(n)Euro 2016 – Meno rabone, più pigiamoni (#19)

In attesa di Spagna-Italia, qualche spunto sulle partite di ieri. Tanti gol (finalmente) ma nessuna sorpresa.

LE SOLITE VINCENTI…
Il secondo minestrone degli ottavi di finale è andato (ahimè) come era prevedibile che andasse. Sono passate Francia, Germania e Belgio. Che monotonia, nemmeno un colpo di scena, nemmeno un risultato inaspettato… nemmeno un caduto celebre. Nulla, sempre le solite squadre…

La Francia, per un tempo di gioco ci aveva illuso del possibile “coup de théâtre”, perdendo (in casa) con l’Irlanda fino alla fine del primo tempo. E invece nulla, Griezmann dopo il tè freddo ha ribaltato tutto in 4 minuti. E quindi l’illusione e la speranza di una Francia fuori agli ottavi è svanita. E vabbé!

La Germania, poi, non ha dato nemmeno il minimo dubbio sulla sua grande forza. 3-0 e la Slovacchia difensivista è tornata a casa. Per non sembrare troppo sborona ha pure sbagliano un rigore con Oooozil, ma quando segna persino Mario Gomez, vuol dire che so troppo forti. Se fa bella figura anche lui, la vedo dura. Ai tedeschi mancava una punta di ruolo, ora hanno anche quella. Sono un po’ sfacciati, onestamente. È come essere belli, ricchi e intelligenti… non si possono avere tutte e tre le qualità. Ecco!

Infine, che dire del Belgio già praticamente in finale. Asfaltata l’Ungheria con 4 gol, dovrà vedersela col Galles ai quarti e poi con la vincente tra Portogallo e Polonia. Tutto è possibile, certo, ma sulla carta ha praticamente la medaglia d’argento già al collo. E pensare che questo poteva essere il percorso dell’Italia. Meglio così, va!

C’è da dire che almeno si sono visti un po’ di gol, più di due a incontro, e la noia delle partite precedenti è stata messa da parte. Sì, mi sono molto divertita a guardare queste gare…
(Colpoditacco)

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Ciaobbbella, chiamami!

…E UN’AMMIREVOLE PERDENTE
Vittoria contro i disonorevoli russi a parte, la Slovacchia non ha combinato granché a Euro 2016, finendo alla luce dei riflettori soprattutto per il catenaccio estremo messo in atto contro l’Inghilterra. Ieri, contro la Germania, non c’è stato nemmeno il tempo di organizzare la consueta muraglia, visto che la pedatona di Boateng ha subito sbloccato il risultato. Da lì in poi, per Hamsik e compagnia è stata una vera Caporetto.

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Giornata di duro lavoro per Neuer, ieri, mi dicono.

L’Irlanda ha provato a sua volta ad alzare le barricate contro la Francia, sfruttando per di più l’abominevole vaccata di Pogba a inizio partita. Ma niente, a un certo punto s’è svegliato Griezmann, e addio sogni di gloria.

A me è piaciuta parecchio l’Ungheria. Sì, ok, ne ha prese quattro dal Belgio, ma perlomeno ha giocato a calcio per buona parte della partita – perlomeno fino a quando il morale della truppa lo ha consentito. Di fronte alle squadre che sono avanzate agli ottavi grazie a un superdifensivismo ortodosso (Irlanda del Nord, Galles, Irlanda, Slovacchia) o comunque grazie a un gioco stitico e conservatore (Svizzera, Polonia), l’Ungheria è stata una bella eccezione, riuscendo peraltro ad abbinare emozioni in campo (3-3 contro il Portogallo) e risultati inaspettati (prima nel girone).

E poi, va be’, in porta c’era Gaborone Király, emblema di un calcio che non c’è più, ma ancora capace di ottime parate (vedersi il miracolo sulla punizione di De Bruyne). Perché un pigiamone vale più di mille rabone.
(Fra)

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(n)Euro 2016 – Un Super Santos ci salverà tutti (#16)

Spagna e Croazia agli ottavi, dunque, ma non nell’ordine che tutti si aspettavano. E poi, certo, la figura barbina dell’Italia-bis contro l’Irlanda. Tutto questo e molto altro nel post odierno del team (n)Euro 2016.

