detto Polonia? (#03)

Oggi è il turno della favorita numero uno, la Germania, e della nazionale campione in carica, la Spagna. A presentarci i loro gironi è il sommo Zeus (qui il suo blog: https://musicfortraveler.wordpress.com/)!

GIRONE C – GERMANIA, UCRAINA, POLONIA, IRLANDA DEL NORD
Autore: Zeus

Senza timore di smentita, direi che, in questo gruppo C, tutti hanno la possibilità di arrivare secondi. Anche perché, se la Grande Germania non si fuma un cannone da chilo pre-partita, farà girone a sé e poi saluterà tutti.

GERMANIA
Io sono un grande sostenitore dei film trash, ecco perché apprezzo che il CT abbia chiamato Gomez come punta. Spettacolo, scarparo come pochi. Il resto è senza ombra di dubbio un grande squadrone. Dalla porta al falso nueve in salsa di strudel, il Grande Reich Tedesco del calcio ha la potenzialità di arare porte e campi come solo nella Seconda Guerra Mondiale. E poi, lo sapete benissimo, quando si parla di Europa e di avversarie come Polonia e Ucraina, la Germania sente un ribollio all’altezza della settima divisione Panzer.

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«Polonia? Qualcuno ha detto Polonia?»

UCRAINA
Il Pippametric 2016, il precisissimo strumento di valutazione delle formazioni calcistiche che usiamo in redazione, da l’Ucraina al pari dell’Irlanda del Nord come Reginetta della Pippa calcistica. Mi verrete a dire che con Shevchenko era tutta un’altra cosa, ma io vi rispondo che… vabbè, non posso insultare nessuno, perciò inserite una bestemmia a caso. I giocatori vengono tutti dal campionato nazionale e, stranieri arrivati per i soldi e spariti per il freddo a parte, è risaputo che il campionato ucraino è un po’ il fiore all’occhiello dell’Europa. Senza scherzi… Russia e Germania se lo papperebbero senza problemi… ah, no, l’hanno già fatto in passato. Memoria labile.
Fortuna che ci sono le supporter che mettono simpatia.

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“Simpatia”.

POLONIA
Formazione giovane e con un Lewandowski come carro armato centrale. Ma il resto della truppa è quantomeno birichino. Cosa viene dalla Polonia? Gnocche, arte, Papa e gulasch. Il resto è fantasia. E poi tenete presente che alla Polonia non gliene sbatte niente dell’Europeo: i polacchi hanno il dente avvelenato dal 1939, figurati se si lasciano scappare l’occasione di prendere a bastonate il colosso tedesco. Che poi ci riescano è un’altra cosa, ma almeno ci mettono la cavalleria (ops, battute guerresche a casaccio) e un gran paio di palle per fargliela vedere ai mangia-crauti.
E poi voglio una bella lotta fra Wags polacche e Wags tedesche, con tanto di cuscinate, tette e sguardo a papero morto. Voglio questo. E spero arrivino secondi, il primo del girone extra-Germania. Perché se lo meritano.

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I coniugi Lewandowski provano così a sfuggire alle SS…

IRLANDA DEL NORD
Avevo finito le cose da dire dopo la premessa generale, figuratevi adesso che ho scoperto che c’è l’Irlanda del Nord nel girone. Stupendo. L’unico colpo a sorpresa contro la dominazione teteska del mondo sono questi iracondi irlandesi.Già prima del fischio d’inizio della prima partita saranno allo Stadio Alcolico. Figuriamoci quando giocheranno loro… sarà la Grande Fratellanza Sbronza. Il match con la Germania si ricorderà soprattutto per l’ardua lotta nel decidere chi ha il pubblico più sfatto. Non penso avranno grande chance, ma potrebbero giocare al Pirata Po-po contro l’Ucraina e tirare quattro sassate alla Polonia… anche se i polacchi sono iracondi di loro e perciò sarà un match bello teso. Non ci sono grandi nomi nella formazione, perciò si va di collettivo e di culo.

