Brasil 2014 – Il superpagellone – Parte seconda (#19)

Dopo i voti alle prime sedici squadre di Brasile 2014, ecco la seconda e ultima parte del superpagellone mondiale.

GHANA 4
Così come la Costa d’Avorio, questa nazionale presentava ottime individualità (i due Ayew, i due Asamoah) e giocatori di esperienza internazionale (Muntari, Essien, Boateng), e proprio come la Costa d’Avorio, ciò non è bastato a creare una squadra compatta capace di superare un Portogallo ronaldocentrico e i modesti USA. Il rammarico aumenta se si pensa che sono riusciti a far pareggiare i futuri campioni del mondo. Da segnalare l’anaconda di Jordan Ayew in mondovisione e il declino di Boateng, che ormai in testa ha solo la Satta. Come biasimarlo.
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GIAPPONE 5
Squadra mediocre, con qualche buon giocatore (Kagawa, Nagatomo) e un allenatore bollito (Zaccheroni). Nonostante avessero Pikachu come mascotte ufficiale, i nipponici non sono riusciti a vincere nemmeno mezza partita. Unico punto positivo: lo splendido gol di Okazaki alla Colombia, uno dei più belli del torneo.
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GRECIA 7
Perché loro ci credono sempre e comunque, e in questo danno ogni volta una lezione grande così alla nazionale italiana. Tanta gente coi piedi ruvidi, qualche veterano over35 e pochi lampi di buona tecnica, eppure è stato anche così che hanno vinto Euro 2004. In Brasile Karagounis e compagni hanno fatto la loro sporca figura, eliminando la Costa d’Avorio all’ultimo secondo e sfiorando i quarti di finale.
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HONDURAS 5
Una delle squadre più scarse del torneo, se non la più scarsa. Zero punti nel girone, otto gol subiti e mai l’impressione di poter vincere o almeno pareggiare una partita. Ma hanno già fatto qualcosa di storico qualificandosi per la fase finale.
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INGHILTERRA 4
Hodgson ha provato a portare in Brasile un mix di vecchi leoni (Gerrard, Rooney) e nuove leve (Sterling, Sturridge). La miscela, che aveva dato risultati discreti nel girone di qualificazione, qui non ha pagato per niente. Rooney e compagni passeranno alla storia solo per essere riusciti a perdere contro l’Italia più sgonfia degli ultimi trent’anni.
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IRAN 7
Versione sfigata della favola costaricense, la nazionale del vecchio volpone Queiroz ha bloccato sullo 0-0 la Nigeria, ha sfiorato lo stesso risultato contro l’Argentina e ha venduto cara la pelle prima di cedere alla Bosnia. Due soli giocatori con esperienza internazionale (Dejagah e l’indimenticabile Ghoochannejhad, per gli amici Gucci), ma grinta da vendere.
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ITALIA 3
Per i risultati (immonda la sconfitta contro il Costa Rica), per l’atteggiamento messo in campo (tutti in difesa contro l’Uruguay, ancor prima di restare in dieci), per il comportamento dei singoli (Balotelli irritante) ma soprattutto per l’esasperante lentezza mostrata in ogni singola partita. Spompati oltre ogni limite, eliminazione sacrosanta.
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MESSICO 7