ALTOLÀ ALLA NOIA (E ANCHE AL SUDORE, SE PROPRIO VOLETE)
Se il buongiorno si vede dal calcio d’inizio, Croazia – Spagna dovrebbe essere una bella partita. E così è stato.
Poco più di sei minuti di gioco e Morata scaracchia in porta un tiro di stinco e fa gol. Conclusione immonda ma efficace; l’azione che ha portato Morata davanti alla porta, però, è da dizionario del tiki taka.
Da questo momento la partita si gioca in una sola metà campo, quella croata. Gli spagnoli cazzeggiano con il pallone fra i piedi (ma che piedi, si veda Iniesta per delucidazioni sul termine “calcio-giocato-bene”) e addormentano la partita, finché non trovano un varco lasciato da alcuni svarioni difensivi croati… ma alla fine si perdono.
Ci sono pochi eventi degni di nota nel primo tempo croato, uno su tutti avviene intorno al quarto d’ora. Rakitic approfitta di un’uscita a babbo di minchia di De Gea e centra traversa e palo con un pallonetto delizioso. La palla torna lenta lenta in campo, lasciando ai croati solo arditi accostamenti fra dei ed animali.
Dopo 44 minuti passati a subire ‘sta rottura di balle del tiki taka, i croati (noti per essere moderati e mai fisici e aggressivi nel gioco) decidono di attaccare decentemente. Perisic, di corsa, si beve uno stordito Juanfran e poi crossa al centro dell’area spagnola. Dal nulla appare Kalinic, fino a quel momento utile come le infradito al Polo Sud, che di tacco fa ciao-ciao a De Gea e riporta l’incontro in parità.
Il secondo tempo inizia in maniera opposta. La Spagna entra sul campo con le gambe molli e le idee confuse, mentre la Croazia attacca con il coltello fra i denti. De Gea si riscatta uscendo alla membro di segugio e parando un tiro di Jedvaj (non proprio un bomber), per poi guardare la rovesciata di Pjaca finire poco fuori dalla porta vuota.
Gli spagnoli tremano e la Croazia attacca. Pjaca sembra indemoniato e, correndo come un Forrest Gump sotto cocaina, schernisce quattro spagnoli in area di rigore prima di auto-planare sull’erba. Rigore non dato e via con le bestemmie sentite.
Dieci minuti dopo, però, il rigore viene dato… ma alla Spagna. Rigore abbastanza generoso che viene battuto, malissimo, dall’uomo-fastidioso (Sergio Ramos). Subasic si crede Handanovic e strega il difensore del Real. Rigore centrale e le manone del portiere bloccano il tiro. Si è udito distintamente Srna gridare, in croato, “Ramos Des Stas Minchias”.
Ma forse ho capito male io.
Dopo il rigore la partita cala di tono. La Spagna si accontenta del pareggio e addormenta il match a forza di passaggi e tocchetti. Lao addormenta, almeno, finché non si sveglia Perisic (di nuovo lui). L’ala croata mette il turbo, si mangia un paio di difensori spagnoli e tira una rasoiata sul palo difeso da un De Gea molto insicuro.
Siamo all’88° ed è un gol importantissimo. Con il 2-1 della Croazia, la classifica si capovolge: Croazia prima nel girone e Spagna seconda.
Adiòs al primo posto, amigos.
(Zeus)

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Ma che rigore orrendo non ho tirato?!