Loro sono pronti.

 

GIRONE D – SPAGNA, CROAZIA, REPUBBLICA CECA, TURCHIA
Autore: Zeus

Bello questo girone. Quattro formazioni che si possono giocare il primo posto senza problemi, forse con la Turchia a fare la Cenerentola di turno. Sulla carta la Spagna è più forte delle altre, ma da un po’ di tempo sono un po’ loffi… a parte quando prendono l’Italia a pallonate nei denti. Croazia e Repubblica Ceca sono buone formazioni, non il top, ma tignose, rompiballe e con qualità.

SPAGNA
La formazione è sempre la stessa da anni a questa parte. Manca Xavi, ma ormai lo usano nei ritiri del Campionato del Nonno e perciò non era praticabile (deve rientrare alle 8 di sera per poter prendere le medicine e mettersi a letto). Questa volta hanno qualche attaccante, perciò, pregando il Grande Capro, smetteranno di infestare i campi di calcio con il falso nueve che ha, detta in maniera calcistica, rotto il cazzo. Sembra strano, ma dopo il periodo d’oro della Spagna, da un po’ di anni sembrano aver perso smalto. Nel campionato spagnolo la fanno da padrone gli stranieri, e questo è un bel problema per fare le formazioni, e gli stranieri naturalizzati (vi ricordate la sega infinita di Diego Costa?) sono a casa a giocare alla Play. Stupendo. Spero si stia mangiando le tapas e rimpiangendo di non essere rimasto col Brasile.
Nota a margine per il portiere: se tengono Casillas nella forma attuale, cioè dopo che ha scoperto la carne di Carbonero (tipica antilope che pascola al lato del campo da gioco), vedremo delle uscite a farfalle che neanche Darwin potrebbe immaginare.

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«Iker… hai chiuso il gas prima di uscire, vero?»

CROAZIA:
Formazione ostica e rognosa da sempre, quella della Croazia potrebbe essere la squadra che, con dito medio alzato e orgoglio a scacchi rossi-bianchi, si porta a casa il girone. Non lo dico per scherzare, se la Spagna gioca demmerda come ha fatto negli ultimi tempi allora c’è la speranza che faccia la seconda. Compagine anche talentuosa, soprattutto nella persona di Modric (vero metronomo di centrocampo), e non disdegna di massaggiare guance, stinchi e caviglie con gli altri macellai in formazione. Mandzukic è esemplare in questo: centravanti vecchio stile – ne piglio uno (di zigomo) e poi provo a far gol. Rigorosamente in quest’ordine.

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Forza Croazia!

REPUBBLICA CECA
Se le notizie che mi giungono sono vere, la Repubblica Ceca ha portato anche Tomas Rosicky per questo Europeo. Sono estasiato, come giocatore mi è sempre piaciuto… anche adesso che è in età pensionabile e prende i sussidi dall’INPS di 32 Stati per sopraggiunta vecchiaia. Amabile come cosa. Non come certe squadre che si ostinano a lasciare a casa promettenti 40enni in ottima forma! Stolti! Considerazioni sul giocatore a parte, quella della Repubblica Ceca è una formazione che ha la potenzialità (da molto tempo inespressa) di rompere un po’ a tutti. Giocatori talentuosi ne ha e sono anche operai, ma è da secoli che non fanno niente di decente in Europa, perciò direi che è meglio goderci le scaramucce che sperarli nel primo slot del Gruppo. Ma chi lo sa, Satana potrebbe essere contento di loro e farli avanzare.

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L’immarcescibile Tomas.