Diciamo che i giocatori di movimento sarebbero da 7: vittorie su Camerun e Croazia, semi-impresa agli ottavi contro l’Olanda. Dicorso a parte merita Ochoa, assieme a Navas (Costa Rica) il miglior portiere del torneo, con buona pace di Neuer. E pensare che al momento è senza squadra…
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NIGERIA 5
Ok, non è più la Nigeria di Kanu e Babangida, ma possibile che non ci sia nessuno di meglio di Obi Mikel a cui affidare il centrocampo? Vederlo con la maglia numero 10 fa stringere il cuore. Per il resto, si sono messi in mostra un paio di buoni giocatori, come Musa e il giovanissimo Omeruo. Nient’altro da segnalare.
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OLANDA 8
Perché se arrivi a un passo dalla finale mondiale schierando titolare quell’insulto al sacro giuoco del calcio che risponde al nome di Bruno Martins Indi, vuol dire che hai fatto un capolavoro. Squadra non imbattibile, ma resa difficile da battere da Van Gaal, nuovo manager del Manchester Utd, l’Olanda ha procurato al sottoscritto la gioia più grande di questo mondiale: il 5-1 alla Spagna. Da sottolineare anche il 3-0 al Brasile.
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PORTOGALLO 3
Se Ronaldo è mezzo rotto, se Pepe si fa espellere come un tordo alla prima partita, se la scarsezza dei centravanti fa rimpiangere due paracarri come Pauleta e Nuno Gomes, l’eliminazione ai gironi è l’unica alternativa possibile. Una delle squadre più sopravvalutate al mondo.
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RUSSIA 4
Nelle interviste pre-mondiale Capello si è più volte espresso sulla pericolosità del Belgio, a suo avviso l’avversaria numero uno per il passaggio del turno come prima del girone. Peccato che gli uomini di Don Fabio, oltre a perdere col Belgio, siano riusciti a pareggiare con la Corea e l’Algeria. Certo, in entrambi i casi la colpa è soprattutto di paperone Akinfeev, ma tutti gli altri non hanno brillato.
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SPAGNA 3
La caduta degli dèi. Che goduria vedere Casillas spaesato mentre Van Persie spediva la palla nell’angolino! Finalmente gli spagnoli scenderanno dal piedistallo, ora che sono stati umiliati dall’Olanda e perforati dal Cile. Il 3-0 all’Australia non inganni: gli uomini di Del Bosque (e Del Bosque stesso) sono stati tra i peggiori in Brasile.
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STATI UNITI 7
Gli americani hanno finalmente capito che il football, quello vero, non si gioca con la palla ovale ma tonda, e per il mondiale hanno assemblato una squadra tosta e compatta. Nei novanti minuti gli USA hanno ceduto solo ai futuri campioni, dato che l’eliminazione agli ottavi – contro il Belgio – è arrivata ai supplementari. In grandissimo spolvero Tim Howard, e se Klinsmann avesse convocato pure Donovan…
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SVIZZERA 6
Precisi, ordinati, normali. In una parola, svizzeri: vittoria (come da pronostico) contro l’Ecuador, vittoria (come da pronostico) contro l’Honduras, sconfitta (come da pronostico, anche se forse non così pesante) contro la Francia, sconfitta (come da pronostico) contro l’Argentina. E così, precisi e ordinati, gli elvetici hanno fatto le valigie e in tutta tranquillità sono tornati a fabbricare orologi e cioccolata.
S.