SONNO, AMMONIZIONI E UN MOJITO PREMATURO
Italia – Irlanda si presentava come una sfida così inutile per i colori azzurri che anche i dipendenti dell’Atac hanno evitato di fare sciopero per poterla guardare. La Eminflex durante l’incontro ha realizzato un picco di vendite, proteste invece sono arrivate dai produttori di sonniferi: “Se tutte le partite fossero così soporifere, falliremmo!” hanno dichiarato.
L’unico motivo di interesse era la presenza in campo di Bonucci, il quale, diffidato, avrebbe dovuto evitare un’ammonizione per non incorrere nella squalifica nell’ottavo di finale. Il nostro ce l’ha messa tutta facendo a cazzotti con un po’ di irlandesi a caso ma non ce l’ha fatto a raccogliere un giallo. In compenso tutto il resto della squadra è stata ammonita: Insigne, entrato nella ripresa, si è preso un cartellino per i suoi orrendi tatuaggi; Sirigu, che sostituiva oggi Buffon, perché le sue uscite a vuoto causavano colpi di vento che han fatto venire un raffreddore all’arbitro; Zaza per eccesso di bestemmie.
L’Irlanda aveva bisogno di vincere per qualificarsi almeno come migliore terza, per effetto della nuova formula degli europei che è più strana di una legge elettorale e che ora fa sì che da un lato del tabellone degli ottavi ci siano Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania e dall’altro lato la Paganese e il Varallo Pombia.
Com’è come non è, i Boys in Green hanno vinto, trovando un gol a 5 minuti dalla fine con un’incornata di Brady, che ha approfittato di una uscita avventata di Sirigu che era andato a ordinare un mojito pensando che la partita fosse finita.
Gli Azzurri non si sono impegnati molto, sono scesi in campo con l’atteggiamento di chi va a fare una grigliata a Pasquetta e nell’attesa che il montone portato da casa si cuocia sul fuoco danno due calci a un Super Santos.
(Gintoki)

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Ah, il caro vecchio Super Santos!

BRADY SEGNA. GODURIA.
Ultima partita del girone dell’Italia.
Nella formazione azzurra trovo dei piacevoli tratti in comune con quella che ha vinto contro la Svezia e che vorrei riassumere in due punti:
– non sanno fare un dribbling che sia uno;
– fanno solo passaggi lunghi, quasi nessun cross e si ha la sensazione che i centrocampisti siano dotati di tombini al posto dei piedi.
Il primo tempo è talmente noioso che cerco di fare qualunque cosa per restare sveglio… ho iniziato a stilare il 730 dei prossimi 30 anni e sto provando dell’emozione fisica nel farlo.
L’Italia inizia questa partita con la serenità di chi sa che è già passata e perciò può giocare come sa fare: cioè di merda. I giocatori caracollano per il campo e fanno un solo tiro nel primo tempo (!). Il divertimento c’è ed è guardare la sofferenza oscena di Ogbonna: ad ogni suo tocco sai che potrebbe esserci un gol, ma per l’Irlanda. Anche Bernardeschi, comunque, sbaglia stop, cross e passaggi come fosse cosa naturale.

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Come dargli torto.

L’Irlanda, d’altra parte, ci mette le palle ed è sorretta da una carica nervosa incredibile. La qualità media dei giocatori però è imbarazzante e i passaggi sono dei missili terra-aria. Degni di nota, nel marasma irlandese, Shane Long e Duffy, entrambi totalmente fuori di sé.
Tuttto questo NULLA in ben 45 minuti. E senza olio d’oliva.
I secondi 45 minuti regalano qualcosa di buono. Ma non spoilero e parto subito dicendo che l’Italia non combina niente. Dopo un po’ di pressing inutile, la nazionale azzurra si guarda allo specchio e dice: perché devo correre? E ritorna a passeggiare. Il vero gioiello è la difesa che è una collezione di giocatori in forma schifosa: Ogbonna fa pena da quanto è imbarazzante, Sirigu è timido e il duo Bonucci-Barzagli è svagato e lento.
Tutto questo cosa porta? Ad altri 30 minuti di nulla.
L’inserimento di Insigne sveglia l’Italia (palo al primo tiro), cosa che spaventa la nazionale azzurra (“ma davvero dobbiamo fare qualcosa?“): per non sbagliare, allora, si torna al Festival della cappellata inaugurato da Bonucci. Lo juventino cade da solo e perde palla, ma Hoolahan sbaglia davanti a Sirigu.
Pochi minuti dopo ecco il vero momento clou: difesa italiana ferma come un gatto di marmo, cross dello stesso Hoolahan e Brady deposita il pallone sul fondo della rete.
Irlanda 1 – Italia 0.
Dopo il gol non c’è niente. Qualche ammonizione italiana (inutile) e le belle coreografie irlandesi. Partita finita e Irlanda agli ottavi.
(Zeus)

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Tripudio verde sugli spalti.