TURCHIA
E tutti quanti cantano: Fa-tih Te-rim! Voglio la Turchia prima nel girone. Così otteniamo due soddisfazioni: la Spagna non è prima e, alla Merkel, viene un coccolone. Vi rendete conto, i Turchi che passano il turno in Europa è una di quelle classiche storie di contrappasso e metafore che piacciono tanto agli allenatori da bar. E poi io sono dietrologo, vedo significati infimi anche dietro il nulla, perciò figuratevi se non li vedo dietro una Turchia vincente. Succederà mai? Non si sa. Anche la Grecia ha vinto l’Europeo (ed era una squadra di uno scarso da far paura), figuriamoci se non ha una chance la Turchia che, almeno, un po’ di talento sparso ce l’ha.
Ci sono giocatori di grande spessore e qualche stella persa nei meandri del calciomercato (Arda Turan del Barcellona che ha passato più tempo a grattarsi le pudenda che giocare) e Fatih Terim a dirigere l’orchestra, ma tutto sommato il Pippametric 2016 non li mette in pole position per il passaggio.
Io vi auguro solo una cosa: battete la Spagna. Poi potete anche uscire.

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Altro che Erdogan…

#05 – Mattatoio N. 5 (+Wellentheorie)

Oggi un post in edizione speciale: la sempre brillante Wellentheorie (se non avete mai letto il suo blog, rimediate – è fantastico) ha offerto il suo contributo su una delle letture di inizio anno. E qui i contributi altrui sono sempre ben accetti, soprattutto quando le recensioni latitano. Di seguito trovate i nostri pensierini.

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Cosa:
[W] Mattatoio n. 5, o La crociata dei bambini (Danza obbligata con la morte)

[F] Slaughterhouse-Five, or The Children’s Crusade: A Duty-Dance with Death

Chi:
[W/F] Kurt Vonnegut

Quando:
[W/F] 1969

Dove:
[W] principalmente Dresda in Germania, Ilium nello stato di New York, il pianeta Tralfamadore

[F] Germania e USA, ma soprattutto nella testa bacata di Billy Pilgrim

Come:
[W] italiano (Feltrinelli, 2003, traduzione di Luigi Brioschi)

[F] American English

Perché:
[W] Se avete visto Lost, vi ricorderete il personaggio di Desmond Hume.

lostdesmondDovreste anche sapere che la serie è piena di riferimenti letterari, più o meno espliciti. L’intero episodio “The Constant” è una grossa citazione di Mattatoio n. 5: Desmond viene sbalzato avanti e indietro nel tempo (tra il 1996 e il 2004), proprio come Billy Pilgrim, e viene definito da Daniel Faraday “unstuck in time”, proprio come Billy Pilgrim (il secondo capitolo di Mattatoio n. 5 inizia così: “Listen: Billy Pilgrim has come unstuck in time”, che in traduzione italiana si banalizza tristemente “Ascoltate: Billy Pilgrim ha viaggiato nel tempo”). È questo il motivo per cui ho letto il romanzo di Vonnegut, e per cui ringrazio ogni giorno gli sceneggiatori di Lost.

[F] Perché di Vonnegut avevo letto la sua raccolta postuma di commencement speeches, che non mi aveva convinto più di tanto, e allora avevo deciso di ritentare con il suo romanzo più celebre.

Sunto:
[W] L’intera trama è riassunta nelle prime due-tre pagine del secondo capitolo: Billy Pilgrim, ventenne, partecipa alla seconda guerra mondiale, viene fatto prigioniero dai tedeschi, assiste e miracolosamente sopravvive al devastante bombardamento di Dresda. Torna nella città natale, e circa venticinque anni dopo racconta pubblicamente per la prima volta dei propri viaggi nel tempo: Billy Pilgrim, involontariamente, senza preavviso, viaggia ripetutamente avanti e indietro, ritrovandosi in diversi momenti della propria vita. Il romanzo segue il filo di questi viaggi, con una narrazione non lineare che alterna il racconto dell’esperienza della guerra in Europa a momenti della vita civile (il matrimonio, il ricovero per esaurimento nervoso, il lavoro di ottico,…).

indexQuesto stratagemma narrativo permette di preparare con cura il racconto degli eventi più drammatici: il bombardamento di Dresda del febbraio 1945, che viene descritto verso la fine del libro e acquisisce grande impatto emotivo, e la morte di Edgar Derby (non vi spoilero niente: se ne parla fin dall’incipit), lasciata per l’ultima pagina – una morte singola, ironica e paradossale che si pone in confronto con il bombardamento che ha ucciso migliaia di persone.