URUGUAY 6
Media voto tra il 4 per la sconfitta contro il Costa Rica e l’8 per le vittorie contro Inghilterra e Italia. La squadra si è dimostrata piuttosto Suarez-dipendente, e la sua assenza per squalifica si è fatta sentire molto contro la Colombia. Cavani particolarmente moscio, Forlan ormai improponibile a certi livelli. Ma la sufficienza ci può stare.
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E niente, con ogni probabilità si chiude qui la rubrica sui mondiali do Brasil. Per me è sempre un piacere scrivere di calcio, e se possibile del suo lato più folkloristico. Spero di aver divertito gli appassionati e di non aver ammorbato tutti coloro a cui il calcio esce da ogni orefizio: a breve si tornerà al vecchio blog. Ovvero al caos totale.

Brasil 2014 – Il superpagellone – Parte prima (#18)

E così il mondiale è finito. Per sintetizzarne gli eventi, si potrebbe prendere in prestito la celebre frase di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni Ottanta.

Football is a simple game. Twenty-two men chase a ball for 90 minutes and at the end, the Germans always win.

Ma prima di mettere via le sciarpe e le magliette in vista di Euro 2016, vediamo un attimo quali nazionali si sono guadagnate la sufficienza, quali dovranno recuperare i debiti a settembre e quali sono state bocciate senza appello. Ordunque, in rigoroso ordine alfanumerico:

ALGERIA 8
Perché se vieni eliminato agli ottavi, torni a casa e ti fanno fare una parata su pullman scoperto, è un segno positivo (a meno che non vivi a Ivrea). Di gran lunga miglior squadra africana, ha avuto la sfortuna di trovare subito la Germania agli ottavi.
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ARGENTINA 6,5
«Ma è arrivata in finale!». Sticazzi: l’Argentina non ha fatto un gran mondiale, poche balle. Girone: 2-1 sofferto con la Bosnia; 1-0 sul temibile Iran (solo perché Messi si è svegliato al 91′ e ha segnato il solito golletto da Playstation); 3-2 sulla Nigeria più scarsa degli ultimi vent’anni. Ottavi: 1-0 in contropiede al 118′ contro i cioccolatai svizzeri. Quarti: 1-0 contro un Belgio che ha giocato a calcio solo i 10′ finali. Semifinale: vittoria ai rigori dopo 120′ di nulla cosmico contro l’Olanda (e solo perché Cillessen ha il carisma di un pulcino bagnato, mica come Krul). Squadra tutto sommato stitica, ecco (e l’infortunio di Mascherano lo conferma). Messi miglior giocatore dei mondiali, poi, è una barzelletta.
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AUSTRALIA 6
Girone proibitivo, ma i canguri non hanno sfigurato. Per una squadra con un solo giocatore di livello (Cahill), non è andata poi così male: contro l’Olanda, prima di prendere il 3-2, hanno addirittura rischiato di vincere.
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BELGIO 7
Un solo, grande difetto: hanno sempre iniziato a giocare nel secondo tempo. Con Algeria, Russia, Corea e Usa se la sono cavata, con l’Argentina no. Va detto inoltre che le stelle (Lukaku, Hazard) hanno convinto solo a tratti, ma per una squadra così giovane i quarti di finale sono un ottimo traguardo. Li attendiamo con ansia al prossimo europeo.
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BOSNIA 7
Al posto della Nigeria, agli ottavi, avrebbe dovuto esserci l’unica matricola di questo mondiale. Ma quando il sacro potere della Sfiga ci si mette, è dura sopravvivere: l’autogol pro-Argentina all’esordio e le cappellate arbitrali contro la Nigeria hanno condannato Dzeko e compagni all’eliminazione. Ma le delusioni sono state ben altre.
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BRASILE 3
A proposito di delusioni. Il Brasile si strugge da sessantaquattro anni per il mondiale perso in casa, contro ogni pronostico, contro l’Uruguay. Qualcuno avrà detto: «Idea! Organizziamo un altro mondiale in casa e vinciamolo, così sfateremo la maledizione del 1950!». Certo, se poi metti assieme una squadra ridicola, rischi di perdere contro Croazia, Messico e Cile, e vieni umiliato da Germania e Olanda, forse, dopotutto, era meglio tenersi il dramma del 1950, no? La prossima volta un centravanti degno di tal nome potrebbe far comodo.
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CAMERUN 4
Squadra con evidenti limiti tecnici che non ha saputo puntare sul collettivo per affrontare gli avversari. Si aggiunga l’infortunio della vecchia volpe Eto’o e la disfatta è servita. Il Camerun è l’unica squadra che è riuscita a far fare bella figura al Brasile. Giusto per dare un’idea, eh.
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CILE 7
Altra squadra frenata dalla sfiga, questa volta sotto forma di legni: contro il Brasile traversa di Pinilla a due minuti dalla fine dei supplementari e palo di Jara nel rigore decisivo. Gran bella nazionale.
C.
COLOMBIA
9
In molti, subito dopo l’infortunio di Falcao, l’hanno snobbata. E invece i Cafeteros hanno disputato un signor mondiale e hanno espresso forse il gioco migliore visto nella fase a gironi, anche grazie alla prodezze del buon James Rodriguez. Peccato per l’abbiocco contro il Brasile.
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COREA DEL SUD 5
I tempi del mondiale casalingo e dell’arbitro Moreno sono lontani anni luce. Squadra scarsa, partite fiacche, un pareggio contro la Russia solo grazie alla papera di Akinfeev.