ITALIA, SPAGNA, GERMANIA E ANSIE DA PRESTAZIONE
Questi benedetti gironi sono finiti. L’Italia, dopo la partita di ieri consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a chi soffre d’insonnia grave, troverà la Spagna (come tutti oramai sanno) agli ottavi di finale. Secondo me le è andata pure bene, forse sarò l’unica a pensarla così, ma la Croazia ha giocato finora decisamente meglio. Con le furie rosse, che non so più le furie rosse de navolta, potrebbe pure spuntarla, meglio ancora se adotta il “modulo slovacco”: tutti dietro al grido di “difendiamo la barriera”.  È previsto anche Jon Snow tra i convocati, questo in pochi lo sanno.
In tanti poi si sono lamentati del cartellone sbilanciato, ma tutto era stato fatto per mandare l’Italia in finale: come da tradizione sarebbe dovuta arrivare seconda, incontrare l’Ungheria agli ottavi, ai quarti Irlanda del Nord o Galles e poi via in semifinale… E invece, quel borioso di Conte ha voluto strafare e arrivare primo nel girone, così dopo la Spagna potrebbe esserci la Germania. Complimenti!
Ché poi, Spagna, Italia e Germania sono legate da una proporzione, che spiega il destino delle tre squadre: Spagna : Italia = Italia : Germania. In pratica, gli Azzurri se la fanno sotto appena sentono parlare di Morata e compagni; i tedeschi, inspiegabilmente, hanno l’ansia da prestazione con gli italiani, fanno sempre brutte figure. In questi giorni il destino le farà incrociare…
(Colpoditacco)

Il tabellone completo di Euro 2016. Twitter
Il tabellone completo, con la Germania che incombe.

(n)Euro 2016 – Di exploit italici e nasi onnipresenti (#09)

Siamo sinceri: nessuno dava mezza possibilità all’Italiaccia di questo Europeo. E invece… Colpoditacco e Gintoki raccontano come è andata ieri sera (alla facciazza del repsonsabile marketing della Jupiler).

IRLANDA BENE, MA NON BENISSIMO
L’Irlanda è tra le Nazionali che in genere suscita più simpatia, sarà perché i suo giocatori ci mettono sempre tanto cuore in campo raccogliendo però poco e niente. È andata così anche contro la Svezia: nel primo tempo gli Scandinavi sembravano disorientati dalla pressione degli irlandesi come noi poveri mortali quando dobbiamo montare i loro mobili. Ibrahimovic non pervenuto, era impegnato a indire conferenze stampa in cui sbeffeggiare un po’ chiunque. Hendrick, Brady e di nuovo Hendrick ci provano dalla distanza sparando dei missili terra-aria: quello di Brady si porta via un pezzo di traversa e il bianco dai boxer del terrorizzato portiere svedese Isaksson.

Nel secondo tempo la musica è sempre quella di un violino irlandese e i Boys in Green trovano un meritato vantaggio con Hoolahan che con una bella girata in torsione al grido di “Don’t try this at home” insacca.

L’Irlanda tira poi un po’ il fiato, la Svezia si scuote e Ibrahimovic, che ha terminato di fare il gradasso con la stampa, inizia a creare qualche apprensione in area. Scambia con Guidetti, mette al centro e il povero difensore irlandese Clark ricordandosi di essere una pippa colpisce di testa mettendola nella propria porta. 1-1 e sicuramente gli irlandesi avranno avuto da recriminare per un po’ e ci avranno bevuto su. Ma avrebbero bevuto anche in caso di vittoria. E anche se non si fosse giocato. Diciamo che un irlandese sobrio non si vede sul continente da secoli.
(Gintoki)

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Cheers!

NASI IMPONENTI E RISULTATI A SORPRESA
Belgio – Italia si presentava alla vigilia come una sfida molto interessante. Grande attesa c’era per capire come fosse messa l’Italia che, alla partenza, sembrava un po’ un’armata Brancaleone. Il Belgio invece partiva tra le favorite, visto il numero di giocatori molto interessanti in squadra (Hazard, Lukaku, Witsel per dirne alcuni) e complice anche il ranking Fifa che vede i Diavoli rossi al secondo posto perché il ranking funziona con degli algoritmi particolari scritti da uno studente del Cepu ubriaco.