[F] Billy Pilgrim, 20enne americano rachitico e ingenuo, sta alla guerra in trincea come Jane Austen sta al vajazzling. E infatti quando Billy viene rapito dagli alieni e costretto a riprodursi con una pornostar davanti agli abitanti del pianeta Tralfamadore, la verosimiglianza del racconto quasi aumenta. Il bombardamento di Dresda è l’evento portante del libro, ma resta sullo sfondo, soprattutto nella sua fattualità storica. In primo piano ci sono Billy, il suo continuo fluttuare nello spazio-tempo e il leggero, inesorabile e a tratti grottesco incedere della Morte.

Bonus:
[W] Nonostante sia generalmente considerato un romanzo di fantascienza, Mattatoio n. 5 è più che altro un omaggio alla fantascienza: due dei maggiori temi fantascientifici, i viaggi nel tempo e l’incontro con gli alieni, sono presenti ma non costituiscono il fulcro della storia, e possono anzi essere interpretati come illusioni di cui il protagonista Billy Pilgrim si è autoconvinto per razionalizzare il trauma della guerra e di tutte le morti che ha affrontato. E considerando che l’esperienza bellica di Billy Pilgrim rispecchia in buona parte quella di Vonnegut, il libro può essere visto come il modo trovato dall’autore per elaborare il proprio vissuto attraverso la lente della fantascienza. La stessa letteratura fantascientifica compare nella narrazione, materializzata nei romanzi collezionati da Eliot Rosewater, che diventano la lettura preferita di Billy Pilgrim, e nel personaggio dello scrittore Kilgore Trout. Oltre alla semplice storia che racconta, Mattatoio n. 5 è una riflessione sullo scorrere del tempo, della storia e della vita personale, sull’accettazione della morte, sulla necessità, per rimanere “sani” di mente e convivere con la realtà, di “impazzire” un po’ e fuggire nell’immaginazione, nella letteratura, nel pensiero di creature e culture extraterrestri. È anche un libro contro la guerra, pur nella consapevolezza che un libro non impedirà le guerre così come non fermerà i ghiacciai. Significativamente, è stato ultimato nel 1968, anno in cui la guerra in Vietnam raggiunse livelli spaventosi di violenze e costi umani, lo stesso anno in cui due attentati tolsero la vita a Martin Luther King e Robert Kennedy. La guerra in Mattatoio n. 5 viene presentata nella sua concretezza e piccolezza, appare distruttiva e insensata, e toglie dignità ai suoi partecipanti, che non sono eroi né uomini valorosi, ma ragazzini (per questo, come è spiegato nel primo capitolo, il titolo alternativo è La crociata dei Bambini) coinvolti inevitabilmente in qualcosa troppo più grande di loro. Di Billy Pilgrim qualcuno dice: “Questo non è un uomo. È un aquilone rotto”, e il commento riassume bene che il nostro protagonista non “dà prova di grande valore e coraggio affrontando gravi pericoli e compiendo azioni straordinarie” (http://www.treccani.it/vocabolario/eroe/), ma assomiglia di più a una carta in balia del vento, e per di più malconcia.

[F] La delicatezza dello stile di Vonnegut è sublime, a ogni “so it goes” – il libro ne è pieno – sembra quasi che la Morte accarezzi lo sventurato di turno prima di portarlo con sé. Affidando il ruolo di protagonista a un inetto come Billy Pilgrim, un non-eroe, l’autore non si è inventato nulla, ma la scelta risulta parecchio azzeccata se collocata nel contesto della guerra, in cui tutti – soldati, scrittori, contadini, ladri, professori – vengono sballottati qua e là come palline in un flipper.