COSTA D’AVORIO 4
Come può una nazionale con Yaya Touré, Drogba, Gervinho e Bony essere eliminata nella fase a gironi, per di più dai non proprio implacabili greci? Ci si aspettava molto di più.
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COSTA RICA 10
«L’Italia ha nel girone l’Inghilterra, l’Uruguay e il Costa Rica».
«Be’, allora se la giocheranno le prime tre».
Già, mi dicono che sia andata proprio così. All’insegna del motto «squadra materasso un paio di palle», i costaricensi hanno travolto l’Uruguay, zittito l’Italia e contenuto l’Inghilterra, per poi superare la Grecia e costringere ai rigori l’Olanda. Una nazionale che passerà alla storia.
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CROAZIA 5
Qui era lecito aspettarsi molto di più. Va detto che Modric e compagni sono stati intortati dal sig. Nishimura contro il Brasile, ma al momento della resa dei conti, ovvero contro il Messico, hanno deluso parecchio. Anche qui, come nel caso della Costa d’Avorio, i grandi nomi non sono bastati. Da segnalare anche il portiere, Pletikosa, a tratti davvero imbarazzante.
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ECUADOR 6
Hanno pareggiato con la Francia e hanno vinto con l’Honduras, peccato per l’uno-due preso dalla Svizzera nella partita d’esordio, quando la vittoria sembrava ormai al sicuro. In base ai mezzi a disposizione, anche questa nazionale si è conquistata la sufficienza.
International Friendly - Netherlands v Ecuador
FRANCIA 7

Tantissimo talento (Pogba, Varane, Griezmann), qualche intoccabile (Benzema, Lloris) e una bella grinta: quando tra due anni la Francia ospiterà gli europei, la sua nazionale sarà una delle favorite. In Brasile la truppa di Deschamps non sfigura, ma diventa inoffensiva quando trova davanti a sé l’armata tedesca. Non male, in ogni caso.
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GERMANIA 10
Voto dettato non tanto dalla vittoria finale, quando dalla batosta epica inflitta al Brasile. Grazie, amici crucchi, vi saremo eternamente grati e forse vi perdoneremo pure i calzini bianchi con i sandali. Forse, eh.
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(continua)

 

X-Factor 4, Terza Puntata – Le Pagelle

E pensare che X-Factor non l’ho mai considerato. Poi arrivò Elio, e il martedì sera non fu più lo stesso. Vediamo di dare dei voti a ‘sti giovanotti: se l’iniziativa funziona, vedrò di proseguire nelle prossime settimane.

In rigoroso ordine di esibizione:

  • Ruggero
    “Tu vuò fà l’americano” (remix)
    Voto: 6,5
    Non so, non so. Ha la faccia simpatica, ha palesemente l’ormone libero (sempre e comunque cosa buona e giusta), canta discretamente bene e sa muoversi sul palcoscenico (forse fin troppo). Però c’è qualcosa che non mi convince. Forse tende a ammiccare troppo alla telecamera: troppe smorfie, troppi sorrisi, troppe facce buffe. Esagerato, insomma. Andrà avanti ma non fino alla fine. Iperespressivo.
  • Effetto Doppler
    “Don’t stop me now”
    Voto: 4
    Non basta saper mettere insieme tre armonie per fare un pezzo dei Queen (e che pezzo), non basta abbracciarsi a fine brano per sembrare un gruppo. Elio ripete loro per l’ennesima volta che sembrano “tre che salgono sul palco e cantano discretamente”: non ha tutti i torti. Questi tre giovanotti sembrano davvero cantare ognuno per conto proprio. Non per niente finiscono al ballottaggio finale. Manca l’affiatamento, ecco, e le voci non sono sto granché. Agglomerati (male).
  • Nevruz
    “Lithium”
    Voto: 6,5
    Mi state dicendo seriamente che è uno dei favoriti per la vittoria finale? Oh my god. Che sia un personaggio, è fuori discussione, ma tutta sta gran voce non la sento. Ok, quando canta i Nirvana è nettamente più a suo agio, e si vede: cammina, si agita, corre (con una caviglia malconcia), tenta di fare la rockstar. Per urlare, urla. Ha il sostegno incondizionato di Elio, ma secondo me c’è di meglio. Epico lo scambio di battute col proprio giudice “Ringrazio il pronto soccorso del S.Raffaele, sono stati molto simpatici” “Il rock non può dire grazie al pronto soccorso! Il rock deve fottersene!”. E la Maionchi che rotolava dal ridere. Lo vedrei bene sul glam rock. Esagitato.
  • Dorina
    “Un’emozione da poco”
    Voto: 6
    Dico subito che la stimo perché dopo tre settimane non ha ancora mandato affanculo la Tatangelo. Oddio, ci è andata molto vicina (e infatti il rapporto tra le due è in sempre in equilibrio precario) ma per ora ha sibilato molto senza mai mordere la preda. E poi piange sempre, sconfessando la presunta indole rock. Interpreta discretamente la canzone della Oxa: riesce a prendere note piuttosto basse (il che è un pregio) ma tende a strafare (leggasi: urlare) su quelle alte. Non merita l’eliminazione e infatti si salva. Pia donna.
  • Manuela
    “I never fall in love again”
    Voto: 5,5
    È dura ammetterlo, ma ho l’impressione che con lei Elio stia sbagliando tutto. Finora solo canzoni datate per lei, e l’obbligo di stare intrappolata dentro abitini di scena da prima donna. Questa è una pantera, altro che diva. Ma l’avete vista come si spalmava la vernice sul corpicino nel video girato in settimana? Nelle interviste è sempre impostatissima, ma secondo me con brani e look differenti farebbe una porca figura (o la figura della porca, scegliete voi).  Anyway, finora tre canzoni simili e tre performance opache. Mezzo punto in più per il look eliesco. Ingabbiata.
  • Nathalie
    “Piccolo uomo”
    Voto: 7,5
    Adoro questa ragazza. Adoro come riesca a farsi strada in silenzio e umiltà, adoro come ha interpretato i Muse settimana scorsa, adoro il modo in cui ha cantato ieri sera. Sa urlare e sa sussurrare, alterna grinta e tenerezza. Mi domando tuttora come abbia fatto a finire in ballottaggio nel corso della prima puntata. Se il pubblico non prende degli abbagli, farà strada. Double-face.
  • Davide
    “I feel the Earth move”
    Voto: 6,5
    Per me è sullo stesso piano dell’altro ragazzo, Ruggero. Canta bene, ammicca, ha il faccino pulito e tiene il palcoscenico. Eppure anche a lui manca qualcosa. Ecco, forse lo vedrei bene a fare quei varietà dove a cantare sono i bambini/ragazzini (“Io canto”, per esempio). E lo stesso discorso vale anche per Ruggero: intonazione ottima, presenza scenica ma tutto questo non è sufficiente. Incompleto.
  • Borghi Bros
    “Piazza grande”
    Voto: 5
    A dire il vero la canzone non è eseguita male, in puntata sono nettamente migliori dei Doppler. Eppure a me non dicono assolutamente niente. Anzi, mi paiono una di quelle coppie di musicisti che si esibiscono alle feste di paese sulla riviera romagnola, alternando valzer e mazurka. “Questa sera si esibiranno Tony Piadina, Mirko (con le sue tastiere) e i Fratelli Borghi!”. Soprattutto quello coi capelli ricci e lunghi: ce lo vedrei bene a invitare arzilli settantenni sulla pista da ballo di Rivabella. Non ci siamo proprio. Vai col liscio.
  • Stefano
    “Buonanotte fiorellino”
    Voto: 6+
    Canta bene, ok. Ma il discorso è questo: o io ho raggiunto i limiti massimi di cinismo, o a votare è un branco di ipocriti. Oppure entrambi. Con tutto il rispetto, ma voi ce lo vedete sul serio questo ragazzo a fare concerti e incidere dischi? Non è fattibile, mettetevelo nella zucca (cit). Si sa che il mondo della musica è popolato da squali (a digiuno), non sopravviverebbe per un mese. A meno che non si voglia creare un sentimento di pietà continua nello spettatore, puntando sulla balbuzie spiazzante, sull’occhialone da talpa, sull’occhio strabico e sull’espressione da Slowpoke. Vi prego ponete fine a questa farsa. Spaesato.
  • Kymera
    Polvere”
    Voto: 8
    Non mi erano dispiaciuti settimana scorsa, hanno impressionato nell’ultima puntata. I migliori della serata. Canzone perfetta, affiatamento estremo (ci credo, stanno insieme.. vi piace vincere facile?) e note altissime per falsetti impeccabili. Due livelli, anche tre, sopra i Doppler e i Borghi. Rivelazione.