Era anche il derby dei nasi più prominenti, quello di Chiellini e quello di Courtois, il portiere del Belgio: si mormora che se girassero la testa in sincrono scatenerebbero un tifone in Asia.

Pronti-via e l’Italia tenta di ingannare tutti, se stessa compresa, mostrando di voler giocare. Dopo tre minuti il trucco è svelato e gli Azzurri arretrano il baricentro, lasciando al Belgio il possesso palla ma solo perché si sa che gli italiani sono generosi e calorosi e vogliono far giocare anche gli altri. Giaccherini fa di tutto, attacca, recupera, aggiusta anche caldaie senza protestare. La difesa della Juventus tiene lontano dall’area i belgi, belgici, belghi…i giocatori del Belgio, che si affidano ai tiri da fuori di Naingollan.

Ed è proprio Giaccherini, dimenticato da Vermaelen, o forse era Alderweireld o forse uno che passava di lì per caso, che nel finale di primo tempo si trova da solo davanti alla porta e mette dentro il pallone dell’1-0. Conte per l’emozione comincia a sanguinare.

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Eh già…

Da lì in poi l’Italia ha finalmente la scusa per poter fare ciò che aveva in mente sin dall’inizio: catenaccio e contropiede. Il secondo tempo infatti vede il Belgio arrembante e l’Italia arrabattante, che tenta di arginare i pericoli spazzando via la palla e anche qualche belga. Fioccheranno cartellini durante la ripresa, l’arbitro parla più volte con i calciatori, che fanno finta di capirlo. Lukaku e Fellaini e poi Origi (entrato al posto di Lukaku) sbagliano clamorosamente sotto porta in più di una occasione. Conte sanguina ancora e si infila Insigne nel naso per tamponare la perdita. L’Italia ha con Pellè una occasione di testa, ma Courtois con un colpo di naso la manda fuori.

Il buon Pellè si rifarà nel recupero, quando, su un ennesimo tentato contropiede, Candreva fa la cosa giusta e la serve al centro dove l’attaccante italiano la mette dentro a porta praticamente vuota, bullandosi poi con gli amici al bar della sua grande impresa.

Non è stata una partita bellissima, si potrebbe dire brutta quasi quando le capigliature dei giocatori del Belgio ma probabilmente ha dimostrato per il momento che Conte aveva ragione: non potendo soffermarsi sulla qualità – è un po’ difficile quando manca – è meglio puntare su quantità e spirito di sacrificio.
(Gintoki)

SANGUE, GEL E… IBRA
In pochi ci credevano, io per prima, ma l’Italia ha vinto contro il tanto atteso Belgio. Gli operai, ma che fanno gruppo, hanno battuto i principini di Bruxelles. Giaccherini (o come il nostro Gin lo ha ribattezzato) Cappottini è stato il peggiore e il migliore in campo: perché fino al gol aveva sbagliato praticamente tutto, pure a mettere le calze. Poi il miracolo con tanto di sanguinamento in eurovisione: Bonucci dalla Tuscia con furore fa un assist perfetto per Giak e lui insacca alla Inzaghi. L’assist e il gol di questa strana coppia alla Snai non lo quotavano nemmeno.

Il film della partita è proseguito con i belgi che ci hanno provato in tutti i modi, che nemmeno un ventenne a Riccione con una tedesca avrebbe fatto di meglio, ma come il ventenne sono andati in bianco. Ritentate la prossima volta, magari sarete più fortunati!

Infine, il gellatissimo Pellè ha chiuso la pratica senza che gli si muovesse un capello. Grazia, Graziella e Graziano!

L’entusiasmo è alle stelle, ma vorrei ricordare che solo due anni fa al Mondiale, la prima partita contro l’Inghilterra fu vinta dall’Italia, ma poi perse come una pera lessa contro la\il Costa Rica e non passò nemmeno il girone. Quindi calmini e pensate alla Svezia, che vista ieri è pochissima roba… ma Ibra è sempre Ibra!
(Colpoditacco)