Malus:
[W] c’è da dire che se vi piacciono le trame avvincenti, con colpi di scena inaspettati, eroi coraggiosi che lottano contro i cattivi, combattimenti e amori emozionanti, ecco, no, questo libro non è per voi. Mattatoio n. 5 è, per sua stessa ammissione, simile ai romanzi del pianeta Tralfamadore, nei quali “Non c’è principio, parte di mezzo o fine, non c’è suspense, né morale, né cause ed effetti”. Sempre a questo proposito, si veda anche la seguente citazione.

[F] Ogni tanto la narrazione dell’autore, piena di curve spigolose e improvvise deviazioni e folli inversioni a U da ritiro della patente immediato, appare un po’ fine a se stessa. Il capitolo introduttivo, prima ancora della comparsa di Billy Pilgrim, è stato snervante, giuro. Sia chiaro, sono uno strenuo difensore dell’assurdo in quanto modo di raccontare i fatti, specialmente quando c’è una guerra di mezzo, ma ogni tanto i deliri (in senso buono) di Vonnegut mi sono sembrati un po’ gratuiti.

Supercit.:
[W]

Quasi non ci sono personaggi, in questa storia, e quasi non ci sono confronti drammatici, perché la maggior parte degli individui che vi figurano sono malridotti, sono solo trastulli indifferenti in mano a forze immense. Uno dei principali effetti della guerra è, in fondo, che la gente è scoraggiata dal farsi personaggio.

[F]

“The most important thing I learned on Tralfamadore was that when a person dies he only appears to die. He is still very much alive in the past, so it is very silly for people to cry at his funeral. All moments, past, present, and future, always have existed, always will exist. The Tralfamadorians can look at all the different moments just the way we can look at a stretch of the Rocky Mountains, for instance. They can see how permanent all the moments are, and they can look at any moment that interests them. It is just an illusion we have here on Earth that one moment follows another one, like beads on a string, and that once a moment is gone it is gone forever. “When a Tralfamadorian sees a corpse, all he thinks is that the dead person is in bad condition in that particular moment, but that the same person is just fine in plenty of other moments. Now, when I myself hear that somebody is dead, I simply shrug and say what the Tralfamadorians say about dead people, which is ‘So it goes.’”

Consigliato a:
[W] be’, io lo consiglio a tutti.

[F] lettori in cerca di una prospettiva originale sui concetti di guerra e tempo; estimatori di Catch-22, di Joseph Heller; ufologi.

Curiosità:
[W] ci sono personaggi e luoghi immaginari, come Kilgore Trout, Howard W. Campbell Jr., e la città di Ilium, che ricorrono in vari libri di Vonnegut. Tanti altri elementi di Mattatoio n. 5 sono invece assolutamente reali, a partire dal bombardamento di Dresda. Ma anche i personaggi del capitolo iniziale (Bernard V. O’Hare e la moglie Mary, il taxista tedesco Gerhard Müller), ai quali il romanzo è dedicato, sono reali. Il figlio di Bernard V. O’Hare, che si chiama come il padre, ha anche un blog (http://lehighvalleyramblings.blogspot.it/). Soprattutto, il mattatoio in cui Billy Pilgrim e gli altri prigionieri di guerra sono tenuti a Dresda esiste davvero, ed è lì che è stato davvero Vonnegut nel 1945. L’edificio c’è ancora e lo si può visitare durante il “Kurt Vonnegut-Tour” (http://www.kurtvonnegut-tour.com/). Se invece vi state chiedendo della fotografia sconcia con la ragazza e il pony e della pornoattrice Montana Wildhack, be’, quelle sono inventate.

[F] Al mondo, incredibile ma vero, esistono ancora persone che vorrebbero vietare determinati libri. L’American Library Association, la più antica associazione bibliotecaria al mondo, registra le richieste di divieto formulate dai lettori di tutti gli States. Ebbene, Slaughterhouse-Five è al 29° posto nella classifica assoluta dei classici più contestati. Al primo posto, The Great Gatsby. Se si considerano invece le richieste di ban nel decennio 2000-2009, in cima alla classifica c’è la serie di Harry Potter.

Maledetti bigotti.