Fortunatamente sono finiti in ballottaggio i concorrenti peggiori (pubblico intelligente). Dato che non era possibile eliminare entrambi, per stavolta dobbiamo accontentarci di salutare per sempre i Borghi Bros, a cui auguro una sfolgorante carriera tra i paesini sull’Adriatico. Se consideriamo la performance pura, ieri sera sarebbero dovuti uscire i Doppler. Nessun problema, settimana prossima tocca a loro.

Nel finale c’è stato tempo per l’ingresso in gara di un nuovo presunto talento. Eliminata Eliana (voto 5,5: piatta), via i Solifonica (voto 5: urlanti), ciao ciao al boscaiolo Andrea (voto 5,5: peloso), si salva la stralunata Cassandra (voto 6+: folle). Riassumendo la situazione, una pedina in più per il generale Elio, che arriva a quota 4 elementi. A proposito di Elio, diamo un votino anche ai giudici…

  • E. Ruggeri: voto 6,5
    Parla bene (anche se ha il brutto vizio di citare Mourinho), razzola male: siamo sicuri che ai provini non si sia presentato nessuno meglio dei Borghi e dei Doppler? Rischia dando una sua canzone ai Kymera, fa il colpaccio. Ha una sola arma per arrivare al podio ma se la giocherà bene. Non è cattivo, è che lo dipingono così. Compagno di merende di Elio, scambia con lui frecciate in continuazione. Samurai.
  • M.Maionchi: voto 7,5
    Settimana scorsa ha detto che i Muse sono tra i suoi gruppi preferiti, quindi non posso non stimarla. È la colonna portante tra i giudici, e si vede: sa provocare e fare polemica senza mai scadere nel trash. E soprattutto non si fa problemi a esprimere il proprio disappunto mandando a quel paese pubblico e colleghi, Tatangelo in primis. Insiste sui teenager Ruggero e Davide e sul povero Stefano: solo quest’ultimo pare avere delle chance. Genuina.
  • A.Tatangelo: voto 2
    Cosa cazzo fa lì? Chi ce l’ha messa? Cosa c’entra con una talent-scout infallibile, con un cantautore di classe e con un pezzo di storia della musica italiana? Ma soprattutto, qual è il suo scopo nella società? Perché è al mondo? Come mai non l’hanno ancora abbattuta? Ha 23 anni, parla come una 40enne, è rifatta come una 50enne e si trucca come una baldracca. Il suo cavallo di battaglia è “Tu non hai vinto il festival di Sanremo a 15 anni!”. Qualcuno le dica che Sanremo Giovani l’hanno vinto anche i Gazosa. Arrogante e superba (persino le sue “allieve” non la sopportano), cerca la frase a effetto senza tuttavia riuscirci, abbassando anzi il ritmo del programma. Per me è un no, e credo anche per molti altri. Inutile.
  • S. Belisari (in arte “Elio”): voto 8,5
    Un idolo, c’è poco da dire. Dalla scelta dei talenti (Nevruz è tra i favoriti, Nathalie sa farsi valere, Manuela potrebbe sorprendere) alla scelta del look, non ce n’è per nessuno. Elio è semplicemente un passo avanti. Si accettano scommesse sul prossimo completino: è stato simil-Morgan, gentiluomo dell’Ottocento e imperatore asburgico. Potrebbe benissimo presentarsi vestito da Giulio Cesare. O da marine. O da Darth Vader. Vedremo. Inarrivabile.

Direi che può bastare. Attendo i vostri pareri.